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sabato 21 ottobre 2017

LUISA PICCARRETA: «SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO!»

LUISA PICCARRETA: «SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO!»



Cose da fine del mondo. I "novissimi" secondo Francesco.


Sull'importante quotidiano "la Repubblica" di cui è fondatore, Eugenio Scalfari, autorità indiscussa del pensiero laico italiano, lo scorso 9 ottobre è tornato a riferire così quella che egli ritiene una "rivoluzione" di questo pontificato, raccolta dalla viva voce di Francesco nel corso dei frequenti colloqui che ha con lui:


"Papa Francesco ha abolito i luoghi dove dopo la morte le anime dovrebbero andare: inferno, purgatorio, paradiso. La tesi da lui sostenuta è che le anime dominate dal male e non pentite cessino di esistere, mentre quelle che si sono riscattate dal male saranno assunte nella beatitudine contemplando Dio".



http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/10/20/cose-da-fine-del-mondo-i-novissimi-secondo-francesco/

lunedì 25 settembre 2017

«SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO!»

« I bambini sono innocenti e amano la giustizia,
mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia. »

Gilbert Keith Chesterton

“Viviamo un momento di lotta, da cui nessuno deve disertare, poiché ciascuno ha comunque almeno una delle tre armi: 
la preghiera, la parola, la penna.  E restare in pace: 
“I miti possederanno la terra”.

Card. Carlo Caffarra.



«LE 7 ERESIE DI FRANCESCO»


    
« Ci riferiamo alle proposizioni che Vostra Santità, mediante parole, atti e omissioni – come già descritto – ha in effetti sostenuto e propagato, causando grande e imminente pericolo per le anime.
Pertanto, in quest’ora critica, ci rivolgiamo alla cathedra veritatis, la Chiesa Romana, che per legge divina ha preminenza su tutte le Chiese e della quale siamo e intendiamo rimanere sempre figli leali. Rispettosamente insistiamo affinché Vostra Santità pubblicamente rigetti queste proposizioni, compiendo così il mandato di Nostro Signore Gesù Cristo dato a Pietro e attraverso di lui a tutti i suoi successori fino alla fine del mondo: «Ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». 

«La lettera [...] afferma che il Papa, con la sua esortazione apostolica Amoris laetitia e con altre parole, atti e omissioni, ha sostenuto efficacemente 7 posizioni eretiche sul matrimonio, sulla vita morale e sull'accoglienza dei sacramenti. [...] 

La legge ecclesiale richiede che le persone competenti non rimangano in silenzio quando i pastori della Chiesa stanno ingannando il gregge. [...]

La lettera mostra come Luther, il fondatore del protestantesimo, aveva idee sul matrimonio, il divorzio, il perdono e la legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso per parola, azione e omissione.»                        


IL SANGUE VERSATO 
PER L’INDISSOLUBILITÀ DEL MATRIMONIO 
– SAN GIOVANNI FISHER E SAN TOMMASO MORO –

     «Giovanni Fisher e Tommaso Moro furono giustiziati e, cogliendo la palma d’un glorioso martirio, volarono dalla prigione terrena ai gaudi dell’eterna beatitudine. Con san Giovanni Battista, essi sono i martiri dell’indissolubilità del matrimonio come non mancò di affermare Pio XI in occasione della loro canonizzazione: essi morirono perché non desistettero di “illustrare, provare e difendere coraggiosamente la santità del casto connubio”. »  

    «La sentenza venne eseguita alle 10 del 22 giugno 1535 nella Torre di Londra: la sua testa rimase esposta all’ingresso del ponte di Londra fino al 6 luglio, quando venne gettata nel Tamigi e sostituita da quella di Tommaso Moro, che nella sua autodifesa, dopo la condanna a morte, disse che la vera causa della sua accusa di tradimento era stato il rifiuto di accettare l’annullamento del matrimonio di Enrico con Caterina. » 
   «Prima di morire, mentre nella torre di Londra Fisher meditava sull’incredibile cambiamento di scena avvenuto in Inghilterra negli ultimi 10 anni. “Guai a noi – scrisse nel suo libro sulla necessità della preghiera – che siamo nati in questi tempi maledetti, tempi – e lo dico piangendo – in cui chiunque abbia il minimo zelo per la gloria di Dio [... ] sarà mosso al pianto vedendo che tutto va alla rovescia, il bell’ordine delle virtù è capovolto, la luce splendente della vita è estinta, e della Chiesa non è rimasto nulla se non palese iniquità e falsa santità. La luce del buon esempio è spenta in coloro che dovrebbero brillare come lucerne in tutto il mondo […]. Purtroppo da loro non viene alcuna luce, ma solo tenebre oscure e inganno pestilenziale per cui innumerevoli anime si perdono”. Queste parole erano indirizzate anzitutto ai vescovi che, mancando gravemente al loro dovere di pascere il gregge di Cristo, invece di opporsi, con l’esempio e la predicazione, alla tirannia di Enrico, avevano tristemente cooperato all’apostasia con il loro silenzio colpevole. » 
«San Tommaso Moro, nella stessa prigione e nel medesimo tempo, scriveva il suo “De tristitia Christi”, la sua opera sull’infinito amore e l’inesausta misericordia di Dio. Anche lui, riflettendo sull’apostasia dei vescovi inglesi, scriveva: “Se un vescovo è sopraffatto da uno stupido sonno che gli impedisce di compiere il suo dovere di pastore delle anime – come il capitano pauroso di una nave che, atterrito dalla tempesta, si nasconde e abbandona l’imbarcazione alle onde – se un vescovo agisce in questo modo, io non esito a paragonare la sua tristezza a quella che conduce all’inferno. Anzi, la considero assai peggiore poiché tale tristezza in questioni religiose sembra derivare da una mente che dispera dell’aiuto di Dio”. »
«Lo scisma anglicano è fondato su un divorzio. Se l’indissolubilità del matrimonio venisse negata, occorrerebbe per logica revocare la scomunica di Enrico VIII e a tutta la chiesa anglicana da lui fondata. Ma rimarrebbe il sangue dei martiri di quell’indissolubilità a testimoniare che il matrimonio è di diritto divino e  nessuno, neppure “la Chiesa ha su di esso alcun potere”  .. » 
«L’indissolubilità del matrimonio è nell’ora attuale al centro di un acceso dibattito. Memori di ciò che avvenne nel XVI secolo in Inghilterra, non ci stupiremo di trovare nella Chiesa vescovi pavidi e pronti alla resa. Confidiamo che la divina Provvidenza susciti miracolosamente anime generose, pronte a difendere i diritti di Dio, vescovi e laici emuli di san Giovanni Fisher e Tommaso Moro. Ma soprattutto speriamo che, nello scenario decadente che è sotto i nostri occhi, non ci tocchi la cattiva sorte di trovare nelle gerarchie ecclesiastiche qualche novello Erode o Enrico VIII: quod Deus avertat!» 
(di Cristiana de Magistris)




I FALSI DOTTORI

«Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall'ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.» 1 Timoteo 4, 1-2

O Dio, chi è simile a te? Non tacere e non trattenerti, o Dio: poiché, ecco, i tuoi nemici hanno suonato l’allarme e quanti ti odiano hanno alzato il capo. Sul tuo popolo hanno tenuto consiglio con ostilità e hanno pensato contro i tuoi santi. […] Poiché hanno pensato in modo unanime, insieme hanno stretto alleanza contro di te […] tutti i loro capi, che hanno detto: «Prendiamo in possesso il Santuario di Dio» (dal Sal 82).


«La sola Croce è quella che fa conoscere se veramente si ama il Signore.
Però la Croce portata con pazienza e rassegnazione,
perché dove c'è pazienza e rassegnazione nelle croci c'è Vita divina.
»


Gesù a Luisa Piccarreta



QUANDO SI CHIEDE OBBEDIENZA 
PER TRADIRE LA VERITÀ

“Il riportare tutto in materia di fede all'ubbidienza può essere un modo come un altro di dire che si disprezza la verità. E ciò significa mancare all'ubbidienza più profonda che è quella dello Spirito”. 

Henri-Marie Cardinal De Lubac



SAN PAOLO 
APOSTOLO DELLE GENTI


« Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta, l'iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all'iniquità.» 2 Tes 2, 3-12 

sabato 1 luglio 2017

«CHARLIE, AYLAN → GESÙ BAMBIN»


+
«Siamo arrivati al capolinea della cultura della morte. 

Sono le istituzioni pubbliche, i tribunali, 
a decidere se un bambino ha o non ha il diritto di vivere.

Anche contro la volontà dei genitori. 

Abbiamo toccato il fondo delle barbarie. 

Siamo figli delle istituzioni, e dobbiamo la vita ad esse? 

Povero Occidente: 
ha rifiutato Dio e la sua paternità 
e si ritrova affidato alla burocrazia! 

L'angelo di Charlie vede sempre il volto del Padre. 

Fermatevi, in nome di Dio. 

Altrimenti vi dico con Gesù: 
“Sarebbe meglio che vi legaste al collo una macina da mulino 
e vi gettaste nel più profondo del mare”.»

Card. Carlo Caffarra

* * * * * * *


*
*XXXV VOL. 10 GENNAIO 1938*

LA PRIMA PREDICA 
CHE FECE IL PICCOLO RE GESÙ, 
AI BAMBINI D’EGITTO.

    Stavo facendo il giro nel «Fiat Divino». Ed oh! Come sospiro che nessun atto mi sfugga di quello che ha fatto, tanto nella Creazione quanto nella Redenzione. Pare mi manchi qualche cosa, se tutto ciò che ha fatto io non lo riconosco, non lo amo, non lo bacio, non me lo stringo al cuore, come se fosse mio. Ed il Divino Volere resterebbe come scontento, se chi vive in Esso non conosce tutti gli atti suoi, e non trova in tutto ciò che ha fatto il piccolo ti amo di chi tanto ama; e non vi è cosa che non ha fatto per lei. Onde sono giunta a seguire quando il Celeste Bambino si trovava in Egitto, nell’atto quando faceva i suoi primi passi. Ed io baciavo i suoi passi, mettevo il mio ti amo ad ogni passo che faceva, e gli chiedevo i primi passi della sua Volontà a tutte le umane generazioni. Io cercavo di seguirlo in tutto, se pregava, se piangeva, gli chiedevo che la sua Volontà animasse tutte le preghiere delle creature, e che le sue lacrime rigenerassero la Vita del suo «Fiat» nell’umana famiglia. Onde, mentre stavo attenta a seguirlo in tutto, il piccolo Re Bambino, visitando la povera anima mia mi ha detto:

     “Figlia del mio Volere, come sono contento quando la creatura non mi lascia solo. Me la sento dietro, avanti, in tutti gli atti miei. Ora, tu devi sapere che il mio esilio in Egitto non fu senza conquiste. Quando giunsi all’età di circa tre anni, dal nostro piccolo tugurio sentivo i fanciulli che giocavano, gridavano in mezzo alla strada, ed Io, piccolo qual ero, uscivo in mezzo a loro. Come mi vedevano mi correvano intorno, e chi più si voleva mettere vicino, perché era tanta la mia beltà, l’incanto del mio sguardo, la dolcezza della mia voce, che si sentivano rapire ad amarmi. Perciò mi facevano ressa d’intorno e mi amavano tanto, che non si sapevano distaccare da Me. Ora, anch’Io amavo questi bambini, e siccome l’amore quando è vero cerca di farsi conoscere, non solo, ma di dare ciò che può rendere felice nel tempo e nell’eternità, ora, a questi piccoli Io feci la mia prima predichina, adattandomi alla loro piccola capacità. Molto più, che possedendo l’innocenza mi potevano più facilmente capire. 

     Ora, vuoi sentire quale fu la mia predica? Dicevo loro: “Bambini miei, ascoltatemi. Io vi amo assai, e voglio farvi conoscere la vostra origine. Guardate il cielo, lassù tenete un Padre Celeste che vi ama assai, ma vi ama tanto, che non si contentò di farvi da Padre dal Cielo, di guidarvi, di crearvi un sole, un mare, una terra fiorita, per rendervi felici. Ma amandovi d’un amore esuberante, volle scendere nei vostri cuori, formare la sua Reggia nel fondo dell’anima vostra, facendosi dolce prigioniero di ciascuno di voi. Ma per far che? Per dar vita al vostro palpito, respiro e moto. Sicché voi camminate, e cammina nei vostri passi, si muove nelle vostre manine, parla nella vostra voce, e mentre camminate, vi movete, siccome vi ama assai, or vi bacia, or vi stringe, or vi abbraccia e vi porta come in trionfo, ché siete i cari suoi figli. Quanti baci e abbracci nascosti non vi dà questo nostro Padre Celeste, e voi, perché disattenti, non avete fatto incontrare il vostro bacio al suo, ed i vostri abbracci al suo paterno amplesso, e Lui è rimasto col dolore che i suoi figli non l’hanno né baciato né abbracciato. 

    Ora, bambini miei cari, sapete che vuole da voi questo Padre Celeste? Vuol essere riconosciuto in voi, che tiene la sua sede nel centro dell’anima vostra, e siccome Lui vi dà tutto, né vi è cosa che Lui non vi dà, vuole il vostro amore in tutto ciò che fate. Amatelo, l’amore non si parta mai dal vostro cuoricino, dalle vostre labbra, dalle vostre opere, da tutto, e questo sarà il cibo prelibato che darete alla sua Paternità. Lui vi ama assai e vuole essere amato. Nessuno può giungere ad amarvi come Lui vi ama; tanto vero, che avete anche un padre terreno, ma quanto è dissimile dall’amore del Padre Celeste, lui non vi segue sempre, non vigila i vostri passi, non dorme insieme, né palpita nel vostro cuore, e se cadete neppure ne sa nulla. 

    Invece il Padre Celeste non vi lascia mai, se state per cadere vi dà la mano per non farvi cadere, se dormite vi veglia, e anche se giocate e fate delle impertinenze sta con voi e conosce tutto ciò che fate. Perciò amatelo assai, assai”. Ed accendendomi di più dicevo loro: 

    “Datemi la parola che lo amerete sempre, sempre. Dite insieme con Me: “Vi amiamo, Padre nostro che sei nei Cieli, vi amiamo Padre nostro che risiedete nei nostri cuori”.

    Figlia mia, al mio dire, i bambini, chi si commoveva, chi piangeva di gioia, chi restava rapito, chi si stringeva tanto forte a Me, che non mi volevano più lasciare. Io facevo sentire la Vita palpitante del mio Padre Celeste nei loro cuoricini, e loro ne gioivano, facevano festa, perché non più avevano un Padre lontano, ma nel proprio cuore. Ed Io per rassodarli e per dar loro la forza a partirsi da Me, li benedivo, rinnovando sopra di quei fanciulli la nostra Forza Creatrice, invocando la potenza del Padre, la sapienza di Me, Figlio, e la virtù dello Spirito Santo; e dicevo loro: “Andate, e poi ritornerete”. E così si partivano. Ma poi ritornavano gli altri giorni, ma quasi a turbe una folla di fanciulli, si mettevano a spiare quando dovevo uscire, e per vedere che cosa Io facessi nel nostro tugurio. 

      E quando Io uscivo mi battevano le mani, mi facevano festa, gridavano tanto, che la mia Mamma usciva alla porta, per vedere che cosa succedeva. Ed oh! Come restava rapita nel vedere il suo piccolo Figlio parlare con tanta grazia a quei bambini, che si sentiva scoppiare il cuore per amore, e vedeva in essi le primizie della mia Vita quaggiù, perché di questi fanciulli che mi ascoltarono, nessuno si perdette. Il conoscere che avevano un Padre nei loro cuori, fu come caparra di poter possedere la Patria Celeste, per amare quel Padre che già stava anche nel Cielo. Figlia mia, questa mia predica che Io, piccolo Bambino, facevo ai fanciulli d’Egitto, era il fondamento, la sostanza della creazione dell’uomo. Essa contiene la dottrina più necessaria, la santità più alta; fa sorgere l’amore in ogni istante per amarsi il Creatore e la creatura. 

     Qual dolore nel vedere tante piccole vite, che non conoscono la Vita d’un Dio nelle loro anime, crescono senza Paternità Divina, come se fossero soli nel mondo; non sentono né conoscono quanto sono amati. Come possono amarmi? Quindi, tolto l’amore, il cuore indurisce, la vita abbruttisce e, povera gioventù, si dà in braccio ai più gravi delitti. Questo è un dolore per il tuo Gesù, e voglio che sia un dolore per te, affinché preghi per tanti che insegnino che sto nei loro cuori, che amo e voglio essere amato”.

martedì 12 luglio 2016

«GUAI A TE, CORAZIN!» Vangelo del giorno – Mt 11, 20-24

– CORATO –

SCONTRO FRONTALE TRA DUE TRENI CHE NON SI SONO MESSI D'ACCORDO.
LA COLLISIONE EVOCA L'ANTICA LOTTA TRA LE DUE VOLONTÀ. 

IL RICHIAMO È DAVVERO FORTE.

TRA L'UMANO VOLERE CHE NON INTENDE AFFATO CEDERE IL PASSO A QUELLO DIVINO.

URTO DRAMMATICO. LUTTUOSO.
*
CASA DI PREGHIERA PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ

SAN GIOVANNI ROTONDO LÌ 12 LUGLIO 2016


OGGETTO: LETTERA 28 GIUGNO 2016 / INCIDENTE FERROVIARIO PUGLIA


Chi conosce in quali condizioni versa la nostra drammatica e annosa situazione, ovvero quella della centenaria figlia spirituale di Padre Pio, Adriana Pallotti, a causa anche delle gravi colpe e mancanze della curia arcivescovile pugliese, di Corato – Trani con San Giovanni Rotondo, può benissimo interpretare e intravvedere nei dolorosisimi fatti odierni succeduti, i segni della collera di un Dio davvero assai sdegnato e offeso, che castiga prontamente quando con sfrontata alterigia Lo si affronta ignorandoLo o peggio ancora tradendoLo. 

Dopo la "LETTERA 28 GIUGNO 2016" inviata da Carla Sammartino ai due maggiori responsabili della nostra regione, ossia ai vescovi Michele Castoro e Giovan Battista Pichierri, per ciò che concerne il nostro delicatissimo caso ecclesiale, non fa meraviglia, dopo tutto il silenzio corrente dei monsignori, se alcune anime sostengono di percepire come segno dall'alto l'evento tragico accaduto oggi a Corato, in Puglia [cfr Vangelo del giorno – Mt 11, 20-24]. 

Inserendolo al suo "giusto posto". 

Vale a dire in una dolorosa cornice ben definibile come: 

castighi di Dio.

La Bibbia infatti dice che le colpe dei padri ricadono sui figli. È proprio così [cfr Maria Valtorta - ‘Lezioni sull’epistola di Paolo ai Romani’ - Dettato del 29.10.50 – Centro Ed. Valtortiano].

Purtroppo la colpa dei cattivi oppositori o pastori ricade sempre sulla comunità, su tutte le membra del corpo mistico della Chiesa, così come quella dei padri ricade su tutti i figli [cfr Lc 11, 37-54].

Sebbene si possa rintracciare in esso con imponenza un FORTE SEGNO, certamente funesto, ch'è al contempo un assordante richiamo per tutta la Chiesa, non solo locale, alla DIVINA VOLONTÀ di Gesù Cristo Nostro Signore, tuttavia siamo invitati ognuno a pregare uniti, con tanto fervore. 

In special modo per le tante vittime, la loro anima, quella di quei poveri anziani, tutte decedute nell'impressionante scontro fra i due treni. 

Una strage. Un olocausto.

Ma soprattutto si preghi per chi opera e compie in ogni atto della vita, con ostinato orgoglio, la propria misera e pericolosissima volontà umana senza mai degnarsi di volgere neppure uno sguardo a quella di Dio. 

Di quel buonissimo Gesù che giammai abbandona i suoi amati, i piccoli.

I: P.F.D.V. 

Nonostante appaiano così indifesi agli occhi dei suoi acerrimi nemici.

ATTENZIONE.

Per chi non si ravvede in tempo, potrebbe essere soltanto l'inizio dei dolori [cfr Mt 24].

ll Codice di Diritto Canonico del 1983 afferma che “In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi [i fedeli] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli” (CIC, can. 212 §3).

Luisa Piccarreta orante, interceda per noi, anime di Dio, a stretto giro dal Cielo.

Fiat Voluntas Tua
Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti


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*
*XXIV VOL. 2 AGOSTO 1928*

COME È VOLONTÀ DI DIO ASSOLUTA CHE ESCANO GLI SCRITTI.
L'OPERA DELLA REDENZIONE ED IL REGNO DEL FIAT DIVINO SONO
COLLEGATI INSIEME. IL CAMPO DEL VOLER DIVINO. SPIEGAZIONI.

  Mi sentivo tutta impensierita per questi benedetti scritti, il pensiero di metterli fuori è sempre un tormento per me e poi i tanti incidenti che si verificano or in un modo or in un altro, molte volte mi fanno pensare che forse non è Volontà di Dio che si pubblichino, altrimenti non sarebbero successe tante cose. Chissà che il Signore non voglia il mio sacrificio in parole, ma coi fatti forse vuole risparmiarmi un tanto dolore, che solo il pensiero d'oppormi al suo Voler Divino mi fa dire Fiat! Fiat!

Ma mentre pensavo ciò, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:

   "Figlia mia, la Volontà di Dio che vengano alla luce gli scritti della mia Divina Volontà è assoluta e per quanti incidenti ci possano essere Essa trionferà su tutto ed ancorché passassero anni ed anni, saprà disporre tutto, perché la sua assoluta Volontà venga compiuta. 

   Il tempo in cui verranno alla luce è relativo e condizionato dal tempo in cui si disporranno le creature a ricevere un tanto bene e quelli che si devono occupare a farne i banditori e farne il sacrificio per portare la nuova era di pace, il nuovo Sole che snebbierà tutte le nubi dei mali. 

   Se tu sapessi quante grazie e lumi ho preparato per chi vedo disposto ad occuparsi! Saranno loro i primi a sentire il balsamo, la luce, la vita del mio Fiat. Guardami come ho preparato nelle mie mani le vesti, il cibo, i fregi, i doni, per chi deve occuparsi, ma sto guardando chi sono i veri disposti per poterli investire delle prerogative che ci vogliono per un'opera sì santa, che io tant'amo e voglio che facciano. 

   Ma devo dirti pure che: guai a chi si oppone o possa mettere ostacoli. Tu però non spostare nulla, neppure una virgola di ciò che ci vuole per preparare il regno della mia Volontà Divina, affinché da parte mia e da parte tua, facendo ciò che ci vuole per dare questo gran bene alle creature, nulla manchi da parte nostra, affinché non appena le creature si dispongono possano trovare tutto a posto e ciò che ci vuole. Non feci io lo stesso nell'opera della Redenzione? 

  Preparai tutto, feci e soffrii tutto e nonostante i tanti incidenti contrari che vedevo, gli stessi miei Apostoli vacillanti, dubbiosi, timidi, fino a fuggire da me appena mi videro in mano dei nemici, lasciato solo, non ebbi il bene di vedere alcun frutto mentre io stavo sulla terra; ma nonostante ciò non lasciai nulla di ciò che ci voleva per l'opera completa della Redenzione, affinché qualora avessero aperto gli occhi per guardare ciò che feci, avrebbero trovato tutto il bene per essere redenti e nulla mancasse loro per ricevere il frutto della mia venuta sulla terra. 

   Figlia mia, il regno della mia Redenzione e quello della mia Volontà sono tanto collegati insieme che si danno la mano e quasi subiscono la stessa sorte da parte dell'ingratitudine umana, ma non bisogna badarci né deve arrestarsi chi deve dare e formare un tanto bene, è necessario che facciamo opere compiute, affinché da parte nostra nulla manchi e quindi disponendosi loro trovino tutto ciò che ci vuole per ricevere il regno della mia Volontà."

   Dopo ciò seguivo i miei atti nel Divin Volere, ma continuavo a sentirmi oppressa ed il mio dolce Gesù, ritornando a farsi vedere, pareva che stringesse nelle sue braccia tre o quattro Sacerdoti
e tenendoli sul suo petto come se volesse infondere in loro la vita del suo Cuore Divino, mi ha detto:

   "Figlia mia, guarda come tengo stretti fra le mie braccia coloro che devono occuparsi degli scritti sulla mia adorabile Volontà, appena vedo in Essi qualche piccola disposizione d'occuparsi, io li prendo fra le mie braccia, per infondere in loro ciò che ci vuole per un'opera sì santa. Perciò, coraggio, non temere."

   Onde dopo ciò si è fatto vedere nel mio interno, io ho visto nel fondo di esso un campo larghissimo, non di terra ma di cristallo tersissimo, ogni due o tre passi di questo campo stava il bambino Gesù circondato da una luce. Oh! come sembrava bello questo campo con tanti bambinelli, ognuno dei quali aveva il suo Sole, fulgido e bello, tutto suo proprio. 

 Io ero meravigliata nel vedere nel fondo dell'anima mia, tanti Gesù ognuno dei quali era tutto intento a godersi il suo Sole ed il mio dolce Gesù, vedendo la mia meraviglia, mi ha detto:

 "Figlia mia, non ti meravigliare, il campo che tu vedi è la mia Divina Volontà ed i tanti Gesù che vedi sono le mie verità che riguardano il mio Fiat, in ciascuna di esse c'è una mia vita, la quale formando il suo fulgido Sole si circonda di luce per spandere i suoi interminabili raggi e per far conoscere che son'io la fonte che sorge dalle mie verità. Vedi dunque quante mie vite ho messo fuori per quante verità ti ho manifestato. 

  Sono vite mie che ho messo fuori con la sorgente del Sole, non semplice luce e son rimasto nel mezzo di esse, per fare che tutti sentissero la forza, la virtù creatrice in queste verità e amo tanto ciascuna di esse quanto amo me stesso e chi non vuol riconoscere la mia vita, il mio Sole, la mia virtù creatrice in queste verità sul mio Fiat, o è cieco, oppure ha perduto il bene dell'intelletto. 

 Come pure ti dovrebbe essere di gran consolazione che possiedi in te tante vite per quante verità ti ho manifestato. Perciò riconosci il gran bene; tesoro più grande non potevo affidarti, né ti impensierire, il Sole saprà fare la sua via e siccome è luce nessuno potrà impedirgli il passo."

Poi ha soggiunto con un accento più tenero:

  "Figlia mia, la nostra Maestà adorabile ama tanto la creatura che, mettiamo a sua disposizione la nostra vita, per farne un altro simile a noi. Mettiamo la vita nostra come modello innanzi alla creatura, affinché modellandosi sul nostro, copi la nostra vita e formi dei facsimili col suo Creatore. 

 Perciò usiamo tanti stratagemmi e finezze d'amore, diamo grazie sorprendenti, per vederci copiati nella creatura. Ed allora saremo contenti quando il nostro amore, unito con la nostra Divina Volontà, vincerà la creatura e potremo riconoscere in essa la nostra immagine e somiglianza, come uscì dalle nostre mani creatrici."

*

FIAT

venerdì 19 giugno 2015

«LA SALETTE: IL MESSAGGIO.»  Apocalisse 17,14


*
* COSA STA SUCCEDENDO? *
*

LUCIANO MIRIGLIANO


*

La Salette:
l'apparizione di 
"Nostra Signora di La Salette"

*

La visita della Madonna ha inizio il 19 settembre 1846, in giorno di sabato alle tre del pomeriggio, mentre i due ragazzi sono intenti a pascolare le mucche sul Monte Planeau.

I pastorelli scorgono come un globo di luce in mezzo ad un avvallamento. Essi descrivono il fenomeno in questi termini: "Era come se fosse il sole caduto in quel luogo". Nella luce abbagliante scorgono una donna seduta, con i gomiti sulle ginocchia ed il viso nascosto tra le mani.

La Signora è vestita in maniera molto semplice, e indossa gli abiti delle donne del luogo. Ciò crea nei ragazzi, che non hanno mai viaggiato, un senso di fiducia e di familiarità. Pur nella sua apparente semplicità la Signora è risplendente di luce e la sua testa è adorna di un diadema di raggi e di rose. Ella nasconde le mani nelle maniche del vestito.

La Madonna con lacrime copiose, prende a parlare ai ragazzi. Il colloquio avviene prima in francese poi in dialetto, ed infine ancora in francese:

"Avvicinatevi figli Miei, non abbiate paura: sono qui per annunciarvi un grande messaggio. Se il Mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciar libero il braccio di Mio Figlio. Esso è così forte e così pesante che non posso più sostenerlo.

Da quanto tempo soffro per voi! Poiché ho ricevuto la missione di pregare continuamente Mio Figlio, voglio che non vi abbandoni, ma voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi.
Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il settimo, e non me lo volete concedere. È questo che appesantisce tanto il braccio di Mio Figlio!

Anche i carrettieri non sanno che bestemmiare il nome di Mio Figlio.

Queste sono le due cose che appesantiscono tanto il braccio di Mio Figlio.

Se il raccolto si guasta la colpa è vostra. ve l’ho fatto vedere l’anno passato con le patate: voi non ci avete fatto caso. Anzi quando ne trovavate di guaste bestemmiavate il nome di Mio Figlio. Esse continueranno a marcire e quest’anno, a Natale non ve ne saranno più…"

Melania non comprende la parola "patate" e crede che la Madonna abbia detto "mele". La Signora, intuendo le difficoltà di comprensione di Melania, chiarisce meglio dicendo:

"Voi non capite, figli Miei, ve lo dirò in altro modo: se avete del grano, non seminatelo. Quello seminato sarà mangiato dagli insetti e quello che maturerà cadrà in polvere al momento della battitura. Sopraggiungerà una grande carestia. Prima di essa i bambini al di sotto dei sette anni saranno colpiti dai tremiti e moriranno tra le braccia di coloro che li terranno. Gli altri faranno penitenza con la carestia. Le noci si guasteranno e l’uva marcirà".

Il dialogo tra la Signora e i veggenti continua con l’affidamento di un segreto. Dopo aver comunicato il segreto a Melania e Massimino la Signora prosegue dicendo:

"Se si convertono, le pietre e le rocce si muteranno in mucchi di grano e le patate nasceranno da sole nei campi".

Quindi confidenzialmente e maternamente la Vergine dice ai suoi amici:

"Dite la vostra preghiera, figli Miei’?"

"Non molto Signora" - rispondono

"Ah, figli Miei, bisogna dirla e bene, sera e mattino. Quando non avete tempo, dite almeno un Padre Nostro o un’Ave Maria. Quando potrete far meglio, ditene di più.

A messa, d’estate, vanno solo alcune donne più anziane. Gli altri lavorano di domenica, tutta l’estate. D’inverno, quando non sanno che fare, vanno a messa ma per burlarsi della religione. In quaresima vanno alla macelleria come cani. Avete mai visto del grano guasto, figli Miei?"

"No, Signora!" - rispondono i ragazzi.

Ora la Signora si rivolge a Massimino:

"Ma tu, figlio Mio, devi averlo visto una volta con tuo padre nel campo del Coin. Il padrone del campo disse a tuo padre di andare a vedere il suo grano guasto. Vi andaste tutti e due, prendeste in mano due o tre spighe, le stropicciaste e tutto cadde in polvere. Al ritorno, quando eravate a mezz’ora da Corps, tuo padre ti diede un pezzo di pane dicendoti: 

"prendi, figlio mio, mangia ancora del pane quest’anno perché non so chi ne mangerà l’anno prossimo, se il grano continua in questo modo"

"Ho, si Signora, ora ricordo. Prima non me lo ricordavo più".

Il colloquio con la Vergine ha termine con un accorato appello:

"Ebbene, figli Miei, lo farete conoscere a tutto il popolo. Andiamo, figli Miei, fatelo conoscere a tutto il popolo".

Detto ciò si eleva da terra e, lentamente si solleva verso il Collet. Qui è raggiunta dagli sguardi attoniti di Massimino e Melania che vedono la Sua figura dileguarsi e confondersi con la luce di cui è avvolta, quindi scompare anche la luce.


IL SEGRETO
N.B: il testo integrale del "segreto" di La Salette e i vari stralci tratti da questo, sono stati rimossi dal nostro sito. La versione del "segreto di Melania" pubblicata in passato da Profezie per il Terzo Millennio era tratta da "L'apparition de la très Sainte Vierge sur la montagne de la Salette le samedi 19 septembre 1846. - Simple réimpression du texte intégral publié par Mélanie. Société Saint-Augustin, Paris-Rome-Bruges, 1922" (quasi tutti i libri, periodici e siti Web che pubblicano il "segreto", sono in possesso del testo tratto - direttamente o indirettamente - da questo libretto). Questo libro fu pubblicato la prima volta nel 1879 con l'imprimatur del vescovo di Lecce, Mons. Zola. 

Nonostante questo imprimatur, la Santa Sede condannò, con un decreto del 9 maggio 1923, il libro di Melania iscrivendolo nell'Indice dei libri proibiti. Va precisato che la Chiesa non ha condannato il segreto in sé (cioè la parte segreta del messaggio che la Madonna rivelò ai veggenti nel 1846) ma solo la versione pubblicata da Melania nel 1879. Ma già prima del 1923 la Santa Sede aveva cercato di mettere un freno alla diffusione di quella versione del "segreto" e di altre versioni non ufficiali che circolavano a quel tempo, nonché dei tanti scritti che trattavano del "segreto"; si era visto infatti che questi scritti venivano usati da alcuni per attaccare la Chiesa, inoltre le tante illazioni che erano nate su di esso rischiavano di arrecare grave danno alle apparizioni stesse. 

Per tali ragioni nel 1915 il Santo Uffizio aveva vietato espressamente la pubblicazione di ogni testo o commento riguardante il "segreto di La Salette".

La versione del "segreto" pubblicata nel 1879 è sempre stata oggetto di controversie: esiste il sospetto che esso sia differente da quello originale rivelato dalla Vergine ai pastorelli e comunicato a Pio IX nel 1851. Alcuni studiosi sono persuasi che il "segreto" del 1879 non sia autentico, o quanto meno che il testo contenga delle aggiunte fatte dalla veggente, frutto - si dice - "della sua mente" (si ritiene che Melania possa essere stata influenzata dalla letteratura apocalittica a cui si interessò negli anni successivi all'apparizione).

Per tale motivo, ma soprattutto in ragione della condanna della Chiesa, abbiamo deciso fosse opportuno eliminare dal nostro sito il "segreto" di Melania. Si consideri infatti che nonostante l'Indice dei libri proibiti sia stato abolito dalla Santa Sede, non è venuta meno la sua "validità morale" e pertanto i divieti e le disposizioni in esso contenuti sono da ritenersi ancora oggi attuali e vincolanti per i fedeli. 

Infatti, come è stato indicato nella "Acta Apostolicae Sedis" del 1966 e ribadito dal Card. Joseph Ratzinger (che a quel tempo ricopriva la carica di Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede) in una sua lettera del 31 gennaio 1985, sebbene l’Indice sia stato abolito esso mantiene "tutto il suo valore morale", pertanto continua a non ritenersi opportuna la diffusione di tutti quegli scritti i quali per i loro contenuti possano costituire un danno per i fedeli "meno preparati".



Fonti:

"The Thunder Of Justice" di Ted and Maureen Flynn, MaxKol Communications, Inc.;

il libro "Apparizioni della Madonna" di Massimo Centini, edito da Giovanni De Vecchi Editore;



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venerdì 10 aprile 2015

* LA DIVINA VOLONTÀ PARADISO DELL'ANIMA * 1CORINZI 2,9 *

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* IV VOL. 16 LUGLIO 1901 *

IL PRINCIPIO DEL MALE NELL'UOMO.
DISTANZA TRA L'AMORE DI GESÙ
E L'AMORE UMANO.
PER ENTRARE NEL CIELO, 
L'ANIMA DEV'ESSERE TUTTA TRASFORMATA IN GESÙ.
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    Dopo vari giorni di privazione, questa mattina si è degnato di venire, trasportandomi fuori di me stessa. Ora, trovandomi dinanzi a Gesù benedetto, vedevo molta gente e i mali della generazione presente. Il mio adorabile Gesù la guardava con compassione e voltandosi a me mi ha detto: 

    “Figlia mia, vuoi sapere da dove incomincia il male nell’uomo? Il principio è che appena l’uomo conosce sé stesso, cioè, incomincia ad acquistare la ragione, dice a sé stesso: «io sono qualche cosa». E credendosi qualche cosa, si discosta da Me, non si fida di Me che sono il Tutto, e tutta la fiducia e forza la attinge da sé stesso. 

    Da questo avviene che perde fin ogni buon principio, e perdendo il buon principio, che ne sarà la fine? Immaginalo tu stessa, figlia mia. Poi, scostandosi da Me che contengo ogni bene, che può sperare di bene l’uomo, essendo lui un pelago di male? Senza di Me tutto è corruzione, miseria, senza nessun’ombra di vero bene, e questa è la società presente”. 

     Io, nel sentir ciò, provavo una tale afflizione da non saperla esprimere; ma Gesù, volendomi sollevare, mi ha trasportata altrove, ed io, trovandomi sola col mio diletto Gesù, gli ho detto: “Dimmi, mi vuoi bene?” E Lui: “Sì”. Ed io: “Non sono contenta del ‘sì’ solo, ma vorrei spiegato meglio quanto mi vuoi bene”. 

    E Lui: “È tanto il mio amore per te, che non solo non ha principio, ma non avrà fine, ed in queste due parole puoi comprendere quanto è grande, forte, costante il mio amore per te”. 

    Per poco ho considerato tutto ciò e vedevo un abisso di distanza tra il mio amore e il suo, e tutta confusa ho detto: “Signore, che differenza tra il mio e il vostro ‘bene’; non solo ha principio, ma per il passato vedo dei vuoti nell’anima mia, di non averti amato”. E Gesù, tutta compatendomi, mi ha detto: 

    “Diletta mia, non ci può essere confronto tra l’amore del Creatore e quello della creatura; ma oggi ti voglio dire una cosa, che ti sarà di consolazione e che tu non hai mai capito: sappi che ogni anima per tutto il corso della sua vita è obbligata ad amarmi costantemente, senza alcun intervallo, e non amandomi sempre, vi lascia nell’anima tanti vuoti per quanti giorni, ore, minuti ha trascurato di amarmi. 

    Nessuno potrà entrare in Cielo se non ha riempito questi vuoti e solo potrà riempirli o con l'amarmi doppiamente nel resto della vita, o se non giunge li riempirà a forza di fuoco nel purgatorio. Ora, quando tu sei priva di Me, la privazione dell’oggetto amato ti fa raddoppiare l’amore e con questo vieni a riempire i vuoti che ci sono nell’anima tua”. 

     Dopo ciò gli ho detto: “Dolce mio Bene, lasciami venire insieme con Te nel Cielo, e se non vuoi per sempre, almeno per poco. Deh, ti prego, contentami”. E Lui mi ha detto: “Non sai tu che per entrare in quel beato soggiorno l’anima deve essere tutta trasformata in Me, in modo che deve comparire come un altro Cristo? Altrimenti, quale figura faresti tu in mezzo agli altri beati? Tu stessa avresti vergogna di stare insieme con loro”. 

    Ed io: “È vero che sono molto dissimile da Te, ma se vuoi puoi rendermi tale”. Onde per contentarmi mi ha tutta rinchiusa in Lui, in modo che non vedevo più me stessa, ma Gesù Cristo, e in questo modo ci siamo innalzati verso il Cielo. 

    Giunti ad un punto ci siamo trovati innanzi ad una luce indescrivibile. Innanzi a quella luce si sperimentava nuova vita, gioia insolita non mai provata; come mi sentivo felice! Anzi, mi pareva di trovarmi nella pienezza di tutte le felicità. 

    Ora, mentre ci inoltrammo, innanzi a quella luce io mi sentivo un timore; avrei voluto lodarlo, ringraziarlo, ma non sapendo che dire, ho recitato tre Gloria Patri e Gesù rispondeva insieme; ma appena finiti, come lampo mi sono trovata nella misera prigione del mio corpo. Ah! Signore, come, così poco è durata la mia felicità? 

      Pare che troppo dura è la creta di questo mio corpo, che tanto ci vuole per frantumarsi e impedisce all’anima mia di sloggiare da questa misera terra. Ma spero che qualche urto veemente non solo la voglia frantumare, ma spolverizzare, e allora, non avendo più casa dove poterci stare qui, ne avrai compassione di me e mi accoglierete per sempre nel celeste soggiorno.

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*CIELO*