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domenica 13 agosto 2017

« GESÙ VIENE ORA A RINNOVAR LA FACCIA DELLA TERRA? → LA SUA CHIESA? »

1917 * VENGA IL TUO REGNO * 2017

Festa della Pentecoste.

    «Figli prediletti, raccoglietevi da ogni parte della terra per vivere questo giorno nel Cenacolo del mio Cuore Immacolato. È il giorno che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, riuniti in preghiera con Me nel Cenacolo di Gerusalemme. In questo giorno della Pentecoste dell'anno mariano, a Me consacrato, vi invito ad unire la vostra preghiera a quella della Mamma Celeste, per ottenere il grande dono della seconda Pentecoste.

Il tempo della seconda Pentecoste è venuto.

Lo Spirito Santo verrà, come una rugiada celeste di grazia e di fuoco, che rinnoverà tutto il mondo. Sotto la Sua irresistibile azione di amore, la Chiesa si aprirà a vivere l'era nuova della sua più grande santità e risplenderà di una luce così forte, da attirare a sé tutte le nazioni della terra. Lo Spirito Santo verrà, perché la Volontà del Padre Celeste si compia e l'universo creato torni a riflettere la sua grande gloria.

Lo Spirito Santo verrà, per instaurare il regno glorioso di Cristo e sarà un regno di grazia, di santità, di amore, di giustizia e di pace. Col suo divino Amore aprirà le porte dei cuori ed illuminerà tutte le coscienze.

Ogni uomo vedrà se stesso nel fuoco bruciante della divina Verità. Sarà come un giudizio in piccolo. Poi Gesù Cristo porterà il suo glorioso Regno nel mondo. Lo Spirito Santo verrà, per mezzo del trionfo del mio Cuore Immacolato. Per questo oggi vi invito tutti ad entrare nel Cenacolo del mio Cuore.

Sarete così preparati a ricevere il dono dello Spirito Santo che vi trasformerà e vi renderà strumenti con cui Gesù instaurerà il suo Regno». 

Messaggio della Madonna a don Gobbi – Heede (Germania), 22 maggio 1988.



Montecorvino Rovella,

« Voi uomini infedeli aprite gli occhi perché sarete sorpresi da un fuoco proveniente dal cielo.
Non siate ostinati, aprite i vostri cuori perché solo in me troverete la salvezza!

Io sono il solo ad avere il potere su ogni creatura e su ogni cosa .
Le porte del Mio Cielo sono ormai aperte sto arrivando sulla Terra, verrò a dimorare in mezzo ai Miei figli fedeli e sarò il loro Dio per sempre, estirperó per sempre le radici del peccato e renderò libero il Mio popolo in Me.
Manderò in questo tempo i Miei angeli di giustizia, i miei inviati, affinché vi rendano la via più semplice e vi conducano a Me, nella lotta infernale sarete da loro protetti per Mio volere!
Amati figli, il mondo è al suo declino, la sua fine è imminente!!!
Sorgerà la mia Luce Divina in cielo, avvertirà l’inizio di un tempo rinnovato, ma non tutti potranno goderla perché molti Mi avranno rinnegato scegliendo la corruzione!

I giorni delle profezie si stanno adempiendo, tutto assumerà colore rosso, il fuoco segnerà la fine di questa miserabile vita corrotta da satana .
Aspettatemi sto arrivando !
Sarete sorpresi nella notte !
Rinnegate il nemico antico e i suoi piani distruttivi.

Aprite il cuore al mio amore ed io vi rivestirò della mia Luce beatifica.
Io sarò sempre con voi ora e sempre vi amo . + »


Messaggio di Gesù consegnato a Giulio Massa venerdì 11 agosto 2017.



*

LIBRO DI CIELO

*
*IX VOL. 1 OTTOBRE 1910*

L’AMORE A GESÙ È FUOCO.
FORMA LA TRASFORMAZIONE DELL’ANIMA IN LUI. 

      Avendo fatto la comunione, mi sentivo tutta trasformata in Gesù benedetto e dicevo tra me stessa: 

    “Come si fa a mantenere questa trasformazione con Gesù?” E nel mio interno pareva che Gesù mi dicesse: 

     “Figlia mia, se vuoi essere sempre trasformata in Me, anzi una sola cosa con Me, amami sempre e manterrai la trasformazione con Me, perché l’amore è fuoco e qualunque legno si getti nel fuoco, piccolo o grande, verde o secco, tutti prendono la forma di fuoco e si convertono nello stesso fuoco e dopo che questi legni sono rimasti bruciati, non si discerne più qual era un legno e quale l’altro, né il verde né il secco, non si vede altro che fuoco. Così l’anima quando non cessa mai d’amarmi; l’amore è fuoco che trasmuta in Dio, l’amore unisce, le sue fiamme investono tutte le operazioni umane e dà loro la forma delle operazioni divine.” 

sabato 10 giugno 2017

«LUISA E IL CATECHISMO → CREDO LA SANTA CHIESA CATTOLICA»



LA CHIESA - POPOLO DI DIO, CORPO DI CRISTO, 
TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO


I. La Chiesa - popolo di Dio

781 « In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la sua giustizia. Tuttavia piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. Si scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un'alleanza e lo formò progressivamente [...]. Tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta Alleanza che doveva concludersi in Cristo [...] cioè la Nuova Alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito ». 206

Le caratteristiche del popolo di Dio

782 Il popolo di Dio presenta caratteristiche che lo distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti religiosi, etnici, politici o culturali della storia:

— È il popolo di Dio: Dio non appartiene in proprio ad alcun popolo. Ma egli si è acquistato un popolo da coloro che un tempo erano non-popolo: « la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa » (1 Pt 2,9).

— Si diviene membri di questo popolo non per la nascita fisica, ma per la « nascita dall'alto », « dall'acqua e dallo Spirito » (Gv3,3-5), cioè mediante la fede in Cristo e il Battesimo.

— Questo popolo ha per Capo Gesù Cristo (Unto, Messia): poiché la medesima unzione, lo Spirito Santo, scorre dal Capo al corpo, esso è « il popolo messianico ».

— « Questo popolo ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come nel suo tempio ». 207

— « Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati ». 208 È la legge « nuova » dello Spirito Santo. 209

— Ha per missione di essere il sale della terra e la luce del mondo. 210 « Costituisce per tutta l'umanità un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza ». 211

— « E, da ultimo, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento ». 212

Un popolo sacerdotale, profetico e regale

783 Gesù Cristo è colui che il Padre ha unto con lo Spirito Santo e ha costituito « Sacerdote, Profeta e Re ». L'intero popolo di Dio partecipa a queste tre funzioni di Cristo e porta le responsabilità di missione e di servizio che ne derivano. 213

784 Entrando nel popolo di Dio mediante la fede e il Battesimo, si è resi partecipi della vocazione unica di questo popolo, la vocazione sacerdotale: « Cristo Signore, Pontefice assunto di mezzo agli uomini, fece del nuovo popolo "un regno e dei sacerdoti per Dio, suo Padre". Infatti, per la rigenerazione e l'unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo ». 214

785 « Il popolo santo di Dio partecipa pure alla funzione profetica di Cristo ». Ciò soprattutto per il senso soprannaturale della fede che è di tutto il popolo, laici e gerarchia, quando « aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi »215 e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di Cristo in mezzo a questo mondo.

786 Il popolo di Dio partecipa infine alla funzione regale di Cristo. Cristo esercita la sua regalità attirando a sé tutti gli uomini mediante la sua morte e la sua risurrezione.216 Cristo, Re e Signore dell'universo, si è fatto il servo di tutti, non essendo « venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti » (Mt 20,28). Per il cristiano « regnare » è « servire » Cristo,217 soprattutto « nei poveri e nei sofferenti », nei quali la Chiesa riconosce « l'immagine del suo Fondatore, povero e sofferente ». 218Il popolo di Dio realizza la sua « dignità regale » vivendo conformemente a questa vocazione di servire con Cristo.

« Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l'unzione dello Spirito Santo sono consacrati sacerdoti. Non c'è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani, rivestiti di un carisma spirituale e usando della loro ragione, si riconoscono membra di questa stirpe regale e partecipi della funzione sacerdotale. Non è forse funzione regale il fatto che un'anima governi il suo corpo in sottomissione a Dio? Non è forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull'altare del proprio cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? ». 219

II. La Chiesa - corpo di Cristo

La Chiesa è comunione con Gesù

787 Fin dall'inizio Gesù ha associato i suoi discepoli alla sua vita; 220 ha loro rivelato il mistero del Regno; 221 li ha resi partecipi della sua missione, della sua gioia 222 e delle sue sofferenze. 223 Gesù parla di una comunione ancora più intima tra sé e coloro che lo seguiranno: « Rimanete in me e io in voi. [...] Io sono la vite, voi i tralci » (Gv 15,4-5). Annunzia inoltre una comunione misteriosa e reale tra il suo proprio corpo e il nostro: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui» (Gv 6,56).

788 Quando la sua presenza visibile è stata tolta ai discepoli, Gesù non li ha lasciati orfani. 224 Ha promesso di restare con loro sino alla fine dei tempi, 225 ha mandato loro il suo Spirito. 226 In un certo senso, la comunione con Gesù è diventata più intensa: « Comunicando infatti il suo Spirito, costituisce misticamente come suo corpo i suoi fratelli, chiamati da tutte le genti ». 227

789 Il paragone della Chiesa con il corpo illumina l'intimo legame tra la Chiesa e Cristo. Essa non è soltanto radunata attorno a lui; è unificata in lui, nel suo corpo. Tre aspetti della Chiesa-corpo di Cristo vanno sottolineati in modo particolare: l'unità di tutte le membra tra di loro in forza della loro unione a Cristo; Cristo Capo del corpo; la Chiesa, Sposa di Cristo.

«Un solo corpo»

790 I credenti che rispondono alla Parola di Dio e diventano membra del corpo di Cristo, vengono strettamente uniti a Cristo: « In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che attraverso i sacramenti vengono uniti in modo arcano ma reale a Cristo che ha sofferto ed è stato glorificato ».228 Ciò è particolarmente vero del Battesimo, in virtù del quale siamo uniti alla morte e alla risurrezione di Cristo, 229 e dell'Eucaristia, mediante la quale « partecipando realmente al Corpo del Signore, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi ». 230

791 L'unità del corpo non elimina la diversità delle membra: « Nell'edificazione del corpo di Cristo vige la diversità delle membra e delle funzioni. Uno è lo Spirito, il quale per l'utilità della Chiesa distribuisce i suoi vari doni con magnificenza proporzionata alla sua ricchezza e alle necessità dei servizi ». 231 L'unità del corpo mistico genera e stimola tra i fedeli la carità: « E quindi se un membro soffre, soffrono con esso tutte le altre membra; se un membro è onorato, ne gioiscono con esso tutte le altre membra ». 232 Infine, l'unità del corpo mistico vince tutte le divisioni umane: « Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più né giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù » (Gal 3,27-28).

«Capo di questo corpo è Cristo»

792 Cristo « è il Capo del corpo, cioè della Chiesa » (Col 1,18). È il Principio della creazione e della redenzione. Elevato alla gloria del Padre, ha « il primato su tutte le cose » (Col 1,18), principalmente sulla Chiesa, per mezzo della quale estende il suo regno su tutte le cose.

793 Egli ci unisce alla sua pasqua. Tutte le membra devono sforzarsi di conformarsi a lui finché in esse « non sia formato Cristo » (Gal 4,19). « Per questo siamo assunti ai misteri della sua vita. [...] Come il corpo al Capo veniamo associati alle sue sofferenze e soffriamo con lui per essere con lui glorificati ». 233

794 Egli provvede alla nostra crescita. 234 Per farci crescere verso di lui, nostro Capo, 235Cristo dispone nel suo corpo, la Chiesa, i doni e i ministeri attraverso i quali noi ci aiutiamo reciprocamente lungo il cammino della salvezza.

795 Cristo e la Chiesa formano, dunque, il «Cristo totale » [« Christus totus »]. La Chiesa è una con Cristo. I santi hanno una coscienza vivissima di tale unità:

« Rallegriamoci, rendiamo grazie a Dio, non soltanto perché ci ha fatti diventare cristiani, ma perché ci ha fatto diventare Cristo stesso. Vi rendete conto, fratelli, di quale grazia ci ha fatto Dio, donandoci Cristo come Capo? Esultate, gioite, siamo divenuti Cristo. Se egli è il Capo, noi siamo le membra: siamo un uomo completo, egli e noi. [...] Pienezza di Cristo: il Capo e le membra. Qual è la Testa, e quali sono le membra? Cristo e la Chiesa ». 236

« Redemptor noster unam se personam cum sancta Ecclesia, quam assumpsit, exhibuit – Il nostro Redentore presentò se stesso come unica persona unita alla santa Chiesa, da lui assunta ». 237

« Caput et membra, quasi una persona mystica – Capo e membra sono, per così dire, una sola persona mistica ».238

Una parola di santa Giovanna d'Arco ai suoi giudici riassume la fede dei santi dottori ed esprime il giusto sentire del credente: « A mio avviso, Gesù Cristo e la Chiesa sono un tutt'uno, e non bisogna sollevare difficoltà ». 239

La Chiesa è la Sposa di Cristo

796 L'unità di Cristo e della Chiesa, Capo e membra del corpo, implica anche la distinzione dei due in una relazione personale. Questo aspetto spesso viene espresso con l'immagine dello sposo e della sposa. Il tema di Cristo Sposo della Chiesa è stato preparato dai profeti e annunziato da Giovanni Battista. 240 Il Signore stesso si è definito come lo « Sposo » (Mc 2,19). 241L'Apostolo presenta la Chiesa e ogni fedele, membro del suo corpo, come una Sposa « fidanzata » a Cristo Signore, per formare con lui un solo Spirito. 242 Essa è la Sposa senza macchia dell'Agnello immacolato, 243 che Cristo ha amato e per la quale ha dato se stesso, « per renderla santa » (Ef 5,26), che ha unito a sé con una Alleanza eterna e di cui non cessa di prendersi cura come del suo proprio corpo. 244

« Ecco il Cristo totale, capo e corpo, uno solo formato da molti. [...] Sia il capo a parlare, o siano le membra, è sempre Cristo che parla: parla nella persona del capo [« ex persona capitis »], parla nella persona del corpo ["ex persona corporis"]. Che cosa, infatti, sta scritto? "Saranno due in una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa" (Ef 5,31-32). E Cristo stesso nel Vangelo: "Non sono più due, ma una carne sola" (Mt 19,6). Difatti, come ben sapete, queste persone sono sì due, ma poi diventano una sola nell'unione sponsale. [...] Dice di essere "sposo" in quanto capo, e "sposa" in quanto corpo ». 245

III. La Chiesa - tempio dello Spirito Santo

797 « Quod est spiritus noster, id est anima nostra, ad membra nostra, hoc est Spiritus Sanctus ad membra Christi, ad corpus Christi, quod est Ecclesia – Quello che il nostro spirito, ossia la nostra anima, è per le nostre membra, lo stesso è lo Spirito Santo per le membra di Cristo, per il corpo di Cristo, che è la Chiesa ». 246 « Bisogna attribuire allo Spirito di Cristo, come ad un principio nascosto, il fatto che tutte le parti del corpo siano unite tanto fra loro quanto col loro sommo Capo, poiché egli risiede tutto intero nel Capo, tutto intero nel corpo, tutto intero in ciascuna delle sue membra ».247 Lo Spirito Santo fa della Chiesa « il tempio del Dio vivente » (2 Cor 6,16). 248

« È alla Chiesa che è stato affidato il dono di Dio. [...] In essa è stata posta la comunione con Cristo, cioè lo Spirito Santo, caparra dell'incorruttibilità, confermazione della nostra fede, scala per ascendere a Dio. [...] Infatti, dove è la Chiesa, ivi è anche lo Spirito di Dio e dove è lo Spirito di Dio, ivi è la Chiesa e ogni grazia ». 249

798 Lo Spirito Santo è « il principio di ogni azione vitale e veramente salvifica in ciascuna delle diverse membra del corpo ».250 Egli opera in molti modi l'edificazione dell'intero corpo nella carità: 251 mediante la Parola di Dio « che ha il potere di edificare » (At 20,32); mediante il Battesimo con il quale forma il corpo di Cristo; 252 mediante i sacramenti che fanno crescere e guariscono le membra di Cristo; mediante la grazia degli Apostoli che, fra i vari doni, viene al primo posto; 253 mediante le virtù che fanno agire secondo il bene, e infine mediante le molteplici grazie speciali (chiamate « carismi »), con le quali rende i fedeli « adatti e pronti ad assumersi varie opere o uffici, utili al rinnovamento della Chiesa e allo sviluppo della sua costruzione ». 254

I carismi

799 Straordinari o semplici e umili, i carismi sono grazie dello Spirito Santo che, direttamente o indirettamente, hanno un'utilità ecclesiale, ordinati come sono all'edificazione della Chiesa, al bene degli uomini e alle necessità del mondo.

800 I carismi devono essere accolti con riconoscenza non soltanto da chi li riceve, ma anche da tutti i membri della Chiesa. Infatti sono una meravigliosa ricchezza di grazia per la vitalità apostolica e per la santità di tutto il corpo di Cristo, purché si tratti di doni che provengono veramente dallo Spirito Santo e siano esercitati in modo pienamente conforme agli autentici impulsi dello stesso Spirito, cioè secondo la carità, vera misura dei carismi. 255

801 È in questo senso che si dimostra sempre necessario il discernimento dei carismi. Nessun carisma dispensa dal riferirsi e sottomettersi ai Pastori della Chiesa, « ai quali spetta specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono », 256 affinché tutti i carismi, nella loro diversità e complementarità, cooperino all'« utilità comune » (1 Cor 12,7). 257

In sintesi

802 Gesù Cristo « ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga » (Tt 2,14).

803 « Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato » (1 Pt 2,9).

804 Si entra nel popolo di Dio mediante la fede e il Battesimo. « Tutti gli uomini sono chiamati a formare il nuovo popolo di Dio »,258 affinché, in Cristo, « gli uomini costituiscano una sola famiglia e un solo popolo di Dio ». 259

805 La Chiesa è il corpo di Cristo. Per mezzo dello Spirito e della sua azione nei sacramenti, soprattutto l'Eucaristia, Cristo, morto e risorto, costituisce la comunità dei credenti come suo corpo.

806 Nell'unità di questo corpo c'è diversità di membra e di funzioni. Tutte le membra sono legate le une alle altre, particolarmente a quelle che soffrono, che sono povere e perseguitate.

807 La Chiesa è questo corpo, di cui Cristo è il Capo: essa vive di lui, in lui e per lui; egli vive con essa e in essa.

808 La Chiesa è la Sposa di Cristo: egli l'ha amata e ha dato se stesso per lei. L'ha purificata con il suo sangue. Ha fatto di lei la Madre feconda di tutti i figli di Dio.

809 La Chiesa è il tempio dello Spirito Santo. Lo Spirito è come l'anima del corpo mistico, principio della sua vita, dell'unità nella diversità e della ricchezza dei suoi doni e carismi.

810 « Così la Chiesa universale si presenta come "un popolo adunato dall'unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" ». 260

LUISA E LA SANA DOTTRINA 
NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE DEI SANTI PADRI DELLA CHIESA. 
DOV'È LA VERITÀ TUTTA INTERA.

«Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, 
la gloria del Signore brilla sopra di te.»

Isaia 60,1

*II VOL. 20 MARZO 1899*

GESÙ VERSA LE SUE AMAREZZE E LE DICE LA CAUSA DEI MALI DEL MONDO.

      Questa mattina Gesù mi ha trasportato fuori di me stessa e mi ha fatto vedere molta gente, tutta in discordia.  Oh, quanta pena faceva Gesù!  Io, vedendolo molto soffrire L’ho pregato che versasse a me, ma siccome continua ancora che vuole castigare il mondo, Gesù non voleva versare in me;  ma dopo averlo pregato e ripregato, per contentarmi ha versato un poco.  Indi, essendosi sollevato un poco, mi ha detto:

     “La causa per cui il mondo si è ridotto in questo triste stato, è d’aver perduto la subordinazione ai capi;  e siccome il primo capo è Dio, a Cui si sono ribellati, di conseguenza è avvenuto che hanno perduto ogni soggezione e dipendenza alla Chiesa, alle leggi ed a tutti gli altri che si dicono capi.  Ah, figlia mia!  Che sarà di tanti membri infetti da questo malo esempio dato da quegli stessi che si dicono capi, cioè da superiori, da genitori e di tant’altri?  Ah, giungeranno a tanto che non si conosceranno più né genitori, né fratelli, né re, né principi!  Questi membri saranno come tante vipere che a vicenda si avveleneranno.  Perciò, vedi quanto sono necessari i castighi in questi tempi e che la morte quasi distrugga questa razza di gente, affinché quei pochi che rimarranno, imparino a spese altrui, ad essere umili ed obbedienti.  Onde lasciami fare, non volerti opporre a farmi castigare le genti”.

domenica 30 ottobre 2016

«UN TERREMOTO PROTESTANTE → LA FEDE È CROLLATA IN GINOCCHIO: ULTIMO BALUARDO»


*

«QUANDO IL FIGLIO DELL’UOMO RITORNERÀ,
TROVERÀ ANCORA LA FEDE SULLA TERRA?» 
(LC 18,8)

*

« LUI È LÌ »

Giace vivo, da duemila anni.

E impera solitario su tutti con il suo silenzio maestoso, elegante. Sottomesso. 

Che sorge più che sole sopra il mondo, sempre fermo, costante 
il suo ritorno nel mistero sublime della Eucaristia. 

Di un Dio che per non incuterci spavento si è annichilito e fatto uomo, pane crocifisso.

Che sovrasta tutto e tutti, il Cosmo intero. 

Ed ogni passo, uman pensiero incapace di comprenderLo, onorarLo 
è come un'onda che si infrange dinanzi al suo divin cospetto. 

Vero, reale, issato sulla roccia della Vita.

Imbattuti, quanti filosofi e pensatori, teologi troppo umani, moderni e pagani; ciechi e inghiottiti dal proprio smisurato io hanno fallito sulla via con il loro inutile e dannoso speculare. 

Innanzi a te o Gesù, Signore dei tabernacoli e padrone della terra, dei Cieli.

Perdona loro, poiché non hanno saputo, né voluto mangiarti, con la testa, le labbra, la bocca e i denti del cuore. 

Bramarti e stringerti.

Perdonaci tutti perché troppo pochi son quelli che han desiderato veramente amarti ed adorarti come tu ardi e desideri esser amato: col tuo stesso divin amore.

Lascia allora che io ti baci o Cristo, un misero nulla, ma tutto Tuo. 

Per me e per tutti. 

Con lo stesso palpito del tuo infuocato amore o Signore.

Con gli occhi della Fede, Speranza e Carità. 

Con le dolcissime carezze della tua Divina Volontà.

Cristus vincit, Cristus regnat, Cristus imperat.

Luciano Mirigliano

*

*

*XI VOL. 30 OTTOBRE 1916*

LA PERVERSITÀ DELLE NAZIONI, 
SPECIALMENTE DELL’ITALIA, 
ATTIRERÀ ALTRI CASTIGHI.

   Stavo lamentandomi con il mio sempre amabile Gesù, che in questi giorni passati, stentatamente ci veniva, oppure appena avvertivo la sua ombra e scompariva.  

Ed il benedetto Gesù mi ha detto:

   “Figlia mia, come subito dimentichi che in quei giorni che non tanto ci vengo e sfuggo da te, non è altro che una stretta di più ai flagelli.  Le cose imperverseranno sempre più.  Ah, l’uomo è giunto a tanta perversità, che non basta, per arrenderlo, di toccargli la pelle, ma che giunga a spolverizzarlo!  

   Perciò una nazione invaderà l’altra e si lacereranno,  il sangue scorrerà nei paesi come acqua. Anzi in certe nazioni si faranno nemici di loro stessi e si dibatteranno, si uccideranno, faranno cose da pazzi.  Ah! Quanto Mi duole l’uomo, da Me lo piango!”

   Al dire di Gesù ho rotto in pianto e Lo pregavo che risparmiasse la povera Italia.  Ma Gesù ha ripreso:

  “L’Italia, l’Italia!  Ah, se tu sapessi quanto ne sta combinando di male, quante congiure alla mia Chiesa!  Non le basta il sangue che sta spargendo in battaglia, ma è assetata d'altro sangue. Vuole il sangue dei miei figli, il sangue dei primati.  Si vuole macchiare di tali delitti, da attirarsi la vendetta del Cielo e delle altre nazioni!”

   Io ne sono rimasta terrorizzata e temo molto, ma spero che il Signore Si placherà.

sabato 22 ottobre 2016

«IL CASTIGO DEL CIELO È IMMINENTE? → LE PROFEZIE COINCIDONO: “FIGLI MIEI, NON DORMITE. L’ORA È VICINA.”»




DA FATIMA AD AKITA: 
«UN CASTIGO PEGGIORE DEL DILUVIO STA PER GIUNGERE SU QUESTA POVERA E PERVERTITA UMANITÀ.»


AKITA (GIAPPONE), 15 SETTEMBRE 1987. FESTA DELLA MADONNA ADDOLORATA.

PERCHÉ ANCORA PIANGO? 

   «Qui ti ho voluto, figlio da Me tanto amato e dal mio Avversario tanto insidiato, nella memoria liturgica dei miei dolori e della mia materna partecipazione a tutto l'immenso soffrire di mio figlio Gesù. In questo tuo viaggio, così cosparso di grazie straordinarie, che partono dal mio Cuore Immacolato e scendono nell'anima dei miei prediletti e di tutti i miei figli, oggi ti ho condotto in questo luogo da Me benedetto, davanti alla Statua che ricorda il mistero della mia corredenzione. 

   Sono stata sotto la Croce di Gesù. Sono sotto la Croce che porta ogni mio figlio. Sono sotto la Croce che oggi portano la Chiesa e tutta questa povera umanità peccatrice. Io sono vera Madre e vera Corredentrice. Dagli occhi di questa mia Immagine ho fatto scendere lacrime miracolose più di cento volte e durante il corso di alcuni anni. 

Perché ancora piango? 

   Piango perché l'umanità non accoglie il mio materno invito alla conversione e al suo ritorno al Signore. Essa continua a correre con ostinazione sulla strada della ribellione a Dio ed alla sua legge di amore. Il Signore è apertamente rinnegato, oltraggiato e bestemmiato. La vostra Mamma Celeste viene pubblicamente vilipesa e messa in ridicolo. I miei straordinari richiami non vengono accolti; i segni che dono del mio immenso dolore non sono creduti. Il vostro prossimo non è amato: ogni giorno si attenta alla sua vita ed ai suoi beni.

  L'uomo diventa sempre più corrotto, empio, cattivo e crudele. Un castigo peggiore del diluvio sta per giungere su questa povera e pervertita umanità. Scenderà fuoco dal cielo e sarà questo il segno che la Giustizia di Dio ha ormai stabilito l'ora della sua grande manifestazione. Piango perché la Chiesa continua sulla strada della divisione, della perdita della vera fede, dell'apostasia, degli errori che vengono sempre più propagandati e seguiti. 

   Ormai si sta compiendo quanto Io ho predetto a Fatima e quanto qui ho rivelato nel terzo messaggio confidato a una mia piccola figlia. Allora anche per la Chiesa è giunto il momento della sua grande prova, perché l'uomo iniquo si stabilirà al suo interno e l'abominio della desolazione entrerà nel Tempio santo di Dio. 

   Piango perché, in grande numero, le anime dei miei figli si perdono, vanno all'inferno. Piango perché troppo pochi sono quelli che accolgono il mio invito a pregare, a riparare, a soffrire, ad offrire. Piango perché vi ho parlato e non sono stata ascoltata; vi ho dato segni miracolosi e non sono stata creduta; mi sono a voi manifestata, in maniera forte e continua, ma non mi avete aperto le porte dei vostri cuori. 

   Almeno voi, miei prediletti e figli consacrati al mio Cuore Immacolato, piccolo resto che Gesù custodisce con gelosia nel recinto sicuro del suo Amore divino, ascoltate ed accogliete questo mio accorato invito che, da questo luogo, ancora oggi rivolgo a tutte le Nazioni della terra. Preparatevi ad accogliere il Cristo nello splendore della sua gloria, perché il grande giorno del Signore è ormai giunto».


AI SACERDOTI FIGLI PREDILETTI DELLA MADONNA – MESSAGGIO AL MOVIMENTO SACERDOTALE MARIANO – DON STEFANO GOBBI

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*XXIV VOL. 2 AGOSTO 1928*

COME È ASSOLUTA VOLONTÀ DI DIO
CHE ESCANO ALLA LUCE GLI SCRITTI DIVINI DI: 

LUISA PICCARRETA. 

L’OPERA DELLA REDENZIONE ED IL REGNO DEL FIAT DIVINO SONO COLLEGATI INSIEME. IL CAMPO DEL VOLER DIVINO. SPIEGAZIONI.

   Mi sentivo tutta impensierita per questi benedetti scritti, il pensiero d’uscirli fuori è sempre un tormento per me, e poi i tanti incidenti che si danno, or d’un modo or d’un altro, molte volte mi fa pensare che forse non è Volontà di Dio che si pubblichino, altrimenti non sarebbero successe tante cose, chissà ché il Signore non voglia il mio sacrificio in parole, ma coi fatti vuole forse risparmiarmi un tanto dolore, che solo il pensiero d’oppormi al suo Voler Divino mi fa dire Fiat! Fiat! Ma mentre ciò pensavo, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:

   “Figlia mia, la Volontà di Dio che vengano alla luce gli scritti della mia Divina Volontà è assoluta, e per quanti incidenti si possano dare, Essa trionferà di tutto, ed ancorché passassero anni ed anni saprà disporre tutto perché la sua assoluta Volontà venga compiuta. Il tempo in cui verranno alla luce è relativo e condizionato dall'ora nella quale si disporranno le creature a ricevere un tanto bene e quelli che si devono occupare a farne i banditori e farne il sacrificio per portare la nuova era di pace, il nuovo Sole che snebbierà tutte le nubi dei mali. 

   Se tu sapessi quante grazie e lumi tengo preparati sopra di chi veggo disposto ad occuparsi! saranno loro i primi a sentire il balsamo, la luce, la vita del mio Fiat. Guardami come tengo preparato nelle mie mani le vesti, il cibo, i fregi, i doni, per chi deve occuparsi, ma sto guardando chi sono i veri disposti per poterli investire delle prerogative che ci vogliono per un’opera sì santa, che Io tant’amo e voglio che facciano. 

   Ma debbo dirti pure: “Guai a chi si oppone o potesse mettere ostacoli”. Tu però non spostare nulla, neppure una virgola di ciò che ci vuole per preparare il Regno della mia Volontà Divina, affinché da parte mia e da parte tua, facendo ciò che ci vuole per dare questo gran bene alle creature, nulla manchi da parte nostra, affinché non appena le creature si dispongano, possano trovare tutto a posto e ciò che ci vuole. 

   Non feci Io lo stesso nell’opera della Redenzione? Preparai tutto, feci e soffrii tutto, e ad onta di tanti incidenti contrari che vedevo, gli stessi miei apostoli vacillanti, dubbiosi, timidi, fino a fuggirsene da Me non appena mi videro in mano dei nemici, lasciato solo, non ebbi il bene di vedere nessun frutto mentre Io stavo sulla terra. Ma con tutto ciò non lasciai nulla di quanto ci voleva per l’opera completa della Redenzione, affinché nell'ora in cui avessero aperto gli occhi per guardare ciò che feci, avrebbero trovato tutto il bene per essere redenti, e nulla mancasse loro per ricevere il frutto della mia venuta sulla terra. 

   Figlia mia, il Regno della mia Redenzione e quello della mia Volontà sono tanto collegati insieme, che si danno la mano e quasi subiscono la stessa sorte da parte dell’ingratitudine umana, ma non bisogna badarci né arrestarsi da parte di chi deve dare e formare un tanto bene. È necessario che facciamo opere compiute, affinché da parte nostra nulla manchi, e quindi disponendosi loro, trovino tutto ciò che ci vuole per ricevere il Regno della mia Volontà”. 

  Dopo di ciò seguivo i miei atti nel Divin Volere, ma continuavo a sentirmi oppressa, ed il mio dolce Gesù ritornando a farsi vedere, pareva che stringesse nelle sue braccia tre o quattro sacerdoti, e tenendoli sul suo petto come se volesse infondere in loro la vita del suo cuore divino, mi ha detto:

   “Figlia mia, guarda come tengo stretti fra le mie braccia coloro che devono occuparsi degli scritti sulla mia adorabile Volontà. Come veggo in essi qualche piccola disposizione d’occuparsi, Io me li prendo fra le mie braccia per infondere in loro ciò che ci vuole per un’opera sì santa. Perciò coraggio, non temere”.

   Onde dopo ciò si faceva vedere nel mio interno, io vedevo nel fondo di esso un campo larghissimo, non di terra, ma di cristallo tersissimo. Ogni due o tre passi di questo campo stava il bambino Gesù circondato da una luce. Oh! come sembrava bello questo campo con tanti bambinelli, ognuno dei quali possedeva il suo Sole fulgido e bello, tutto suo proprio. Io ero meravigliata nel vedere tanti Gesù nel fondo dell’anima mia, ognuno dei quali tutto intento a godersi il proprio Sole. Ed il mio dolce Gesù vedendo la mia maraviglia mi ha detto:

   “Figlia mia, non ti meravigliare, questo campo che tu vedi è la mia Divina Volontà, ed i tanti Gesù che vedi sono le mie verità che riguardano il mio Fiat. In ciascuna di esse c’è una mia vita, la quale formando il suo fulgido Sole si circonda di luce, per spandere i suoi interminabili raggi per far conoscere che son’Io la fonte che sorge delle mie verità.

   Vedi dunque quante mie vite ho messo fuori, per quante verità ti ho manifestato. Sono vite mie che ho messo fuori con la sorgente del Sole, non semplice luce, ed Io son rimasto nel mezzo di esse per far che tutti sentissero la forza, la virtù creatrice in queste verità. E amo tanto ciascuna di esse quanto amo me stesso, e chi non vorrebbe riconoscere la mia vita, il mio Sole, la mia virtù creatrice in queste verità sul mio Fiat, o è cieco, oppure ha perduto il bene dell’intelletto. Come pure ti dovrebbe essere di grande consolazione che possiedi in te tante mie vite per quante verità ti ho manifestato. Perciò riconosci il gran bene, tesoro più grande non potevo affidarti, né ti impensierire. Il Sole saprà fare la sua via, e siccome è luce nessuno potrà impedirgli il passo”.

Poi ha soggiunto con un’accento più tenero: 

   “Figlia mia, la nostra Maestà Adorabile ama tanto la creatura, che mettiamo a sua disposizione la nostra vita per farne un’altro simile a Noi. Mettiamo la vita nostra come un modello innanzi alla creatura, affinché modellandosi sul nostro, copi la nostra vita e formi dei facsimile col suo Creatore. Perciò usiamo tanti stratagemmi, finezze d’amore, diamo grazie sorprendenti, per vederci copiati nella creatura. Ed allora saremo contenti quando il nostro amore unito con la nostra Divina Volontà, vincendo la creatura, potremo riconoscere in essa la nostra immagine e somiglianza quale uscì dalle nostre mani creatrici”.


NOTA – Il titolo originale del succitato capitolo è: «Come è Volontà di Dio assoluta che devono uscire gli scritti. L’opera della Redenzione ed il regno del Fiat Divino sono collegati insieme. Il campo del Voler Divino. Spiegazioni.».