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venerdì 8 dicembre 2017

«L'IMMACOLATA: TRIONFO DI DIO.»

«Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!».
La profezia 
di Nostra Signora di Fatima


Oggi, in questa ricorrenza così speciale, dell'Immacolata, è festa grande e in Cielo e in terra.

Dice infatti Gesù a Luisa: “Oggi è la festa più grande perché la Divina Volontà ebbe vita nella Regina del Cielo;  fu la festa di tutte le feste [...]. Quindi oggi è anche la festa tua, in modo speciale per la missione datati della mia Divina Volontà.  Perciò vieni nei mari dell’Immacolata Regina a godere della sua e tua festa”. [Cfr. LdC XXV VOL. 8 Dicembre 1928].

Parola del Signore.

Pertanto, se è festa così grande su tutta la terra, essa lo sarà ancor di più a Corato laddove ha operato la eccelsa Serva di Dio Luisa Piccarreta. Allora pure a San Giovanni Rotondo oggi si gioisce, in modo particolare alla Casa di Preghiera per il Regno della Divina Volontà, dove la piccola Adriana Pallotti ha vissuto a lungo e diffuso ampiamente il suo sublime Carisma, la scienza della adorabile Divina Volontà. Questo avvenne, come tutti ormai sanno, sotto la potente guida di San Pio da Pietrelcina, quel gran profeta che gliela aveva fatta costruire grande.

Attendiamo con “fede” il glorioso ritorno di Cristo e l'imminente Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. 

Auguri!

P.S. Il prossimo 22 dicembre Adriana festeggia il primo anniversario della sua nascita al Cielo. Preghiamo!

*


*

LIBRO DI CIELO

*XXV VOL. 8 DICEMBRE 1928*

PERCHÉ TUTTA LA CREAZIONE 
FESTEGGIÒ IL CONCEPIMENTO
DELLA SOVRANA REGINA.  

LA VERGINE ASPETTA NEI SUOI MARI 
LE ANIME SUE FIGLIE PER FARLE REGINE.
FESTA DELL’IMMACOLATO CONCEPIMENTO.

Stavo pensando:  “Perché tutta la Creazione esultò di gioia e tanto festeggiò l’Immacolata Regina nel suo Immacolato Concepimento?”  Ed il mio sempre amabile Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto:

     “Figlia mia, vuoi sapere il perché?  Perché la Divina Volontà ebbe il principio di sua Vita nella Bambinella Celeste, quindi il principio di tutti i beni in tutte le creature.  Non c’è bene che nella mia Divina Volontà non incomincia, scende, e sale nella sua sorgente.  

   Quindi questa Celeste Bambina avendo fin dal suo Immacolato Concepimento cominciata la sua vita nel Fiat Divino, ed essendo Lei dalla stirpe umana, colla mia Volontà acquistò la vita divina e colla sua umanità possedeva l’origine umana.  Onde ebbe la potenza di unire il divino e l’umano e diede a Dio ciò che l’umano non gli aveva dato e [gli aveva] negato, qual era la loro volontà, e diede agli uomini il diritto di poter salire agli amplessi del suo Creatore.  

    Colla potenza del nostro Fiat che teneva in suo potere legava Dio e gli uomini.  Sicché tutta la Creazione, Cielo e terra, e fin l’inferno, sentì nell’Immacolato Concepimento di questa Vergine Bambinella, neonata appena nel seno della sua mamma, la forza dell’ordine che Lei metteva in tutta la Creazione;  colla mia Volontà si affratellava con tutti, si abbracciava con tutti, amava tutto e tutti, e tutti la sospiravano, l’amavano e si sentivano onorati di adorare in questa privilegiata creatura la Divina Volontà.  Come non doveva festeggiare tutta la Creazione?  

   Perché fin allora l’uomo era stato il disordine fra tutte le cose create, nessuno aveva avuto il coraggio, l’eroismo di dire al suo Creatore:  ‘Non voglio conoscere la mia volontà, Te ne faccio un dono, voglio per vita solo il tuo Volere Divino’.  Invece questa Vergine Santa donò la sua volontà per vivere della Divina, e perciò la Creazione tutta sentì la felicità dell’ordine, che per mezzo suo le veniva restituita, ed a gara fecero, il cielo, il sole, il mare e tutti, per onorare Colei che possedendo il mio Fiat, dava il bacio dell’ordine a tutte le cose create.  Ed il mio Voler Divino Le metteva in mano lo scettro di Regina Divina e le cingeva la fronte colla corona del comando, costituendola Imperatrice di tutto l’universo”.

   Ond’io mi sentivo come annientata in me stessa;  le lunghe privazioni del mio dolce Gesù che mi rendono come senza vita, mi hanno bruciato il piccolo atomo della mia esistenza, il quale stando continuamente esposto ai raggi ardenti del Sole del Fiat Divino si sente disseccare tutti gli umori, e mentre si brucia, né muore né si consuma.  Onde non solo mi sentivo oppressa, ma disfatta.  Ed il mio dolce Gesù, come se volesse sollevarmi, facendosi sentire nel mio interno, dandomi un bacio mi ha detto:

     “Figlia mia, coraggio, non ti abbattere, anzi voglio che godi della tua sorte felice, che il mio Voler Divino investendoti e dardeggiandoti ti toglie tutti gli umori umani e te li ricambia in umori di luce divina.  Oggi è la festa dell’Immacolato Concepimento, mari d’amore, di bellezza, di potenza e di felicità straripano dalla Divinità sopra di questa celestiale creatura, e ciò che impedisce che le creature possano entrare in questi mari è l’umana volontà.  

      Noi ciò che facciamo una volta, rimane coll’atto continuato di farlo sempre, senza mai cessare.  Nella Divinità è natura dare, senza che mai finisce l’atto.  Quindi questi mari stanno straripando ancora e la Regina Madre aspetta le sue figlie, per farle vivere in questi mari per farle tante piccole regine.  Però è vietato d’entrare all’umana volontà, non c’è luogo per essa, e solo può avere accesso chi vive di Volontà Divina.  Perciò figlia mia, puoi entrare quando vuoi nei mari della Mamma tua, la mia Divina Volontà ti garantisce, e con Essa avrai libero il passo e l’entrata, anzi Lei ti aspetta, ti vuole.  E renderai Noi e Lei doppiamente felici, per causa della tua felicità.  Noi Ci sentiamo più felici nel dare, e quando la creatura non prende i nostri beni, soffoca in Noi la felicità che vogliamo darle.  

    Perciò non voglio che stia oppressa, oggi è la festa più grande perché la Divina Volontà ebbe vita nella Regina del Cielo;  fu la festa di tutte le feste, fu il primo bacio, il primo amplesso divino che la creatura dava al suo Creatore in virtù del nostro Fiat, che la Sovrana Bambina possedeva;  la creatura che si sedeva a mensa col suo Creatore.  Quindi oggi è anche la festa tua, in modo speciale per la missione datati della mia Divina Volontà.  Perciò vieni nei mari dell’Immacolata Regina a godere della sua e tua festa”.

    Onde mi son sentita trasportare fuori di me stessa in questi mari interminabili, ma mi mancano i vocaboli per dire ciò che ho provato, perciò faccio punto e passo avanti. Dopo di ciò, il giorno il Confessore  ha letto pubblicamente ciò che sta scritto nel quindicesimo volume sull’Immacolato Concepimento, ed il mio amato Gesù, come sentiva che leggeva faceva festa nel mio interno, e mi ha detto:

    “Figlia mia, come ne son contento!  Oggi si può dire che la mia Mamma Sovrana riceve dalla Chiesa gli onori divini, onorando in Lei come primo atto di sua vita la Vita della Divina Volontà.  Questi sono gli onori più grandi che si possono dare, che il volere umano non ebbe mai vita in Lei, ma sempre, sempre la Divina Volontà.  

   Questo fu tutto il segreto della sua santità, della sua altezza, potenza, bellezza e grandezza e simile;  fu il mio Fiat che col suo calore estinse la macchia d’origine e la concepì Immacolata e pura, e la mia Chiesa invece d’onorare la mia Volontà Divina causa primaria ed atto primo, onorava gli effetti di Essa, e la proclamava Immacolata, concepita senza peccato.  Si può dire che la Chiesa le dava gli onori umani, e non gli onori divini, quale giustamente si merita perché una Volontà Divina ebbe vita continua in Lei.  E questo era un dolore per Me e per Lei, perché né Io ricevevo dalla mia Chiesa gli onori d’una Volontà Divina abitante nella Regina del Cielo, né Lei gli onori dovuti perché diede in Lei il luogo di formare la vita del Fiat Supremo.

     Perciò oggi col fare conoscere che tutto fu in Lei il prodigio del mio Volere, le altre sue prerogative e privilegi furono in ordine secondario e come conseguenza degli effetti di quella Volontà Divina che La dominava, si può dire che oggi si festeggia con decoro, gloria divina e magnificenza la festa dell’Immacolato Concepimento, che si può chiamare con più Verità il concepimento della Divina Volontà nella Sovrana del Cielo.  E questo concepimento fu causa di tutto ciò che è e fece, e dei grandi prodigi di questa Celeste Bambina”.

Dopo di ciò con un’enfasi più tenera ha soggiunto:

  “Figlia mia,  com’èra bella, dilettevole, vedere questa Celeste Bambinella fin dal suo Immacolato Concepimento!  Si guardava e si vedeva la sua piccola terra presa dalla stirpe umana, e dentro di questa piccola terra si vedeva il Sole del nostro Eterno Volere, che non potendolo contenere straripava fuori di Lei e si allungava tanto che riempiva Cielo e terra.  Fecimo un prodigio della nostra Onnipotenza, per fare che la piccola terra della piccola Reginetta potesse racchiudere il Sole del nostro Voler Divino.  

   Sicché si vedeva terra e Sole, quindi tutto ciò che faceva, se pensava, se parlava, se operava, se camminava, i suoi pensieri erano raggi di luce, le sue parole si convertivano in luce, tutto era luce che usciva da Lei, perché essendo la sua piccola terra, più piccola del Sole immenso che racchiudeva i suoi atti, si sperdevano nella sua luce.  E siccome questa piccola terra della Sovrana Celeste era vivificata, animata e conservata continuamente dal Sole del mio Fiat, si vedeva sempre fiorita, ma delle più belle fioriture che davano in frutti dolcissimi, da attirare i nostri sguardi divini e restarne rapiti, ma tanto che non potevamo fare a meno di guardarla, tanta era la bellezza e felicità che ci dava.  

   Tutta bella era la Verginella Immacolata, la sua bellezza era incantatrice e rapitrice, basta dire che era un prodigio del nostro Volere per poter dire tutto.  Oh, se le creature conoscessero che significa vivere di Volontà di Dio, metterebbero la vita per conoscerla e vivere in Essa”.

sabato 10 giugno 2017

«LUISA E IL CATECHISMO → CREDO LA SANTA CHIESA CATTOLICA»



LA CHIESA - POPOLO DI DIO, CORPO DI CRISTO, 
TEMPIO DELLO SPIRITO SANTO


I. La Chiesa - popolo di Dio

781 « In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la sua giustizia. Tuttavia piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. Si scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un'alleanza e lo formò progressivamente [...]. Tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella nuova e perfetta Alleanza che doveva concludersi in Cristo [...] cioè la Nuova Alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito ». 206

Le caratteristiche del popolo di Dio

782 Il popolo di Dio presenta caratteristiche che lo distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti religiosi, etnici, politici o culturali della storia:

— È il popolo di Dio: Dio non appartiene in proprio ad alcun popolo. Ma egli si è acquistato un popolo da coloro che un tempo erano non-popolo: « la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa » (1 Pt 2,9).

— Si diviene membri di questo popolo non per la nascita fisica, ma per la « nascita dall'alto », « dall'acqua e dallo Spirito » (Gv3,3-5), cioè mediante la fede in Cristo e il Battesimo.

— Questo popolo ha per Capo Gesù Cristo (Unto, Messia): poiché la medesima unzione, lo Spirito Santo, scorre dal Capo al corpo, esso è « il popolo messianico ».

— « Questo popolo ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come nel suo tempio ». 207

— « Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati ». 208 È la legge « nuova » dello Spirito Santo. 209

— Ha per missione di essere il sale della terra e la luce del mondo. 210 « Costituisce per tutta l'umanità un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza ». 211

— « E, da ultimo, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento ». 212

Un popolo sacerdotale, profetico e regale

783 Gesù Cristo è colui che il Padre ha unto con lo Spirito Santo e ha costituito « Sacerdote, Profeta e Re ». L'intero popolo di Dio partecipa a queste tre funzioni di Cristo e porta le responsabilità di missione e di servizio che ne derivano. 213

784 Entrando nel popolo di Dio mediante la fede e il Battesimo, si è resi partecipi della vocazione unica di questo popolo, la vocazione sacerdotale: « Cristo Signore, Pontefice assunto di mezzo agli uomini, fece del nuovo popolo "un regno e dei sacerdoti per Dio, suo Padre". Infatti, per la rigenerazione e l'unzione dello Spirito Santo i battezzati vengono consacrati a formare una dimora spirituale e un sacerdozio santo ». 214

785 « Il popolo santo di Dio partecipa pure alla funzione profetica di Cristo ». Ciò soprattutto per il senso soprannaturale della fede che è di tutto il popolo, laici e gerarchia, quando « aderisce indefettibilmente alla fede una volta per tutte trasmessa ai santi »215 e ne approfondisce la comprensione e diventa testimone di Cristo in mezzo a questo mondo.

786 Il popolo di Dio partecipa infine alla funzione regale di Cristo. Cristo esercita la sua regalità attirando a sé tutti gli uomini mediante la sua morte e la sua risurrezione.216 Cristo, Re e Signore dell'universo, si è fatto il servo di tutti, non essendo « venuto per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per molti » (Mt 20,28). Per il cristiano « regnare » è « servire » Cristo,217 soprattutto « nei poveri e nei sofferenti », nei quali la Chiesa riconosce « l'immagine del suo Fondatore, povero e sofferente ». 218Il popolo di Dio realizza la sua « dignità regale » vivendo conformemente a questa vocazione di servire con Cristo.

« Tutti quelli che sono rinati in Cristo conseguono dignità regale per il segno della croce. Con l'unzione dello Spirito Santo sono consacrati sacerdoti. Non c'è quindi solo quel servizio specifico proprio del nostro ministero, perché tutti i cristiani, rivestiti di un carisma spirituale e usando della loro ragione, si riconoscono membra di questa stirpe regale e partecipi della funzione sacerdotale. Non è forse funzione regale il fatto che un'anima governi il suo corpo in sottomissione a Dio? Non è forse funzione sacerdotale consacrare al Signore una coscienza pura e offrirgli sull'altare del proprio cuore i sacrifici immacolati del nostro culto? ». 219

II. La Chiesa - corpo di Cristo

La Chiesa è comunione con Gesù

787 Fin dall'inizio Gesù ha associato i suoi discepoli alla sua vita; 220 ha loro rivelato il mistero del Regno; 221 li ha resi partecipi della sua missione, della sua gioia 222 e delle sue sofferenze. 223 Gesù parla di una comunione ancora più intima tra sé e coloro che lo seguiranno: « Rimanete in me e io in voi. [...] Io sono la vite, voi i tralci » (Gv 15,4-5). Annunzia inoltre una comunione misteriosa e reale tra il suo proprio corpo e il nostro: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui» (Gv 6,56).

788 Quando la sua presenza visibile è stata tolta ai discepoli, Gesù non li ha lasciati orfani. 224 Ha promesso di restare con loro sino alla fine dei tempi, 225 ha mandato loro il suo Spirito. 226 In un certo senso, la comunione con Gesù è diventata più intensa: « Comunicando infatti il suo Spirito, costituisce misticamente come suo corpo i suoi fratelli, chiamati da tutte le genti ». 227

789 Il paragone della Chiesa con il corpo illumina l'intimo legame tra la Chiesa e Cristo. Essa non è soltanto radunata attorno a lui; è unificata in lui, nel suo corpo. Tre aspetti della Chiesa-corpo di Cristo vanno sottolineati in modo particolare: l'unità di tutte le membra tra di loro in forza della loro unione a Cristo; Cristo Capo del corpo; la Chiesa, Sposa di Cristo.

«Un solo corpo»

790 I credenti che rispondono alla Parola di Dio e diventano membra del corpo di Cristo, vengono strettamente uniti a Cristo: « In quel corpo la vita di Cristo si diffonde nei credenti che attraverso i sacramenti vengono uniti in modo arcano ma reale a Cristo che ha sofferto ed è stato glorificato ».228 Ciò è particolarmente vero del Battesimo, in virtù del quale siamo uniti alla morte e alla risurrezione di Cristo, 229 e dell'Eucaristia, mediante la quale « partecipando realmente al Corpo del Signore, siamo elevati alla comunione con lui e tra di noi ». 230

791 L'unità del corpo non elimina la diversità delle membra: « Nell'edificazione del corpo di Cristo vige la diversità delle membra e delle funzioni. Uno è lo Spirito, il quale per l'utilità della Chiesa distribuisce i suoi vari doni con magnificenza proporzionata alla sua ricchezza e alle necessità dei servizi ». 231 L'unità del corpo mistico genera e stimola tra i fedeli la carità: « E quindi se un membro soffre, soffrono con esso tutte le altre membra; se un membro è onorato, ne gioiscono con esso tutte le altre membra ». 232 Infine, l'unità del corpo mistico vince tutte le divisioni umane: « Quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è più né giudeo né greco; non c'è più schiavo né libero; non c'è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù » (Gal 3,27-28).

«Capo di questo corpo è Cristo»

792 Cristo « è il Capo del corpo, cioè della Chiesa » (Col 1,18). È il Principio della creazione e della redenzione. Elevato alla gloria del Padre, ha « il primato su tutte le cose » (Col 1,18), principalmente sulla Chiesa, per mezzo della quale estende il suo regno su tutte le cose.

793 Egli ci unisce alla sua pasqua. Tutte le membra devono sforzarsi di conformarsi a lui finché in esse « non sia formato Cristo » (Gal 4,19). « Per questo siamo assunti ai misteri della sua vita. [...] Come il corpo al Capo veniamo associati alle sue sofferenze e soffriamo con lui per essere con lui glorificati ». 233

794 Egli provvede alla nostra crescita. 234 Per farci crescere verso di lui, nostro Capo, 235Cristo dispone nel suo corpo, la Chiesa, i doni e i ministeri attraverso i quali noi ci aiutiamo reciprocamente lungo il cammino della salvezza.

795 Cristo e la Chiesa formano, dunque, il «Cristo totale » [« Christus totus »]. La Chiesa è una con Cristo. I santi hanno una coscienza vivissima di tale unità:

« Rallegriamoci, rendiamo grazie a Dio, non soltanto perché ci ha fatti diventare cristiani, ma perché ci ha fatto diventare Cristo stesso. Vi rendete conto, fratelli, di quale grazia ci ha fatto Dio, donandoci Cristo come Capo? Esultate, gioite, siamo divenuti Cristo. Se egli è il Capo, noi siamo le membra: siamo un uomo completo, egli e noi. [...] Pienezza di Cristo: il Capo e le membra. Qual è la Testa, e quali sono le membra? Cristo e la Chiesa ». 236

« Redemptor noster unam se personam cum sancta Ecclesia, quam assumpsit, exhibuit – Il nostro Redentore presentò se stesso come unica persona unita alla santa Chiesa, da lui assunta ». 237

« Caput et membra, quasi una persona mystica – Capo e membra sono, per così dire, una sola persona mistica ».238

Una parola di santa Giovanna d'Arco ai suoi giudici riassume la fede dei santi dottori ed esprime il giusto sentire del credente: « A mio avviso, Gesù Cristo e la Chiesa sono un tutt'uno, e non bisogna sollevare difficoltà ». 239

La Chiesa è la Sposa di Cristo

796 L'unità di Cristo e della Chiesa, Capo e membra del corpo, implica anche la distinzione dei due in una relazione personale. Questo aspetto spesso viene espresso con l'immagine dello sposo e della sposa. Il tema di Cristo Sposo della Chiesa è stato preparato dai profeti e annunziato da Giovanni Battista. 240 Il Signore stesso si è definito come lo « Sposo » (Mc 2,19). 241L'Apostolo presenta la Chiesa e ogni fedele, membro del suo corpo, come una Sposa « fidanzata » a Cristo Signore, per formare con lui un solo Spirito. 242 Essa è la Sposa senza macchia dell'Agnello immacolato, 243 che Cristo ha amato e per la quale ha dato se stesso, « per renderla santa » (Ef 5,26), che ha unito a sé con una Alleanza eterna e di cui non cessa di prendersi cura come del suo proprio corpo. 244

« Ecco il Cristo totale, capo e corpo, uno solo formato da molti. [...] Sia il capo a parlare, o siano le membra, è sempre Cristo che parla: parla nella persona del capo [« ex persona capitis »], parla nella persona del corpo ["ex persona corporis"]. Che cosa, infatti, sta scritto? "Saranno due in una carne sola. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa" (Ef 5,31-32). E Cristo stesso nel Vangelo: "Non sono più due, ma una carne sola" (Mt 19,6). Difatti, come ben sapete, queste persone sono sì due, ma poi diventano una sola nell'unione sponsale. [...] Dice di essere "sposo" in quanto capo, e "sposa" in quanto corpo ». 245

III. La Chiesa - tempio dello Spirito Santo

797 « Quod est spiritus noster, id est anima nostra, ad membra nostra, hoc est Spiritus Sanctus ad membra Christi, ad corpus Christi, quod est Ecclesia – Quello che il nostro spirito, ossia la nostra anima, è per le nostre membra, lo stesso è lo Spirito Santo per le membra di Cristo, per il corpo di Cristo, che è la Chiesa ». 246 « Bisogna attribuire allo Spirito di Cristo, come ad un principio nascosto, il fatto che tutte le parti del corpo siano unite tanto fra loro quanto col loro sommo Capo, poiché egli risiede tutto intero nel Capo, tutto intero nel corpo, tutto intero in ciascuna delle sue membra ».247 Lo Spirito Santo fa della Chiesa « il tempio del Dio vivente » (2 Cor 6,16). 248

« È alla Chiesa che è stato affidato il dono di Dio. [...] In essa è stata posta la comunione con Cristo, cioè lo Spirito Santo, caparra dell'incorruttibilità, confermazione della nostra fede, scala per ascendere a Dio. [...] Infatti, dove è la Chiesa, ivi è anche lo Spirito di Dio e dove è lo Spirito di Dio, ivi è la Chiesa e ogni grazia ». 249

798 Lo Spirito Santo è « il principio di ogni azione vitale e veramente salvifica in ciascuna delle diverse membra del corpo ».250 Egli opera in molti modi l'edificazione dell'intero corpo nella carità: 251 mediante la Parola di Dio « che ha il potere di edificare » (At 20,32); mediante il Battesimo con il quale forma il corpo di Cristo; 252 mediante i sacramenti che fanno crescere e guariscono le membra di Cristo; mediante la grazia degli Apostoli che, fra i vari doni, viene al primo posto; 253 mediante le virtù che fanno agire secondo il bene, e infine mediante le molteplici grazie speciali (chiamate « carismi »), con le quali rende i fedeli « adatti e pronti ad assumersi varie opere o uffici, utili al rinnovamento della Chiesa e allo sviluppo della sua costruzione ». 254

I carismi

799 Straordinari o semplici e umili, i carismi sono grazie dello Spirito Santo che, direttamente o indirettamente, hanno un'utilità ecclesiale, ordinati come sono all'edificazione della Chiesa, al bene degli uomini e alle necessità del mondo.

800 I carismi devono essere accolti con riconoscenza non soltanto da chi li riceve, ma anche da tutti i membri della Chiesa. Infatti sono una meravigliosa ricchezza di grazia per la vitalità apostolica e per la santità di tutto il corpo di Cristo, purché si tratti di doni che provengono veramente dallo Spirito Santo e siano esercitati in modo pienamente conforme agli autentici impulsi dello stesso Spirito, cioè secondo la carità, vera misura dei carismi. 255

801 È in questo senso che si dimostra sempre necessario il discernimento dei carismi. Nessun carisma dispensa dal riferirsi e sottomettersi ai Pastori della Chiesa, « ai quali spetta specialmente, non di estinguere lo Spirito, ma di esaminare tutto e ritenere ciò che è buono », 256 affinché tutti i carismi, nella loro diversità e complementarità, cooperino all'« utilità comune » (1 Cor 12,7). 257

In sintesi

802 Gesù Cristo « ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e formarsi un popolo puro che gli appartenga » (Tt 2,14).

803 « Voi siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si è acquistato » (1 Pt 2,9).

804 Si entra nel popolo di Dio mediante la fede e il Battesimo. « Tutti gli uomini sono chiamati a formare il nuovo popolo di Dio »,258 affinché, in Cristo, « gli uomini costituiscano una sola famiglia e un solo popolo di Dio ». 259

805 La Chiesa è il corpo di Cristo. Per mezzo dello Spirito e della sua azione nei sacramenti, soprattutto l'Eucaristia, Cristo, morto e risorto, costituisce la comunità dei credenti come suo corpo.

806 Nell'unità di questo corpo c'è diversità di membra e di funzioni. Tutte le membra sono legate le une alle altre, particolarmente a quelle che soffrono, che sono povere e perseguitate.

807 La Chiesa è questo corpo, di cui Cristo è il Capo: essa vive di lui, in lui e per lui; egli vive con essa e in essa.

808 La Chiesa è la Sposa di Cristo: egli l'ha amata e ha dato se stesso per lei. L'ha purificata con il suo sangue. Ha fatto di lei la Madre feconda di tutti i figli di Dio.

809 La Chiesa è il tempio dello Spirito Santo. Lo Spirito è come l'anima del corpo mistico, principio della sua vita, dell'unità nella diversità e della ricchezza dei suoi doni e carismi.

810 « Così la Chiesa universale si presenta come "un popolo adunato dall'unità del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" ». 260

LUISA E LA SANA DOTTRINA 
NEL SOLCO DELLA TRADIZIONE DEI SANTI PADRI DELLA CHIESA. 
DOV'È LA VERITÀ TUTTA INTERA.

«Alzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, 
la gloria del Signore brilla sopra di te.»

Isaia 60,1

*II VOL. 20 MARZO 1899*

GESÙ VERSA LE SUE AMAREZZE E LE DICE LA CAUSA DEI MALI DEL MONDO.

      Questa mattina Gesù mi ha trasportato fuori di me stessa e mi ha fatto vedere molta gente, tutta in discordia.  Oh, quanta pena faceva Gesù!  Io, vedendolo molto soffrire L’ho pregato che versasse a me, ma siccome continua ancora che vuole castigare il mondo, Gesù non voleva versare in me;  ma dopo averlo pregato e ripregato, per contentarmi ha versato un poco.  Indi, essendosi sollevato un poco, mi ha detto:

     “La causa per cui il mondo si è ridotto in questo triste stato, è d’aver perduto la subordinazione ai capi;  e siccome il primo capo è Dio, a Cui si sono ribellati, di conseguenza è avvenuto che hanno perduto ogni soggezione e dipendenza alla Chiesa, alle leggi ed a tutti gli altri che si dicono capi.  Ah, figlia mia!  Che sarà di tanti membri infetti da questo malo esempio dato da quegli stessi che si dicono capi, cioè da superiori, da genitori e di tant’altri?  Ah, giungeranno a tanto che non si conosceranno più né genitori, né fratelli, né re, né principi!  Questi membri saranno come tante vipere che a vicenda si avveleneranno.  Perciò, vedi quanto sono necessari i castighi in questi tempi e che la morte quasi distrugga questa razza di gente, affinché quei pochi che rimarranno, imparino a spese altrui, ad essere umili ed obbedienti.  Onde lasciami fare, non volerti opporre a farmi castigare le genti”.

domenica 13 novembre 2016

«LUISA PICCARRETA E LA MASSONERIA → MONS. PICHIERRI E CASTORO: “REI DI UNA VOLONTÀ DIVINA”»


«Il premio è promesso dal Divin Maestro
non a chi ha ben incominciato,
ma a chi persevera sino alla fine. 

Vi basti l’esempio di Giuda,
il quale incominciò bene, continuò nel bene,
ma non perseverò fino alla fine e andò perduto.»

SAN PIO DA PIETRELCINA




«LA MASSONERIA È ENTRATA NELLA CHIESA. GRANDI AVVENIMENTI SI PREPARANO.»

Sebbene molto amara, siamo giunti finalmente ad una conclusione più che evidente, tuttavia. Vale a dire a quelle ragioni di fondo che ancora non ci erano del tutto chiare e in grado di spiegarci, in modo scientifico direi, il perché, il motivo per il quale sinora quei “pastori” d'anime della Chiesa, queste autorità chiamate al proprio dovere, cioè a pascere il gregge, non sono venuti in contro a soccorrerci in questa nostra “grande tribolazione”.

Lasciandoci così in uno stato di totale abbandono, costoro, come dei reietti ormai, dimenticati: peggio di Asia Bibi. Ovvero in balia di questa loro stessa agghiacciante naturalezza mediante la quale essi anziché proteggerle queste pecorelle del Signore, vero Pastore del gregge, hanno preferito piuttosto si disperdessero e rischiassero addirittura di finire tra le fauci di un lupo rapace, subdolo che non ha giammai perso il pelo né il vizio di divorarle, anzi tutt'altro; benché travestito da agnello. 

Infatti secondo un autorevole ecclesiastico, studioso della materia in oggetto, ad esempio queste eccellenze reverendissime come molti altri arcivescovi ecumenici, protestanti, filo islamici, sacerdoti, cardinali, frati, finanzieri, politici, giudici, magistrati, scienziati, moderni filosofi e teologi. Insomma professionisti d'ogni arte e mestiere della società mondiale, pur definendosi cattolici osservanti, tuttavia però nulla hanno a che spartire con quest'Istituzione Celeste e Divina, fondata da Gesù Cristo, quale è la Chiesa Cattolica di Roma. 

Tutto ciò è affatto inconciliabile nonché incompatibile con la nostra millenaria tradizione Cattolica [cfr. ROTARY, LIONS E MASSONERIA; Paolo VI: «Il corpo Mistico contro il corpo sociale di Satana, la Massoneria». Di Mons Ottavio Michelini].

Nella Enciclica «Humanum Genus» – 20 aprile 1884 – il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria “idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica”. Nella Lettera al Popolo Italiano «Custodi» – 8 dicembre 1892 – Papa Leone XIII scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra». 

Massima onorificenza Lionistica, “Melvin Jones Fellow”, a S.E. Monsignor Michele Castoro, Arcivescovo della Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, con la seguente motivazione: “Per il lungo impegno a favore del prossimo ed in particolare come pastore della comunità Sipontina, per aver compiutamente ed incisivamente svolto la propria attività di servizio con solidarietà verso il prossimo, sensibilità alla risoluzione dei problemi, e con attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità, dimostrando la serietà della vocazione al servizio”. “Siamo davvero orgogliosi che anche questa personalità ricevendo questo riconoscimento sia entrata a far parte di quest’ambitissimo gruppo d’ogni parte del mondo”.

~ Il gran maestro del Grand’Oriente d’Italia Giordano Gamberini, sulla rivista massonica ‘Hiram’ del 1 febbraio 1981, rivendicò ufficialmente che sia i Rotary sia i Lions derivano e confluiscono nell’organizzazione della massoneria, scrivendo: «Melvin Jones, maestro massone di Chicago, fu tra i fondatori dei Lions. Ne divenne segretario generale e tesoriere fin dal 1917. Nel Lions, l’origine massonica risulta evidente anche dal primo stemma che si diede l’associazione. Pressoché identici rapporti con la massoneria aveva avuto il Rotary». ~  https://doncurzionitoglia.wordpress.com/about/

Cardinal Bertone: «Ma cosa vuole, Eccellenza, anche in Vaticano ci sono cardinali, vescovi e prelati iscritti alla massoneria».

« È doveroso studiare e trattare il Complotto, senza temere di essere derisi come “complottisti”. Invece minimizzare, snobbare e negligere lo studio del Complotto è una partecipazione implicita e passiva al Complotto contro Cristo, Maria, la Chiesa e la Cristianità. Mentre studiare per combattere il Complotto, significa partecipare attivamente ed esplicitamente al compimento dell’opera della Redenzione, ad “instaurare e restaurare tutto in Cristo” » S. Pio X


TRA RITARDI COLPEVOLI E ASPRE CONTESE

“Un impegno ecclesiale” da parte dell'Arcidiocesi di Trani che tarda a produrre quei frutti dovuti e necessari, improrogabili ormai alla divulgazione di uno dei carismi più importanti della Chiesa Universale, direi quello: decisivo. Luisa la santa, la nostra grande protettrice, patrimonio dell'umanità, si ritrova purtroppo ostaggio di uno stallo ecclesiale penalizzante assai, ingiustificato da parte delle autorità e in preda a umane contese.

A che punto, dunque, siamo ora con la stampa della “editio typica” degli Scritti divini della SdD Luisa Piccarreta, la loro verifica? Quando sarà avviata la sua determinante Causa di Beatificazione, indispensabile a produrre la “POSITIO” della santa, tanto attesa?

Un treno ad altissima velocità, pur tuttavia in stato di fermo, bloccato in stazione; costretto a viaggiare sui binari morti dell'umano volere di tali autorità ecclesiastiche. 
Il 3 settembre 2014 a Corato vi è stata la presentazione ufficiale della biografia di Luisa Piccarreta: “IL SOLE DELLA MIA VOLONTÀ”. Il volume è stato presentato per la prima volta in assoluto in chiesa Matrice. In questo libro si parla anche di Adriana Pallotti, addirittura della nostra piccolissima e beneamata figlia del Divin Volere. Ciononostante però non è stata neppure invitata a parteciparvi all'evento organizzato dal: Rotary Club Corato [v. anche: “Incontro con Sua Eminenza Rev.ma Monsignor Giovanni Pichierri”].
ULTIMI TEMPI?

Fatima nel segreto delle Tre Fontane.

Nel libro "Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane" – di Gaeta Saverio – la Vergine della Rivelazione parla a Bruno Cornacchiola, un protestante convertitosi con decisione ferma alla fede cattolica. Nelle apparizioni alle Tre Fontane si affrontano temi scottanti ed inquietanti profezie già in atto, sia nel mondo e sia nella Chiesa. In modo particolare si mostra interessante la visione avuta il 24 febbraio 1968:

“Satana regna oramai in tutti i posti più alti di comando […]. Satana entrerà nei posti guida della Chiesa. […]. Le tentazioni saranno terribili, il mondo vivrà in una confusione tale che gli eletti stessi sosteranno nel dubbio! Non c’è scampo […] tutti vivranno momenti terribili di guerra, distruzione e di caos politico, religioso e culturale. Quanti errori e quante eresie serpeggiano in ogni nazione, in ogni convento. […]. Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato. […]. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare” (op. cit., p. 73).

Il 21 luglio 1998: “Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco” (op. cit., p. 210).

Il 1° febbraio 1986 Cornacchiola riceve un altro messaggio severo: “Preparatevi figli miei: la mano non posso trattenerla più! L’ira della giustizia è sopra di voi ”(op. cit., p. 150).

21 settembre 1988: “Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine” (op. cit., p. 218).

La Luce vede pazze le tenebre ed esse tuttavia vedono pazza la Luce di Dio. Ciononostante però La rifuggono terrorizzate, inquantoche son loro a spaventarsi e scappar via da Essa. Giammai il contrario.

La tenebra se tocca la Luce prende come la scossa e si sente vinta, soverchiata si allontana, diradandosi a lampi. Dunque contro le tenebre, "luce" dobbiamo essere. Luce divina cristallina.

«Il coraggio della verità è un criterio di prim’ordine della Santità». Benedetto XVI 

«Si vis salvari cum paucis, vive cum paucis» «Se vuoi salvarti con i pochi, vivi con i pochi». Sant'Agostino di Ippona


                          IN FEDE
Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti


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*XXIV VOL. 19 MARZO 1928*

COME LA VOLONTÀ DIVINA VIVE SOFFOCATA IN MEZZO ALLE CREATURE 
PERCHÉ NON È CONOSCIUTA.

GRAVE RESPONSABILITÀ 
SU COLORO CHE DOVREBBERO FARLA CONOSCERE, 
COME SI RENDONO RUBATORI. 
PREPARAZIONE A GRANDI AVVENIMENTI.


  Cuor mio e vita mia Gesù, eccomi di nuovo al grande sacrificio di ricominciare a scrivere un’altro volume, il cuore mi sanguina per lo sforzo che faccio, specie per le condizioni in cui si trova lo stato della piccola e povera anima mia. Amor mio, se tu non mi aiuti, non mi travolgi in te, non fai uso della tua potenza e del tuo amore su di me, non posso andare più avanti e sarò incapace di vergare una sola parola, perciò ti prego che trionfi in me il solo tuo Fiat! 

   E se vuoi che continui a scrivere, non abbandonarmi a me stessa, continua il tuo ufficio di maestro dettatore alla piccola anima mia, se poi non vuoi che io più scriva, bacio ed adoro il tuo Voler Divino e ti ringrazio, e ti prego che faccia profitto di tante lezioni che mi hai dato, che le rumine sempre e che modelli la mia vita secondo i tuoi insegnamenti. Mamma Celeste, Sovrana Regina, stendi su di me il tuo manto azzurro per proteggermi, guida la mia mano mentre scrivo affinché possa compiere la Divina Volontà.

  Onde, avendo compiuto il ventesimoterzo volume di scrivere, lo sa solo Gesù con quale stento e con quale sacrificio, mi lamentavo con il benedetto Gesù, che aveva tanto scarseggiato nei suoi insegnamenti, che tanto mi aveva fatto stentare per scrivere poche parole. 

   Quindi pensavo tra me: “Io non ho più che scrivere, perché se Gesù non parla, io non ho che dire, e Gesù pare che non tiene più nulla di dirmi, è vero che la storia del suo Fiat è senza limiti, non finisce mai, anche eternamente nel Cielo terrà sempre da dire sull’eterno Volere, ed essendo eterno racchiude l’infinito, e l’infinito tiene cose e conoscenze infinite da dire, in modo che non finisce mai, sembra il sole che mentre dà luce tiene sempre luce da dare, la sua luce non si esaurisce mai; ma non può essere che per me metta un limite al suo dire e faccia sosta nel raccontare la lunga storia della sua Eterna Volontà?”

   Ora, mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno in atto d’uscire e mi ha detto:

   “Figlia mia, come sei piccola! e si vede che quanto più stai, più piccola ti fai, e come piccina vuoi misurare con la tua piccolezza la nostra grandezza; coi tuoi limiti nel dire, il nostro eterno dire e come piccola bambina che sei, ti contenti che il tuo Gesù non tiene più nulla da dirti, vorresti riposarti e ritornare ai nostri primi trastulli, giacché non hai più da far nulla; povera piccina, ma non sai tu che sono brevi soste che il tuo Celeste Gesù permette per altri suoi fini, non a te palesi, e quando meno telo pensi riprenderà il suo dire tanto importante sulla lunga storia del mio eterno Volere”.

   Dopo tanto stentare e lottare, finalmente mi son giunti gli scritti sulla Divina Volontà da Messina, ed io sentivo un contento in me ché finalmente li avevo presso di me e ringraziavo di cuore il mio dolce Gesù. Ma Gesù movendosi nel mio interno, facendosi vedere in aria di mestizia mi ha detto:

   “Figlia mia, tu sei contenta ed Io sono afflitto, se tu sapessi che peso enorme gravitava su quelli di Messina, che mentre tenevano interesse di tenerli, li tenevano a dormire, essi erano rei d’una Volontà Divina, e vedendo la inoperosità con cui li tenevano, ho permesso che fossero ritornati. 

   Ora questo peso gravita su quelli che l’hanno fatto venire con tanto interesse, se non si occupano, anch’essi saranno rei d’una Volontà Divina, e se sapessi che significa essere rei d’una Volontà sì santa, significa tenerla inceppata, mentre Essa anela, sospira d’essere tolti i ceppi, e questi si toglieranno col farla conoscere. Essa è piena di vita, scorre ovunque, involge tutto, e questa vita vive come soffocata in mezzo alle creature perché non è conosciuta, ed Essa geme perché vuole la libertà della sua vita, ed è costretta a tenere in Sé i raggi della sua luce interminabile perché non è conosciuta.

   Ora, chi è colpevole di tante pene della mia Volontà Divina? Chi deve interessarsi a farla conoscere e non lo fa; forse il mio scopo è stato di dare tante notizie del mio Fiat, senza il frutto desiderato di farla conoscere? No, no, voglio la vita di ciò che ho detto, voglio far splendere il nuovo sole, voglio il frutto di tante conoscenze che ho manifestato, voglio che il mio lavoro riceva il sospirato effetto. Difatti, quanto non ho lavorato per disporti a ricevere conoscenze sì importanti sulla mia Volontà? E tu stessa quanti sacrifici non hai fatto e quante grazie non ti ho dato per farteli fare?

   Il mio lavoro è stato lungo, e quando ti vedevo sacrificata, guardavo al gran bene che avrebbero fatto le mie conoscenze sul Fiat in mezzo alle creature, la nuova era che doveva spuntare in virtù di esse, ed il mio tenero cuore mentre soffriva nel sacrificarti, prendeva un immenso piacere nel vedere che in virtù di ciò, il bene, la pace, l’ordine, la felicità che dovevano ricevere gli altri miei figli. Quando Io faccio cose grandi ad un’anima, manifesto verità importanti, rinnovazioni che voglio fare in mezzo all’umana famiglia, non è per la creatura sola che ciò manifesto, ma perché voglio rinchiudere tutti in quel bene, come sole voglio che le mie verità splendano su di ciascuno, affinché chi voglia prenda la luce di esse.

   Non feci ciò con la mia Mamma Celeste? Ora, se Lei avesse voluto tenere celata l’incarnazione del Verbo, qual bene avrebbe portato la mia venuta sulla terra? Nulla, sarei partito al Cielo senza dare a nessuno la mia vita, e la Sovrana Regina, se mi avesse celato, sarebbe stata rea e rubatrice di tutto il bene e di tante mie vite divine che dovevano ricevere le creature. Così saranno rei e rubatori di tutto il bene che porteranno le conoscenze sul mio Fiat Divino, perché Esso porterà tante vite di luce, di grazia ed i beni immensi che contiene una Volontà Divina.

   Perciò grave peso gravita su coloro che dovrebbero occuparsi, se continueranno a far stare inoperosi soli sì benefici di tante verità sul mio eterno Volere, e se tu per la prima ti volessi opporre a far conoscere ciò che riguarda la mia Volontà, la prima rubatrice di tanti soli saresti tu, e di tanti beni che devono ricevere le creature per mezzo di queste conoscenze”.

   Poi, con un’accento più tenero ha soggiunto:

   “Figlia mia, il mondo sta come bruciato, non vi è chi versi su di loro quell’acqua pura che li disseti, e se bevono è l’acqua torbida della loro volontà che li brucia di più. Gli stessi buoni, i figli della mia Chiesa che cercano di fare il bene, dopo aver fatto il bene non sentono la felicità del bene, ma piuttosto il peso del bene che le porta la mestizia e la stanchezza, sai perché?

   Perché manca nello stesso bene la vita del mio Fiat, che contiene la forza divina che toglie qualunque stanchezza, manca la luce ed il calore della mia Volontà che tiene virtù di svuotare qualunque peso e di raddolcire tutte le amarezze, manca la rugiada benefica del mio Fiat che imperla le azioni delle creature, e le fa comparire tanto belle da portarle la vita della felicità, manca l’acqua che sempre sorge del mio Volere che mentre feconda in modo divino, dà vita e disseta, e perciò bevono e bruciano di più. Vedi dunque com’è necessario che le sue conoscenze siano conosciute, e si facciano vie in mezzo alle creature per porgere a ciascuno la vita della mia Volontà, con la sorgente dei beni che Essa contiene.

   Tutti sentono, anche quelli che si dicono più buoni, che li manca una cosa necessaria, sentono le loro opere non compiute, e tutti sospirano un’altro bene, ma essi stessi non sanno che cosa sia. È la pienezza e totalità del mio Fiat Divino che manca negli atti loro, e perciò le loro opere sono come a metà, perché solo col mio, e nel mio Volere, si possono fare opere compiute. Quindi, Esso sospira che sia conosciuto per portare la sua vita ed il compimento alle opere delle sue creature, molto più che grandi avvenimenti sto preparando, dolorosi e prosperi, castighi e grazie, guerre improvvise ed inaspettate, tutto per disporre a ricevere il bene delle conoscenze del mio Fiat e, se le lasceranno dormire senza slanciarle in mezzo alle creature, renderanno senza frutto gli avvenimenti che sto preparando; qual conto non mi daranno? 

Mentre con queste conoscenze sto preparando la rinnovazione e la ripristinazione dell’umana famiglia. Quindi da parte tua non mettere nessun’ostacolo e seguita a pregare che presto venga il regno della mia Divina Volontà”.







NOTA – Il titolo originale del suddetto capitolo copiato direttamente dall'originale manoscritto di Luisa Piccarreta è: «Ritrosia nello scrivere sulla piccolezza. Ritorno degli scritti. Come la Volontà Divina vive soffocata in mezzo alle creature perché non è conosciuta. Grave peso su coloro che dovrebbero farla conoscere, come si rendono rubatori. Preparazione di grandi avvenimenti».