NELLA LUCE PURISSIMA DELLA DIVINA VOLONTÀ → IL NUOVO SOLE, IL PIÙ GRANDE CARISMA DI TUTTI I TEMPI *
PER LA DIFFUSIONE MONDIALE
DEGLI SCRITTI DI CIELO
DELLA SERVA DI DIO LUISA PICCARRETA * LA PICCOLA FIGLIA DELLA DIVINA VOLONTÀ *
NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA
* 23 APRILE 1865 + 4 MARZO 1947 *
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
7Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
8È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
9Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?
Ecco, come una veste si logorano tutti,
la tignola li divora.
Isaia 50,6-9
– LIBRO DI CIELO –
*
*XII VOL. 12 GIUGNO 1918*
L’UOMO COL PECCATO
VA INCONTRO ALLA GIUSTIZIA DIVINA.
GESÙ HA FATTO TUTTO PER NOI.
Trovandomi nel solito mio stato, stavo dicendo al mio sempre amabile Gesù: “Come è possibile, Tu hai fatto tutto per noi, hai soddisfatto tutto, hai in tutto reintegrato la gloria del Padre da parte delle creature, in modo da coprirci tutti come con un manto d’amore, di grazie, di benedizioni, e con tutto ciò i flagelli cadono quasi rompendo il manto di protezione di cui ci hai coperto”.
Ed il mio dolce Gesù, interrompendo il mio dire mi ha detto:
“Figlia mia, è vero tutto ciò che tu dici. Tutto, tutto ho fatto per la creatura. L’amore mi spingeva tanto verso di lei, che per essere sicuro di metterla in salvo, la volli ravvolgere dentro del mio operato come dentro d’un manto di difesa. Ma la creatura, ingrata, col peccato volontario rompe questo manto di difesa, sfugge da sotto le mie benedizioni, grazie e amore, e mettendosi a cielo aperto resta colpita dai fulmini della divina giustizia. Non sono Io che colpisco l’uomo, è lui che col peccato viene incontro a riceverne i colpi. Prega, prega per la grande cecità delle creature”.
E impera solitario su tutti con il suo silenzio maestoso, elegante. Sottomesso.
Che sorge più che sole sopra il mondo, sempre fermo, costante
il suo ritorno nel mistero sublime della Eucaristia.
Di un Dio che per non incuterci spavento si è annichilito e fatto uomo, pane crocifisso.
Che sovrasta tutto e tutti, il Cosmo intero.
Ed ogni passo, uman pensiero incapace di comprenderLo, onorarLo
è come un'onda che si infrange dinanzi al suo divin cospetto.
Vero, reale, issato sulla roccia della Vita.
Imbattuti, quanti filosofi e pensatori, teologi troppo umani, moderni e pagani; ciechi e inghiottiti dal proprio smisurato io hanno fallito sulla via con il loro inutile e dannoso speculare.
Innanzi a te o Gesù, Signore dei tabernacoli e padrone della terra, dei Cieli.
Perdona loro, poiché non hanno saputo, né voluto mangiarti, con la testa, le labbra, la bocca e i denti del cuore.
Bramarti e stringerti.
Perdonaci tutti perché troppo pochi son quelli che han desiderato veramente amarti ed adorarti come tu ardi e desideri esser amato: col tuo stesso divin amore.
Lascia allora che io ti baci o Cristo, un misero nulla, ma tutto Tuo.
Per me e per tutti.
Con lo stesso palpito del tuo infuocato amore o Signore.
Con gli occhi della Fede, Speranza e Carità.
Con le dolcissime carezze della tua Divina Volontà.
Cristus vincit, Cristus regnat, Cristus imperat.
Luciano Mirigliano
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*XI VOL. 30 OTTOBRE 1916*
LA PERVERSITÀ DELLE NAZIONI,
SPECIALMENTE DELL’ITALIA,
ATTIRERÀ ALTRI CASTIGHI.
Stavo lamentandomi con il mio sempre amabile Gesù, che in
questi giorni passati, stentatamente ci veniva, oppure appena avvertivo la sua
ombra e scompariva.
Ed il benedetto Gesù
mi ha detto:
“Figlia mia, come subito dimentichi che in quei giorni che
non tanto ci vengo e sfuggo da te, non è altro che una stretta di più ai
flagelli. Le cose imperverseranno sempre
più. Ah, l’uomo è giunto a tanta
perversità, che non basta, per arrenderlo, di toccargli la pelle, ma che giunga
a spolverizzarlo!
Perciò una nazione
invaderà l’altra e si lacereranno, il
sangue scorrerà nei paesi come acqua. Anzi in certe nazioni si faranno nemici
di loro stessi e si dibatteranno, si uccideranno, faranno cose da pazzi. Ah! Quanto Mi duole l’uomo, da Me lo piango!”
Al dire di Gesù ho rotto in pianto e Lo pregavo che risparmiasse
la povera Italia. Ma Gesù ha ripreso:
“L’Italia, l’Italia!
Ah, se tu sapessi quanto ne sta combinando di male, quante congiure alla
mia Chiesa! Non le basta il sangue che
sta spargendo in battaglia, ma è assetata d'altro sangue. Vuole il sangue
dei miei figli, il sangue dei primati. Si vuole macchiare di tali delitti, da attirarsi la vendetta del Cielo
e delle altre nazioni!”
Io ne sono rimasta terrorizzata e temo molto, ma spero che
il Signore Si placherà.
* “CROCIATA DI ATTI DIVINI” OFFRIAMO ALLA MAESTÀ SUPREMA, DELLA SS. TRINITÀ, TANTI ATTI DIVINI RIPARATORI. *
CASA DI PREGHIERA
PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ
SAN GIOVANNI ROTONDO, LÌ 2 SETTEMBRE 2016
Ieri, dopo aver ricevuto la gradita visita di un caro "fraticello", missionario cappuccino in Africa e figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina, il quale ci ha consigliato vivamente di continuare in questa nostra intensa e speciale missione d'apostolato nel Nuovo Carisma della SdD Luisa Piccarreta, abbiamo ottenuto l'ispirazione e la grazia di codesta preziosissima coroncina. Qui in sostanza le parole di conforto dell'umile religioso: “Andate avanti e pregate con FEDE il Signore. Egli saprà senz'altro suscitare la cosa giusta per questo importante Carisma e questa bella Casa, così grande. Non temete nulla e non preoccupatevi.” Ecco la: «CORONCINA DEGLI ATTI DIVINI». Si esegue secondo lo schema tradizionale del Rosario, contemplando i vari Misteri del giorno. Gaudiosi + Dolorosi + Gloriosi + Luminosi. Con la seguente variante: per ogni posta o decina, sui grani piccoli al posto delle «Ave Maria» si recitano gli «Atti Divini» fatti però nella sua adorabile Divina Volontà. Vale a dire: 1. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a pensare nella mia mente [per 10 volte]. 2. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a guardare nei miei occhi [per 10 volte]. 3. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà ad ascoltare nelle mie orecchie [per 10 volte]. 4. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a parlare nella mia parola [per 10 volte]. 5. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a palpitare nel mio cuore [per 10 volte]. Salve Regina + Per il Sommo Pontefice, ecc. ecc. *
ADVENIAT REGNUM TUUM Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti P.S. Per il momento rimane questo lo schema di base della Coroncina. Sebbene si possa sviluppare ed implementare ulteriormente sempre però secondo quanto Gesù ha insegnato all'unica prescelta Serva di Dio – Cfr. Luisa Piccarreta - LIBRO DI CIELO XII VOL. 4/20 GIUGNO 1918.
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*XII VOL. 4 GIUGNO 1918*
RIPETIZIONE DELLE RIPARAZIONI DI GESÙ.
Continuando il mio solito stato, stavo dicendo al mio amato
Gesù:
“Non disdegnare le mie preghiere, sono le tue stesse parole che ripeto, le stesse intenzioni, voglio le anime come le vuoi Tu e col tuo stesso Volere.”
Ed il benedetto Gesù mi ha detto:
“Figlia mia, quando ti sento ripetere le mie parole, le mie preghiere, volere come voglio Io, come da tante calamite mi sento tirare verso di te e come ti sento ripetere le mie parole, tante gioie distinte sente il mio cuore e posso dire che è una festa per Me e mentre godo, mi sento debilitato dall’amore dell’anima tua e non ho la forza di colpire le creature; sento in te le stesse catene che Io mettevo al Padre per riconciliare il genere umano.
Ah! si, ripeti ciò che feci Io, ripetilo sempre se vuoi, perché il tuo Gesù, in tante amarezze, trovi una gioia da parte delle creature.”
Poi ha soggiunto:
“Se vuoi stare al sicuro, ripara sempre e ripara insieme con Me, immedesimati tanto in Me, da formare una sola eco di riparazioni tra Me e te; dove c’è riparazione, l’anima è come al coperto, dove sta difesa dal freddo, dalla grandine e da tutto; invece dove non c’è riparazione, è come chi si trova in mezzo alla strada, esposto ai fulmini, alla grandine ed a tutti i mali.
I tempi sono tristissimi e se il cerchio delle riparazioni non si allarga, passa pericolo che quelli che sono scoperti, restino fulminati dai fulmini della Divina Giustizia.”
~ NOTA ~
Il Decreto della Congregazione per la Propagazione della Fede (A.A.S. n° 58/16 del 29 dicembre 1966) che abroga i canoni 1399 e 2318, fu approvato da S.S. Paolo VI il 14 ottobre 1966; venne poi pubblicato per volere di Sua Santità stessa, per cui:
non è più proibito divulgare senza l'Imprimatur scritti riguardanti nuove apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie e miracoli.
SCONTRO FRONTALE TRA DUE TRENI CHE NON SI SONO MESSI D'ACCORDO. LA COLLISIONE EVOCA L'ANTICA LOTTA TRA LE DUE VOLONTÀ. IL RICHIAMO È DAVVERO FORTE. TRA L'UMANO VOLERE CHE NON INTENDE AFFATO CEDERE IL PASSO A QUELLO DIVINO.
URTO DRAMMATICO. LUTTUOSO.
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CASA DI PREGHIERA PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ
SAN GIOVANNI ROTONDO LÌ 12 LUGLIO 2016
OGGETTO: LETTERA 28 GIUGNO 2016 / INCIDENTE FERROVIARIO PUGLIA
Chi conosce in quali condizioni versa la nostra drammatica e annosa situazione, ovvero quella della centenaria figlia spirituale di Padre Pio, Adriana Pallotti, a causa anche delle gravi colpe e mancanze della curia arcivescovile pugliese, di Corato – Trani con San Giovanni Rotondo, può benissimo interpretare e intravvedere nei dolorosisimi fatti odierni succeduti, i segni della collera di un Dio davvero assai sdegnato e offeso, che castiga prontamente quando con sfrontata alterigia Lo si affronta ignorandoLo o peggio ancora tradendoLo.
Dopo la "LETTERA 28 GIUGNO 2016" inviata da Carla Sammartino ai due maggiori responsabili della nostra regione, ossia ai vescovi Michele Castoro e Giovan Battista Pichierri, per ciò che concerne il nostro delicatissimo caso ecclesiale, non fa meraviglia, dopo tutto il silenzio corrente dei monsignori, se alcune anime sostengono di percepire come segno dall'alto l'evento tragico accaduto oggi a Corato, in Puglia [cfr Vangelo del giorno – Mt 11, 20-24].
Inserendolo al suo "giusto posto".
Vale a dire in una dolorosa cornice ben definibile come:
castighi di Dio.
La Bibbia infatti dice che le colpe dei padri ricadono sui figli. È proprio così [cfr Maria Valtorta - ‘Lezioni sull’epistola di Paolo ai Romani’ - Dettato del 29.10.50 – Centro Ed. Valtortiano].
Purtroppo la colpa dei cattivi oppositori o pastori ricade sempre sulla comunità, su tutte le membra del corpo mistico della Chiesa, così come quella dei padri ricade su tutti i figli [cfr Lc 11, 37-54].
Sebbene si possa rintracciare in esso con imponenza un FORTE SEGNO, certamente funesto, ch'è al contempo un assordante richiamo per tutta la Chiesa, non solo locale, alla DIVINA VOLONTÀ di Gesù Cristo Nostro Signore, tuttavia siamo invitati ognuno a pregare uniti, con tanto fervore.
In special modo per le tante vittime, la loro anima, quella di quei poveri anziani, tutte decedute nell'impressionante scontro fra i due treni.
Una strage. Un olocausto.
Ma soprattutto si preghi per chi opera e compie in ogni atto della vita, con ostinato orgoglio, la propria misera e pericolosissima volontà umana senza mai degnarsi di volgere neppure uno sguardo a quella di Dio.
Di quel buonissimo Gesù che giammai abbandona i suoi amati, i piccoli.
I: P.F.D.V.
Nonostante appaiano così indifesi agli occhi dei suoi acerrimi nemici.
ATTENZIONE.
Per chi non si ravvede in tempo, potrebbe essere soltanto l'inizio dei dolori [cfr Mt 24].
ll Codice di Diritto Canonico del 1983 afferma che “In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi [i fedeli] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli” (CIC, can. 212 §3).
Luisa Piccarreta orante, interceda per noi, anime di Dio, a stretto giro dal Cielo.
Fiat Voluntas Tua Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti
COME È VOLONTÀ DI DIO ASSOLUTA CHE ESCANO GLI SCRITTI.
L'OPERA DELLA REDENZIONE ED IL REGNO DEL FIAT DIVINO SONO
COLLEGATI INSIEME. IL CAMPO DEL VOLER DIVINO. SPIEGAZIONI.
Mi sentivo tutta impensierita per questi benedetti scritti, il pensiero di metterli fuori è sempre un tormento per me e poi i tanti incidenti che si verificano or in un modo or in un altro, molte volte mi fanno pensare che forse non è Volontà di Dio che si pubblichino, altrimenti non sarebbero successe tante cose. Chissà che il Signore non voglia il mio sacrificio in parole, ma coi fatti forse vuole risparmiarmi un tanto dolore, che solo il pensiero d'oppormi al suo Voler Divino mi fa dire Fiat! Fiat!
Ma mentre pensavo ciò, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:
"Figlia mia, la Volontà di Dio che vengano alla luce gli scritti della mia Divina Volontà è assoluta e per quanti incidenti ci possano essere Essa trionferà su tutto ed ancorché passassero anni ed anni, saprà disporre tutto, perché la sua assoluta Volontà venga compiuta.
Il tempo in cui verranno alla luce è relativo e condizionato dal tempo in cui si disporranno le creature a ricevere un tanto bene e quelli che si devono occupare a farne i banditori e farne il sacrificio per portare la nuova era di pace, il nuovo Sole che snebbierà tutte le nubi dei mali.
Se tu sapessi quante grazie e lumi ho preparato per chi vedo disposto ad occuparsi! Saranno loro i primi a sentire il balsamo, la luce, la vita del mio Fiat. Guardami come ho preparato nelle mie mani le vesti, il cibo, i fregi, i doni, per chi deve occuparsi, ma sto guardando chi sono i veri disposti per poterli investire delle prerogative che ci vogliono per un'opera sì santa, che io tant'amo e voglio che facciano.
Ma devo dirti pure che: guai a chi si oppone o possa mettere ostacoli.Tu però non spostare nulla, neppure una virgola di ciò che ci vuole per preparare il regno della mia Volontà Divina, affinché da parte mia e da parte tua, facendo ciò che ci vuole per dare questo gran bene alle creature, nulla manchi da parte nostra, affinché non appena le creature si dispongono possano trovare tutto a posto e ciò che ci vuole. Non feci io lo stesso nell'opera della Redenzione?
Preparai tutto, feci e soffrii tutto e nonostante i tanti incidenti contrari che vedevo, gli stessi miei Apostoli vacillanti, dubbiosi, timidi, fino a fuggire da me appena mi videro in mano dei nemici, lasciato solo, non ebbi il bene di vedere alcun frutto mentre io stavo sulla terra; ma nonostante ciò non lasciai nulla di ciò che ci voleva per l'opera completa della Redenzione, affinché qualora avessero aperto gli occhi per guardare ciò che feci, avrebbero trovato tutto il bene per essere redenti e nulla mancasse loro per ricevere il frutto della mia venuta sulla terra.
Figlia mia, il regno della mia Redenzione e quello della mia Volontà sono tanto collegati insieme che si danno la mano e quasi subiscono la stessa sorte da parte dell'ingratitudine umana, ma non bisogna badarci né deve arrestarsi chi deve dare e formare un tanto bene, è necessario che facciamo opere compiute, affinché da parte nostra nulla manchi e quindi disponendosi loro trovino tutto ciò che ci vuole per ricevere il regno della mia Volontà."
Dopo ciò seguivo i miei atti nel Divin Volere, ma continuavo a sentirmi oppressa ed il mio dolce Gesù, ritornando a farsi vedere, pareva che stringesse nelle sue braccia tre o quattro Sacerdoti
e tenendoli sul suo petto come se volesse infondere in loro la vita del suo Cuore Divino, mi ha detto:
"Figlia mia, guarda come tengo stretti fra le mie braccia coloro che devono occuparsi degli scritti sulla mia adorabile Volontà, appena vedo in Essi qualche piccola disposizione d'occuparsi, io li prendo fra le mie braccia, per infondere in loro ciò che ci vuole per un'opera sì santa. Perciò, coraggio, non temere."
Onde dopo ciò si è fatto vedere nel mio interno, io ho visto nel fondo di esso un campo larghissimo, non di terra ma di cristallo tersissimo, ogni due o tre passi di questo campo stava il bambino Gesù circondato da una luce. Oh! come sembrava bello questo campo con tanti bambinelli, ognuno dei quali aveva il suo Sole, fulgido e bello, tutto suo proprio.
Io ero meravigliata nel vedere nel fondo dell'anima mia, tanti Gesù ognuno dei quali era tutto intento a godersi il suo Sole ed il mio dolce Gesù, vedendo la mia meraviglia, mi ha detto:
"Figlia mia, non ti meravigliare, il campo che tu vedi è la mia Divina Volontà ed i tanti Gesù che vedi sono le mie verità che riguardano il mio Fiat, in ciascuna di esse c'è una mia vita, la quale formando il suo fulgido Sole si circonda di luce per spandere i suoi interminabili raggi e per far conoscere che son'io la fonte che sorge dalle mie verità. Vedi dunque quante mie vite ho messo fuori per quante verità ti ho manifestato.
Sono vite mie che ho messo fuori con la sorgente del Sole, non semplice luce e son rimasto nel mezzo di esse, per fare che tutti sentissero la forza, la virtù creatrice in queste verità e amo tanto ciascuna di esse quanto amo me stesso e chi non vuol riconoscere la mia vita, il mio Sole, la mia virtù creatrice in queste verità sul mio Fiat, o è cieco, oppure ha perduto il bene dell'intelletto.
Come pure ti dovrebbe essere di gran consolazione che possiedi in te tante vite per quante verità ti ho manifestato. Perciò riconosci il gran bene; tesoro più grande non potevo affidarti, né ti impensierire, il Sole saprà fare la sua via e siccome è lucenessuno potrà impedirgli il passo."
Poi ha soggiunto con un accento più tenero:
"Figlia mia, la nostra Maestà adorabile ama tanto la creatura che, mettiamo a sua disposizione la nostra vita, per farne un altro simile a noi. Mettiamo la vita nostra come modello innanzi alla creatura, affinché modellandosi sul nostro, copi la nostra vita e formi dei facsimili col suo Creatore.
Perciò usiamo tanti stratagemmi e finezze d'amore, diamo grazie sorprendenti, per vederci copiati nella creatura. Ed allora saremo contenti quando il nostro amore, unito con la nostra Divina Volontà, vincerà la creatura e potremo riconoscere in essa la nostra immagine e somiglianza, come uscì dalle nostre mani creatrici."
LA MADONNA A FATIMA:
«I laici salveranno la Chiesa dai sacerdoti e dai vescovi».
Padre Ignace de la Potterie
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*XVII VOL. 6 SETTEMBRE 1924*
IMMAGINE DELLO STATO DELLA CHIESA.
NECESSITÀ DI PURIFICARLA.
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Trovandomi nel solito mio stato mi sono trovata fuori di me stessa, e con mia sorpresa ho trovato in mezzo ad una via, una donna gettata per terra, tutta piena di ferite e le membra tutte slogate, non c’era osso al suo posto.
La donna, sebbene così malconcia che sembrava il vero ritratto del dolore, era bella, nobile, maestosa, ma nel medesimo tempo faceva pietà nel vederla abbandonata da tutti, esposta a chiunque volesse farle del male.
Onde, mossa io a compassione guardavo d’intorno se ci fosse qualcuno che mi aiutasse ad alzarla da terra per portarla in luogo sicuro, ed oh! maraviglia, al mio fianco ci stava un giovane che mi pareva fosse Gesù.
Così insieme l’abbiamo alzata da terra, ma ad ogni moto soffriva pene strazianti dato lo slogamento delle ossa.
Così, piano piano l’abbiamo trasportata dentro d’un palazzo, sopra d’un lettino, ed insieme con Gesù, che pareva che tanto amasse questa donna che voleva darle la propria Vita per salvarla e darle la sanità, prendevamo in mano le membra slogate per metterle a posto. Al tocco di Gesù le ossa prendevano il loro posto, e quella donna si trasformava in una bella e graziosa bambina.
Io sono rimasta stupita di ciò, e Gesù mi ha detto:
“Figlia mia, questa donna è l’immagine della mia Chiesa. Lei è sempre nobile, piena di maestà e santa, perché la sua origine è dal Figlio del Padre Celeste; ma in che stato doloroso l’hanno ridotto le membra a lei incorporate!
Non contenti di vivere santi al par di lei, l’hanno trasportata in mezzo alla strada, esponendola al freddo, alle beffe, alle battiture, ed i suoi stessi figli, come membra slogate, vivendo in mezzo alla strada si sono dati ad ogni specie di vizi; l’amore all’interesse predominante in loro li acceca e commettono le più brutte nefandezze, e vivono vicino a lei per ferirla e dirle continuamente:
“Sia crocifissa, sia crocifissa!”
In che stato doloroso si trova la mia Chiesa! Quei ministri che dovrebbero difenderla sono i suoi più crudeli carnefici; ma per rinascere è necessaria la distruzione di queste membra, ed incorporarle membra innocenti, disinteressate, che vivendo al par di lei, ritorni bella e graziosa bambina, quale Io la costituii, senza malizia, più che semplice bambina, per crescere forte e santa.
Ecco la necessità che i nemici muovano battaglia, per purgarsi le membra infette; tu prega e soffri affinché il tutto ridondi alla gloria mia”.Detto ciò mi sono trovata in me stessa.