NELLA LUCE PURISSIMA DELLA DIVINA VOLONTÀ → IL NUOVO SOLE, IL PIÙ GRANDE CARISMA DI TUTTI I TEMPI *
PER LA DIFFUSIONE MONDIALE
DEGLI SCRITTI DI CIELO
DELLA SERVA DI DIO LUISA PICCARRETA * LA PICCOLA FIGLIA DELLA DIVINA VOLONTÀ *
NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA
* 23 APRILE 1865 + 4 MARZO 1947 *
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
7Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
8È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
9Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?
Ecco, come una veste si logorano tutti,
la tignola li divora.
Isaia 50,6-9
– LIBRO DI CIELO –
*
*XII VOL. 12 GIUGNO 1918*
L’UOMO COL PECCATO
VA INCONTRO ALLA GIUSTIZIA DIVINA.
GESÙ HA FATTO TUTTO PER NOI.
Trovandomi nel solito mio stato, stavo dicendo al mio sempre amabile Gesù: “Come è possibile, Tu hai fatto tutto per noi, hai soddisfatto tutto, hai in tutto reintegrato la gloria del Padre da parte delle creature, in modo da coprirci tutti come con un manto d’amore, di grazie, di benedizioni, e con tutto ciò i flagelli cadono quasi rompendo il manto di protezione di cui ci hai coperto”.
Ed il mio dolce Gesù, interrompendo il mio dire mi ha detto:
“Figlia mia, è vero tutto ciò che tu dici. Tutto, tutto ho fatto per la creatura. L’amore mi spingeva tanto verso di lei, che per essere sicuro di metterla in salvo, la volli ravvolgere dentro del mio operato come dentro d’un manto di difesa. Ma la creatura, ingrata, col peccato volontario rompe questo manto di difesa, sfugge da sotto le mie benedizioni, grazie e amore, e mettendosi a cielo aperto resta colpita dai fulmini della divina giustizia. Non sono Io che colpisco l’uomo, è lui che col peccato viene incontro a riceverne i colpi. Prega, prega per la grande cecità delle creature”.
a decidere se un bambino ha o non ha il diritto di vivere.
Anche contro la volontà dei genitori.
Abbiamo toccato il fondo delle barbarie.
Siamo figli delle istituzioni, e dobbiamo la vita ad esse?
Povero Occidente:
ha rifiutato Dio e la sua paternità
e si ritrova affidato alla burocrazia!
L'angelo di Charlie vede sempre il volto del Padre.
Fermatevi, in nome di Dio.
Altrimenti vi dico con Gesù:
“Sarebbe meglio che vi legaste al collo una macina da mulino
e vi gettaste nel più profondo del mare”.»
Card. Carlo Caffarra
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*XXXV VOL. 10 GENNAIO 1938*
LA PRIMA PREDICA
CHE FECE IL PICCOLO RE GESÙ,
AI BAMBINI D’EGITTO.
Stavo facendo il giro nel «Fiat Divino». Ed oh! Come sospiro che nessun atto mi sfugga di quello che ha fatto, tanto nella Creazione quanto nella Redenzione. Pare mi manchi qualche cosa, se tutto ciò che ha fatto io non lo riconosco, non lo amo, non lo bacio, non me lo stringo al cuore, come se fosse mio. Ed il Divino Volere resterebbe come scontento, se chi vive in Esso non conosce tutti gli atti suoi, e non trova in tutto ciò che ha fatto il piccolo ti amo di chi tanto ama; e non vi è cosa che non ha fatto per lei. Onde sono giunta a seguire quando il Celeste Bambino si trovava in Egitto, nell’atto quando faceva i suoi primi passi. Ed io baciavo i suoi passi, mettevo il mio ti amo ad ogni passo che faceva, e gli chiedevo i primi passi della sua Volontà a tutte le umane generazioni. Io cercavo di seguirlo in tutto, se pregava, se piangeva, gli chiedevo che la sua Volontà animasse tutte le preghiere delle creature, e che le sue lacrime rigenerassero la Vita del suo «Fiat» nell’umana famiglia. Onde, mentre stavo attenta a seguirlo in tutto, il piccolo Re Bambino, visitando la povera anima mia mi ha detto:
“Figlia del mio Volere, come sono contento quando la creatura non mi lascia solo. Me la sento dietro, avanti, in tutti gli atti miei. Ora, tu devi sapere che il mio esilio in Egitto non fu senza conquiste. Quando giunsi all’età di circa tre anni, dal nostro piccolo tugurio sentivo i fanciulli che giocavano, gridavano in mezzo alla strada, ed Io, piccolo qual ero, uscivo in mezzo a loro. Come mi vedevano mi correvano intorno, e chi più si voleva mettere vicino, perché era tanta la mia beltà, l’incanto del mio sguardo, la dolcezza della mia voce, che si sentivano rapire ad amarmi. Perciò mi facevano ressa d’intorno e mi amavano tanto, che non si sapevano distaccare da Me. Ora, anch’Io amavo questi bambini, e siccome l’amore quando è vero cerca di farsi conoscere, non solo, ma di dare ciò che può rendere felice nel tempo e nell’eternità, ora, a questi piccoli Io feci la mia prima predichina, adattandomi alla loro piccola capacità. Molto più, che possedendo l’innocenza mi potevano più facilmente capire.
Ora, vuoi sentire quale fu la mia predica? Dicevo loro: “Bambini miei, ascoltatemi. Io vi amo assai, e voglio farvi conoscere la vostra origine. Guardate il cielo, lassù tenete un Padre Celeste che vi ama assai, ma vi ama tanto, che non si contentò di farvi da Padre dal Cielo, di guidarvi, di crearvi un sole, un mare, una terra fiorita, per rendervi felici. Ma amandovi d’un amore esuberante, volle scendere nei vostri cuori, formare la sua Reggia nel fondo dell’anima vostra, facendosi dolce prigioniero di ciascuno di voi. Ma per far che? Per dar vita al vostro palpito, respiro e moto. Sicché voi camminate, e cammina nei vostri passi, si muove nelle vostre manine, parla nella vostra voce, e mentre camminate, vi movete, siccome vi ama assai, or vi bacia, or vi stringe, or vi abbraccia e vi porta come in trionfo, ché siete i cari suoi figli. Quanti baci e abbracci nascosti non vi dà questo nostro Padre Celeste, e voi, perché disattenti, non avete fatto incontrare il vostro bacio al suo, ed i vostri abbracci al suo paterno amplesso, e Lui è rimasto col dolore che i suoi figli non l’hanno né baciato né abbracciato.
Ora, bambini miei cari, sapete che vuole da voi questo Padre Celeste? Vuol essere riconosciuto in voi, che tiene la sua sede nel centro dell’anima vostra, e siccome Lui vi dà tutto, né vi è cosa che Lui non vi dà, vuole il vostro amore in tutto ciò che fate. Amatelo, l’amore non si parta mai dal vostro cuoricino, dalle vostre labbra, dalle vostre opere, da tutto, e questo sarà il cibo prelibato che darete alla sua Paternità. Lui vi ama assai e vuole essere amato. Nessuno può giungere ad amarvi come Lui vi ama; tanto vero, che avete anche un padre terreno, ma quanto è dissimile dall’amore del Padre Celeste, lui non vi segue sempre, non vigila i vostri passi, non dorme insieme, né palpita nel vostro cuore, e se cadete neppure ne sa nulla.
Invece il Padre Celeste non vi lascia mai, se state per cadere vi dà la mano per non farvi cadere, se dormite vi veglia, e anche se giocate e fate delle impertinenze sta con voi e conosce tutto ciò che fate. Perciò amatelo assai, assai”. Ed accendendomi di più dicevo loro:
“Datemi la parola che lo amerete sempre, sempre. Dite insieme con Me: “Vi amiamo, Padre nostro che sei nei Cieli, vi amiamo Padre nostro che risiedete nei nostri cuori”.
Figlia mia, al mio dire, i bambini, chi si commoveva, chi piangeva di gioia, chi restava rapito, chi si stringeva tanto forte a Me, che non mi volevano più lasciare. Io facevo sentire la Vita palpitante del mio Padre Celeste nei loro cuoricini, e loro ne gioivano, facevano festa, perché non più avevano un Padre lontano, ma nel proprio cuore. Ed Io per rassodarli e per dar loro la forza a partirsi da Me, li benedivo, rinnovando sopra di quei fanciulli la nostra Forza Creatrice, invocando la potenza del Padre, la sapienza di Me, Figlio, e la virtù dello Spirito Santo; e dicevo loro: “Andate, e poi ritornerete”. E così si partivano. Ma poi ritornavano gli altri giorni, ma quasi a turbe una folla di fanciulli, si mettevano a spiare quando dovevo uscire, e per vedere che cosa Io facessi nel nostro tugurio.
E quando Io uscivo mi battevano le mani, mi facevano festa, gridavano tanto, che la mia Mamma usciva alla porta, per vedere che cosa succedeva. Ed oh! Come restava rapita nel vedere il suo piccolo Figlio parlare con tanta grazia a quei bambini, che si sentiva scoppiare il cuore per amore, e vedeva in essi le primizie della mia Vita quaggiù, perché di questi fanciulli che mi ascoltarono, nessuno si perdette. Il conoscere che avevano un Padre nei loro cuori, fu come caparra di poter possedere la Patria Celeste, per amare quel Padre che già stava anche nel Cielo. Figlia mia, questa mia predica che Io, piccolo Bambino, facevo ai fanciulli d’Egitto, era il fondamento, la sostanza della creazione dell’uomo. Essa contiene la dottrina più necessaria, la santità più alta; fa sorgere l’amore in ogni istante per amarsi il Creatore e la creatura.
Qual dolore nel vedere tante piccole vite, che non conoscono la Vita d’un Dio nelle loro anime, crescono senza Paternità Divina, come se fossero soli nel mondo; non sentono né conoscono quanto sono amati. Come possono amarmi? Quindi, tolto l’amore, il cuore indurisce, la vita abbruttisce e, povera gioventù, si dà in braccio ai più gravi delitti. Questo è un dolore per il tuo Gesù, e voglio che sia un dolore per te, affinché preghi per tanti che insegnino che sto nei loro cuori, che amo e voglio essere amato”.
«Il premio è promesso dal Divin Maestro non a chi ha ben incominciato, ma a chi persevera sino alla fine.
Vi basti l’esempio di Giuda, il quale incominciò bene, continuò nel bene, ma non perseverò fino alla fine e andò perduto.»
SAN PIO DA PIETRELCINA
«LA MASSONERIA È ENTRATA NELLA CHIESA. GRANDI AVVENIMENTI SI PREPARANO.» Sebbene molto amara, siamo giunti finalmente ad una conclusione più che evidente, tuttavia. Vale a dire a quelle ragioni di fondo che ancora non ci erano del tutto chiare e in grado di spiegarci, in modo scientifico direi, il perché, il motivo per il quale sinora quei “pastori” d'anime della Chiesa, queste autorità chiamate al proprio dovere, cioè a pascere il gregge, non sono venuti in contro a soccorrerci in questa nostra “grande tribolazione”.
Lasciandoci così in uno stato di totale abbandono, costoro, come dei reietti ormai, dimenticati: peggio di Asia Bibi. Ovvero in balia di questa loro stessa agghiacciante naturalezza mediante la quale essi anziché proteggerle queste pecorelle del Signore, vero Pastore del gregge, hanno preferito piuttosto si disperdessero e rischiassero addirittura di finire tra le fauci di un lupo rapace, subdolo che non ha giammai perso il pelo né il vizio di divorarle, anzi tutt'altro; benché travestito da agnello. Infatti secondo un autorevole ecclesiastico, studioso della materia in oggetto, ad esempio queste eccellenze reverendissime come molti altri arcivescovi ecumenici, protestanti, filo islamici, sacerdoti, cardinali, frati, finanzieri, politici, giudici, magistrati, scienziati, moderni filosofi e teologi. Insomma professionisti d'ogni arte e mestiere della società mondiale, pur definendosi cattolici osservanti, tuttavia però nulla hanno a che spartire con quest'Istituzione Celeste e Divina, fondata da Gesù Cristo, quale è la Chiesa Cattolica di Roma.
Tutto ciò è affatto inconciliabile nonché incompatibile con la nostra millenaria tradizione Cattolica [cfr. ROTARY, LIONS E MASSONERIA; Paolo VI: «Il corpo Mistico contro il corpo sociale di Satana, la Massoneria». Di Mons Ottavio Michelini].
Nella Enciclica «Humanum Genus» – 20 aprile 1884 – il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria “idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica”. Nella Lettera al Popolo Italiano «Custodi» – 8 dicembre 1892 – Papa Leone XIII scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra».
Massima onorificenza Lionistica, “Melvin Jones Fellow”, a S.E. Monsignor Michele Castoro, Arcivescovo della Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, con la seguente motivazione: “Per il lungo impegno a favore del prossimo ed in particolare come pastore della comunità Sipontina, per aver compiutamente ed incisivamente svolto la propria attività di servizio con solidarietà verso il prossimo, sensibilità alla risoluzione dei problemi, e con attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità, dimostrando la serietà della vocazione al servizio”. “Siamo davvero orgogliosi che anche questa personalità ricevendo questo riconoscimento sia entrata a far parte di quest’ambitissimo gruppo d’ogni parte del mondo”.
~ Il gran maestro del Grand’Oriente d’Italia Giordano Gamberini, sulla rivista massonica ‘Hiram’ del 1 febbraio 1981, rivendicò ufficialmente che sia i Rotary sia i Lions derivano e confluiscono nell’organizzazione della massoneria, scrivendo: «Melvin Jones, maestro massone di Chicago, fu tra i fondatori dei Lions. Ne divenne segretario generale e tesoriere fin dal 1917. Nel Lions, l’origine massonica risulta evidente anche dal primo stemma che si diede l’associazione. Pressoché identici rapporti con la massoneria aveva avuto il Rotary». ~ https://doncurzionitoglia.wordpress.com/about/
Cardinal Bertone: «Ma cosa vuole, Eccellenza, anche in Vaticano ci sono cardinali, vescovi e prelati iscritti alla massoneria».
« È doveroso studiare e trattare il Complotto, senza temere di essere derisi come “complottisti”. Invece minimizzare, snobbare e negligere lo studio del Complotto è una partecipazione implicita e passiva al Complotto contro Cristo, Maria, la Chiesa e la Cristianità. Mentre studiare per combattere il Complotto, significa partecipare attivamente ed esplicitamente al compimento dell’opera della Redenzione, ad “instaurare e restaurare tutto in Cristo” » S. Pio X
TRA RITARDI COLPEVOLI E ASPRE CONTESE
“Un impegno ecclesiale” da parte dell'Arcidiocesi di Trani che tarda a produrre quei frutti dovuti e necessari, improrogabili ormai alla divulgazione di uno dei carismi più importanti della Chiesa Universale, direi quello: decisivo. Luisa la santa, la nostra grande protettrice, patrimonio dell'umanità, si ritrova purtroppo ostaggio di uno stallo ecclesiale penalizzante assai, ingiustificato da parte delle autorità e in preda a umane contese.
A che punto, dunque, siamo ora con la stampa della “editio typica” degli Scritti divini della SdD Luisa Piccarreta, la loro verifica? Quando sarà avviata la sua determinante Causa di Beatificazione, indispensabile a produrre la “POSITIO” della santa, tanto attesa?
Un treno ad altissima velocità, pur tuttavia in stato di fermo, bloccato in stazione; costretto a viaggiare sui binari morti dell'umano volere di tali autorità ecclesiastiche. Il 3 settembre 2014 a Corato vi è stata la presentazione ufficiale della biografia di Luisa Piccarreta: “IL SOLE DELLA MIA VOLONTÀ”. Il volume è stato presentato per la prima volta in assoluto in chiesa Matrice. In questo libro si parla anche di Adriana Pallotti, addirittura della nostra piccolissima e beneamata figlia del Divin Volere. Ciononostante però non è stata neppure invitata a parteciparvi all'evento organizzato dal: Rotary Club Corato [v. anche: “Incontro con Sua Eminenza Rev.ma Monsignor Giovanni Pichierri”].
ULTIMI TEMPI?
Fatima nel segreto delle Tre Fontane.
Nel libro "Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane" – di Gaeta Saverio – la Vergine della Rivelazione parla a Bruno Cornacchiola, un protestante convertitosi con decisione ferma alla fede cattolica. Nelle apparizioni alle Tre Fontane si affrontano temi scottanti ed inquietanti profezie già in atto, sia nel mondo e sia nella Chiesa. In modo particolare si mostra interessante la visione avuta il 24 febbraio 1968:
“Satana regna oramai in tutti i posti più alti di comando […]. Satana entrerà nei posti guida della Chiesa. […]. Le tentazioni saranno terribili, il mondo vivrà in una confusione tale che gli eletti stessi sosteranno nel dubbio! Non c’è scampo […] tutti vivranno momenti terribili di guerra, distruzione e di caos politico, religioso e culturale. Quanti errori e quante eresie serpeggiano in ogni nazione, in ogni convento. […]. Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato. […]. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare” (op. cit., p. 73).
Il 21 luglio 1998: “Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco” (op. cit., p. 210).
Il 1° febbraio 1986 Cornacchiola riceve un altro messaggio severo: “Preparatevi figli miei: la mano non posso trattenerla più! L’ira della giustizia è sopra di voi ”(op. cit., p. 150).
21 settembre 1988: “Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine” (op. cit., p. 218).
La Luce vede pazze le tenebre ed esse tuttavia vedono pazza la Luce di Dio. Ciononostante però La rifuggono terrorizzate, inquantoche son loro a spaventarsi e scappar via da Essa. Giammai il contrario.
La tenebra se tocca la Luce prende come la scossa e si sente vinta, soverchiata si allontana, diradandosi a lampi. Dunque contro le tenebre, "luce" dobbiamo essere. Luce divina cristallina.
«Il coraggio della verità è un criterio di prim’ordine della Santità». Benedetto XVI
«Si vis salvari cum paucis, vive cum paucis» «Se vuoi salvarti con i pochi, vivi con i pochi». Sant'Agostino di Ippona
IN FEDE
Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti
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*XXIV VOL. 19 MARZO 1928*
COME LA VOLONTÀ DIVINA VIVE SOFFOCATA IN MEZZO ALLE CREATURE
PERCHÉ NON È CONOSCIUTA.
GRAVE RESPONSABILITÀ
SU COLORO CHE DOVREBBERO FARLA CONOSCERE,
COME SI RENDONO RUBATORI.
PREPARAZIONE A GRANDI AVVENIMENTI.
Cuor mio e vita mia Gesù, eccomi di nuovo al grande sacrificio di ricominciare a scrivere un’altro volume, il cuore mi sanguina per lo sforzo che faccio, specie per le condizioni in cui si trova lo stato della piccola e povera anima mia. Amor mio, se tu non mi aiuti, non mi travolgi in te, non fai uso della tua potenza e del tuo amore su di me, non posso andare più avanti e sarò incapace di vergare una sola parola, perciò ti prego che trionfi in me il solo tuo Fiat!
E se vuoi che continui a scrivere, non abbandonarmi a me stessa, continua il tuo ufficio di maestro dettatore alla piccola anima mia, se poi non vuoi che io più scriva, bacio ed adoro il tuo Voler Divino e ti ringrazio, e ti prego che faccia profitto di tante lezioni che mi hai dato, che le rumine sempre e che modelli la mia vita secondo i tuoi insegnamenti. Mamma Celeste, Sovrana Regina, stendi su di me il tuo manto azzurro per proteggermi, guida la mia mano mentre scrivo affinché possa compiere la Divina Volontà.
Onde, avendo compiuto il ventesimoterzo volume di scrivere, lo sa solo Gesù con quale stento e con quale sacrificio, mi lamentavo con il benedetto Gesù, che aveva tanto scarseggiato nei suoi insegnamenti, che tanto mi aveva fatto stentare per scrivere poche parole.
Quindi pensavo tra me: “Io non ho più che scrivere, perché se Gesù non parla, io non ho che dire, e Gesù pare che non tiene più nulla di dirmi, è vero che la storia del suo Fiat è senza limiti, non finisce mai, anche eternamente nel Cielo terrà sempre da dire sull’eterno Volere, ed essendo eterno racchiude l’infinito, e l’infinito tiene cose e conoscenze infinite da dire, in modo che non finisce mai, sembra il sole che mentre dà luce tiene sempre luce da dare, la sua luce non si esaurisce mai; ma non può essere che per me metta un limite al suo dire e faccia sosta nel raccontare la lunga storia della sua Eterna Volontà?”
Ora, mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno in atto d’uscire e mi ha detto:
“Figlia mia, come sei piccola! e si vede che quanto più stai, più piccola ti fai, e come piccina vuoi misurare con la tua piccolezza la nostra grandezza; coi tuoi limiti nel dire, il nostro eterno dire e come piccola bambina che sei, ti contenti che il tuo Gesù non tiene più nulla da dirti, vorresti riposarti e ritornare ai nostri primi trastulli, giacché non hai più da far nulla; povera piccina, ma non sai tu che sono brevi soste che il tuo Celeste Gesù permette per altri suoi fini, non a te palesi, e quando meno telo pensi riprenderà il suo dire tanto importante sulla lunga storia del mio eterno Volere”.
Dopo tanto stentare e lottare, finalmente mi son giunti gli scritti sulla Divina Volontà da Messina, ed io sentivo un contento in me ché finalmente li avevo presso di me e ringraziavo di cuore il mio dolce Gesù. Ma Gesù movendosi nel mio interno, facendosi vedere in aria di mestizia mi ha detto:
“Figlia mia, tu sei contenta ed Io sono afflitto, se tu sapessi che peso enorme gravitava su quelli di Messina, che mentre tenevano interesse di tenerli, li tenevano a dormire, essi erano rei d’una Volontà Divina, e vedendo la inoperosità con cui li tenevano, ho permesso che fossero ritornati.
Ora questo peso gravita su quelli che l’hanno fatto venire con tanto interesse, se non si occupano, anch’essi saranno rei d’una Volontà Divina, e se sapessi che significa essere rei d’una Volontà sì santa, significa tenerla inceppata, mentre Essa anela, sospira d’essere tolti i ceppi, e questi si toglieranno col farla conoscere. Essa è piena di vita, scorre ovunque, involge tutto, e questa vita vive come soffocata in mezzo alle creature perché non è conosciuta, ed Essa geme perché vuole la libertà della sua vita, ed è costretta a tenere in Sé i raggi della sua luce interminabile perché non è conosciuta.
Ora, chi è colpevole di tante pene della mia Volontà Divina? Chi deve interessarsi a farla conoscere e non lo fa; forse il mio scopo è stato di dare tante notizie del mio Fiat, senza il frutto desiderato di farla conoscere? No, no, voglio la vita di ciò che ho detto, voglio far splendere il nuovo sole, voglio il frutto di tante conoscenze che ho manifestato, voglio che il mio lavoro riceva il sospirato effetto. Difatti, quanto non ho lavorato per disporti a ricevere conoscenze sì importanti sulla mia Volontà? E tu stessa quanti sacrifici non hai fatto e quante grazie non ti ho dato per farteli fare?
Il mio lavoro è stato lungo, e quando ti vedevo sacrificata, guardavo al gran bene che avrebbero fatto le mie conoscenze sul Fiat in mezzo alle creature, la nuova era che doveva spuntare in virtù di esse, ed il mio tenero cuore mentre soffriva nel sacrificarti, prendeva un immenso piacere nel vedere che in virtù di ciò, il bene, la pace, l’ordine, la felicità che dovevano ricevere gli altri miei figli. Quando Io faccio cose grandi ad un’anima, manifesto verità importanti, rinnovazioni che voglio fare in mezzo all’umana famiglia, non è per la creatura sola che ciò manifesto, ma perché voglio rinchiudere tutti in quel bene, come sole voglio che le mie verità splendano su di ciascuno, affinché chi voglia prenda la luce di esse.
Non feci ciò con la mia Mamma Celeste? Ora, se Lei avesse voluto tenere celata l’incarnazione del Verbo, qual bene avrebbe portato la mia venuta sulla terra? Nulla, sarei partito al Cielo senza dare a nessuno la mia vita, e la Sovrana Regina, se mi avesse celato, sarebbe stata rea e rubatrice di tutto il bene e di tante mie vite divine che dovevano ricevere le creature. Così saranno rei e rubatori di tutto il bene che porteranno le conoscenze sul mio Fiat Divino, perché Esso porterà tante vite di luce, di grazia ed i beni immensi che contiene una Volontà Divina.
Perciò grave peso gravita su coloro che dovrebbero occuparsi, se continueranno a far stare inoperosi soli sì benefici di tante verità sul mio eterno Volere, e se tu per la prima ti volessi opporre a far conoscere ciò che riguarda la mia Volontà, la prima rubatrice di tanti soli saresti tu, e di tanti beni che devono ricevere le creature per mezzo di queste conoscenze”.
Poi, con un’accento più tenero ha soggiunto:
“Figlia mia, il mondo sta come bruciato, non vi è chi versi su di loro quell’acqua pura che li disseti, e se bevono è l’acqua torbida della loro volontà che li brucia di più. Gli stessi buoni, i figli della mia Chiesa che cercano di fare il bene, dopo aver fatto il bene non sentono la felicità del bene, ma piuttosto il peso del bene che le porta la mestizia e la stanchezza, sai perché?
Perché manca nello stesso bene la vita del mio Fiat, che contiene la forza divina che toglie qualunque stanchezza, manca la luce ed il calore della mia Volontà che tiene virtù di svuotare qualunque peso e di raddolcire tutte le amarezze, manca la rugiada benefica del mio Fiat che imperla le azioni delle creature, e le fa comparire tanto belle da portarle la vita della felicità, manca l’acqua che sempre sorge del mio Volere che mentre feconda in modo divino, dà vita e disseta, e perciò bevono e bruciano di più. Vedi dunque com’è necessario che le sue conoscenze siano conosciute, e si facciano vie in mezzo alle creature per porgere a ciascuno la vita della mia Volontà, con la sorgente dei beni che Essa contiene.
Tutti sentono, anche quelli che si dicono più buoni, che li manca una cosa necessaria, sentono le loro opere non compiute, e tutti sospirano un’altro bene, ma essi stessi non sanno che cosa sia. È la pienezza e totalità del mio Fiat Divino che manca negli atti loro, e perciò le loro opere sono come a metà, perché solo col mio, e nel mio Volere, si possono fare opere compiute. Quindi, Esso sospira che sia conosciuto per portare la sua vita ed il compimento alle opere delle sue creature, molto più che grandi avvenimenti sto preparando, dolorosi e prosperi, castighi e grazie, guerre improvvise ed inaspettate, tutto per disporre a ricevere il bene delle conoscenze del mio Fiat e, se le lasceranno dormire senza slanciarle in mezzo alle creature, renderanno senza frutto gli avvenimenti che sto preparando; qual conto non mi daranno?
Mentre con queste conoscenze sto preparando la rinnovazione e la ripristinazione dell’umana famiglia. Quindi da parte tua non mettere nessun’ostacolo e seguita a pregare che presto venga il regno della mia Divina Volontà”.
NOTA– Il titolo originale del suddetto capitolo copiato direttamente dall'originale manoscritto di Luisa Piccarreta è: «Ritrosia nello scrivere sulla piccolezza. Ritorno degli scritti. Come la Volontà Divina vive soffocata in mezzo alle creature perché non è conosciuta. Grave peso su coloro che dovrebbero farla conoscere, come si rendono rubatori. Preparazione di grandi avvenimenti».
SCONTRO FRONTALE TRA DUE TRENI CHE NON SI SONO MESSI D'ACCORDO. LA COLLISIONE EVOCA L'ANTICA LOTTA TRA LE DUE VOLONTÀ. IL RICHIAMO È DAVVERO FORTE. TRA L'UMANO VOLERE CHE NON INTENDE AFFATO CEDERE IL PASSO A QUELLO DIVINO.
URTO DRAMMATICO. LUTTUOSO.
*
CASA DI PREGHIERA PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ
SAN GIOVANNI ROTONDO LÌ 12 LUGLIO 2016
OGGETTO: LETTERA 28 GIUGNO 2016 / INCIDENTE FERROVIARIO PUGLIA
Chi conosce in quali condizioni versa la nostra drammatica e annosa situazione, ovvero quella della centenaria figlia spirituale di Padre Pio, Adriana Pallotti, a causa anche delle gravi colpe e mancanze della curia arcivescovile pugliese, di Corato – Trani con San Giovanni Rotondo, può benissimo interpretare e intravvedere nei dolorosisimi fatti odierni succeduti, i segni della collera di un Dio davvero assai sdegnato e offeso, che castiga prontamente quando con sfrontata alterigia Lo si affronta ignorandoLo o peggio ancora tradendoLo.
Dopo la "LETTERA 28 GIUGNO 2016" inviata da Carla Sammartino ai due maggiori responsabili della nostra regione, ossia ai vescovi Michele Castoro e Giovan Battista Pichierri, per ciò che concerne il nostro delicatissimo caso ecclesiale, non fa meraviglia, dopo tutto il silenzio corrente dei monsignori, se alcune anime sostengono di percepire come segno dall'alto l'evento tragico accaduto oggi a Corato, in Puglia [cfr Vangelo del giorno – Mt 11, 20-24].
Inserendolo al suo "giusto posto".
Vale a dire in una dolorosa cornice ben definibile come:
castighi di Dio.
La Bibbia infatti dice che le colpe dei padri ricadono sui figli. È proprio così [cfr Maria Valtorta - ‘Lezioni sull’epistola di Paolo ai Romani’ - Dettato del 29.10.50 – Centro Ed. Valtortiano].
Purtroppo la colpa dei cattivi oppositori o pastori ricade sempre sulla comunità, su tutte le membra del corpo mistico della Chiesa, così come quella dei padri ricade su tutti i figli [cfr Lc 11, 37-54].
Sebbene si possa rintracciare in esso con imponenza un FORTE SEGNO, certamente funesto, ch'è al contempo un assordante richiamo per tutta la Chiesa, non solo locale, alla DIVINA VOLONTÀ di Gesù Cristo Nostro Signore, tuttavia siamo invitati ognuno a pregare uniti, con tanto fervore.
In special modo per le tante vittime, la loro anima, quella di quei poveri anziani, tutte decedute nell'impressionante scontro fra i due treni.
Una strage. Un olocausto.
Ma soprattutto si preghi per chi opera e compie in ogni atto della vita, con ostinato orgoglio, la propria misera e pericolosissima volontà umana senza mai degnarsi di volgere neppure uno sguardo a quella di Dio.
Di quel buonissimo Gesù che giammai abbandona i suoi amati, i piccoli.
I: P.F.D.V.
Nonostante appaiano così indifesi agli occhi dei suoi acerrimi nemici.
ATTENZIONE.
Per chi non si ravvede in tempo, potrebbe essere soltanto l'inizio dei dolori [cfr Mt 24].
ll Codice di Diritto Canonico del 1983 afferma che “In modo proporzionato alla scienza, alla competenza e al prestigio di cui godono, essi [i fedeli] hanno il diritto, e anzi talvolta anche il dovere, di manifestare ai sacri Pastori il loro pensiero su ciò che riguarda il bene della Chiesa; e di renderlo noto agli altri fedeli” (CIC, can. 212 §3).
Luisa Piccarreta orante, interceda per noi, anime di Dio, a stretto giro dal Cielo.
Fiat Voluntas Tua Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti
COME È VOLONTÀ DI DIO ASSOLUTA CHE ESCANO GLI SCRITTI.
L'OPERA DELLA REDENZIONE ED IL REGNO DEL FIAT DIVINO SONO
COLLEGATI INSIEME. IL CAMPO DEL VOLER DIVINO. SPIEGAZIONI.
Mi sentivo tutta impensierita per questi benedetti scritti, il pensiero di metterli fuori è sempre un tormento per me e poi i tanti incidenti che si verificano or in un modo or in un altro, molte volte mi fanno pensare che forse non è Volontà di Dio che si pubblichino, altrimenti non sarebbero successe tante cose. Chissà che il Signore non voglia il mio sacrificio in parole, ma coi fatti forse vuole risparmiarmi un tanto dolore, che solo il pensiero d'oppormi al suo Voler Divino mi fa dire Fiat! Fiat!
Ma mentre pensavo ciò, il mio sempre amabile Gesù si è mosso nel mio interno e mi ha detto:
"Figlia mia, la Volontà di Dio che vengano alla luce gli scritti della mia Divina Volontà è assoluta e per quanti incidenti ci possano essere Essa trionferà su tutto ed ancorché passassero anni ed anni, saprà disporre tutto, perché la sua assoluta Volontà venga compiuta.
Il tempo in cui verranno alla luce è relativo e condizionato dal tempo in cui si disporranno le creature a ricevere un tanto bene e quelli che si devono occupare a farne i banditori e farne il sacrificio per portare la nuova era di pace, il nuovo Sole che snebbierà tutte le nubi dei mali.
Se tu sapessi quante grazie e lumi ho preparato per chi vedo disposto ad occuparsi! Saranno loro i primi a sentire il balsamo, la luce, la vita del mio Fiat. Guardami come ho preparato nelle mie mani le vesti, il cibo, i fregi, i doni, per chi deve occuparsi, ma sto guardando chi sono i veri disposti per poterli investire delle prerogative che ci vogliono per un'opera sì santa, che io tant'amo e voglio che facciano.
Ma devo dirti pure che: guai a chi si oppone o possa mettere ostacoli.Tu però non spostare nulla, neppure una virgola di ciò che ci vuole per preparare il regno della mia Volontà Divina, affinché da parte mia e da parte tua, facendo ciò che ci vuole per dare questo gran bene alle creature, nulla manchi da parte nostra, affinché non appena le creature si dispongono possano trovare tutto a posto e ciò che ci vuole. Non feci io lo stesso nell'opera della Redenzione?
Preparai tutto, feci e soffrii tutto e nonostante i tanti incidenti contrari che vedevo, gli stessi miei Apostoli vacillanti, dubbiosi, timidi, fino a fuggire da me appena mi videro in mano dei nemici, lasciato solo, non ebbi il bene di vedere alcun frutto mentre io stavo sulla terra; ma nonostante ciò non lasciai nulla di ciò che ci voleva per l'opera completa della Redenzione, affinché qualora avessero aperto gli occhi per guardare ciò che feci, avrebbero trovato tutto il bene per essere redenti e nulla mancasse loro per ricevere il frutto della mia venuta sulla terra.
Figlia mia, il regno della mia Redenzione e quello della mia Volontà sono tanto collegati insieme che si danno la mano e quasi subiscono la stessa sorte da parte dell'ingratitudine umana, ma non bisogna badarci né deve arrestarsi chi deve dare e formare un tanto bene, è necessario che facciamo opere compiute, affinché da parte nostra nulla manchi e quindi disponendosi loro trovino tutto ciò che ci vuole per ricevere il regno della mia Volontà."
Dopo ciò seguivo i miei atti nel Divin Volere, ma continuavo a sentirmi oppressa ed il mio dolce Gesù, ritornando a farsi vedere, pareva che stringesse nelle sue braccia tre o quattro Sacerdoti
e tenendoli sul suo petto come se volesse infondere in loro la vita del suo Cuore Divino, mi ha detto:
"Figlia mia, guarda come tengo stretti fra le mie braccia coloro che devono occuparsi degli scritti sulla mia adorabile Volontà, appena vedo in Essi qualche piccola disposizione d'occuparsi, io li prendo fra le mie braccia, per infondere in loro ciò che ci vuole per un'opera sì santa. Perciò, coraggio, non temere."
Onde dopo ciò si è fatto vedere nel mio interno, io ho visto nel fondo di esso un campo larghissimo, non di terra ma di cristallo tersissimo, ogni due o tre passi di questo campo stava il bambino Gesù circondato da una luce. Oh! come sembrava bello questo campo con tanti bambinelli, ognuno dei quali aveva il suo Sole, fulgido e bello, tutto suo proprio.
Io ero meravigliata nel vedere nel fondo dell'anima mia, tanti Gesù ognuno dei quali era tutto intento a godersi il suo Sole ed il mio dolce Gesù, vedendo la mia meraviglia, mi ha detto:
"Figlia mia, non ti meravigliare, il campo che tu vedi è la mia Divina Volontà ed i tanti Gesù che vedi sono le mie verità che riguardano il mio Fiat, in ciascuna di esse c'è una mia vita, la quale formando il suo fulgido Sole si circonda di luce per spandere i suoi interminabili raggi e per far conoscere che son'io la fonte che sorge dalle mie verità. Vedi dunque quante mie vite ho messo fuori per quante verità ti ho manifestato.
Sono vite mie che ho messo fuori con la sorgente del Sole, non semplice luce e son rimasto nel mezzo di esse, per fare che tutti sentissero la forza, la virtù creatrice in queste verità e amo tanto ciascuna di esse quanto amo me stesso e chi non vuol riconoscere la mia vita, il mio Sole, la mia virtù creatrice in queste verità sul mio Fiat, o è cieco, oppure ha perduto il bene dell'intelletto.
Come pure ti dovrebbe essere di gran consolazione che possiedi in te tante vite per quante verità ti ho manifestato. Perciò riconosci il gran bene; tesoro più grande non potevo affidarti, né ti impensierire, il Sole saprà fare la sua via e siccome è lucenessuno potrà impedirgli il passo."
Poi ha soggiunto con un accento più tenero:
"Figlia mia, la nostra Maestà adorabile ama tanto la creatura che, mettiamo a sua disposizione la nostra vita, per farne un altro simile a noi. Mettiamo la vita nostra come modello innanzi alla creatura, affinché modellandosi sul nostro, copi la nostra vita e formi dei facsimili col suo Creatore.
Perciò usiamo tanti stratagemmi e finezze d'amore, diamo grazie sorprendenti, per vederci copiati nella creatura. Ed allora saremo contenti quando il nostro amore, unito con la nostra Divina Volontà, vincerà la creatura e potremo riconoscere in essa la nostra immagine e somiglianza, come uscì dalle nostre mani creatrici."