NELLA LUCE PURISSIMA DELLA DIVINA VOLONTÀ → IL NUOVO SOLE, IL PIÙ GRANDE CARISMA DI TUTTI I TEMPI *
PER LA DIFFUSIONE MONDIALE
DEGLI SCRITTI DI CIELO
DELLA SERVA DI DIO LUISA PICCARRETA * LA PICCOLA FIGLIA DELLA DIVINA VOLONTÀ *
NEL 150° ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA
* 23 APRILE 1865 + 4 MARZO 1947 *
E impera solitario su tutti con il suo silenzio maestoso, elegante. Sottomesso.
Che sorge più che sole sopra il mondo, sempre fermo, costante
il suo ritorno nel mistero sublime della Eucaristia.
Di un Dio che per non incuterci spavento si è annichilito e fatto uomo, pane crocifisso.
Che sovrasta tutto e tutti, il Cosmo intero.
Ed ogni passo, uman pensiero incapace di comprenderLo, onorarLo
è come un'onda che si infrange dinanzi al suo divin cospetto.
Vero, reale, issato sulla roccia della Vita.
Imbattuti, quanti filosofi e pensatori, teologi troppo umani, moderni e pagani; ciechi e inghiottiti dal proprio smisurato io hanno fallito sulla via con il loro inutile e dannoso speculare.
Innanzi a te o Gesù, Signore dei tabernacoli e padrone della terra, dei Cieli.
Perdona loro, poiché non hanno saputo, né voluto mangiarti, con la testa, le labbra, la bocca e i denti del cuore.
Bramarti e stringerti.
Perdonaci tutti perché troppo pochi son quelli che han desiderato veramente amarti ed adorarti come tu ardi e desideri esser amato: col tuo stesso divin amore.
Lascia allora che io ti baci o Cristo, un misero nulla, ma tutto Tuo.
Per me e per tutti.
Con lo stesso palpito del tuo infuocato amore o Signore.
Con gli occhi della Fede, Speranza e Carità.
Con le dolcissime carezze della tua Divina Volontà.
Cristus vincit, Cristus regnat, Cristus imperat.
Luciano Mirigliano
*
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*XI VOL. 30 OTTOBRE 1916*
LA PERVERSITÀ DELLE NAZIONI,
SPECIALMENTE DELL’ITALIA,
ATTIRERÀ ALTRI CASTIGHI.
Stavo lamentandomi con il mio sempre amabile Gesù, che in
questi giorni passati, stentatamente ci veniva, oppure appena avvertivo la sua
ombra e scompariva.
Ed il benedetto Gesù
mi ha detto:
“Figlia mia, come subito dimentichi che in quei giorni che
non tanto ci vengo e sfuggo da te, non è altro che una stretta di più ai
flagelli. Le cose imperverseranno sempre
più. Ah, l’uomo è giunto a tanta
perversità, che non basta, per arrenderlo, di toccargli la pelle, ma che giunga
a spolverizzarlo!
Perciò una nazione
invaderà l’altra e si lacereranno, il
sangue scorrerà nei paesi come acqua. Anzi in certe nazioni si faranno nemici
di loro stessi e si dibatteranno, si uccideranno, faranno cose da pazzi. Ah! Quanto Mi duole l’uomo, da Me lo piango!”
Al dire di Gesù ho rotto in pianto e Lo pregavo che risparmiasse
la povera Italia. Ma Gesù ha ripreso:
“L’Italia, l’Italia!
Ah, se tu sapessi quanto ne sta combinando di male, quante congiure alla
mia Chiesa! Non le basta il sangue che
sta spargendo in battaglia, ma è assetata d'altro sangue. Vuole il sangue
dei miei figli, il sangue dei primati. Si vuole macchiare di tali delitti, da attirarsi la vendetta del Cielo
e delle altre nazioni!”
Io ne sono rimasta terrorizzata e temo molto, ma spero che
il Signore Si placherà.
«La mattina del 13 ottobre 1884, al termine della Santa Messa, papa Leone XIII rimase immobile davanti al Tabernacolo per circa 10 minuti. Quando si “riprese”, il suo volto era preoccupato e angosciato. Raccontò ai suoi collaboratori che aveva assistito ad un “colloquio” tra Nostro Signore e Satana. Quest’ultimo dichiarava con orgoglio che avrebbe potuto facilmente distruggere la Chiesa, se avesse avuto maggiore potere su coloro che si mettono al suo servizio, e più libertà per circa 100 anni. Il Signore rispose a Satana che gli avrebbe concesso sia più libertà che i cento anni necessari. Leone XIII rimase così sconvolto da questo “colloquio” che scrisse la famosa preghiera a San Michele Arcangelo per la protezione della Chiesa e volle che fosse recitata, in ginocchio, dopo ogni Santa Messa. Purtroppo, però, con la riforma liturgica post-conciliare, questo dono che Cristo ci fece tramite il suo Vicario, fu messo nel cassetto. La preghiera non è stata più recitata e la stragrande maggioranza dei fedeli nati dagli anni ’70 in poi del secolo scorso non ne conoscono neppure l’esistenza.»
«Ecco la Chiesa, Sposa dell’Agnello Immacolato, saturata di amarezza e abbeverata di veleno da nemici molto astuti; essi hanno posato le loro empie mani su tutto ciò che c’è di più sacro. Laddove fu istituita la sede del beato Pietro e la cattedra della Verità, là hanno posto il trono della loro abominazione nell’empietà; in modo che colpito il pastore, il gregge possa essere disperso.»
Il secolo di Lucifero finirà col trionfo del Cuore Immacolato di Maria come promesso a Fatima? Ecco l’importanza del centenario delle apparizioni.
Fratelli miei, amici veri del Signore occorre fare qualunque cosa purché si salvino le «anime» in questa terribile notte della fede e dei tempi strappandole in tal modo dagli artigli feroci dei lupi travestiti d'agnello. Tuttavia il modo sicuramente più efficace, senz'altro il migliore in assoluto per mezzo del quale ottenere l'intento è praticare le opere di misericordia corporale e spirituale [cfr. Mt 25].
Vale a dire in questo caso divulgare con la massima sollecitudine il Carisma più importante e potente di quella Chiesa germinante, nascente che ciononostante continua nel silenzio ad avanzare e credere, ad invocare da sotto la cenere sempre ardente l'avvento del Regno di Dio nel mondo.
Stiamo parlando del sublime “dono” della scienza del vivere nella Divina Volontà, donato da Gesù per noi alla SdD Luisa Piccarreta. La prescelta piccola figlia della Divina Volontà.
Sì, carissimi. Le nostre opere e i nostri “atti” quotidiani possono valere un occhio della testa come si suol dire ed acquistare un valore infinito. Essi rappresentano esattamente le lampade e l'olio delle cinque vergini sagge del Vangelo degli ultimi tempi. Vivere nel Divino Volere è tutto.
Poiché ogni atto umano fatto però nella sua adorabile Divina Volontà, già enumerati tutti ab aeterno, è la più grande offerta che si possa presentare alla Maestà Suprema della Santissima Trinità in riparazione di tutti i peccati dell'umanità ed ha tal potere da tenere in pugno il mondo. Tutte le cose, persin lo stesso Dio. Meraviglia inaudita della misericordia vera del Padre, dell'amor divino:
“Figlia mia, Volontà Divina significa dare Dio a Dio, sbocco divino e trasformazione di natura umana in Divina, comunicazione di virtù creatrice, abbracciare l’infinito, elevarsi nell’Eterno e prendere come in pugno l’eternità, per dire a Dio fin dall’eternità io ti amavo, la tua Volontà non ha principio è eterna con Te ed io in Essa ti amavo con amore senza principio e senza fine. Che cosa è la mia Volontà? È tutto”. [V. Libro di Cielo XXI Vol. 22 Maggio 1927]
Per rendere l'idea e giustizia a ciò di cui trattiamo con tanto gioioso entusiasmo, in questa breve sessione didattica del Carisma, riportiamo la significativa profezia del grande profeta del Gargano, San Pio da Pietrelicina del quale oggi ricorre l'anniversario della nascita al Cielo:
«Un giorno sorgerà da Corato una luce che illuminerà tutto il mondo. E la terra sarà piena di Luisa Piccarreta.»
Ma cosa intendeva dire esattamente il santo profeta a San Giovanni Rotondo con queste specialissime sue parole, così importanti ed accurate, un uomo come Padre Pio?
Parole sante, certamente non più ignorabili poiché aveva attribuito loro un valore preminente, di prim'ordine ora fuori discussione. Appunto: indiscusso.
Pertanto, tutto ciò desidera essere un'offerta, un sentito omaggio alla Serva di Dio Luisa Piccarreta, ma anche uno sprone a tutti coloro che intendono fare sul serio con questo divin Carisma nella lotta contro il male: l'umano volere [cfr. Crociata – Libro di Cielo XXIII Vol. 21 Settembre 1927].
«Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie». 1Ts 5,19-20
Auguri di vera santità nella Divina Volontà.
Luciano Mirigliano
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*XXI VOL. 22 MAGGIO 1927*
COME NELLA CREAZIONE FU STABILITO
IL NUMERO DI TUTTE LE COSE,
PERFIN DEGLI ATTI UMANI.
COME GESÙ RACCHIUSE TUTTO IN LUI.
Stavo fondendomi insieme col mio dolce Gesù nel suo Divin Volere per moltiplicare i miei pensieri coi suoi e per schierarmi su ciascun pensiero di creatura e così poter anch’io dare al mio Creatore tanti atti di omaggi, di gloria, d’amore per tutti i pensieri di ciascuna creatura, ma mentre facevo ciò pensavo tra me: “Come fece il mio amato Gesù tanti atti, tanti pensieri, tanti passi, eccetera, per quanti ne avrebbero fatti tutte le creature?”
E Gesù, muovendosi nel mio interno, mi ha detto: “Figlia mia, come nella Creazione la mia Divina Volontà stabiliva il numero di tutte le cose create, tutto fu numerato: le stelle, le piante, le specie, perfino le gocce dell’acqua; ciascuna cosa non può né sperdersi, né crescere, secondo l’ordine stabilito dal Fiat Supremo. Così la mia Volontà stabiliva tutti gli atti umani di tutte le creature, solo che esse in virtù del libero arbitrio loro concesso, potevano fare buoni o cattivi i medesimi atti, ma farne di più o di meno non è dato loro, tutto è stabilito dal Divin Volere. Ora nella Redenzione, l’eterno Fiat regnante nella mia Umanità sapeva tutti gli atti che dovevano fare tutte le creature, tutti i pensieri, le parole, i passi, nulla gli sfuggiva, quindi non è meraviglia che moltiplicava gli atti miei per ciascun atto delle creature per fare che la gloria del Padre Celeste fosse completa da parte mia a nome di ciascuna creatura e per ciascun atto loro facevo in modo che il bene che impetravo fosse con tutta la pienezza, in modo che ciascun atto loro, pensiero, parola e passo, avesse il mio atto per aiuto, ciascun mio pensiero per aiuto e luce di ciascun pensiero di essi e così di tutto il resto delle creature.
Tutto racchiuso in Me, formai in Me la nuova creazione di tutti gli atti delle creature per poter ridare loro tutto, nulla mi sfuggì, altrimenti non sarebbe stata opera degna del tuo Gesù se anche un pensiero mi fosse sfuggito, la creatura avrebbe trovato il vuoto del mio e, volendolo, non avrebbe trovato l’aiuto, la forza, la luce a quel suo pensiero.
Ora, figlia mia, voglio te nella mia Volontà Divina affinché insieme con Me formi questa nuova creazione di tutti gli atti umani delle creature, per poter impetrare il regno del Fiat Supremo dal mio Padre Celeste e le creature troveranno il triplice aiuto di forza, di luce in tutti gli atti loro, per ritornare nel regno della mia Volontà e questi triplici aiuti universali sono l’operato della Sovrana Regina, quello del tuo Gesù e quello della piccola figlia del mio Divin Volere.”
Onde dopo ciò pensavo tra me e domandavo: “che cosa è questa Divina Volontà?”
E Gesù ha soggiunto: “Figlia mia, Volontà Divina significa dare Dio a Dio, sbocco divino e trasformazione di natura umana in Divina, comunicazione di virtù creatrice, abbracciare l’infinito, elevarsi nell’Eterno e prendere come in pugno l’eternità, per dire a Dio: “fin dall’eternità io ti amavo, la tua Volontà non ha principio, è eterna con Te ed io in Essa ti amavo con amore senza principio e senza fine. Che cosa è la mia Volontà? E’ tutto.”
* “CROCIATA DI ATTI DIVINI” OFFRIAMO ALLA MAESTÀ SUPREMA, DELLA SS. TRINITÀ, TANTI ATTI DIVINI RIPARATORI. *
CASA DI PREGHIERA
PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ
SAN GIOVANNI ROTONDO, LÌ 2 SETTEMBRE 2016
Ieri, dopo aver ricevuto la gradita visita di un caro "fraticello", missionario cappuccino in Africa e figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina, il quale ci ha consigliato vivamente di continuare in questa nostra intensa e speciale missione d'apostolato nel Nuovo Carisma della SdD Luisa Piccarreta, abbiamo ottenuto l'ispirazione e la grazia di codesta preziosissima coroncina. Qui in sostanza le parole di conforto dell'umile religioso: “Andate avanti e pregate con FEDE il Signore. Egli saprà senz'altro suscitare la cosa giusta per questo importante Carisma e questa bella Casa, così grande. Non temete nulla e non preoccupatevi.” Ecco la: «CORONCINA DEGLI ATTI DIVINI». Si esegue secondo lo schema tradizionale del Rosario, contemplando i vari Misteri del giorno. Gaudiosi + Dolorosi + Gloriosi + Luminosi. Con la seguente variante: per ogni posta o decina, sui grani piccoli al posto delle «Ave Maria» si recitano gli «Atti Divini» fatti però nella sua adorabile Divina Volontà. Vale a dire: 1. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a pensare nella mia mente [per 10 volte]. 2. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a guardare nei miei occhi [per 10 volte]. 3. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà ad ascoltare nelle mie orecchie [per 10 volte]. 4. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a parlare nella mia parola [per 10 volte]. 5. Gesù ti amo. Vieni Divina Volontà a palpitare nel mio cuore [per 10 volte]. Salve Regina + Per il Sommo Pontefice, ecc. ecc. *
ADVENIAT REGNUM TUUM Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti P.S. Per il momento rimane questo lo schema di base della Coroncina. Sebbene si possa sviluppare ed implementare ulteriormente sempre però secondo quanto Gesù ha insegnato all'unica prescelta Serva di Dio – Cfr. Luisa Piccarreta - LIBRO DI CIELO XII VOL. 4/20 GIUGNO 1918.
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*XII VOL. 4 GIUGNO 1918*
RIPETIZIONE DELLE RIPARAZIONI DI GESÙ.
Continuando il mio solito stato, stavo dicendo al mio amato
Gesù:
“Non disdegnare le mie preghiere, sono le tue stesse parole che ripeto, le stesse intenzioni, voglio le anime come le vuoi Tu e col tuo stesso Volere.”
Ed il benedetto Gesù mi ha detto:
“Figlia mia, quando ti sento ripetere le mie parole, le mie preghiere, volere come voglio Io, come da tante calamite mi sento tirare verso di te e come ti sento ripetere le mie parole, tante gioie distinte sente il mio cuore e posso dire che è una festa per Me e mentre godo, mi sento debilitato dall’amore dell’anima tua e non ho la forza di colpire le creature; sento in te le stesse catene che Io mettevo al Padre per riconciliare il genere umano.
Ah! si, ripeti ciò che feci Io, ripetilo sempre se vuoi, perché il tuo Gesù, in tante amarezze, trovi una gioia da parte delle creature.”
Poi ha soggiunto:
“Se vuoi stare al sicuro, ripara sempre e ripara insieme con Me, immedesimati tanto in Me, da formare una sola eco di riparazioni tra Me e te; dove c’è riparazione, l’anima è come al coperto, dove sta difesa dal freddo, dalla grandine e da tutto; invece dove non c’è riparazione, è come chi si trova in mezzo alla strada, esposto ai fulmini, alla grandine ed a tutti i mali.
I tempi sono tristissimi e se il cerchio delle riparazioni non si allarga, passa pericolo che quelli che sono scoperti, restino fulminati dai fulmini della Divina Giustizia.”
~ NOTA ~
Il Decreto della Congregazione per la Propagazione della Fede (A.A.S. n° 58/16 del 29 dicembre 1966) che abroga i canoni 1399 e 2318, fu approvato da S.S. Paolo VI il 14 ottobre 1966; venne poi pubblicato per volere di Sua Santità stessa, per cui:
non è più proibito divulgare senza l'Imprimatur scritti riguardanti nuove apparizioni, rivelazioni, visioni, profezie e miracoli.
Gli esseri e tutte quelle cose che appartengono a Dio vanno trattate con molto riguardo.
Il messaggio video che viene trasmesso per volontà dell'interessata rappresenta un nuovo documento di portata eccezionale. Lo si consideri però secondo l'impresa ardua e con tutte le molteplici condizioni avverse a cui è sottoposta ormai da anni la Casa di Preghiera per il Regno della Divina Volontà della signora Pallotti. Il luogo da cui è partito quell'impulso memorabile che l’ha fatta balzare addirittura al centro delle attenzioni non solo del Vaticano, ma anche delle notizie di cronaca nazionali e forestiere.
Questo è accaduto grazie a quella forte scossa di terremoto che c’è stata, già predetta nella nostra petizione popolare lanciata il 4 marzo 2015 che ha praticamente spalancato le porte e gli "armadi" dell’istituto religioso dei FFI e fatto luce sul cosiddetto “convento degli orrori” di Frigento. Da cui sono emersi successivamente tutti i vari abusi e scandali giudiziari dal peso di un macigno che hanno colpito clamorosamente i vertici stessi del medesimo istituto, i fondatori, esautorati e a sua volta commissariati dalla Santa Sede: Stefano Manelli e Gabriele Pellettieri.
Una piccola anima di novantacinque anni inoltrati, senza alcun mezzo e spogliata completamente di tutto, nel pieno delle sue facoltà incontra un giorno della sua vita (15 agosto 2012), un’altra piccola anima di trentanove anni e mezzo a cui si unisce nella fede, per volontà di Dio. Insieme, ispirati dall’alto e con l’aiuto del buon Dio decidono di cambiare la “storia” contro mille ostacoli anche mortali, apparentemente insormontabili ed imbattibili. Questa forza uscita in campo, ciò di cui parliamo non appartiene certamente agli atti umani comuni, ordinari della vita dell’uomo, cioè naturali.
No. Ma piuttosto Essa, tale energia sprigionatasi, va annoverata fra gli atti straordinari e soprannaturali della vita di cielo, divina. Sì, proprio così. È la forza del nostro potente Carisma, della Divina Volontà operante in umili vasi di creta che, mirabilmente, ha fatto tutto ciò [cfr. 2Cor 4,7-15]. Noi, rispetto ad Essa, siamo a malapena dei poveri balbuzienti e vilissime creature. Un nulla!
Ecco il punto. Le dichiarazioni raccolte nel doc. suddetto ci riportano di nuovo nel vivo di quel drammatico avvenimento vissuto dalla malcapitata nella sua impensabile e veneranda età, che ha non solo scioccato, ma finanche risvegliato le premure calorose di molte coscienze care, ora a lei più vicine per l’ammirazione suscitata [vedasi: Lettera 28 Giugno 2016]. Si tratta esattamente del «sequestro di persona con tentato omicidio» subiti dalla stessa piccola e centenaria figlia spirituale di Padre Pio, del Divin Volere: Adriana Pallotti.
Armata di prove inoppugnabili ella sostiene con fermezza tale da non temere alcuna forma di intimidazione insieme al suo testimone oculare, di essere rimasta in “ostaggio” del suo stesso Amministratore di Sostegno, Rosa Merla, come sua preda soggiogata. La Merla, ora indagata, l’ha praticamente “rapita” per cinque interminabili notti correndo il rischio la vittima, il serio pericolo di rimanere persino ammazzata. Un perfido intrigo inaudito ed un pericolosissimo individuo costei, usato ad arte come ultimo espediente rimasto a disposizione, nelle mani sporche dell’Associazione Missione dell’Immacolata con sede a Frigento; cioè delle suore Francescane dell'Immacolata. In particolare di Maria Gabriella Iannelli e Stefano Manelli, finito già sotto inchiesta non soltanto per truffa [cfr. Luisa Piccarreta – Libro di Cielo – XII Vol. 6 Agosto 1919].
Ricordiamo inoltre che è tuttora in corso anche la verifica legale sulla “enigmatica” morte del Comm. Ap. Padre Fidenzio Volpi.
«A questi si aggiunge anche la strana morte di padre Fidenzio Volpi, il Commissario Apostolico inviato da Papa Benedetto XVI per scoprire cosa accadeva nel convento degli orrori di Frigento. I suoi familiari hanno presentato alla Procura di Roma una dettagliata denuncia per omicidio volontario. Il frate morì il 7 giugno del 2015, ufficialmente a causa di un ictus da stress. Ma la verità potrebbe essere un’altra: Padre Volpi potrebbe essere stato ucciso.»
Che altro dire delle realtà non più nascoste di tale istituto religioso!? Agghiacciante scoperta. Un mortuario. Senz’altro una tra le più gravi infezioni spirituali della Chiesa del terzo millennio, degli “ultimi tempi”. In un tempo così tremebondo di castighi e profezie già annunciate, allarmanti [cfr.Mt24;Don Stefano Gobbi“Ai Sacerdoti figli prediletti della Madonna" – Fatima (Portogallo), 13 ottobre 1988. 71° Anniversario dell'ultima apparizione. Vi apro il libro sigillato;Luisa Piccarreta – Libro di Cielo – XIII Vol. 22 Novembre 1921].
L'AdS Rosa Merla non era mai mancata alle udienze col Giudice Tutelare dr.ssa Luisa Trigiani, per mezzo della quale è riuscita ad ottenere la nomina di amministratrice della Pallotti. Tuttavia alla data del 17 giugno u.s. con sorpresa degli astanti non si è assolutamente presentata. La sua “faccia” non l’ha fatta assolutamente vedere all’ultima udienza, non l’ha proprio mostrata. Ma c’eravamo quasi tutti, pure la beneficiaria sua assistita Adriana Pallotti che in splendida forma ha amabilmente interloquito con l'autorità, depositando infine la copia del proprio atto di querela contro la stessa dr.ssa Merla, autrice del sequestro.
A dire il vero neppure il CTU dott. Pedone era presente. E le ragioni di tale importante assenza le abbiamo scoperte solo al momento, seduta stante, dal legale stesso dell'Ass. Sociale, Francesco Pio Biavati, il quale ci ha comunicato che già in maggio quegli aveva chiesto una proroga. Occorre rammentare a tutti e sottolineare l'importanza di tale ultima data di giugno, essendo finalmente giunti nella fase conclusiva di accertamento delle capacità di Adriana Pallotti: 100 anni. Purtroppo, questi rinvii e slittamenti non sono affatto una novità per l'examinandus. Forse qualcuno si auspica qualcosa, nel frattempo?!
Da verbale d'udienza il Giudice ha richiesto all'AdS che si presenti immancabilmente alla prossima udienza del 10 ottobre 2016. Speriamo per quella data non vi siano altri motivi strani di rinvio o “condizionanti” sorprese.
Dunque, com’è possibile che una semplice assistente dei Servizi Sociali del Comune di San Giovanni Rotondo, la dr.ssa Rosa Merla, da sola sia riuscita a concepire ed orchestrare un tale rapimento; a prelevare la propria assistita con l'ausilio della forza pubblica, ma senza alcun mandato giudiziario, insieme ai Marescialli del Comando dei Carabinieri V. Pugliese, Saverio Ciavarella ed il V. Brigadiere Di Giovanni??? Sì, Adriana Pallotti è stata in modo letterale braccata, presa sotto braccio e condotta fuori di casa sua, ma col fermo proposito di tenerla “lontano” dalle sue proprietà. Laddove è stata trattenuta in ostaggio e segregata presso la Casa Anziani Padre Pio, dal 14 al 19 ottobre 2015. In collaborazione con la Resp. della struttura residenziale, Maria Pia Isani.
La nostra amata Adriana, che crede insieme al sottoscritto nella giustizia divina, ha deciso di far aprire dei procedimenti penali a carico di tutte queste persone ree e colpevoli di un simile reato.
Questo gravissimo caso giudiziario così scandaloso, della figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina non rimarrà impunito. Esso è divenuto anche un grave caso di coscienza che pone seri problemi morali all'opinione pubblica, certamente da non sottovalutare. Ma soprattutto per la sua assoluzione è un caso esclusivo riservato alla Chiesa, alle nostre autorità ecclesiastiche superiori, competenti.
Qual è la missione più importante della Chiesa, di un “vescovo pastore”??? Proteggere e salvare le anime per condurle a Cristo.La salvezza delle anime, "che deve sempre essere nella Chiesa legge suprema" – Codice di diritto canonico, can. 1752.
«Come una madre amorevole la Chiesa ama tutti i suoi figli, ma cura e protegge con un affetto particolarissimo quelli più piccoli e indifesi», esordisce il Motu Proprio pubblicato il 4 giugno scorso dal Vaticano:
«Si tratta di un compito che Cristo stesso affida a tutta la Comunità cristiana nel suo insieme. Consapevole di ciò, la Chiesa dedica una cura vigilante alla protezione […] degli adulti vulnerabili. Tale compito di protezione e di cura spetta alla Chiesa tutta, ma è specialmente attraverso i suoi Pastori che esso deve essere esercitato. Pertanto i Vescovi diocesani […] devono impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate.
Il Diritto canonico già prevede la possibilità della rimozione dall’ufficio ecclesiastico “per cause gravi”: ciò riguarda anche i Vescovi diocesani, gli Eparchi e coloro che ad essi sono equiparati dal diritto (cfr can. 193 §1 CIC; can. 975 §1 CCEO). Con la presente Lettera intendo precisare che tra le dette “cause gravi” è compresa la negligenza dei Vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili, previsti dal MP Sacramentorum Sanctitatis Tutela promulgato da San Giovanni Paolo II ed emendato dal mio amato predecessore Benedetto XVI. In tali casi si osserverà la seguente procedura.
“Art. 1, § 1. Il Vescovo diocesano o l’Eparca […] può essere legittimamente rimosso dal suo incarico, se abbia, per negligenza, posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di una comunità nel suo insieme. Il danno può essere fisico, morale, spirituale o patrimoniale.” »[Acta Apostolicae Sedis].
Ecco la ragione per la quale Adriana Pallotti,la persona principalmente coinvolta in questa “dolorosissima vicenda”, si rivolge direttamente con tenerezza materna e passione alle due principali autorità ecclesiastiche della regione a cui appartiene il caso in questione. Ossia alle Ecc. Rev.me Mons. M. Castoro e G.B. Pichierri. Come pecorella del gregge del Signore, ad esse chiede semplicemente il motivo per cui l'hanno abbandonata a se stessa e in una circostanza fisicamente e spiritualmente così rischiosa.
Queste dichiarazioni che invitano ad una riconciliazione sincera, di un parlar franco e chiaro, fatte con parresia, sebbene siano uscite dal proprio tenero cuore, tuttavia non nascondono al contempo le tante sue amarezze e delusioni, nonché le ingiustizie e gli inganni subiti. Poiché smentiscono altresì ed in modo categorico le gravi e pretestuose asserzioni operate da Mons. Serafino Spreafico, a nostro detrimento.
Anzi a vantaggio di una tesi del tutto falsa e personale di codesto vescovo giammai incontrato; una visione quella di costui piuttosto alterata, totalmente sradicata dalla nostra realtà spirituale, assai distante da questa "testimonianza" cristiana davvero toccante di una fede vera e matura. Autentica! Nonostante ciò però, esse, le parole uscite dal cuore e dalla mente di Adriana Pallotti toccheranno solo coloro che avranno ancora mantenuta viva quella sua stessa “sensibilità cattolica”. Una fiamma custodita con gelosia ed a nutrimento della propria fede.
Papa Paolo VI nel 1977, un anno prima della sua morte, ha proferito le seguenti parole riportate nel libro «Paolo VI segreto» di Jean Guitton: « C'è un grande turbamento, in questo momento, nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel vangelo di S. Luca: “Quando il Figlio dell'uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?” ».
“È principalmente ai sacri Pastori che essa (ndr Santa Caterina da Siena) rivolge le sue esortazioni, disgustata di santo sdegno per l’ignavia di non pochi di loro, fremente per il loro silenzio, mentre il gregge loro affidato andava disperso ed in rovina. «Ohimé, non più tacere! Gridate con cento migliaia di lingue, scrive ad un alto prelato. Veggo che, per tacere, il mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita, toltogli il colore, perché gli è succhiato il sangue da dosso, cioè il Sangue di Cristo». [OMELIA DEL SANTO PADRE PAOLO VI – 3 ottobre 1970]
"Perocchè la perfezione non sta in macerare e uccidere il corpo, ma in uccidere la propria e perversa volontà. E per questa via della volontà annegata, sottoposta alla dolce volontà di Dio, dobbiamo desiderare che tutti vadano." (Santa Caterina da Siena – Estratto dalla Lettera n.16 – A vescovi e cardinali)
« “Che non sia rivolta a te la severa parola della verità quando disse: ‘sia tu maledetto perché sei rimasto zitto’.” Dalla profondità dei secoli il grido di santa Caterina rivolto a vescovi e cardinali che assistono in silenzio allo scempio delle anime che viene perpetrato oggi col loro silenzio complice … ». (A. Socci – Pagina FB)
«Povera me! Povera me! Sventurata anima mia! Apri gli occhi, e guarda bene la perversità della morte che è entrata nel mondo, e in modo particolare nella santa Chiesa, corpo mistico di Gesù.
Povera me! Scoppi il tuo cuore e l’anima tua nel vedere tante offese fatte a Dio! Vedi, padre, che il demonio, lupo infernale, rapisce gli uomini, le pecorelle che si pascono nel giardino della santa Chiesa; e non c’è chi si muova a strappargliele di bocca.
I pastori dormono nel loro amor proprio, in una stessa avidità e immondezza; e sono così ubriachi di superbia che dormono e non sentono neppure se stessi, sebbene vedano che il demonio, lupo infernale, porta via la vita della grazia da loro e anche dalle persone che a loro sono affidate. Essi non se ne curano: e tutto questo è dovuto alla perversità del loro amor proprio. Quanto è pericoloso l’amor proprio nei vescovi, nei sacerdoti e nelle persone che sono ad essi affidate!
Tu sei vescovo; se hai amor proprio, non correggi il difetto che vedi nelle persone che ti sono state affidate: perché se ami te per te stesso, cadi nel rispetto umano, e per questo non intervieni per correggere. Se amassi te per Dio, invece, non avresti timore del rispetto umano; coraggiosamente, con cuore forte, correggeresti i difetti, e non staresti zitto, né faresti finta di non vedere.
Padre carissimo, io voglio che tu sia libero dell’amor proprio. Ti prego di vivere in modo che non sia rivolta a te quella severa parola, con rimprovero, dalla Verità, quando disse: “Sia tu maledetto, perché sei rimasto zitto”.
Povera me! Non tacere più! Grida con centomila lingue! Vedo che, con il tacere, il mondo è in rovina, e la santa Chiesa, la Sposa di Gesù, è divenuta tutta pallida e non ha più il suo colore, perché le è stato succhiato il sangue di dosso: il sangue di Gesù, a noi donato per grazia e non per soddisfare un debito, i cattivi pastori lo rubano con la superbia per il loro tornaconto, sottraendo la gloria che deve essere di Dio, e dandola a se stessi. Essi rubano con simonia, vendendo i doni e le grazie che a noi sono donate per grazia, a prezzo del sangue del Figlio di Dio.» (Santa Caterina da Siena – Estratto dalla Lettera n. 16 – A vescovi e cardinali)
«Povera me! Povera me! Povera me! Sventurata anima mia! I pastori, oggi, non vivono così. Amano, infatti, di amore mercenario, amando sé per se stessi e Dio per se stessi, e il prossimo per se stessi. E vi è in gran quantità questo perverso amore! Ma si dovrebbe piuttosto chiamare “odio mortale”, perché da esso nasce la morte! Povera me! Te lo dico piangendo! A loro non importa di commettere immondizie, né di mercanteggiare e vendere la grazia dello Spirito Santo. Sono dei ladri, che vengono a rubare la gloria di Dio, dandola a se stessi. Povera me! E non li impiccano per correggerli! Vedono il lupo infernale portar via la pecora, ma essi chiudono gli occhi per non vederla. Ed è questa la causa per cui non vedono e non correggono: il loro amor proprio; da questo nasce in loro un timore disordinato, poiché avvertono di essere in quegli stessi vizi che tagliano la lingua e legano le mani, non permettendo loro di punire e correggere i vizi.» (Santa Caterina da Siena – Estratto dalla Lettera n. 88)
Le sofferenze dei papi di ieri e quelle della Chiesa di oggi, scossa dai gravissimi scandali e peccati di negligenza da parte dei pastori nell’esercizio del loro ufficio, hanno costretto Sua Santità Benedetto XVI, l’11 maggio 2010 in volo da Roma verso Lisbona, a lanciare un monito durissimo: «La più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa». Nella visione di Fatima “realmente terrificante”,“sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano”. In essa “si vede la necessità di una passione della Chiesa”, predetta da Gesù fino alla fine dei tempi.
«Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni [ndr 1917 - 2017] affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità.» [OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI – Spianata del Santuario di Fátima – 13 maggio 2010]
Sebbene le apparenze facciano credere il contrario, tuttavia si destano nel nostro animo nuove gioie e speranze affidandoci anche a quanti si uniranno in preghiera a noi affinché si compiano solo i “divini voleri” del Padre nostro che è nei Cieli. Per la maggior gloria di Dio e l’avvento del suo divin regno [cfr. Os 10,1-3.7-8.12; Sal 104; Mt 10,1-7].