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sabato 16 aprile 2016

«LA PAROLA DI GESÙ È ETERNA.» [Cfr. Luca 12]


*
«L'Esortazione Apostolica post-sinodale 
Amoris Laetitia di papa Francesco 
è il frutto di un atto della Volontà di Dio 
o piuttosto dell'umano volere del pontefice? 

Ecco il punto, il segreto per non incorrere in gravi errori. 

In ogni atto di creatura, chiunque essa sia, 
abbiamo non soltanto il diritto, 
ma anche il dovere di verificare se vi concorre in esso 
la Divina Volontà del Creatore anziché esclusivamente quella dell'uomo. 

Ogni nostra azione, fosse anche la più piccola o nascosta, 
verrà rivelata e sottoposta a giudizio innanzi al Giudice Supremo. 
Attenzione pertanto.» 

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Fiat Voluntas Tua 
Luciano Mirigliano 

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*X VOL. 19 GENNAIO 1911* 

LA PAROLA DI GESÙ È ETERNA. 
GESÙ VUOLE IL SACERDOTE INTANGIBILE DAL LEGAME DELLE FAMIGLIE. LO SPIRITO DEI SACERDOTI DI QUESTI TEMPI: SPIRITO DI VENDETTA, D’ODIO, D’INTERESSE, DI SANGUE. 


    Siccome ho appreso le difficoltà dei sacerdoti, specie sul fatto di rompere del tutto il legame con le famiglie, che era impossibile attuarlo nel modo in cui diceva il benedetto Gesù e che se fosse vero parlasse al Papa, perché lui ha l’autorità di poter comandare a tutti e venire a capo dell’opera, io stavo ridicendo al benedetto Gesù tutto questo e mi lamentavo con Lui dicendogli: 

    “Sommo mio amore, non avevo ragione di dirti: “Vai dai capi a dire queste cose, perché dirle a me, ignorantella, che posso fare?” 

Ed il mio sempre amabile Gesù ha detto: 

    “Figlia mia, scrivi, non temere, Io sono con te, la mia parola è eterna e ciò che non può giovare qua, può giovare altrove, ciò che non si può effettuare in questi tempi, si effettuerà in altri tempi, ma così voglio il sacerdote intangibile dal legame delle famiglie. 

    Ah! tu non sai qual è lo spirito dei sacerdoti di questi tempi, non è per niente dissimile dai secolari, spirito di vendetta, d’odio, d’interesse, di sangue. Or, dovendo vivere insieme, se c’è uno che guadagna più dell’altro e non lascia il guadagno a bene di tutti, ci sarà chi si sentirà anteposto, chi defraudato, chi umiliato, credendo che anche lui sarebbe capace di fare quel guadagno e quindi le risse, i rancori, i dispiaceri e giungerebbero anche alle mani. 

    Te lo ha detto il tuo Gesù e basta, questo punto è necessario, è la colonna, è il fondamento, è la vita, è l’alimento di quest’opera, se potesse andare, Io non avrei insistito tanto. 

    Poi vedi un po’ figlia mia, come sono rozzi ed ignoranti delle cose divine, Io non ho il modo loro di pensare, che vanno lambendo e strisciando dignità, Io, nel comunicarmi alle anime, non guardo alle dignità, né se sono vescovi o papi, ma guardo se sono spogliati di tutto e da tutti, guardo se in loro, tutto, tutto è amore per Me, guardo se si fanno scrupolo di rendersi padroni anche di un solo respiro, di un palpito e, trovandoli “tutto amore”, non guardo se sono ignoranti, abbiente, povere, disprezzate e polvere. 

    Io converto in oro la stessa polvere, la trasformo in Me, le comunico tutto Me stesso, le affido i più intimi miei segreti, la rendo partecipe delle mie gioie e dei miei dolori, anzi, vivendo in Me, in virtù dell’amore, non è meraviglia che siano a giorno della mia Volontà sulle anime e sulla mia Chiesa. 

    Una è la vita loro con Me, uno è il Volere ed una è la luce con cui vedono la verità secondo le vedute divine e non secondo le umane e perciò Io non lavoro per comunicarmi a queste anime e le innalzo al di sopra di tutte le dignità.” 

Poi, stringendomi e baciandomi, mi ha detto: 


    “Figlia mia bella, ma bella della mia stessa bellezza, ti affliggi per le cose che dicono? Non ti affliggere, domanda al padre B., povero mio figlio, quanto ha sofferto per me a causa dei superiori, dei suoi confratelli e di altri, l’hanno perfino dichiarato scemo, incantatore, e si sono sentiti in dovere di penitenziarlo e qual era il suo delitto? 

    L’amore! Sentendo gli altri vergogna della loro vita in confronto alla sua, gli hanno fatto guerra e gli fanno guerra. Ah! come è costoso il delitto dell’amore! Molto costa a Me l’amore e molto costa ai miei cari figli! Ma Io l’amo assai e per quello che ha sofferto, in premio gli ho dato Me stesso e dimoro in lui. 

    Povero mio figlio, non lo lasciano libero, lo spiano dappertutto, ciò che non fanno per gli altri, sperano così di trovare motivo per correggerlo e mortificarlo, ma Io, stando con lui, rendo vane le loro arti, fagli coraggio, ma oh! quanto sarà terribile il giudizio che farò su questi tali che ardiscono malmenare i miei cari figli!” 


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giovedì 11 giugno 2015

"TERRIBILIS EST LOCUS ISTE! HAEC DOMUS DEI EST ET PORTA COELI." Genesi 28,17


*

"L'UOMO, PER SOPRAVVIVERE ALLE NUOVE ED INFAUSTE SFIDE,

MESSE IN ATTO DALLO SPIRITO CHE GOVERNA IL MONDO, 

DOVREBBE PREMURARSI DI CERCARE SOLTANTO LA VOLONTÀ DI DIO, 

UNICO VERO BENE E SALVATAGGIO INFALLIBILE, 

COME SE FOSSE UN ASSETATO NEL DESERTO 

ALLA RICERCA D'UNA SORGENTE D'ACQUA VIVA."

LUCIANO MIRIGLIANO
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*XVI VOL. 9 SETTEMBRE 1923*

LA DIVINA VOLONTÀ È INFERNO
PER IL DEMONIO,
E LUI LA CONOSCE SOLO
PER ODIARLA.
*

    Mi sentivo un certo timore ancora: chissà non fosse il mio adorabile Gesù che si benignava di parlarmi, col manifestarmi tante sublimi verità, specie sulla Volontà Divina, ma il nemico per trarmi in inganno; che mentre mi getta in alto, con tante verità, pare poi mi precipiti nell'abisso. 

    E dicevo tra me: “Mio Gesù, liberatemi dalle mani del nemico; io non voglio saper nulla. Quello che mi sta a cuore è salvarmi l’anima”. 

    Onde il benedetto Gesù, movendosi nel mio interno mi ha detto: 

    “Figlia mia, perché temi? Non sai tu che il meno che sappia di Me il serpente infernale è della mia Volontà? Perché non volle farla, e non facendola né la conobbe né la amò, molto meno penetrò nei segreti del mio imperscrutabile Volere per conoscerne gli effetti, il valore della mia Volontà. E se non li conosce come può parlarne? 

    Anzi! La cosa che più aborre che l’anima faccia è la mia Volontà. Lui non si cura se l’anima prega, si confessa, fa la comunione, fa penitenza, o se faccia miracoli; ma la cosa che più gli nuoce è che l’anima faccia la mia Volontà. 

    Perché come si ribellò alla mia Volontà, così fu creato in lui l’inferno, il suo stato infelice, la rabbia che lo rode. 

    Sicché la mia Volontà è inferno per lui, e ogniqualvolta vede l’anima soggetta al mio Volere, conoscerne i pregi, il valore, la santità, si sente raddoppiare l’inferno, perché vede nell’anima creare il paradiso, la felicità, la pace da lui perduta; e quanto più il mio Volere è conosciuto, tanto più resta tormentato e furibondo. 

    Quindi, come mai può parlarti del mio Volere se forma il suo inferno? E se ti parlasse, le sue parole formerebbero in te l’inferno, perché lui conosce la mia Volontà solo per odiarla, non per amarla. E ciò che si odia non porta mai la felicità, la pace! 

    E poi, la sua parola è vuota di grazia, quindi non può conferire la grazia di far fare la mia Volontà”.

*

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*VENGA IL TUO REGNO*

mercoledì 22 aprile 2015

LUISA PICCARRETA 150° : *LETTERA A FEDERICO ABRESCH*


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IL REGNO DELLA MIA DIVINA VOLONTÀ


IN MEZZO ALLE CREATURE
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* LIBRO DI CIELO *
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IL RICHIAMO DELLA CREATURA NELL'ORDINE, AL SUO POSTO
E NELLO SCOPO PER CUI FU CREATA
DA DIO

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DIARIO DELLA SERVA DI DIO
LUISA PICCARRETA
LA PICCOLA FIGLIA DELLA

DIVINA VOLONTÀ

*


* LETTERE *


*
107 A Federico Abresch (?)

In Voluntate Dei!

Stim.mo e carissimo figlio nel Divin Volere, nel sentire che vi occupate del Fiat Divino mi sento felicitare e gioire, ed insieme con me gioisce e si felicita Gesù. Grazie di cuore, vi dico insieme al mio caro Gesù.

Quello che potete fare, fatelo; il resto lo farà Gesù, che tanto vuole ed ama e sospira che il suo Volere sia conosciuto e posseduto come vita propria dalla creatura, perché solo la Divina Volontà è il principio della nostra vita, il mezzo e il fine della nostra esistenza, che ci farà prendere il Cielo d'assalto.

Senza di Essa ci capovolgiamo, perdiamo il diritto ai nostri beni terrestri e celesti, perdiamo il vincolo con la Famiglia Divina. Invece, se viviamo di Volontà Divina, tutto è nostro; lo stesso Dio è nostro...

Se amiamo, il nostro piccolo amore corre in tutti i cuori e anche nei cuori futuri, ed ama Dio per tutti; corre negli stessi Angeli, nei mari d'amore della Regina del Cielo, nei mari divini (di Dio), e dovunque, in tutto e dappertutto ama. La creatura che ama nel Volere Divino non si contenta se non trova il suo posto in tutti, per amare Colui che tanto l'ama.

Amare nel Divin Volere fa stupire Cielo e terra, e gli stessi Santi sospirano nel loro cuore di avere questo Amore conquistante di chi vive nell'esilio. Così, se preghiamo, se adoriamo e perfino se sospiriamo in questo Volere sì santo, ci facciamo vita di tutti e diamo a Dio ciò che tutti dovrebbero dare.

Perciò, i prodigi del vivere nel Voler Divino sono inesauribili e forse li conosceremo in Cielo. Ed è stata questa la ragione perché il nemico infernale ha chiuso tutte le vie e se n'è servito di persone ecclesiastiche; ma verrà il tempo in cui Gesù trionferà di tutto e verrà con certezza il suo regno sulla terra, perché è decreto di Dio, e Lui non cambia facilmente i suoi decreti per la malvagità degli uomini.

Beato però chi s'interessa di vivere nel suo Volere, perché il Signore se ne servirà di loro per aprire le vie già chiuse, e se ne servirà dei loro atti come di tante chiavi per aprire il Cielo e farlo scendere a regnare sulla terra. Perciò, carissimo figlio, siamo attenti, non ci spostiamo mai dal Fiat Supremo.

In riguardo al giro ( ... )

Vi lascio nel Voler Divino a farvi gran santo. Pregate per me; vi saluto di cuore nel Voler Divino.

La piccola figlia della Divina Volontà.

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* LUISA PICCARRETA 150° *

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venerdì 17 aprile 2015

* I SEGNI CHE ACCOMPAGNERANNO QUELLI CHE CREDONO.* Mc 16,17-18 *


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*XIV VOL. 10 MARZO 1922*

COME CHI FA LA DIVINA VOLONTÀ
È REGINA DI TUTTO.
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   Stavo meditando le ore della Passione e, secondo il mio solito, mi riversavo nel Santo Voler di Dio, offrendole a bene di tutti, ma la mia volontà come se le volesse appropriare, per cui spesso spesso dicevo: “Mio Gesù, in modo speciale per aiuto, per sollievo, per liberazione di quell’anima.” 

Ed il mio dolce Gesù, riprendendomi, mi ha detto: 

    “Figlia mia, tutto ciò che si fa nella mia Volontà è come sole che si diffonde a tutti e come si prega nella mia Volontà, si offre il mio sangue, le mie pene, le mie piaghe, le quali si convertono in tanti raggi di luce che si diffondono a tutti; scendono con rapidità nel più profondo carcere del purgatorio e convertono le loro pene e tenebre in luce, quindi la cosa può essere eguale per tutti e se differenza ci può essere, non può essere mai da parte di chi dona, ma da parte di chi riceve, a seconda le disposizioni di ciascuna. 

    Succede come al sole, che dà la luce a tutti egualmente, batte e riscalda un punto di terreno tanto quanto l’altro, ma chi guadagna? Chi lavora. Qual terreno produce il frutto? Dove sta gettato il seme, l’altro terreno nonostante la luce del sole, resta infecondo, quindi la specialità nella mia Volontà non esiste, da per Se stessa corre, si diffonde e si vuol dare a tutti, chi vuole ne prende.” 

     Io sono rimasta afflitta nel sentire ciò e Gesù ha soggiunto: Ah! tu vorresti fare come il sole, che volesse accentrare in un punto più forte la sua luce, il suo calore, per poterlo riscaldare ed illuminarlo, tanto da convertire quel punto nello stesso sole mentre fa il suo corso regolare su tutte le altre cose.” 

     Ed io: “Sì, sì, è proprio questo, è il peso della gratitudine che sento che mi spinge a ciò.” Gesù ha sorriso nel sentirmi ed ha ripreso: 

    “Se è così, fa’ pure, ma tu devi sapere che come la mia Volontà domina tutto, si trova dappertutto, sorregge tutti, è conosciuta dal Cielo, dalla terra e persino dai demoni, non vi è nessuno che possa a Lei opporvisi, così l’anima che fa la mia Volontà, deve dominare tutto, trovarsi dappertutto, sorreggere tutto e voglio che sia conosciuta da tutti.” 

Ed io: “Amor mio, io non sono conosciuta da nessuno.” 

    E Lui: “Come, non ti conosce nessuno? Ti conoscono tutti i santi e gli angeli, uno per uno e con ansia aspettano il tuo operato nel mio Volere, come nota divina e la più armoniosa che scorre su tutto ciò che hanno fatto in vita, per dare loro maggiore splendore e contento; ti conoscono tutte le anime purganti, sentendo su di loro il continuo refrigerio che porta l’operato nel mio Volere; ti conoscono i demoni dalla forza che sentono in te della mia Volontà; e se la terra non ti conosce ora, ti conoscerà in appresso.

      Succede e faccio per chi fa la mia Volontà, come feci per la mia Madre Celeste, la costituii Regina di tutto e comandai a tutti che la riconoscessero ed onorassero come loro Regina e le comandai che schiacciasse col suo piede la testa dell’infernale dragone; così faccio per coloro che vivono nella mia Volontà, tutto sta sotto il loro dominio e non c’è bene che da loro non provenga.”

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domenica 12 aprile 2015

* VADE RETRO * Genesi 3,15 *



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*XXIX VOL. 19 MAGGIO 1931*

SCENE DELL'EDEN. CADUTA DELL'UOMO.
LA REGINA DEL CIELO CHE SCHIACCIA IL CAPO
AL SERPE INFERNALE.
COME LE PAROLE DI GESÙ HANNO LA VIRTÙ COMUNICATIVA.
COME PARLA DEI DUBBI E DIFFICOLTÀ.
*
    Stavo continuando i miei atti nel Voler Divino ed unendomi agli atti che fece nella Creazione, per dargli l'omaggio, l'amore, l'adorazione per ciascuna cosa creata per amor delle creature, la mia povera mente si è portata nell'Eden, nell'atto della caduta dell'uomo, quando il serpe infernale con la sua astuzia e bugia indusse Eva a sottrarsi alla Volontà del suo Creatore ed Eva, coi suoi modi lusinghieri, indusse Adamo a cadere nello stesso peccato. 

Ora mentre pensavo ciò, il mio amato Gesù mi ha detto: 

     "Figlia mia, il mio amore non si estinse per la caduta dell'uomo, ma si riaccese di più e se la mia giustizia giustamente lo punì e lo condannò, il mio amore, baciando la mia Giustizia, senza frapporre tempo in mezzo, promise il futuro Redentore e disse al serpe ingannatore coll'impero della mia potenza: tu ti sei servito d'una donna per strapparmi l'uomo dalla mia Volontà Divina ed Io per mezzo d'un'altra donna, che avrà in suo potere la potenza del mio Fiat, abbatterò il tuo orgoglio e col suo piede immacolato ti schiaccerà la testa. 

    Queste parole bruciarono più dello stesso inferno il serpe infernale e chiuse tanta rabbia nel cuor suo, che non poteva star più fermo, non faceva altro che girare e rigirare la terra, per scoprire Colei che doveva schiacciargli la testa, non per farsela schiacciare, ma per poter con le sue arti infernali, con le sue astuzie diaboliche, far cadere Colei che doveva sconfiggerlo, debilitarlo e legarlo nei cupi abissi. 

     Quindi per quattromila anni andò sempre girando e quando vedeva donne più virtuose e buone, armava la sua battaglia, le tentava in tutti i modi e le lasciava solo quando si assicurava per mezzo di qualche debolezza o difetti, che non era Colei per mezzo della quale doveva essere sconfitto quindi seguiva il suo girare. 

    Onde venne difatti la Celeste creatura, che gli schiacciò la testa ed il nemico sentì tale potenza in Lei, che lo atterrò e non ebbe la forza di avvicinarsi; questo lo faceva rodere di rabbia e usava tutte le sue armi infernali per combatterLa, macché! faceva per avvicinarsi, si sentiva fiaccare, rompere le gambe e costretto a rivolgersi indietro e da lontano spiava le sue mirabili virtù, la sua potenza e santità ed Io, per confonderlo e metterlo in dubbio gli facevo vedere la Sovrana Celeste, le sue cose umane come il prendere cibo, il piangere, il dormire ed altro e lui si persuadeva che non era Colei, perché essendo tanto potente e santa, non doveva essere soggetta ai bisogni naturali della vita, ma poi ritornava ai dubbi e voleva ritornare all'assalto, ma invano. 

    La mia Volontà è potenza che debilita tutti i mali e tutte le potenze infernali, è luce che si fa conoscere da tutti e, dov'Essa regna, fa sentire la sua potenza, che neppure agli stessi demoni è dato disconoscere. Quindi la Regina del Cielo era ed è il terrore di tutto l'inferno. 

    Ora il serpe infernale sente sul suo capo la mia parola fulminea dettagli nell'Eden, la mia condanna irrevocabile che una donna gli schiaccerà la testa, quindi sa che, schiacciata la sua testa, sarà rovesciato il suo regno sulla terra, perderà il suo prestigio e tutto il male che egli fece nell'Eden per mezzo d'una donna, sarà rifatto da un'altra donna ma anche se la Regina del Cielo lo debilitò, gli schiacciò la testa ed Io stesso lo legai alla croce, quindi non è più libero di fare quello che vuole, fa scempio di chi sventuratamente si avvicina; 

    molto più che vede che la volontà umana non è soggiogata dalla Divina ed il Suo regno non è formato ancora, teme che un'altra donna abbia a finire di bruciare le tempie, per fare che la condanna divina abbia il suo compimento sul suo capo schiacciato dal piede dell'Immacolata Regina, perché sa che quando Io parlo, la mia parola ha la virtù comunicativa ad altre creature. 

    Quindi come si assicurò che Colei che lui temeva era la Vergine Santissima e che non poteva più combatterle, riprese il suo giro, sta tutto occhio e come alla vedetta per vedere se un’altra donna ha il compito da Dio di far conoscere la Divina Volontà per farla regnare ed avendoti visto scrivere tanto sul mio Fiat, il solo dubbio che ciò potesse essere, ha suscitato tutto l'inferno contro di te, ecco la causa di tutto ciò che hai sofferto, quindi si è servito di uomini malvagi e ha fatto loro inventare calunnie e cose che non esistono.

    Onde nel vederti tanto piangere, si son persuasi che non sei tu che puoi portare la rovina che tanto temono al loro regno diabolico. 

    Questo è ciò che riguarda la Regina del Cielo da parte del serpe infernale, ora voglio dirti ciò che riguarda le creature a pro di lui. Figlia mia, la Celeste creatura era povera, le sue doti naturali apparentemente erano comuni, nulla di straordinario appariva nell'esterno. 
Prese per sposo un povero artigiano che guadagnava il suo pane giornaliero col suo modesto lavoro. 

    Supponi che si fosse saputo prima che la Madre del Verbo era Colei, se i grandi del mondo, i dottori e Sacerdoti, avessero saputo ch'era la Madre del futuro Messia, le avrebbero fatto una guerra accanita, nessuno le avrebbe creduto, avrebbero detto: Possibile che debba essere questa povera la madre del Verbo Eterno, forse non ci sono state e ci sono donne in Israele? 

    Ci è stata una Giuditta, un'Ester e tante altre. Quindi nessuno le avrebbe creduto ed avrebbero messo dubbi e difficoltà senza numero, se dubitarono sulla mia Divina Persona, tanto da non credere che Io fossi il Messia sospirato e molti giungono a non credere ancora che Io scesi sulla terra anche se Io feci molti miracoli da indurre i più increduli a credermi, ah! quando nei cuori entra la durezza, l'ostinazione, gli uomini si rendono incapaci di ricevere alcun bene, le verità, gli stessi miracoli sono per loro come morti e senza vita. 

       Quindi molto più la Mamma Celeste, della quale nulla di miracoloso si vedeva all’esterno. Ora figlia mia, ascoltami, i dubbi seri, le difficoltà più gravi che hanno trovato nei tuoi scritti sono proprio questi: che Io ti ho detto che ti chiamavo a vivere nel regno della mia Divina Volontà, dandoti la missione speciale ed unica di farla conoscere, affinché come Io stesso dissi nel Pater Noster e la Santa Chiesa dice tuttora: venga il regno tuo cioè, che la tua Volontà si faccia come in Cielo così in terra. 

    Non si dice nel Pater che questo regno sta sulla terra, ma che venga ed Io non avrei composto una preghiera se non dovessi averne gli effetti. 

    Quindi per giungere a ciò, non avrei dovuto eleggere un'altra donna, che il serpe infernale tanto teme? Lui per mezzo della prima donna mi rovinò il genere umano ed Io, per confonderlo, mi servo della donna per rifarmi della sua rovina e far sorgere a tutti il bene che cercò di distruggere? 

    Ecco perciò la necessità dei preparativi, delle grazie, delle mie visite e comunicazioni. 

    Questo ha suonato male a chi ha letto, quindi, dubbi e difficoltà, perchè per loro non può essere possibile che fra tanti altri grandi Santi nessuno sia vissuto nel regno della mia Volontà, e che tu sola sia da preferire a tutti; e quando hanno letto che io ti mettevo vicino alla Sovrana Regina, perché essendo vissuta Essa nel regno del mio Fiat Divino tu potessi imitarla, e, volendo far di te una copia che le somigliasse ti ho messa nelle sue mani affinché ti guidasse, ti assistesse, ti proteggesse perché potessi in tutto imitarla, è parso loro tanto assurdo e, fraintendendo sinistramente il senso, hanno pensato che ti avessi detto, che tu sei un'altra Regina; 

    quanti spropositi! non ho detto che tu sei come la Celeste Regina, ma che ti voglio simile a Lei, come ho detto a tante altre anime a me care che le volevo simili a me, ma con ciò non diventavano Dio come me e poi, essendo la Celeste Signora la vera Regina del regno della mia Volontà, è compito suo aiutare ed insegnare alle fortunate creature che vogliono entrare a vivere in Esso. 

    Con ciò fanno intendere come se io non avessi potere di eleggere chi voglio e quando voglio; ma del resto il tempo dirà tutto e come non possono disconoscere che la Vergine di Nazaret è la Mamma mia, così non potranno disconoscere che ti ho eletta per l'unico scopo di far conoscere la mia Volontà e che per mezzo tuo mi servirò affinchè il 'venga il regno tuo' abbia il suo compimento. 

    È certo che le creature sono strumento nelle mie mani e non guardo chi sia, ma guardo se la mia Divina Volontà ha deciso d'operare per mezzo di questo strumento e ciò mi basta per compiere i miei più alti disegni. Mi servo a suo tempo dei dubbi e difficoltà delle creature per confonderli ed umiliarli, ma non mi arresto e vado avanti nell'opera che voglio fare per mezzo della creatura.  

Perciò anche tu seguimi e non indietreggiare. 

    Del resto si vede dal modo del loro pensare che hanno calcolato solo la tua persona, ma non hanno calcolato ciò che può fare la mia Divina Volontà e ciò che sa fare e quando decide d'operare in una creatura per compiere i suoi più grandi disegni in mezzo alle umane generazioni non si fa dettare legge da nessuno, né riguardo a chi dev'essere, né riguardo al tempo, né al modo, né al luogo, ma agisce in modo assoluto, né fa conto di certe menti corte che non si sanno elevare nell'ordine divino e soprannaturale, né sanno piegare la fronte dinanzi alle opere incomprensibili del loro Creatore e, mentre vogliono ragionare con la loro ragione umana, perdono la ragione divina e restano confusi ed increduli."

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*ADVENIAT REGNUM TUUM*

mercoledì 1 aprile 2015

* UNO DI VOI MI TRADIRÀ * Gv 13,21 *



*
*UNO DI VOI MI TRADIRÀ*

Gv 13,21

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* * *
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« Il pane degli angeli
diventa pane degli uomini;
il pane del cielo
dà fine a tutte le prefigurazioni:
qual meraviglia!
il servo, il povero e l'umile
mangiano il Signore.
Chiediamo a Te,
Dio uno e trino,
di visitarci,
come noi Ti adoriamo.
Per le Tue vie
portaci dove tendiamo,
alla luce in cui tu abiti.
Amen. »

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*PANIS ANGELICUS*

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*XIII VOL. 9 OTTOBRE 1921*

LA VOLONTÀ NELL'UOMO È CIÒ CHE PIÙ ASSOMIGLIA AL SUO CREATORE.
LA VOLONTÀ UMANA È IL DEPOSITO DI TUTTO L'OPERATO DELL'UOMO.

*
    Stavo pensando al momento in cui il mio dolce Gesù faceva l’ultima cena coi suoi discepoli ed il mio amabile Gesù, nel mio interno, mi ha detto:

    “Figlia mia, mentre cenavo coi miei discepoli, non avevo solo loro intorno, ma tutta l’umana famiglia, avevo vicino a Me ciascuna creatura, le conobbi tutte, le chiamai per nome; chiamai anche te, ti diedi il posto di onore tra Me e Giovanni e ti costituii piccola segretaria del mio Volere e mentre dividevo l’agnello porgendolo ai miei apostoli, lo davo a tutti ed a ciascuno. 

    Quell’agnello svenato, arrostito, fatto in pezzi, parlava di Me, era il simbolo della mia Vita e di come dovevo ridurmi per amore di tutti ed Io volli darlo a tutti come cibo prelibato che rappresentava la mia Passione, perché tutto ciò che feci, dissi e soffrii, il mio amore convertiva in cibo dell’uomo, ma sai tu perché chiamai tutti e diedi l’agnello a tutti? 

    Perché anch’Io volevo il cibo da loro, ogni cosa che facessero volevo che fosse cibo per Me: Volevo il cibo del loro amore, delle opere, delle parole, di tutto.”

    Ed io: “Amor mio, come può essere che diventa cibo per Te il nostro operato?” E Gesù: “Non è di solo pane che si può vivere, ma di ciò che la mia Volontà dà virtù da poter far vivere; e se il pane alimenta l’uomo è perché Io lo voglio.

    Ora, ciò che la creatura con la sua volontà dispone di formarmi col suo operato, quella forma prende, se col suo operato vuol formarmi il cibo, mi forma il cibo; se amore, mi dà l’amore; se riparazione, mi forma la riparazione; e se nella sua volontà mi vuole offendere, col suo operato mi forma il coltello per ferirmi e forse anche per uccidermi.”

    Poi ha soggiunto: “La volontà nell’uomo è quello che più assomiglia al suo Creatore, nella volontà umana ci ho messo parte della mia immensità e della mia potenza e, dandole il posto d’onore, l’ho costituita regina di tutto l’uomo e depositrice di tutto il suo operato.

    Come le creature hanno le casse dove conservare le loro robe per tenerle custodite, così l’anima ha la sua volontà per conservare e custodire tutto ciò che pensa, che dice e che opera, neppure un pensiero sperderà.

    Ciò che non può fare con l’occhio, con la bocca, con le opere, lo può fare con la volontà, in un istante può volere mille beni e mille mali, la volontà fa volare il pensiero al Cielo, nelle parti più lontane e perfino negli abissi; si può impedire che l’uomo operi, che veda, che parli, ma tutto ciò lo può fare nella volontà e tutto ciò che fa e vuole, forma un atto e lo lascia in deposito nel suo stesso volere. 

    Oh! come la volontà si può estendere, quanti beni e quanti mali non può contenere? Perciò, soprattutto voglio il volere dell’uomo, perché se ho questo, ho tutto, la fortezza è vinta.”

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venerdì 27 marzo 2015

* STABAT MATER DOLOROSA * I SETTE DOLORI DELL'IMMACOLATA * Gv 19, 25-27 *

*STABAT MATER DOLOROSA*
I SETTE DOLORI DELL'IMMACOLATA
*
*XII VOL. 17 GENNAIO 1921*

IL FIAT MIHI DELLA SANTISSIMA VERGINE EBBE LA STESSA POTENZA DEL FIAT CREATORE. IL TERZO FIAT SARÀ L'ESAUDIMENTO E IL COMPIMENTO DELLA PREGHIERA INSEGNATA PER GESÙ: IL FIAT VOLUNTAS TUA SICUT IN COELO ET IN TERRA.
*
    Sentivo la mia povera mente immersa nel mare immenso del Volere Divino, dovunque vedevo l’impronta del Fiat, lo vedevo nel sole e mi sembrava che l’eco del Fiat nel sole mi portasse l’amore divino che mi dardeggia, che mi ferisce, che mi saetta.

    Ed io, sulle ali del Fiat del sole, salivo fino all’Eterno e portavo, a nome di tutta l’umana famiglia, l’amore che dardeggiava la Maestà Suprema, che lo feriva, che lo saettava e dicevo: “Nel tuo Fiat mi hai dato tutto questo amore e solo nel Fiat posso ridartelo.”

    Guardavo le stelle e vi vedevo il Fiat e questo Fiat mi portava nel loro dolce e mite scintillio l’amore pacifico, l’amore dolce, l’amore nascosto, l’amore compassionevole, nella stessa notte della colpa. 

    Ed io nel Fiat delle stelle portavo al trono dell’Eterno, a nome di tutti, l’amore pacifico per mettere pace fra Cielo e terra, l’amore dolce delle anime amanti, l’amore nascosto di tante altre, l’amore della creatura dopo la colpa quando ritorna a Dio. Ma chi può dire tutto ciò che capivo e facevo in tanti Fiat, di cui vedevo cosparsa tutta la Creazione? Andrei troppo per le lunghe, perciò faccio punto.”

    Onde il mio dolce Gesù mi ha preso le mani nelle sue e, stringendole forte, mi ha detto: “Figlia mia, il Fiat è tutto pieno di vita, anzi la stessa vita e perciò da dentro il Fiat escono tutte le vite e tutte le cose. Dal mio Fiat uscì la Creazione, perciò in ogni cosa creata si vede l’impronta del Fiat.

    Dal Fiat Mihi della mia cara Mamma, detto nel mio Volere, che ebbe la stessa potenza del mio Fiat Creatore, uscì la Redenzione, sicché non c’è cosa della Redenzione che non contenga l’impronta del Fiat Mihi della mia Mamma. 

    Anche la mia stessa Umanità, i miei passi, le opere, le parole, erano suggellate dal Fiat Mihi di Lei; le mie pene, le piaghe, le spine, la croce, il mio sangue, il suo Fiat Mihi aveva l’impronta perché le cose portano l’impronta dall’origine donde sono uscite. 

    La mia origine nel tempo fu dal Fiat Mihi dell’Immacolata Mamma, perciò tutto il mio operato porta il segno del suo Fiat Mihi. Sicché in ogni ostia sacramentale c’è il suo Fiat Mihi; se l’uomo sorge dalla colpa, se il neonato è battezzato, se il Cielo si apre per ricevere le anime, è il Fiat Mihi della mia Mamma che segna, che segue e precede tutto. 

    Oh! potenza del Fiat, Lui sorge ad ogni istante, si moltiplica e si fa vita di tutti i beni. Ora voglio dirti perché ho chiesto il tuo Fiat, il tuo sì nel mio Volere. Voglio che la mia preghiera insegnata, il "Fiat Voluntas Tua sicut in coelo et in terra", questa preghiera di tanti secoli, di tante generazioni, abbia il suo esaudimento e compimento.

    Ecco perciò volevo un altro sì nel mio Volere, un altro Fiat contenente la potenza creatrice; voglio il Fiat che sorge ad ogni istante, che si moltiplica a tutti, voglio in un’anima il mio stesso Fiat che sale al mio trono e con la sua potenza creatrice porta in terra la vita del Fiat come in Cielo così in terra.”

    Io, sorpresa ed annullata nel sentire ciò, ho detto: “Gesù, che dici? E Tu pure lo sai quanto sono cattiva ed inabile a tutto.” E Lui: “Figlia mia, è mio solito scegliere le anime più abiette, inabili e povere per le mie opere più grandi. La mia stessa Mamma nulla aveva di straordinario nella sua vita esteriore.

    Nessun miracolo, nessun segno aveva che la facesse distinguere dalle altre donne, il suo solo distintivo era la perfetta virtù, cui quasi nessuno faceva attenzione; e se agli altri santi ho dato il distintivo dei miracoli, ho fregiato altri con le mie piaghe, alla mia Mamma nulla, nulla, eppure era il portento dei portenti, il miracolo dei miracoli, la vera e perfetta crocifissa, nessun’altra simile a Lei.

    Io son solito fare come un padrone che ha due servitori: uno sembra gigante, erculeo, abile a tutto; l’altro piccolo, basso, inabile, sembra che non sappia far nulla, nessun servizio importante; se il padrone, lo tiene, è più per carità ed anche per farsene gioco. 

    Ora dovendo mandare un milione o un miliardo ad un paese, che fa? Chiama il piccolo, l’inabile, affida la grande somma e dice tra sé: Se l’affido al gigante, tutti gli faranno attenzione, i ladri lo assaliranno, lo possono rubare e se con la sua forza erculea si difenderà, può restare ferito, so che lui è bravo, ma voglio risparmiarlo, non voglio esporlo ad evidente pericolo. 

    Invece a questo piccolo, sapendolo inabile, nessuno farà attenzione, nessun potrà pensare che io possa affidargli una somma così importante perciò sano e salvo ritornerà. Il povero inabile si meraviglia che il padrone si fidi di lui mentre poteva servirsi del gigante e, tutto tremante ed umile, va a deporre la grande somma senza che nessuno si benigni di guardarlo e, sano e salvo, ritorna al suo padrone, più tremante ed umile di prima. 

    Così faccio Io, quanto più grande è l’opera che voglio fare, tanto più scelgo anime abiette, povere, ignoranti, senza alcuna esteriorità che possa additarle; il suo stato abietto servirà come sicura custodia dell’opera mia; i ladri della propria stima, dell’amor proprio non le faranno attenzione, conoscendo la sua inabilità e lei, umile e tremante, disimpegnerà l’ufficio da Me affidato, conoscendo che non essa, ma Io, ho fatto tutto in lei.”

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