martedì 11 aprile 2017

«1917 - 2017 → IN QUEST’ORA DI GUERRA»


SIAMO CONSAPEVOLI?

Dopo l'attacco militare ingiustificato da parte degli USA contro la Siria, su Idlib, usato ad arte, come pretesto, che però ahimè non ha prodotto alcuna prova reale sulle atrocità “spettacolari” commesse ed imputabili alla volontà del suo Presidente Bashar al-Assad, è ormai diffuso l'allarme escalation: 

"Trump ha parlato di un crimine di guerra, ma questi vanno prima investigati e poi puniti. Il punto non è se siano state usate armi chimiche, ma chi le ha usate e da quali arsenali provenissero." [Gian Micalessin inviato di guerra: "É in Siria che si rischia la terza guerra mondiale"]

Ci rendiamo davvero conto allora di ciò che sta accadendo al mondo intero in queste “ore cruciali”, nella Chiesa Cattolica e si sta rapidamente innescando, profeticamente rivelando sempre più? 

Siamo sicuri del prezzo da pagare, “spiritualmente” pronti alle conseguenze .. ad accogliere le “parole” del vero Gesù e della Madonna di Fatima nel celebre centenario delle sue importantissime apparizioni divine?

IL GRAN MESSAGGIO D'AMORE
GESÙ PARLA A UN'ANIMA
Vademecum delle anime sacerdotali e religiose.

« Sorella ... Non si nasconda in un quaderno la Voce di Dio, né si nascondano sotto terra i suoi talenti. Al contrario si proclami a tutte le genti l'Amore del Creatore per la sua creatura... s'istruiscano i fratelli. Nessuno si dispensi da questo obbligo. 

L'ora è grave, il pericolo imminente. Solo l'Amore può salvare il mondo! Prima che l'uomo si provi di distruggere il mondo, il Creatore stesso lo farà riducendolo al nulla col suo Fiat, così come con il suo Fiat dal nulla lo trasse.

È la Vergine SS.ma che trattiene ancora il "castigo": se per un momento solo la Madonna dovesse cessare di intercedere con i suoi eletti, il mondo non esisterebbe più. 

Sapeste quale Mamma è Maria!

Il Messaggio... Vuoi saperlo senza inorridire? Si prospettano fame, guerre, pestilenze, malattie, alluvioni, incendi, rapine, distruzioni, pianto, morte, se non si ritornerà alla fede dei nostri avi.

Dunque istruite, docete!... Parlate, agite, non abbiate paura. 

Dio è con voi se voi siete con Dio. L'amore non ammette il timore! Poi carità operosa.
Non basta predicare l'Amore, bisogna renderlo vivente questo amore, fattivo! Si resisterà alla parola, ma non si resisterà all'esempio che è sempre contagioso. Guerra al proprio egoismo, al proprio benessere individuale. Saper spezzare in due la pagnotta, fosse anche piccola e fosse anche una sola. Aprire generosamente le braccia al fratello e sono tanti i fratelli bisognosi... 

Non è difficile a nessuna anima di buona volontà capire che solo il ritorno a Dio può salvarci dall'annegare.

Il fatto è che ciascuno aspetta che l'altro lo faccia e così nessuno fa nulla. 

Ma l'ora è grave, ripeto, l'ora è molto grave! Cominciate voi in famiglia, in Comunità, in Parrocchia, nelle Associazioni. Non pensate alle gite, ai dischi, al cinema. Cercate invece i poveri, i derelitti... Parlate, aiutate, confortate, affrettatevi. Verrà presto un tempo in cui si dirà: "Beati mortui qui in Domino moriuntur"! e si invidierà la nostra sorte.

Mi dispiace davvero dire queste cose, ma tu me lo hai chiesto... Pensi che ai figli siano nascoste le pene e le sofferenze del Padre? Mostrate ai fratelli il vero volto di Cristo, l'Ecce Homo! Il Volto di Cristo da presentare ai fratelli è quello che con lo sguardo fisso nei cieli, inchiodato sulla Croce, perora: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno". E poi, allorché "Inclinato capite, tradidit spiritum. Consummatum est"! Lì è tutto il Cristo nel Suo immenso amore e nel Suo immenso dolore. Amore più grande non v'è che dare la vita per coloro che si amano! 7 ottobre 1967

Bisogna cercare di evitare il ben meritato castigo: Dio è Buono e Misericordioso. A Colei che tutto può presso di Lui, fate ricorso ed innalzate incessanti preghiere. 13 ottobre 1967 

Tutta l'umanità in un baratto... Ma perché non pubblicate certe cose? Questi sono tutti avvertimenti di Dio. 29 ottobre 1967

Nulla nella vita dell'universo e nella vita umana è un "caso", ma tutto parla d'amore. 5 novembre 1967 

Per il momento si direbbe che è l'ora di Satana. I buoni sono perplessi, angustiati, vi chiedete giustamente: come andremo a finire? Ma Gesù ha vinto il mondo. O uomini di poca fede, perché temete? Non fu necessario che Cristo soffrisse prima, per poi entrare nella Sua gloria? Così pure è necessario che avvenga ora questa grande purificazione per dividere i capri dagli agnelli prima che brilli sulla Chiesa e sul mondo nuovo, una luce abbagliante che farà risplendere la nuova Gerusalemme in tutto il suo fulgore. Questo nuovo Regno, sarà il Regno della pace, dell'amore, della concordia sulla terra, preludio della vita beata del Cielo.

L'avvento del Regno di Dio sarà basato sulla carità. Gli uomini in seguito non potranno più smarrirsi, ma prima la guerra e dopo la vittoria. 8 novembre 1967 

Guardate ad ogni avvenimento personale, sociale, mondiale, con l'occhio della Fede, perché tutto è Amore. 17 novembre 1967

È il mondo che dobbiamo svegliare affinché s'accorga che sta per perire, questo mondo così ingolfato nella immoralità e nel peccato e che pur si trova a suo agio così com'è. Bisogna tirarlo fuori, svegliarlo dal suo torpore in modo che chieda aiuto al Signore. Dobbiamo accendere nel mondo "un gran fuoco", accendere le candele ad una ad una come si fa nella Veglia Pasquale, ricavando la fiamma dal Cero, la vera Luce del Mondo. 18 dicembre 1967

[...]

Creò il mondo e creò pure l'albero che avrebbe fornito il legno della sua Croce, creò e coltivò il rovo che avrebbe dato le spine della Sua corona regale, seppellì nelle viscere della terra il ferro con cui si sarebbero forgiati i suoi chiodi.
O mistero d'un incomprensibile amore! All'uccello creò un nido, alla belva una tana, al ricco un palazzo, all'operaio una casa, al bimbo una culla, al vecchio un asilo; allorché venne in persona a visitare la sua terra, non vi fu posto per Lui negli alberghi del mondo. Era notte fredda, gelida, quella storica notte della sua venuta fra gli uomini. Venne fra gli uomini, ma gli uomini non lo conobbero... Non v'era posto per Lui!... E oggi?!... 22 dicembre 1967

Di questi tempi o si è fiaccole o non si è nulla! Bando alla mediocrità! Il mondo ha bisogno di calore, di eroismo. Solo l'amore può salvare il mondo. O uomo chi sei? La viva immagine di Colui che viene a visitarti e tu gli chiudi la porta in faccia. Ti sei venduto allo straniero... hai fatto triste alleanza! Il suo popolo eletto, oggi come allora, è stanco della manna celeste, rimpiange le cipolle d'Egitto e fa sempre alleanza con lo straniero, fabbrica vitelli doro, si prostra e li adora... 22 dicembre 1967

Da un momento all'altro il mondo potrebbe precipitare nel baratro, non per volontà di Dio, ma per la cattiveria dell'uomo che abusa del suo libero arbitrio ed a causa dello spaventoso dilagare dell'ateismo... Basta solo che una nazione incominci, che il mondo intero ne sia coinvolto. Non illudetevi troppo, ma pregate... pregate! 24 dicembre 1967

Voce Divina:  Ti svelerò i segreti del mio Cuore! Contemplami sulla paglia. Dopo aver creato il mondo, mia Madre e mio Padre putativo non trovano che un po' di paglia su cui adagiarmi. Non v'era posto per Me nel mondo creato! Gira lo sguardo a sinistra (gli affreschi della Cappella): il Calvario... Le mani legate, il pagano mi chiede che cos'è la verità? Che cos'è la verità? ripete ancor oggi il pagano, l'ateo. La verità è una formula chimica, risponde, che fa incendiare il mondo in pochi secondi. L'uomo moderno ha trovato la verità; è felice, non cerca altro. Da solo non posso salvare il mondo... Lo salvai da solo sul Calvario, effondendo fino all'ultima goccia il mio Sangue, ma ora ho le Mani legate come davanti a Pilato. Ho fatto all'uomo un gran dono, non posso più ritirarlo, e l'uomo abusa del mio dono.

Io:  Questa Voce è di una dolcezza e di una tristezza infinita, che mi par di dover morire di dolore. Sembra di ascoltare un uomo, eppure è Dio!

Voce Divina: Continua: Neppure la mia Chiesa s'accorge più della mia Presenza, perché se se ne accorgesse, le cose non andrebbero così! Non se ne accorgono neanche coloro che col potere del loro eterno sacerdozio mi fanno scendere dal Cielo. Non sono davvero l'Eterno ripudiato, l'Eterno incompreso?

Io:  O Gesù, che cosa posso fare per consolarti?

Voce Divina  Amarmi, amarmi molto! Tutto il resto è mio, "caeli et terra et qui habitant in ea": Solo l'amore della mia creatura non è mio ed è quello che lo cerco. 28 dicembre 1967 

Sorella: Si oscurerà il Cielo... Cadranno le tenebre su tutta la terra. La terra sarà avviluppata in un nero mantello per giorni e per notti! Ma non è ancora la fine del mondo perché il Signore non intende per il momento distruggere il suo capolavoro... Sarà il simbolo delle tenebre dell'intelletto dell'uomo e farà buio su tutta la terra fino a quando gli atei, coloro che non credono in Dio, i costruttori dei mezzi di distruzione leveranno anch'essi gli occhi verso il cielo sbalorditi e attoniti per implorare un barlume di luce. Dopo ritornerà a splendere il sole. Non ti dico che queste cose si avvereranno proprio adesso. È ancora tempo di Misericordia e di Perdono e bisogna implorarli con tutte le vostre forze. 3 gennaio 1968


Voce Divina: Le Congregazioni religiose, figlia mia!... In generale quasi tutte hanno aperto i battenti allo spirto del mondo e non vi è più posto per Me in questi asili... Per tante di esse sarebbe meglio se non esistessero! Le riforme che allettano, piacciono a tutti. Tu tieniti sempre accanto a me affinché ti faccia docile strumento del mio amore per il mondo. (A questo punto ho rinnovato la mia offerta di vittima).

Voce Divina: Sì! Per le anime religiose, uomini e donne, e per i Sacerdoti affinché non cresca ancor di più nel mondo il numero di queste anime che mi onorano solo con le labbra, mentre il loro cuore è lontano da me! 9 gennaio 1968 

Io: Gesù, mi offro per quelle anime religiose... per quei Sacerdoti...

Voce Divina: Sì! Le anime religiose che vanno a zonzo!...  I Sacerdoti che hanno in mano la coppa dei piaceri e non tralasciano di bere fino all'ultima goccia. Non era questa la riforma che la Chiesa proponeva! 11 gennaio 1968

Il "castigo" è solo ritardato se questo regno di Misericordia e di Perdono non sarà riconosciuto e sfruttato dall'uomo. Il mio regno non è di questo mondo. Se il mio regno fosse di questo mondo, comanderei a tutti gli uomini e a tutti gli elementi di sottomettersi; e uomini e cose si sottometterebbero.

Ma il mio regno è il regno di tutti coloro che sono con Me, non è di questo mondo. Perché incessante è la mia preghiera al Padre: Padre! Che essi pure siano con Me, là dove Io sono, affinché vedano la gloria tua e quella che Tu a Me hai dato. V'è posto per tutti nel mio regno e là dove Io sono, desidero che siano tutti quelli che il Padre ama come Io stesso amo il Padre. Nel mio regno non tramonta mai il sole.

Li è l'eterna primavera e il completo riposo in Dio. Non è breve la pena se eterno è il godimento? Non v'è un orologio che misuri questo tempo, perché la beata eternità non si misura in lunghezza, né in altezza, né in durata, né in profondità. Ti ho scelta quale strumento per manifestare il mio Amore al mondo. Ascolterai quindi la mia Voce. 20 gennaio 1968

[...]

Io:  O Gesù, dimmi tutte le tue pene perché voglio condividerle con te, con la tua SS.ma Madre! 

Voce Divina:  O figlia mia, la pena delle pene sono i Sacerdoti indegni e sono tanti e se ne moltiplica il numero. Scrivilo affinché si sappia, affinché si legga!... 29 gennaio 1968

[...]

Voce Divina: [...] Quel volto che ti ho promesso di farti contemplare in Cielo, è ora in tutto il Suo splendore nella tua anima. Vedi, figlia mia, come le anime ricevono male la croce delle tribolazioni? Ma Esse non sanno ciò che mi costa veder soffrire così tutta l'umanità, Io verserei tutto il mio Sangue per risparmiare a ciascuno di voi le vostre lacrime. Vorrei prendere su di Me il fardello dell'umano dolore e da solo portarne il peso, così come feci allora. Purtuttavia, se si potesse vedere quale peso di gloria futura è attribuito al dolore di quaggiù, sarebbero le anime stesse a chiedermi di mandar loro croci e sofferenze. Io voglio portare nel Regno del Padre mio le anime, ecco perché le visito col dolore. Ma sono poche, anche fra le anime consacrate, quelle che approfondiscono questo mistero d'Amore.

lo sono l'Amore! L'Amore che vuole sempre dare. Ma chi mi capisce? Sono poche le anime che capiscono il mio Amore!... 21 aprile 1968 

Apri, figlia mia, il tuo cuore a grandi speranze!

Io: Quali sarebbero o Gesù? 

Voce Divina: L'avvento del mio Regno d'Amore e la beata eternità! 22 aprile 1968

[...]

Voce Divina: Devi proprio credermi, figlia mia, ho bisogno d'amore!... Così come un affamato ha bisogno di pane e come un assetato ha bisogno d'acqua, Io ho bisogno di amore. 15 marzo 1969

Il mondo moderno è la mia rinnovata Passione! Anche se tutti i miei Sacerdoti mi abbandonassero, così come mi abbandonarono i miei Discepoli e Io rimanessi con uno solo di essi, come rimasi solo con Giovanni sul Golgota, Io rinnoverò il mondo! 19 marzo 1969 


Sono i miei Teologi, i Dottori della legge che speculano sui libri per cercare le Verità secolari! Ma l'Amore non si trova fra le pagine dei libri e neppure la Fede! Hanno perduto l'Amore e con l'Amore, anche la Fede! Ed ora, come gli antichi Dottori di Gerusalemme, cercano di convincere il popolo. I misteri bisogna accettarli come tali e come tali viverli. La Fede è un dono di Dio che bisogna sviluppare e accrescere con l'amore. Il Teologo cerca fra le pagine del libro l'Amore, ma l'anima mistica, la mia sposa, lo trova piantato nel suo cuore, così come i chiodi furono piantati nella mia Carne.

Il rinnovamento sarà come una nuova creazione ed allora molti crederanno in Me. Da tanto male, tirerò fuori tanto bene. Ora voi gemete come una madre nelle doglie del parto. Piange e si rattrista la Chiesa tutta, il Papa, il popolo di Dio dinanzi a tanti lutti, tanto disordine che grava su tutta l'umanità; ma quando sarà nato l'uomo nuovo, quando il mondo sarà rinnovato nel suo dolore e nella sua pena, allora il vostro pianto si muterà in grande gioia. Sarà questo il nuovo giorno, la nuova epoca che finalmente sostituirà all'odio l'amore e gli uomini davvero diventeranno fratelli fra loro e nel mio Nome.

La parola di Dio non si soffochi, né si metta a tacere, perché la Sua parola è eterna, come eterno è il suo Essere.
Nulla è mutato in Me!

Sono Misericordia, Perdono e Amore!

Il Buon Pastore veglia sul suo gregge e le sue pecorelle ascolteranno la Sua Voce e vi sarà un solo ovile sotto un solo Pastore! II tempo non conta, ciò che conta è l'eternità! Quando tutto sembra perduto, allora tutto è guadagnato. Non temete, o piccolo gregge, il mio Nome è Redentore e Salvatore! Giorno di Pasqua, 6 aprile 1969

Così come i miei Apostoli furono Messaggeri della buona novella dopo aver molto sofferto per Me, ugualmente questa generazione che soffre ed è travagliata, sarà il seme fecondo di una nuova vita che si prepara per il mondo. 7 aprile 1969                      

Portare il peso gli uni degli altri!... Sui dolori che affliggono in questo momento la Chiesa, causati dalle defezioni di anime consacrate, stendi, figlia mia, il velo compassionevole delle tue lacrime e versa sui miei Piedi il profumo delle tue preghiere, così come fece la Maddalena, affinché molti peccati siano perdonati. Continua a dire: Le tentazioni contro la virtù della purezza sono sempre più potenti e senza una grazia speciale e una grande vigilanza è difficile all'anima resistere. Ecco perché i Confessori devono essere misericordiosi con queste anime e aiutarle in tutti i modi a risollevarsi con l'aver molta fiducia in Me, che posso e voglio riammetterle al convito celeste. 17 aprile 1969

Io:  O Gesù, suscita il Condottiero, colui che introdurrà il tuo popolo nella terra promessa. 

Voce Divina: E Gesù mi risponde: Il mio Condottiero è Paolo VI, Apostolo delle genti. Se se ne volesse ascoltare la parola!... 

Manderò lo Spirito Santo per rinnovare la faccia della terra e sarà come una seconda Pentecoste. Hai visto quel Cuore i cui raggi toccavano la terra? Ebbene! Così sarà! Dal mio Cuore partirà la gran Luce per illuminare tutti i popoli seduti nelle ombre del peccato e della morte. Pentecoste, 25 maggio 1969


Luciano Mirigliano

VEDI: «IL CASTIGO DEL CIELO È IMMINENTE? → LE PROFEZIE COINCIDONO: “FIGLI MIEI, NON DORMITE. L’ORA È VICINA.”»


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MARIA VALTORTA

«Ora ti chiedo una cosa. Tu sai, e ci pensi con dolore, che molte particole vengono sparse fra sozzure e rovine, nella devastazione delle chiese. E’ come fossi Io travolto perché Io sono nel Sacramento. Ebbene metti, idealmente, il tuo amore come un tappeto prezioso, come una tovaglia di purissimo lino per raccogliere Me-Eucarestia, colpito, ferito, profanato, cacciato dai miei Tabernacoli, non dai piccoli uomini che colpiscono le mie chiese - essi non sono che gli strumenti – ma da Satana che li muove. Da Satana che sa che i tempi stringono e che questa è una delle lotte decisive che anticipano la mia venuta.

Sì. Dietro il paravento delle razze, delle egemonie, dei diritti, dietro il movente delle necessità politiche, si celano, in realtà, Cielo e Inferno che combattono fra loro. E basterebbe che metà dei credenti nel Dio vero - ma che dico? meno di questo, meno di un quarto dei credenti - fosse realmente credente nel mio Nome perché le armi di Satana venissero domate. Ma dove è la Fede?

Ama Me Eucaristico. L’Eucarestia è il Cuore di Dio, è il mio Cuore. Vi ho dato il mio Cuore nell’ultima Cena; ve lo do, purché lo vogliate, sempre. E non concepirete in voi il Cristo e non lo darete alla luce se non saprete far vivere in voi il suo Cuore. Quando nel grembo di una donna si forma una creatura, cosa si forma per prima cosa? Il cuore. Così è per la vita dello spirito. Non darete il Cristo se non formate in voi il suo Cuore amando l’Eucarestia che è Vita e Vita vera. Amando come mia Madre amò Me, appena concepito.

Oh! che carezze, attraverso la sua carne vergine, a Me, informe e minuscolo, che palpitavo in Lei, col mio cuoricino embrionale! Oh! che palpiti, attraverso le oscure latebre dell’organismo, comunicavo Io al suo cuore, dal profondo di quel Tabernacolo vivo dove mi formavo per nascere e morire per voi, crocifiggendo il cuore di mia Mamma alla mia stessa Croce, per voi!

Ma Io gli stessi palpiti ve li comunico al cuore quando mi ricevete. La vostra pesantezza carnale e intellettuale non vi permette di percepirli, ma Io ve li do. Tu apriti tutta per ricevermi.

Tu, molte volte al giorno - non posso dirti: ad ogni momento, ma se fossi un cherubino e non una creatura che della materia ha le stanchezze ti direi: ogni momento - ripeti questa preghiera: 

“Gesù che sei colpito nelle nostre chiese per mano di Satana, ti adoro in tutte le particole sparse e distrutte fra le rovine. Prendi me per tuo ciborio, per tuo trono, per tuo altare. Conosco di non esserne degna, ma Tu ami stare fra coloro che ti amano ed io ti amo per me e per chi non ti ama. Mi imporpori come sangue il dolore perché io divenga degno ornamento per ricevere Te che vuoi essere simile a noi in quest’ora di guerra. Il mio amore sia lampada che arde davanti a Te, Santissimo, e il mio olocausto incenso. Così sia”. »


QUADERNO N°1 – 4 giugno 1943







NOTA  –  "Il gran Messaggio d'Amore" è pubblicato con Imprimatur ecclesiastico. Il libretto, il 1 gennaio 1972, ricevette su "L'Osservatore Romano" una lunga e favorevole recensione di Lorenzo Bracaloni. Nel mese di febbraio del 1972 fu inviata una copia dei messaggi anche a Papa Paolo VI che, con una lettera a firma di G. Benelli, mandò la sua benedizione alla religiosa e al suo Padre Spirituale. 

La piccola apostola del Divin Volere, Adriana Pallotti, lo ha sempre distribuito e divulgato sin dagli esordi insieme al gran Carisma della Divina Volontà. Inoltre, questo post lo dedico, simbolicamente, al mio caro amico e fratello Marco, nel giorno del suo compleanno.

sabato 25 marzo 2017

«LE ULTIME PAROLE DI ADRIANA → “GESÙ TI AMO”»

E sovrumani silenzi, e profondissima quiete.
E mi sovvien l'eterno.
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
Infinito.

Sì. 
La bellezza salverà, ancora, il mondo e la Chiesa. 
Gesù Cristo. 
La Divina Volontà.
+
Luciano Mirigliano


    Oggi, giorno dell'Annunciazione dell'Angelo a Maria e tu, piccina mia, Adriana, avresti compiuto: “cento anni”. Quaggiù! Ma il Signore, lento all'ira e grande nell'amore, così geloso e fiero di te, ha voluto raccoglierti innanzi ancor prima. Primula generosa del paradiso, vera “pfdv”. Nata tra la primavera e i mandorli della terra ad annunziar a tutti la bella stagion dei fiori, l'arrivo del nuovo mondo. 

Fiat Fiat!

   Sebbene un nulla, sei entrata ormai col tuo graziosissimo tocco e “invisibile” sacrificio, in punta di piedi a far parte di una storia eterna che non avrà mai fine. E tuttavia vi rimarrai per sempre, iscritta nel cuore della vera Chiesa; come in Cielo così in terra. Di quell'istituzione divina che da duemila anni fa prodigi inauditi e da vera Madre al mondo, a tutti, ai piccoli come noi. Sposa di Cristo, incorruttibile sino alla fine perché le tenebre mai potranno prevalere sui figli della luce, su quel piccolo resto che la mantiene pura e immacolata. 

  Tu, piccola. Tu, formidabile e speciosa creatura, dall'apparenza insignificante, fragile, di poco conto e valore. Ma nonostante ciò di grande esempio, fervente  e instancabile “annunciatrice” del Regno di Dio.

Del: «Terzo Fiat Santificante».


   Ammirevole come sempre nel trasmettere con coraggio a tanti pellegrini e uomini di Chiesa il Carisma sublime del Divin Volere.

      Da “sola”. Fino a notte fonda ti privavi del giorno, di tutto. Del tuo spazio, del tuo tempo, del tuo riposo per parlare di Luisa a tutti. Del vivere non più umano ma bensì divino, nell'adorabile Volontà di Gesù. Tutta la tua vita spesa generosamente per tal glorioso mandato ricevuto addirittura da Padre Pio. Quella luce interminabile di cui parlavamo di continuo ora ti avvolge come tessuto fra gli Angeli e i Santi, che, adoranti, stanno intorno al trono della SS. Trinità.

     Sì, è proprio il caso di dirlo. Il Cielo in una stanza, anzi: in una “Casa di Preghiera”. Insieme, uniti in quel Fiat Divino, abbiamo toccato più e più volte questo Cielo di Dio, con un dito. Sebbene fossimo sulla terra e ignorati da molti, perseguitati. Avrebbero dovuto proteggerti diletta mia e farsi tuo scudo anziché abbandonarti, ma ora è evidente come non mai che non erano dei “nostri” (v. Massoneria – cfr. 1 Gv 2, 18-21).

   Ogni qualvolta leggevamo questi scritti paradisiaci di mamma Luisa volavamo talmente in alto da rimanere scossati dall'estasi divina, reale. Altroché! Non sei mai stata colpita e affondata, colata a picco. La nostra barca invece, velocissima, faceva “luce” da tutte le parti.


Gandhi diceva: «Prima ti ignorano, poi ti combattono, poi vinci».


     Grazie anche al tuo sacrificio questo specialissimo Carisma per il quale hai donato tutta te stessa, la vita ormai è inarrestabile nel mondo, corre a tutte le latitudini. Contro ogni previsione e assalto infernale da parte del Nemico, Satana, il quale sa bene di aver le ore contate e di non poter fare niente contro i figli di Maria. Il “Dono” si sta propagando dappertutto, sempre più, sino agli estremi confini della terra (cfr. Atti 1,6-8).


    Onorato pertanto d'averti incontrato, in questa valle di lacrime, su quella Via che certamente riporta a Casa sani e salvi: santificati. Laddove il Sole non tramonta mai. Sì: “Al ciel, al ciel, al ciel andrò a vederla un dì ”.


« TOTUS TUUS EGO SUM ET OMNIA MEA TUA SUNT. 
[...] PRAEBE MIHI COR TUUM, MARIA. »

   «Infine dobbiamo sapere che saranno dei veri discepoli di Gesù Cristo, che camminano sulle orme della sua povertà, dell'umiltà, del disprezzo del mondo e della carità, insegnando la via stretta di Dio nella pura verità, seguendo il santo vangelo e non le massime del mondo, senza vivere in ansia né avere soggezione per nessuno, senza risparmiare, o farsi condizionare, o temere nessun mortale per potente che sia. 

   Avranno nella loro bocca la spada a due tagli della parola di Dio; sulle loro spalle porteranno lo stendardo della Croce, segnato dal sangue, il crocifisso nella mano destra e la corona del Rosario nella sinistra, sul loro cuore i santi nomi di Gesù e di Maria, e in tutta la loro condotta si ispireranno alla semplicità e alla mortificazione di Gesù Cristo. 


   Ecco i grandi uomini che verranno, ma che Maria farà sorgere per ordine dell'Altissimo, per estendere il suo impero su quello dei non credenti, dei pagani, dei musulmani. Ma quando e come avverrà questo? Dio solo lo sa, noi dobbiamo tacere, pregare, desiderare e attendere: ho sperato, ho sperato nel Signore ».


Trad. dal latino: « Io sono tutto tuo e tutto ciò che è mio è tuo. [...] Offrimi il tuo cuore, o Maria. »
Trattato della vera devozione a Maria, 1712. Di San Luigi Maria Grignion de Montfort.



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*XXXIV VOL. 10 FEBBRAIO 1937*

IL REGNO DEL VOLER DIVINO SARÀ IL REGNO DELLA REGINA DEL CIELO;

I SUOI DESIDERI ARDENTI E LE SUE PREGHIERE INCESSANTI;
ASSALTI D'AMORE CHE DÀ ALLA DIVINITÀ PER OTTENERLO. 
COME METTERÀ LA SUA VITA A DISPOSIZIONE DELLE CREATURE,
PER DARE LORO LA GRAZIA DI FARLE VIVERE DI VOLONTÀ DIVINA.

Mi sentivo tutta immersa nel Voler Divino, mi pareva che Cieli e terra sospirassero, pregassero che venga il suo regno sulla terra, affinché una sia la Volontà di tutti e vi regni come in Cielo così in terra. A questo si univa la Regina del Cielo, che coi suoi sospiri ardenti investiva tutto, muoveva, univa tutto a sé, Angeli, Santi e tutta la Creazione, per chiedere coi suoi stessi sospiri e con la stessa Volontà Divina che Lei possiede, che quel Fiat scenda nei cuori e vi formi la sua Vita. Ma mentre pensavo ciò il mio sempre amabile Gesù, facendosi vedere tutto amore, sospirava forte, il cuore gli batteva tanto, come se volesse scoppiare, mi ha detto: 


"Figlia del mio Volere, ascoltami, il mio amore sta per sommergermi, non posso più contenerlo, a qualunque costo, ancorché dovesse travolgere Cielo e terra, voglio che venga a regnare la mia Volontà sulla terra. A questo si unisce la mia Mamma Celeste, la quale senza mai cessare, mi dice, mi ripete: Figlio, fa’ presto, non più indugiare, usa i tuoi stratagemmi d'amore, fatelo da quel Dio Potente che siete, fa’ che il tuo Volere investa tutti e con la sua Potenza e Maestà, unito ad un amore a cui nessuno potrà resistere, prenda possesso di tutti e vi regni come in Cielo così in terra”. E questo me lo dice con tali sospiri ardenti, con palpiti infocati, coi suoi stratagemmi d'amore di Madre, che non posso resistere, fino a soggiungermi: 

  “Figlio mio, Figlio del mio Cuore, mi hai fatta Regina e Madre ed il mio popolo ed i miei figli dove sono? Se fossi capace d'infelicità sarei la Regina e la Madre più infelice, perché posseggo il mio regno e non ho il mio popolo che viva della stessa Volontà della sua Regina e se non ho i miei figli a cui posso affidare la grande eredità della loro Madre, dove troverò la gioia, la felicità della mia Maternità? Perciò fa’ che regni il Fiat Divino ed allora la Mamma tua sarà felice ed avrò il popolo ed i figli miei che vivranno insieme con me, con la stessa Volontà della Madre loro”. 


     Credi tu che a questo parlare della Madre mia che mi fa risuonare continuamente all'orecchio e che dolcemente investe il mio Cuore come frecce e ferite d'amore continuo, io possa restare indifferente? Non posso e neppure lo voglio. Molto più che Lei mai mi ha negato nulla, quindi mi manca la forza di negarmi a Lei, il mio Cuore Divino mi spinge a contentarla; tu unisciti a noi e sospira e prega che la mia Volontà sia conosciuta e venga a regnare sulla terra e per confermarti maggiormente ciò, voglio farti sentire la dolce Mamma mia." 


In questo mentre me la son sentita vicina, mentre nascondendomi sotto il suo manto azzurro e prendendomi nel suo grembo materno, con un amore che non so dire, mi ha detto: 

   "Figlia del mio Materno Cuore, il regno della Divina Volontà sarà regno mio, a me la Trinità Sacrosanta lo ha affidato, come mi affidò il Verbo Eterno quando scese dal Cielo in terra, così mi affidò il suo ed il mio regno, perciò i miei sospiri sono ardenti, le mie preghiere incessanti, non faccio altro che assalire la Trinità Santissima col mio amore, coi diritti di Regina e di Madre che mi diede, affinché ciò che mi affidò venga alla luce, formi la sua vita, affinché il mio regno trionfi sulla faccia della terra. Tu devi sapere che è tanto il mio desiderio che mi brucia, che mi sento come se non avessi gloria, mentre ne ho tanta che Cieli e terra sono riempiti, se non vedo formato il regno della Divina Volontà in mezzo ai figli miei, perché ognuno di questi figli che vivranno in esso, mi darà tanta gloria, da raddoppiarmi la gloria che posseggo, perciò vedendomi priva, mi sento come se non avessi gloria di Regina ed amore di Madre dai figli miei, perciò nel mio Cuore li chiamo sempre e vado ripetendo: 


   “Figli miei, figli miei, venite alla Mamma vostra, amatemi da Madre come io vi amo da figli, se non vivrete di quella stessa Volontà con cui io vissi, non potrete darmi l'amore di veri figli, né potrete conoscere dove giunge il mio amore per voi”. 


     Tu devi sapere che è tanto il mio amore e le mie ansie ardenti che voglio che questo regno esista sulla terra, che scendo dal Cielo, giro per le anime per vedere chi sta più disposta a vivere di Voler Divino, faccio la spia e, quando le vedo disposte, entro nei loro cuori e formo la mia vita in esse, come preparazione, onore e decoro di quel Fiat che prenderà possesso e formerà la sua vita in loro. 


     Perciò io sarò inseparabile da loro, metterò la mia Vita, il mio amore, le mie virtù, i miei dolori a loro disposizione, come muro di fortezza insormontabile, affinché possano trovare nella loro Madre ciò che ci vuole per vivere in questo regno sì santo. Ed allora sarà la mia festa completa, il mio amore si riposerà nei figli miei, la mia Maternità troverà chi mi ama da figlio e darò grazie sorprendenti e metterò tutto in festa, Cielo e terra, agirò da Regina largheggiando con grazie inaudite. Perciò, figlia mia, starai unita con la tua Mamma, affinché preghi e sospiri con me il regno della Divina Volontà." 

sabato 4 marzo 2017

«AVVERTIMENTO → “ODIARE IL MALE IN MODO DIVINO”»

“QUI PER LA PRIMA VOLTA APPARVE CHIARO IN OCCIDENTE
CHE IL CRISTIANESIMO POTEVA VANTARSI
D'AVER SCHIACCIATO IL DRAGO,
IL QUALE ERA TUTTE LE ALTRE FEDI:
ESSE AVEVANO DOVUTO TRASMETTERE ALL'ANGELO
OGNI LORO SPECULAZIONE E OGNI LORO SEDUZIONE.
L’APPARIZIONE GARGANICA ABBAGLIÒ TUTTA L’EUROPA.”
Giuseppe Ungaretti

*
*LUISA PICCARRETA*
«70° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA AL CIELO»

*

CHIESA MILITANTE E FUOCO AMICO


Domanda: v’è condanna peggiore che separarsi da Cristo, dalla sua adorabile Divina Volontà?

   «Demonio: Chi vive secondo la legge dell'Altissimo non conta niente, è deriso, è calpestato, è disprezzato. Ma sono anche costretto a dirvi che un giorno si capovolgeranno le sorti: i gaudenti saranno colpiti dalla giustizia dell'Altissimo. Per questo, o uomini, pensate alla vostra fine; la vostra vita e i vostri piaceri passeranno molto più in fretta di quanto non pensiate. Chi invece in questa vita ha sofferto ed è stato umiliato per la sua fedeltà conoscerà la gloria per la vita eterna. Sembravano sconfitti, ma appariranno vincitori; sembravano pazzi, ma appariranno come i veri sapienti, perché hanno guardato all'esempio di Colui (Si riferisce a Cristo) che li ha preceduti e sostenuti con la sua forza. Come fu cantato il solenne "Osanna" quando Lui (Si riferisce ancora a Cristo) entrò nei cieli, con altrettanta gioia saranno accolti i suoi nella gloria eterna. Dopo una vita di dolori e di disprezzo, di vergogna e di fatica, di tenebre e di croci ... raccoglieranno e per sempre la gioia meritata. Il pensiero della loro vittoria ci riempie di rabbia. Ma ora bastaaaaa... non voglio più parlare! ». (IL CIELO COSTRINGE SATANA A PARLARE. ESORCISMO DI PADRE HEINRICH KREUZER 21.02.1984 — “Chi serve la verità è calpestato in questa vita”)

   Nel gergo militare il “fuoco amico” sta ad indicare una particolare circostanza in cui dei soldati o mezzi per la difesa vengono a trovarsi sotto un tipo di attacco davvero molto insidioso, imprevedibile e dal quale riesce assai più difficile difendersi, quindi “salvarsi”. Vale a dire stare in prossimità del mirino, vicino, nel “fuoco” incrociato delle proprie batterie o sotto tiro a quelle alleate. 

   Sì, questi sono i proiettili dei nemici “nascosti”, i cosiddetti dardi infuocati dei nuovi Giuda degli ultimi tempi, quelli scagliati contro Verità e Vita. Mentre avanza implacabile sulla via del mondo, asfaltato come non mai dall'oscura volontà dell'uomo, il gusto dell'orrido, l’orrore della morte seconda:

   «Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé. Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere. Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.» Ap 20, 11-15

   Colpi su colpi e più laceranti che mai, perciò “mortali”. Questi non meglio identificabili esseri hanno succhi gastrici talmente potenti da poter divorare, distruggere in un istante qualunque preda o meglio “verità” dell'Evangelo, scomoda, non in linea con le loro ormai pubbliche e sinistre menzogne. Il sentimento della vergogna è scomparso per sempre dal loro putrido cuore. Una orribile mutazione.

Sì, la specie cattolica è davvero a rischio estinzione. 

IL GIUDICE INIQUO
   Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Lc 18,1-8

Come si realizzerà la venuta del Signore nella gloria?

   Dopo l'ultimo sconvolgimento cosmico di questo mondo che passa, la venuta gloriosa di Cristo avverrà con il trionfo definitivo di Dio nella Parusia e con l'ultimo Giudizio. Si compirà così il Regno di Dio. [Catechismo della Chiesa Cattolica - Compendio n. 134]
  
   Il “fratricida” spirituale, ossia la più temibile forma di assassinio o omicidio perpetrato proditoriamente, è l’uccisore dell'anima del proprio fratello o della propria sorella. Con tale atto così sacrilego tal individuo che si professa "cattolico" rinnega non solo la propria appartenenza alla comunità religiosa. Ma chi promuove scandali e commette siffatti e inenarrabili reati ha anche provocato una terribile rottura, cioè un dissenso universale all'interno, proclamando di fatto un'irrevocabile “scisma”. Stiamo forse assistendo alla profetica impostura nella Chiesa descritta dal Catechismo?

    Ecco il punto. Qui non si tratta affatto di giudicare, ma di prendere piuttosto le dovute distanze, infinite, dal “male”  imperante.

    “La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra [Cf Lc 21,12; Gv 15,19-20] svelerà il "Mistero di iniquità" sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità.” [CCC n. 675 – L'ultima prova della Chiesa.]

    Si definiscono custodi superiori e promotori della vita e praticano invece le vie della morte, favorendo il consenso a norme inique come l’aborto, l’eutanasia, la distruzione della famiglia naturale con “unioni civili” aberranti e dissolute. Scaltri ed ostinati come i figli delle tenebre, anziché miti ed umili di cuore:

“Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.
Guai a coloro che si credono sapienti
e si reputano intelligenti”.
Isaia 5, 20-21



LA MADONNA CONDANNA LA MASSONERIA
Non disprezzate le profezie (1Tess 5,20)   

    «Il Sacramento del Matrimonio che simboleggia l'unione di Cristo con la Sua Chiesa sarà attaccato e profondamente profanato. La Massoneria, che sarà al potere, approverà leggi inique con lo scopo di liberarsi di questo sacramento. Inoltre, in questi tempi infelici, vi sarà una lussuria sfrenata… In questo supremo momento di bisogno della Chiesa, quello che dovrebbe parlare rimarrà in silenzio.

    Il Clero secolare lascerà molto a desiderare perché i sacerdoti diventeranno negligenti nei loro sacri doveri. Non avendo la bussola divina essi si allontaneranno dalla strada tracciata da Dio per il ministero sacerdotale e saranno attaccati ai beni e alle ricchezze… Quanto soffrirà la Chiesa durante questa notte buia! Mancando un Prelato e Padre che li guidi con amore paterno, dolcezza, fortezza, saggezza e prudenza, molti sacerdoti perderanno il loro spirito, ponendo le proprie anime in grande pericolo. Questo segnerà l’arrivo della Mia ora".

   "Attraverso l’acquisizione del controllo su tutte le classi sociali, le sette tenderanno a penetrare con grande astuzia nel cuore delle famiglie e distruggeranno persino i bambini. Il diavolo si farà gloria di nutrirsi con perfidia dei cuori dei bambini. L’innocenza dell’infanzia quasi scomparirà. Così si perderanno le vocazioni dei religiosi. E questo sarà un vero disastro. I religiosi abbandoneranno i loro doveri sacri e si allontaneranno dalla via segnata per loro da Dio…

    Satana avrà il controllo di questa terra attraverso gli errori di uomini senza fede i quali, come una nuvola nera, oscureranno il cielo della repubblica consacrata al Sacro Cuore del Mio divino Figlio. Questa repubblica, avendo consentito l’ingresso di tutti i vizi, dovrà subire ogni sorta di castighi, tra i quali ci saranno pestilenze, carestie, lotte fra le persone e gli stranieri che indurranno un gran numero di anime all’apostasia e alla perdizione... E per disperdere queste nubi nere che nascondono il giorno chiaro della libertà della Chiesa, ci sarà una formidabile e terribile guerra nella quale scorrerà il sangue di nativi e stranieri, di sacerdoti regolari e secolari e anche di monache…Quella notte sarà la più orribile, perché sembrerà all’umanità che il male abbia trionfato; e allora la mia ora sarà giunta per detronizzare l’orgoglioso Satana in una maniera sorprendente, schiacciandolo sotto il mio piede e incatenandolo negli abissi infernali, liberando così finalmente la Chiesa e la Nazione dalla sua crudele tirannia".» [Madonna del Buon Successo, Quito, 21 Gennaio 1610]

   Carne, carne e poi carne. Niente spirito. Terra, terra e poi ancora terra. Niente Cielo. Nelle loro parole, del vero Signore Gesù nuovamente tradito, non ne parlan più. Il peccato di superbia di Lucifero si perpetua inesorabile. La disobbedienza al Padre Nostro (cfr. Atti 5,29) continua da secoli nel Mysterium iniquitatis. 

Perfino San Pio da Pietrelcina sosteneva: «Meglio una Chiesa vuota che profanata e piena di diavoli». 

   «Certo, il diavolo non è l'unico responsabile di questo disastro, ma ne è il primo e principale istigatore, colui che disturba le menti degli uomini e le porta a confondere la verità con l'errore, il bene col male; colui che inaridisce i cuori e indebolisce le volontà. E così, per l'azione corrosiva e martellante di questo nemico invisibile, anche molti cristiani, da figli di Dio quali erano, si ritrovano ad essere povere larve di umanità, vermi striscianti, impantanati nel fango di una vita senza Dio e contro Dio. E la risposta di molti pastori di anime davanti a questo disastro è solo quella del silenzio sull'esistenza e sull'azione nefasta del diavolo. Alcuni altri poi, pastori rinnegati, traditori del Signore e della loro missione, assassini di anime e nemici della verità, più ostinati nel demolire il regno di Dio che impegnati a edificano ... del diavolo negano perfino l'esistenza... con sua grande soddisfazione. Dunque, tace (o nega) chi dovrebbe parlare.» [Da: “Gloria o dannazione” – Sac. Enzo Boninsegna]

La menzogna e il vizio dilagano sempre più a Roma, mentre di contro sembrano morte e sepolte la verità e la virtù: 

   «Voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna». Gv 8,44

   «Ma con profondo dolore bisogna aggiungere che se in passato gli assalti alla Chiesa provenivano prevalentemente dall'esterno, oggi sempre più spesso vengono anche dal suo interno. Il diavolo che ieri ha fatto crocifiggere il Cristo, cerca oggi di crocifiggere la Chiesa e lo fa in buona parte per mezzo di nuovi Giuda: figli e ministri della stessa Chiesa. Durante un esorcismo il diavolo ha svelato la sua terrificante strategia: “Ci saranno molti apostati e io mi servirò di molti preti per costruire la mia chiesa”.» [Da: “Gloria o dannazione” – Sac. Enzo Boninsegna]

   Prelati, vescovi e sacerdoti che purtroppo non “parlano” più secondo i doveri del proprio stato delle verità evangeliche da testimoniare, non negoziabili. Ma anche bravi giornalisti e scrittori che, sebbene parlino, tuttavia a volte lo fanno in maniera decisamente impropria o addirittura fuorviante; contribuendo in tal maniera al depistaggio della verità e ad incrementare la confusione del diavolo con errori di valutazione veramente madornali. Il Cristianesimo è essenzialmente un cammino penitenziale, quaresimale, di mortificazione continua dell’umano volere. Non è sempre facile ricordarlo, neppure mantenere eretta la posizione; malgrado ciò però dovremmo stare ciascuno al nostro “posto” e sprofondare nel proprio “nulla”.

    Un detto autorevole degli antichi Padri del deserto afferma che: «l’umiltà è l’arte di trovarsi esattamente al proprio posto». Difatti però nella lotta, quei pochi cattolici genuini rimasti ancora in piedi con la schiena dritta sono privi di figure di riferimento, ovvero di “autorità” ecclesiastiche credibili e degne di nota che, stando al proprio posto di combattimento, possano confermarli nella loro vera fede. Quasi tutti, tacciono e si nascondono.

Da chi andremo, Signore? Tu o consolatore, tu solo hai parole di vero amore. (Cfr. Gv 6,68)

   Perché Gesù ci invita allora ad odiare il male in maniera non umana, ma piuttosto divina, ossia in modo assoluto; cosa intende dirci? Voi ricordate i tre pastorelli a Fatima, in particolare Francesco e Giacinta dopo la visione dell’inferno esperita grazie alla Madonna? Garabandal? Sì, questa è la direzione; questi sono i tempi dell’avvenire. Di un futuro piuttosto oscuro se non si cambia in fretta traiettoria, vita e Volontà.

   Il traguardo finale del mondo, della storia che cammina da millenni lungo gli argini del dolore, dentro al fiume dell’umano volere, di una creatura umana che sopravvive da circa sei mila anni su un pianeta disabitato dall’amore è il Regno di Dio, della Divina Volontà: come in Cielo così in terra.

  Tuttavia però il tragitto lungo e tortuoso di quest'uomo ormai stanco e affaticato, oppresso sta conducendo ad un epilogo a sorpresa davvero glorioso, inaudito. Egli, ch'è la sua pupilla, l’immagine stessa del Dio vivente e onnipotente, sebbene decaduto nella colpa. Ma ciononostante resta comunque una creatura unica, la più speciale e anche felicissima perché privilegiata: divina. Ecco il motivo per il quale è invidiata alla massima potenza dalle più infide e avverse potenze del male. Per quel meraviglioso richiamo alle sue origini, nell'ordine ed al suo posto, nello scopo per cui fu creata da Dio; per quell'incredibile progetto del Padre che fa tremar tutto l'inferno e che proprio ora è destinato a compiersi, a farle raccogliere, alla sua amata e incoronata, in eredità, il “dono” dei doni. Un tesoro immenso lasciato ancora lì, in sospeso. O fortunatissima creatura, potente come nessun altra nel cosmo, svegliati e rimettiti la tua corona. 

Altro che utopia! 

"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza." [Dante – Inferno. Canto XXVI]

   Della SS. Trinità, ella, tal creatura, è stata creata a sua sublime somiglianza. Elevata e chiamata di nuovo a quella gloria che supera ogni altra gloria sinora conosciuta, vale a dire alla santità delle santità. Sì, dall'oscura notte dei tempi, dalla catastrofe che incombe sta per sorgere una nuova fulgida luce, una nuova umanità cristiana, che abbaglierà persino quella del sole con le sue piccole stelle. E Vita nova sarà.

    «Ho detto che ciò dovrà accadere soprattutto alla fine del mondo, e ben presto, perché l'Altissimo e la sua santa Madre intendono plasmare dei santi così eccelsi, da superare in santità la maggior parte degli altri santi, quanto i cedri del Libano sorpassano gli arbusti. Così fu rivelato ad un'anima santa, la cui vita è stata scritta dal De Renty. Queste anime grandi, piene di grazia e di zelo, saranno prescelte da Dio per combattere i suoi nemici frementi da ogni parte. Avranno una particolare devozione alla Vergine santissima. Saranno rischiarate dalla sua luce, nutrite del suo latte, guidate dal suo spirito, sostenute dal suo braccio, custodite sotto la sua protezione, di modo che combatteranno con una mano e costruiranno con l'altra. Con una mano combatteranno, rovesceranno, schiacceranno gli eretici e le loro eresie, gli scismatici e i loro scismi, gli idolatri e la loro idolatria, i peccatori e le loro empietà.» [«Trattato della vera devozione a Maria» di S. Luigi Maria Grignion de Montfort]

O SS. Vergine, Regina di tutti gli Angeli e i Santi, l'ora del tuo agognato trionfo ormai è vicina. Salvaci o Maria e santificaci. 


TERZO FIAT SANTIFICANTE
Luciano Mirigliano*


*


«Chi è da Dio ascolta le parole di Dio:
per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio». 

Gv 8,47

*

*XII VOL. 8 APRILE 1918*

DIFFERENZA TRA IL VIVERE UNITO CON GESÙ,
E VIVERE NEL DIVIN VOLERE.

Ritornando sul punto del vivere nel Volere Divino, mi era stato detto che era come vivere nello stato d’unione con Dio, ed il mio sempre amabile Gesù nel venire mi ha detto:

   “Figlia mia, c’è gran differenza tra il vivere unito con Me, e vivere nel mio Volere”. E mentre ciò diceva, mi ha steso le braccia e mi ha detto: “Vieni nel mio Volere, anche un solo istante, e vedrai la gran differenza”.

   Io mi son trovata in Gesù, il mio piccolo atomo nuotava nel Volere Eterno. E siccome questo Volere Eterno è un atto solo che contiene tutti gli atti insieme, passati, presenti e futuri, io, stando nel Volere Eterno prendevo parte a quell’atto solo, che contiene tutti gli atti, per quanto a creatura è possibile. Io prendevo parte anche agli atti che non esistono e che dovranno esistere fino alla fine dei secoli, e finché Dio sarà Dio. Ed anche per questi io l’amavo, lo ringraziavo, lo benedivo, ecc. Non c’era atto che mi sfuggisse. Ed ora prendevo l’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, lo facevo mio, come era mio il loro Volere, e lo davo a Loro come mio.

    Com’ero contenta di poter dar Loro l’amore Loro come mio, e come Loro trovavano il pieno contento e sfogo completo nel ricevere da me il loro amore come mio. Ma chi può dire tutto? Mi mancano i vocaboli. Ora, il benedetto Gesù mi ha detto:

    “Hai visto che cosa è vivere nel mio Volere? È scomparire. È entrare nell’ambito dell’Eternità. È penetrare nell’onniveggenza dell’Eterno, nella mente increata. E prendere parte a tutto per quanto a creatura è possibile ed a ciascun atto divino. È fruire anche stando in terra a tutte le qualità divine. È odiare il male in modo divino. È quello spandersi a tutti senza esaurire, perché la Volontà che anima questa creatura è Divina. È la santità non ancora conosciuta, che farò conoscere e che metterà l’ultimo ornamento ed il più bello, il più fulgido a tutte le altre santità. E sarà corona e compimento di tutte le altre santità.

   Ora, vivere unito con Me non è scomparire, si veggono due esseri insieme, e chi non scompare non può entrare nell’ambito dell’eternità per prendere parte a tutti gli atti divini. Pondera bene e vedrai la gran differenza”.


















 * Note – Dedicato alla mia piccola Adriana Pallotti, ad una vera combattente della fede Cattolica che ha saputo non solo resistere, ma anche trionfare. Che ha scelto di cavalcare il destriero potente del Divin Volere; la vittoria seguendo il vero Gesù. Un’anima eroica che ha vissuto di Volontà Divina ed odiato il male in modo Divino. Pioniera di una santità sconosciuta, sull’esempio della dilettissima: mamma Luisa. Rimasta al proprio posto, ardente e fedele fino alla fine. Entrata nell’ambito dell’eternità il 22 Dicembre 2016. A te o mia cara, dal dolce Cielo: ora pro nobis peccatoribus. Fiat!