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lunedì 25 luglio 2016

«ADRIANA PALLOTTI → FIGLIA DEL DIVIN VOLERE» 

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ADRIANA PALLOTTI
*FIGLIA DEL DIVIN VOLERE*
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CASA DI PREGHIERA 
PER IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ



SAN GIOVANNI ROTONDO, LÌ  25 LUGLIO 2016




«IL PROGRAMMA DI VITA DI ADRIANA PALLOTTI»

Gli esseri e tutte quelle cose che appartengono a Dio vanno trattate con molto riguardo.

   Il messaggio video che viene trasmesso per volontà dell'interessata rappresenta un nuovo documento di portata eccezionale. Lo si consideri però secondo l'impresa ardua e con tutte le molteplici condizioni avverse a cui è sottoposta ormai da anni la Casa di Preghiera per il Regno della Divina Volontà della signora Pallotti. Il luogo da cui è partito quell'impulso memorabile che l’ha fatta balzare addirittura al centro delle attenzioni non solo del Vaticano, ma anche delle notizie di cronaca nazionali e forestiere. 

   Questo è accaduto grazie a quella forte scossa di terremoto che c’è stata, già predetta nella nostra petizione popolare lanciata il 4 marzo 2015 che ha praticamente spalancato le porte e gli "armadi" dell’istituto religioso dei FFI e fatto luce sul cosiddetto “convento degli orrori” di Frigento. Da cui sono emersi successivamente tutti i vari abusi e scandali giudiziari dal peso di un macigno che hanno colpito clamorosamente i vertici stessi del medesimo istituto, i fondatori, esautorati e a sua volta commissariati dalla Santa Sede: Stefano Manelli e Gabriele Pellettieri. 

  Una piccola anima di novantacinque anni inoltrati, senza alcun mezzo e spogliata completamente di tutto, nel pieno delle sue facoltà incontra un giorno della sua vita (15 agosto 2012), un’altra piccola anima di trentanove anni e mezzo a cui si unisce nella fede, per volontà di Dio. Insieme, ispirati dall’alto e con l’aiuto del buon Dio decidono di cambiare la “storia” contro mille ostacoli anche mortali, apparentemente insormontabili ed imbattibili. Questa forza uscita in campo, ciò di cui parliamo non appartiene certamente agli atti umani comuni, ordinari della vita dell’uomo, cioè naturali. 

   No. Ma piuttosto Essa, tale energia sprigionatasi, va annoverata fra gli atti straordinari e soprannaturali della vita di cielo, divina. Sì, proprio così. È la forza del nostro potente Carisma, della Divina Volontà operante in umili vasi di creta che, mirabilmente, ha fatto tutto ciò [cfr. 2Cor 4,7-15]. Noi, rispetto ad Essa, siamo a malapena dei poveri balbuzienti e vilissime creature. Un nulla!

   Ecco il punto. Le dichiarazioni raccolte nel doc. suddetto ci riportano di nuovo nel vivo di quel drammatico avvenimento vissuto dalla malcapitata nella sua impensabile e veneranda età, che ha non solo scioccato, ma finanche risvegliato le premure calorose di molte coscienze care, ora a lei più vicine per l’ammirazione suscitata [vedasi: Lettera 28 Giugno 2016]. Si tratta esattamente del «sequestro di persona con tentato omicidio» subiti dalla stessa piccola e centenaria figlia spirituale di Padre Pio, del Divin Volere: Adriana Pallotti.

   Armata di prove inoppugnabili ella sostiene con fermezza tale da non temere alcuna forma di intimidazione insieme al suo testimone oculare, di essere rimasta in “ostaggio” del suo stesso Amministratore di Sostegno, Rosa Merla, come sua preda soggiogata. La Merla, ora indagata, l’ha praticamente “rapita” per cinque interminabili notti correndo il rischio la vittima, il serio pericolo di rimanere persino ammazzata. Un perfido intrigo inaudito ed un pericolosissimo individuo costei, usato ad arte come ultimo espediente rimasto a disposizione, nelle mani sporche dell’Associazione Missione dell’Immacolata con sede a Frigento; cioè delle suore Francescane dell'Immacolata. In particolare di Maria Gabriella Iannelli e Stefano Manelli, finito già sotto inchiesta non soltanto per truffa [cfr. Luisa Piccarreta – Libro di Cielo – XII Vol. 6 Agosto 1919].

   Ricordiamo inoltre che è tuttora in corso anche la verifica legale sulla “enigmatica” morte del Comm. Ap. Padre Fidenzio Volpi.

   «A questi si aggiunge anche la strana morte di padre Fidenzio Volpi, il Commissario Apostolico inviato da Papa Benedetto XVI per scoprire cosa accadeva nel convento degli orrori di Frigento. I suoi familiari hanno presentato alla Procura di Roma una dettagliata denuncia per omicidio volontario. Il frate morì il 7 giugno del 2015, ufficialmente a causa di un ictus da stress. Ma la verità potrebbe essere un’altra: Padre Volpi potrebbe essere stato ucciso.»

   Che altro dire delle realtà non più nascoste di tale istituto religioso!? Agghiacciante scoperta. Un mortuario. Senz’altro una tra le più gravi infezioni spirituali della Chiesa del terzo millennio, degli “ultimi tempi”. In un tempo così tremebondo di castighi e profezie già annunciate, allarmanti [cfr. Mt 24; Don Stefano Gobbi “Ai Sacerdoti figli prediletti della Madonna" – Fatima (Portogallo), 13 ottobre 1988. 71° Anniversario dell'ultima apparizione. Vi apro il libro sigillato; Luisa Piccarreta – Libro di Cielo – XIII Vol. 22 Novembre 1921].

   L'AdS Rosa Merla non era mai mancata alle udienze col Giudice Tutelare dr.ssa Luisa Trigiani, per mezzo della quale è riuscita ad ottenere la nomina di amministratrice della Pallotti. Tuttavia alla data del 17 giugno u.s. con sorpresa degli astanti non si è assolutamente presentata. La sua “faccia” non l’ha fatta assolutamente vedere all’ultima udienza, non l’ha proprio mostrata. Ma c’eravamo quasi tutti, pure la beneficiaria sua assistita Adriana Pallotti che in splendida forma ha amabilmente interloquito con l'autorità, depositando infine la copia del proprio atto di querela contro la stessa dr.ssa Merla, autrice del sequestro. 

   A dire il vero neppure il CTU dott. Pedone era presente. E le ragioni di tale importante assenza le abbiamo scoperte solo al momento, seduta stante, dal legale stesso dell'Ass. Sociale, Francesco Pio Biavati, il quale ci ha comunicato che già in maggio quegli aveva chiesto una proroga. Occorre rammentare a tutti e sottolineare l'importanza di tale ultima data di giugno, essendo finalmente giunti nella fase conclusiva di accertamento delle capacità di Adriana Pallotti: 100 anni. Purtroppo, questi rinvii e slittamenti non sono affatto una novità per l'examinandus. Forse qualcuno si auspica qualcosa, nel frattempo?!

   Da verbale d'udienza il Giudice ha richiesto all'AdS che si presenti immancabilmente alla prossima udienza del 10 ottobre 2016. Speriamo per quella data non vi siano altri motivi strani di rinvio o “condizionanti” sorprese. 

   Dunque, com’è possibile che una semplice assistente dei Servizi Sociali del Comune di San Giovanni Rotondo, la dr.ssa Rosa Merla, da sola sia riuscita a concepire ed orchestrare un tale rapimento; a prelevare la propria assistita con l'ausilio della forza pubblica, ma senza alcun mandato giudiziario, insieme ai Marescialli del Comando dei Carabinieri V. Pugliese, Saverio Ciavarella ed il V. Brigadiere Di Giovanni??? Sì, Adriana Pallotti è stata in modo letterale braccata, presa sotto braccio e condotta fuori di casa sua, ma col fermo proposito di tenerla “lontano” dalle sue proprietà. Laddove è stata trattenuta in ostaggio e segregata presso la Casa Anziani Padre Pio, dal 14 al 19 ottobre 2015. In collaborazione con la Resp. della struttura residenziale, Maria Pia Isani.

   La nostra amata Adriana, che crede insieme al sottoscritto nella giustizia divina, ha deciso di far aprire dei procedimenti penali a carico di tutte queste persone ree e colpevoli di un simile reato.

   Questo gravissimo caso giudiziario così scandaloso, della figlia spirituale di San Pio da Pietrelcina non rimarrà impunito. Esso è divenuto anche un grave caso di coscienza che pone seri problemi morali all'opinione pubblica, certamente da non sottovalutare. Ma soprattutto per la sua assoluzione è un caso esclusivo riservato alla Chiesa, alle nostre autorità ecclesiastiche superiori, competenti.

   Qual è la missione più importante della Chiesa, di un “vescovo pastore”??? Proteggere e salvare le anime per condurle a Cristo. La salvezza delle anime, "che deve sempre essere nella Chiesa legge suprema" – Codice di diritto canonico, can. 1752.

   «Come una madre amorevole la Chiesa ama tutti i suoi figli, ma cura e protegge con un affetto particolarissimo quelli più piccoli e indifesi», esordisce il Motu Proprio pubblicato il 4 giugno scorso dal Vaticano:

   «Si tratta di un compito che Cristo stesso affida a tutta la Comunità cristiana nel suo insieme. Consapevole di ciò, la Chiesa dedica una cura vigilante alla protezione […] degli adulti vulnerabili. Tale compito di protezione e di cura spetta alla Chiesa tutta, ma è specialmente attraverso i suoi Pastori che esso deve essere esercitato. Pertanto i Vescovi diocesani […] devono impiegare una particolare diligenza nel proteggere coloro che sono i più deboli tra le persone loro affidate.

   Il Diritto canonico già prevede la possibilità della rimozione dall’ufficio ecclesiastico “per cause gravi”: ciò riguarda anche i Vescovi diocesani, gli Eparchi e coloro che ad essi sono equiparati dal diritto (cfr can. 193 §1 CIC; can. 975 §1 CCEO). Con la presente Lettera intendo precisare che tra le dette “cause gravi” è compresa la negligenza dei Vescovi nell’esercizio del loro ufficio, in particolare relativamente ai casi di abusi sessuali compiuti su minori ed adulti vulnerabili, previsti dal MP Sacramentorum Sanctitatis Tutela promulgato da San Giovanni Paolo II ed emendato dal mio amato predecessore Benedetto XVI. In tali casi si osserverà la seguente procedura.

   “Art. 1, § 1. Il Vescovo diocesano o l’Eparca […] può essere legittimamente rimosso dal suo incarico, se abbia, per negligenza, posto od omesso atti che abbiano provocato un danno grave ad altri, sia che si tratti di persone fisiche, sia che si tratti di una comunità nel suo insieme. Il danno può essere fisico, morale, spirituale o patrimoniale.” » [Acta Apostolicae Sedis].

   Ecco la ragione per la quale Adriana Pallotti, la persona principalmente coinvolta in questa “dolorosissima vicenda”, si rivolge direttamente con tenerezza materna e passione alle due principali autorità ecclesiastiche della regione a cui appartiene il caso in questione. Ossia alle Ecc. Rev.me Mons. M. Castoro e G.B. Pichierri. Come pecorella del gregge del Signore, ad esse chiede semplicemente il motivo per cui l'hanno abbandonata a se stessa e in una circostanza fisicamente e spiritualmente così rischiosa. 

   Queste dichiarazioni che invitano ad una riconciliazione sincera, di un parlar franco e chiaro, fatte con parresia, sebbene siano uscite dal proprio tenero cuore, tuttavia non nascondono al contempo le tante sue amarezze e delusioni, nonché le ingiustizie e gli inganni subiti. Poiché smentiscono altresì ed in modo categorico le gravi e pretestuose asserzioni operate da Mons. Serafino Spreafico, a nostro detrimento. 

   Anzi a vantaggio di una tesi del tutto falsa e personale di codesto vescovo giammai incontrato; una visione quella di costui piuttosto alterata, totalmente sradicata dalla nostra realtà spirituale, assai distante da questa "testimonianza" cristiana davvero toccante di una fede vera e matura. Autentica! Nonostante ciò però, esse, le parole uscite dal cuore e dalla mente di Adriana Pallotti toccheranno solo coloro che avranno ancora mantenuta viva quella sua stessa “sensibilità cattolica”. Una fiamma custodita con gelosia ed a nutrimento della propria fede. 

   Papa Paolo VI nel 1977, un anno prima della sua morte, ha proferito le seguenti parole riportate nel libro «Paolo VI segreto» di Jean Guitton: « C'è un grande turbamento, in questo momento, nel mondo e nella Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel vangelo di S. Luca: “Quando il Figlio dell'uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla terra?” ».

   “È principalmente ai sacri Pastori che essa (ndr Santa Caterina da Siena) rivolge le sue esortazioni, disgustata di santo sdegno per l’ignavia di non pochi di loro, fremente per il loro silenzio, mentre il gregge loro affidato andava disperso ed in rovina. «Ohimé, non più tacere! Gridate con cento migliaia di lingue, scrive ad un alto prelato. Veggo che, per tacere, il mondo è guasto, la Sposa di Cristo è impallidita, toltogli il colore, perché gli è succhiato il sangue da dosso, cioè il Sangue di Cristo». [OMELIA DEL SANTO PADRE PAOLO VI – 3 ottobre 1970]

   "Perocchè la perfezione non sta in macerare e uccidere il corpo, ma in uccidere la propria e perversa volontà. E per questa via della volontà annegata, sottoposta alla dolce volontà di Dio, dobbiamo desiderare che tutti vadano." (Santa Caterina da Siena – Estratto dalla Lettera n.16 – A vescovi e cardinali)

   « “Che non sia rivolta a te la severa parola della verità quando disse: ‘sia tu maledetto perché sei rimasto zitto’.” Dalla profondità dei secoli il grido di santa Caterina rivolto a vescovi e cardinali che assistono in silenzio allo scempio delle anime che viene perpetrato oggi col loro silenzio complice … ». (A. Socci – Pagina FB)

   «Povera me! Povera me! Sventurata anima mia! Apri gli occhi, e guarda bene la perversità della morte che è entrata nel mondo, e in modo particolare nella santa Chiesa, corpo mistico di Gesù.
Povera me! Scoppi il tuo cuore e l’anima tua nel vedere tante offese fatte a Dio! Vedi, padre, che il demonio, lupo infernale, rapisce gli uomini, le pecorelle che si pascono nel giardino della santa Chiesa; e non c’è chi si muova a strappargliele di bocca. 

   I pastori dormono nel loro amor proprio, in una stessa avidità e immondezza; e sono così ubriachi di superbia che dormono e non sentono neppure se stessi, sebbene vedano che il demonio, lupo infernale, porta via la vita della grazia da loro e anche dalle persone che a loro sono affidate. Essi non se ne curano: e tutto questo è dovuto alla perversità del loro amor proprio. Quanto è pericoloso l’amor proprio nei vescovi, nei sacerdoti e nelle persone che sono ad essi affidate!

   Tu sei vescovo; se hai amor proprio, non correggi il difetto che vedi nelle persone che ti sono state affidate: perché se ami te per te stesso, cadi nel rispetto umano, e per questo non intervieni per correggere. Se amassi te per Dio, invece, non avresti timore del rispetto umano; coraggiosamente, con cuore forte, correggeresti i difetti, e non staresti zitto, né faresti finta di non vedere.

   Padre carissimo, io voglio che tu sia libero dell’amor proprio. Ti prego di vivere in modo che non sia rivolta a te quella severa parola, con rimprovero, dalla Verità, quando disse: “Sia tu maledetto, perché sei rimasto zitto”.

   Povera me! Non tacere più! Grida con centomila lingue! Vedo che, con il tacere, il mondo è in rovina, e la santa Chiesa, la Sposa di Gesù, è divenuta tutta pallida e non ha più il suo colore, perché le è stato succhiato il sangue di dosso: il sangue di Gesù, a noi donato per grazia e non per soddisfare un debito, i cattivi pastori lo rubano con la superbia per il loro tornaconto, sottraendo la gloria che deve essere di Dio, e dandola a se stessi. Essi rubano con simonia, vendendo i doni e le grazie che a noi sono donate per grazia, a prezzo del sangue del Figlio di Dio.» (Santa Caterina da Siena – Estratto dalla Lettera n. 16 – A vescovi e cardinali)

   «Povera me! Povera me! Povera me! Sventurata anima mia! I pastori, oggi, non vivono così. Amano, infatti, di amore mercenario, amando sé per se stessi e Dio per se stessi, e il prossimo per se stessi. E vi è in gran quantità questo perverso amore! Ma si dovrebbe piuttosto chiamare “odio mortale”, perché da esso nasce la morte! Povera me! Te lo dico piangendo! A loro non importa di commettere immondizie, né di mercanteggiare e vendere la grazia dello Spirito Santo. Sono dei ladri, che vengono a rubare la gloria di Dio, dandola a se stessi. Povera me! E non li impiccano per correggerli! Vedono il lupo infernale portar via la pecora, ma essi chiudono gli occhi per non vederla. Ed è questa la causa per cui non vedono e non correggono: il loro amor proprio; da questo nasce in loro un timore disordinato, poiché avvertono di essere in quegli stessi vizi che tagliano la lingua e legano le mani, non permettendo loro di punire e correggere i vizi.» (Santa Caterina da Siena – Estratto dalla Lettera n. 88)

   Le sofferenze dei papi di ieri e quelle della Chiesa di oggi, scossa dai gravissimi scandali e peccati di negligenza da parte dei pastori nell’esercizio del loro ufficio, hanno costretto Sua Santità Benedetto XVI, l’11 maggio 2010 in volo da Roma verso Lisbona, a lanciare un monito durissimo: «La più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici di fuori, ma nasce dal peccato nella Chiesa». Nella visione di Fatima “realmente terrificante”, “sono indicate realtà del futuro della Chiesa che man mano si sviluppano e si mostrano”. In essa “si vede la necessità di una passione della Chiesa”, predetta da Gesù fino alla fine dei tempi. 

   «Possano questi sette anni che ci separano dal centenario delle Apparizioni [ndr 1917 - 2017] affrettare il preannunciato trionfo del Cuore Immacolato di Maria a gloria della Santissima Trinità.» [OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI – Spianata del Santuario di Fátima – 13 maggio 2010]

   Sebbene le apparenze facciano credere il contrario, tuttavia si destano nel nostro animo nuove gioie e speranze affidandoci anche a quanti si uniranno in preghiera a noi affinché si compiano solo i “divini voleri” del Padre nostro che è nei Cieli. Per la maggior gloria di Dio e l’avvento del suo divin regno [cfr. Os 10,1-3.7-8.12; Sal 104; Mt 10,1-7].


      Proc. Generale 
Dott. Luciano Mirigliano



giovedì 11 giugno 2015

"TERRIBILIS EST LOCUS ISTE! HAEC DOMUS DEI EST ET PORTA COELI." Genesi 28,17


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"L'UOMO, PER SOPRAVVIVERE ALLE NUOVE ED INFAUSTE SFIDE,

MESSE IN ATTO DALLO SPIRITO CHE GOVERNA IL MONDO, 

DOVREBBE PREMURARSI DI CERCARE SOLTANTO LA VOLONTÀ DI DIO, 

UNICO VERO BENE E SALVATAGGIO INFALLIBILE, 

COME SE FOSSE UN ASSETATO NEL DESERTO 

ALLA RICERCA D'UNA SORGENTE D'ACQUA VIVA."

LUCIANO MIRIGLIANO
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*XVI VOL. 9 SETTEMBRE 1923*

LA DIVINA VOLONTÀ È INFERNO
PER IL DEMONIO,
E LUI LA CONOSCE SOLO
PER ODIARLA.
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    Mi sentivo un certo timore ancora: chissà non fosse il mio adorabile Gesù che si benignava di parlarmi, col manifestarmi tante sublimi verità, specie sulla Volontà Divina, ma il nemico per trarmi in inganno; che mentre mi getta in alto, con tante verità, pare poi mi precipiti nell'abisso. 

    E dicevo tra me: “Mio Gesù, liberatemi dalle mani del nemico; io non voglio saper nulla. Quello che mi sta a cuore è salvarmi l’anima”. 

    Onde il benedetto Gesù, movendosi nel mio interno mi ha detto: 

    “Figlia mia, perché temi? Non sai tu che il meno che sappia di Me il serpente infernale è della mia Volontà? Perché non volle farla, e non facendola né la conobbe né la amò, molto meno penetrò nei segreti del mio imperscrutabile Volere per conoscerne gli effetti, il valore della mia Volontà. E se non li conosce come può parlarne? 

    Anzi! La cosa che più aborre che l’anima faccia è la mia Volontà. Lui non si cura se l’anima prega, si confessa, fa la comunione, fa penitenza, o se faccia miracoli; ma la cosa che più gli nuoce è che l’anima faccia la mia Volontà. 

    Perché come si ribellò alla mia Volontà, così fu creato in lui l’inferno, il suo stato infelice, la rabbia che lo rode. 

    Sicché la mia Volontà è inferno per lui, e ogniqualvolta vede l’anima soggetta al mio Volere, conoscerne i pregi, il valore, la santità, si sente raddoppiare l’inferno, perché vede nell’anima creare il paradiso, la felicità, la pace da lui perduta; e quanto più il mio Volere è conosciuto, tanto più resta tormentato e furibondo. 

    Quindi, come mai può parlarti del mio Volere se forma il suo inferno? E se ti parlasse, le sue parole formerebbero in te l’inferno, perché lui conosce la mia Volontà solo per odiarla, non per amarla. E ciò che si odia non porta mai la felicità, la pace! 

    E poi, la sua parola è vuota di grazia, quindi non può conferire la grazia di far fare la mia Volontà”.

*

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*VENGA IL TUO REGNO*

lunedì 18 maggio 2015

«IL REGNO DEL DIVIN VOLERE - L'ORA DEL TRIONFO» Gv 15, 15-16

*MAMMA REGINA FAMMI VIVERE E MORIRE DI VOLONTÀ DIVINA* 

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*V MEDITAZIONE*

IL QUINTO PASSO 
DELLA DIVINA VOLONTÀ 
NELLA REGINA DEL CIELO. 
IL TRIONFO DELLA PROVA.
*
L'ANIMA ALLA VERGINE

    Sovrana Regina, veggo che mi tendi le braccia, ed io corro anzi volo a Te per godermi i tuoi casti abbracci, i tuoi celesti sorrisi. Mamma santa, oggi hai aspetto trionfante, hai sembianza di vincitrice. Tu vuoi narrarmi la gloriosa vittoria della tua prova. Nevvero? Ed io ti ascolterò ben volentieri, nella grande speranza che anche a me Tu conceda la grazia, di trionfare su ogni prova a cui il buon Dio vorrà sottopormi.

LEZIONE DELLA REGINA DEL CIELO 

    Figlia a me carissima, oh, come sospiro di confidarti i miei segreti. Essi mi daranno immensa gloria ed esalteranno quel Fiat che fu la causa prima del mio Immacolato Concepimento, della mia Santità,  della mia Sovranità e Maternità Divina!

    Tutte le sublimi prerogative per cui la Chiesa tanto mi onora, non furono altro che gli effetti della Divina Volontà che mi dominava, che regnava e viveva in me. È naturale quindi che io brami di far conoscere agli uomini la meravigliosa potenza di quel Fiat che in Me produsse privilegi ed effetti tanto mirabili da far stupire Cielo e terra.

    Ora ascoltami, figlia cara: quando l'Ente Supremo richiese il mio volere umano, io compresi il grave male che la volontà umana può produrre nell'uomo, avendo capacità di scompigliare anche le opere più belle del Creatore. La creatura a causa del suo proprio volere è oscillante, debole, incostante, disordinata, mentre Iddio, nel crearla, l'aveva unita alla sua Volontà Divina, perché questa potesse essere la sua forza, il suo moto primo, il suo sostegno, il suo cibo, la sua vita. 

    Sicché col non dar vita alla Volontà Divina in noi, si respingono i beni ed i diritti ricevuti in dono da Dio. Oh, come compresi bene l'offesa somma che l'uomo arreca a Dio ed i mali che egli attrae su di sé! Ebbi allora paura ed orrore di fare la mia volontà e giustamente temevo. Non era stato forse anche Adamo creato da Dio innocente e puro? Col fare la propria volontà, in quanti mali non era piombato egli mai, trascinando seco tutte quante le generazioni?

    Presa perciò da terrore e più ancora da tenerezza ardente verso il mio Creatore, giurai di non fare mai la mia volontà. Per essere più sicura ed attestare maggiormente il mio sacrificio a Colui che tanti mari mi aveva dato di grazie e privilegi, presi la mia volontà e la legai ai piedi del Trono divino, in omaggio continuo d'amore e sacrificio, affermando di non servirmene giammai, neppure per un istante solo. 

    Figlia mia, forse a te non parrà grande il sacrificio che feci di vivere senza la mia volontà; invece ti assicuro che non ve n'è altro simile al mio. I sacrifici di tutta la storia del mondo, paragonati a questo, non sono che ombre. Sacrificarsi un giorno, ora sì ed ora no, è facile; ma sacrificarsi ad ogni istante, in ogni atto, nello stesso bene che si vuol fare, durante tutta l'esistenza, senza dar mai vita alla volontà propria, è il sacrificio dei sacrifici, è l'attestato più grande di fedeltà, è l'amore più puro, trafilato dalla stessa Volontà Divina, che si possa offrire al Creatore. 

    È tanto grande questa oblazione, che Dio non può chiedere nulla di più dalla creatura, né essa può trovare altra offerta migliore di questa. Ora, figlia carissima, non appena ebbi fatto dono della mia volontà al mio Signore, io mi sentii trionfante nella prova che mi era stata richiesta, e Dio, a sua volta, si sentì vittorioso sulla mia volontà umana. Egli aspettava la prova della mia rinuncia, attendeva cioè un'anima che vivesse senza volontà propria, per aggiustare le partite del genere umano, per concedere a tutti clemenza e misericordia.

    Ed ora, una parolina a te, figlia mia. Oh, se tu sapessi come io aneli di vederti vivere senza la tua volontà! Tu sai che ti sono Madre e che la Mamma vuol vedere felice la figlia sua. Ma, come potrai esserlo se non ti decidi a vivere come visse la Mamma tua? 

Se farai così, tutto, tutto ti darò; mi metterò a tua disposizione e sarò tutta tua. Procurami perciò questo bene e questa gioia di vedere cioè una figlia che viva tutta di Volontà Divina.

L'ANIMA

Sovrana trionfatrice, nelle tue mani di Madre io depongo la mia volontà, affinché tu stessa me la purifichi ed abbellisca; la lego insieme alla tua ai piedi del Trono divino, affinché d'ora innanzi io possa vivere non più della mia, ma esclusivamente sempre della Volontà di Dio.

PRATICA

Per onorarmi, in ogni atto che farai, consegnerai nelle mie mani materne la tua volontà, perché al posto di essa io faccia scorrere il Divin Volere.

GIACULATORIA

Regina trionfatrice, ruba la mia volontà e cedimi quella Divina.

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*3° FIAT SANTIFICANTE*


P.S. LUISA PICCARRETA - DA: «LA REGINA DEL CIELO NEL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ». MEDITAZIONI SULLA VITA DI MARIA SS. PER CHI VUOLE IMPARARE A VIVERE DI VOLONTÀ DIVINA - CAN. BENEDETTO CALVI -