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venerdì 8 dicembre 2017

«L'IMMACOLATA: TRIONFO DI DIO.»

«Il Mio Cuore Immacolato Trionferà!».
La profezia 
di Nostra Signora di Fatima


Oggi, in questa ricorrenza così speciale, dell'Immacolata, è festa grande e in Cielo e in terra.

Dice infatti Gesù a Luisa: “Oggi è la festa più grande perché la Divina Volontà ebbe vita nella Regina del Cielo;  fu la festa di tutte le feste [...]. Quindi oggi è anche la festa tua, in modo speciale per la missione datati della mia Divina Volontà.  Perciò vieni nei mari dell’Immacolata Regina a godere della sua e tua festa”. [Cfr. LdC XXV VOL. 8 Dicembre 1928].

Parola del Signore.

Pertanto, se è festa così grande su tutta la terra, essa lo sarà ancor di più a Corato laddove ha operato la eccelsa Serva di Dio Luisa Piccarreta. Allora pure a San Giovanni Rotondo oggi si gioisce, in modo particolare alla Casa di Preghiera per il Regno della Divina Volontà, dove la piccola Adriana Pallotti ha vissuto a lungo e diffuso ampiamente il suo sublime Carisma, la scienza della adorabile Divina Volontà. Questo avvenne, come tutti ormai sanno, sotto la potente guida di San Pio da Pietrelcina, quel gran profeta che gliela aveva fatta costruire grande.

Attendiamo con “fede” il glorioso ritorno di Cristo e l'imminente Trionfo del Cuore Immacolato di Maria. 

Auguri!

P.S. Il prossimo 22 dicembre Adriana festeggia il primo anniversario della sua nascita al Cielo. Preghiamo!

*


*

LIBRO DI CIELO

*XXV VOL. 8 DICEMBRE 1928*

PERCHÉ TUTTA LA CREAZIONE 
FESTEGGIÒ IL CONCEPIMENTO
DELLA SOVRANA REGINA.  

LA VERGINE ASPETTA NEI SUOI MARI 
LE ANIME SUE FIGLIE PER FARLE REGINE.
FESTA DELL’IMMACOLATO CONCEPIMENTO.

Stavo pensando:  “Perché tutta la Creazione esultò di gioia e tanto festeggiò l’Immacolata Regina nel suo Immacolato Concepimento?”  Ed il mio sempre amabile Gesù movendosi nel mio interno mi ha detto:

     “Figlia mia, vuoi sapere il perché?  Perché la Divina Volontà ebbe il principio di sua Vita nella Bambinella Celeste, quindi il principio di tutti i beni in tutte le creature.  Non c’è bene che nella mia Divina Volontà non incomincia, scende, e sale nella sua sorgente.  

   Quindi questa Celeste Bambina avendo fin dal suo Immacolato Concepimento cominciata la sua vita nel Fiat Divino, ed essendo Lei dalla stirpe umana, colla mia Volontà acquistò la vita divina e colla sua umanità possedeva l’origine umana.  Onde ebbe la potenza di unire il divino e l’umano e diede a Dio ciò che l’umano non gli aveva dato e [gli aveva] negato, qual era la loro volontà, e diede agli uomini il diritto di poter salire agli amplessi del suo Creatore.  

    Colla potenza del nostro Fiat che teneva in suo potere legava Dio e gli uomini.  Sicché tutta la Creazione, Cielo e terra, e fin l’inferno, sentì nell’Immacolato Concepimento di questa Vergine Bambinella, neonata appena nel seno della sua mamma, la forza dell’ordine che Lei metteva in tutta la Creazione;  colla mia Volontà si affratellava con tutti, si abbracciava con tutti, amava tutto e tutti, e tutti la sospiravano, l’amavano e si sentivano onorati di adorare in questa privilegiata creatura la Divina Volontà.  Come non doveva festeggiare tutta la Creazione?  

   Perché fin allora l’uomo era stato il disordine fra tutte le cose create, nessuno aveva avuto il coraggio, l’eroismo di dire al suo Creatore:  ‘Non voglio conoscere la mia volontà, Te ne faccio un dono, voglio per vita solo il tuo Volere Divino’.  Invece questa Vergine Santa donò la sua volontà per vivere della Divina, e perciò la Creazione tutta sentì la felicità dell’ordine, che per mezzo suo le veniva restituita, ed a gara fecero, il cielo, il sole, il mare e tutti, per onorare Colei che possedendo il mio Fiat, dava il bacio dell’ordine a tutte le cose create.  Ed il mio Voler Divino Le metteva in mano lo scettro di Regina Divina e le cingeva la fronte colla corona del comando, costituendola Imperatrice di tutto l’universo”.

   Ond’io mi sentivo come annientata in me stessa;  le lunghe privazioni del mio dolce Gesù che mi rendono come senza vita, mi hanno bruciato il piccolo atomo della mia esistenza, il quale stando continuamente esposto ai raggi ardenti del Sole del Fiat Divino si sente disseccare tutti gli umori, e mentre si brucia, né muore né si consuma.  Onde non solo mi sentivo oppressa, ma disfatta.  Ed il mio dolce Gesù, come se volesse sollevarmi, facendosi sentire nel mio interno, dandomi un bacio mi ha detto:

     “Figlia mia, coraggio, non ti abbattere, anzi voglio che godi della tua sorte felice, che il mio Voler Divino investendoti e dardeggiandoti ti toglie tutti gli umori umani e te li ricambia in umori di luce divina.  Oggi è la festa dell’Immacolato Concepimento, mari d’amore, di bellezza, di potenza e di felicità straripano dalla Divinità sopra di questa celestiale creatura, e ciò che impedisce che le creature possano entrare in questi mari è l’umana volontà.  

      Noi ciò che facciamo una volta, rimane coll’atto continuato di farlo sempre, senza mai cessare.  Nella Divinità è natura dare, senza che mai finisce l’atto.  Quindi questi mari stanno straripando ancora e la Regina Madre aspetta le sue figlie, per farle vivere in questi mari per farle tante piccole regine.  Però è vietato d’entrare all’umana volontà, non c’è luogo per essa, e solo può avere accesso chi vive di Volontà Divina.  Perciò figlia mia, puoi entrare quando vuoi nei mari della Mamma tua, la mia Divina Volontà ti garantisce, e con Essa avrai libero il passo e l’entrata, anzi Lei ti aspetta, ti vuole.  E renderai Noi e Lei doppiamente felici, per causa della tua felicità.  Noi Ci sentiamo più felici nel dare, e quando la creatura non prende i nostri beni, soffoca in Noi la felicità che vogliamo darle.  

    Perciò non voglio che stia oppressa, oggi è la festa più grande perché la Divina Volontà ebbe vita nella Regina del Cielo;  fu la festa di tutte le feste, fu il primo bacio, il primo amplesso divino che la creatura dava al suo Creatore in virtù del nostro Fiat, che la Sovrana Bambina possedeva;  la creatura che si sedeva a mensa col suo Creatore.  Quindi oggi è anche la festa tua, in modo speciale per la missione datati della mia Divina Volontà.  Perciò vieni nei mari dell’Immacolata Regina a godere della sua e tua festa”.

    Onde mi son sentita trasportare fuori di me stessa in questi mari interminabili, ma mi mancano i vocaboli per dire ciò che ho provato, perciò faccio punto e passo avanti. Dopo di ciò, il giorno il Confessore  ha letto pubblicamente ciò che sta scritto nel quindicesimo volume sull’Immacolato Concepimento, ed il mio amato Gesù, come sentiva che leggeva faceva festa nel mio interno, e mi ha detto:

    “Figlia mia, come ne son contento!  Oggi si può dire che la mia Mamma Sovrana riceve dalla Chiesa gli onori divini, onorando in Lei come primo atto di sua vita la Vita della Divina Volontà.  Questi sono gli onori più grandi che si possono dare, che il volere umano non ebbe mai vita in Lei, ma sempre, sempre la Divina Volontà.  

   Questo fu tutto il segreto della sua santità, della sua altezza, potenza, bellezza e grandezza e simile;  fu il mio Fiat che col suo calore estinse la macchia d’origine e la concepì Immacolata e pura, e la mia Chiesa invece d’onorare la mia Volontà Divina causa primaria ed atto primo, onorava gli effetti di Essa, e la proclamava Immacolata, concepita senza peccato.  Si può dire che la Chiesa le dava gli onori umani, e non gli onori divini, quale giustamente si merita perché una Volontà Divina ebbe vita continua in Lei.  E questo era un dolore per Me e per Lei, perché né Io ricevevo dalla mia Chiesa gli onori d’una Volontà Divina abitante nella Regina del Cielo, né Lei gli onori dovuti perché diede in Lei il luogo di formare la vita del Fiat Supremo.

     Perciò oggi col fare conoscere che tutto fu in Lei il prodigio del mio Volere, le altre sue prerogative e privilegi furono in ordine secondario e come conseguenza degli effetti di quella Volontà Divina che La dominava, si può dire che oggi si festeggia con decoro, gloria divina e magnificenza la festa dell’Immacolato Concepimento, che si può chiamare con più Verità il concepimento della Divina Volontà nella Sovrana del Cielo.  E questo concepimento fu causa di tutto ciò che è e fece, e dei grandi prodigi di questa Celeste Bambina”.

Dopo di ciò con un’enfasi più tenera ha soggiunto:

  “Figlia mia,  com’èra bella, dilettevole, vedere questa Celeste Bambinella fin dal suo Immacolato Concepimento!  Si guardava e si vedeva la sua piccola terra presa dalla stirpe umana, e dentro di questa piccola terra si vedeva il Sole del nostro Eterno Volere, che non potendolo contenere straripava fuori di Lei e si allungava tanto che riempiva Cielo e terra.  Fecimo un prodigio della nostra Onnipotenza, per fare che la piccola terra della piccola Reginetta potesse racchiudere il Sole del nostro Voler Divino.  

   Sicché si vedeva terra e Sole, quindi tutto ciò che faceva, se pensava, se parlava, se operava, se camminava, i suoi pensieri erano raggi di luce, le sue parole si convertivano in luce, tutto era luce che usciva da Lei, perché essendo la sua piccola terra, più piccola del Sole immenso che racchiudeva i suoi atti, si sperdevano nella sua luce.  E siccome questa piccola terra della Sovrana Celeste era vivificata, animata e conservata continuamente dal Sole del mio Fiat, si vedeva sempre fiorita, ma delle più belle fioriture che davano in frutti dolcissimi, da attirare i nostri sguardi divini e restarne rapiti, ma tanto che non potevamo fare a meno di guardarla, tanta era la bellezza e felicità che ci dava.  

   Tutta bella era la Verginella Immacolata, la sua bellezza era incantatrice e rapitrice, basta dire che era un prodigio del nostro Volere per poter dire tutto.  Oh, se le creature conoscessero che significa vivere di Volontà di Dio, metterebbero la vita per conoscerla e vivere in Essa”.

sabato 21 ottobre 2017

LUISA PICCARRETA: «SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO!»

LUISA PICCARRETA: «SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO!»



Cose da fine del mondo. I "novissimi" secondo Francesco.


Sull'importante quotidiano "la Repubblica" di cui è fondatore, Eugenio Scalfari, autorità indiscussa del pensiero laico italiano, lo scorso 9 ottobre è tornato a riferire così quella che egli ritiene una "rivoluzione" di questo pontificato, raccolta dalla viva voce di Francesco nel corso dei frequenti colloqui che ha con lui:


"Papa Francesco ha abolito i luoghi dove dopo la morte le anime dovrebbero andare: inferno, purgatorio, paradiso. La tesi da lui sostenuta è che le anime dominate dal male e non pentite cessino di esistere, mentre quelle che si sono riscattate dal male saranno assunte nella beatitudine contemplando Dio".



http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/10/20/cose-da-fine-del-mondo-i-novissimi-secondo-francesco/

lunedì 25 settembre 2017

«SAN PAOLO → NESSUNO VI INGANNI IN ALCUN MODO!»

« I bambini sono innocenti e amano la giustizia,
mentre la maggior parte degli adulti è malvagia e preferisce la misericordia. »

Gilbert Keith Chesterton

“Viviamo un momento di lotta, da cui nessuno deve disertare, poiché ciascuno ha comunque almeno una delle tre armi: 
la preghiera, la parola, la penna.  E restare in pace: 
“I miti possederanno la terra”.

Card. Carlo Caffarra.



«LE 7 ERESIE DI FRANCESCO»


    
« Ci riferiamo alle proposizioni che Vostra Santità, mediante parole, atti e omissioni – come già descritto – ha in effetti sostenuto e propagato, causando grande e imminente pericolo per le anime.
Pertanto, in quest’ora critica, ci rivolgiamo alla cathedra veritatis, la Chiesa Romana, che per legge divina ha preminenza su tutte le Chiese e della quale siamo e intendiamo rimanere sempre figli leali. Rispettosamente insistiamo affinché Vostra Santità pubblicamente rigetti queste proposizioni, compiendo così il mandato di Nostro Signore Gesù Cristo dato a Pietro e attraverso di lui a tutti i suoi successori fino alla fine del mondo: «Ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». 

«La lettera [...] afferma che il Papa, con la sua esortazione apostolica Amoris laetitia e con altre parole, atti e omissioni, ha sostenuto efficacemente 7 posizioni eretiche sul matrimonio, sulla vita morale e sull'accoglienza dei sacramenti. [...] 

La legge ecclesiale richiede che le persone competenti non rimangano in silenzio quando i pastori della Chiesa stanno ingannando il gregge. [...]

La lettera mostra come Luther, il fondatore del protestantesimo, aveva idee sul matrimonio, il divorzio, il perdono e la legge divina che corrispondono a quelle che il papa ha promosso per parola, azione e omissione.»                        


IL SANGUE VERSATO 
PER L’INDISSOLUBILITÀ DEL MATRIMONIO 
– SAN GIOVANNI FISHER E SAN TOMMASO MORO –

     «Giovanni Fisher e Tommaso Moro furono giustiziati e, cogliendo la palma d’un glorioso martirio, volarono dalla prigione terrena ai gaudi dell’eterna beatitudine. Con san Giovanni Battista, essi sono i martiri dell’indissolubilità del matrimonio come non mancò di affermare Pio XI in occasione della loro canonizzazione: essi morirono perché non desistettero di “illustrare, provare e difendere coraggiosamente la santità del casto connubio”. »  

    «La sentenza venne eseguita alle 10 del 22 giugno 1535 nella Torre di Londra: la sua testa rimase esposta all’ingresso del ponte di Londra fino al 6 luglio, quando venne gettata nel Tamigi e sostituita da quella di Tommaso Moro, che nella sua autodifesa, dopo la condanna a morte, disse che la vera causa della sua accusa di tradimento era stato il rifiuto di accettare l’annullamento del matrimonio di Enrico con Caterina. » 
   «Prima di morire, mentre nella torre di Londra Fisher meditava sull’incredibile cambiamento di scena avvenuto in Inghilterra negli ultimi 10 anni. “Guai a noi – scrisse nel suo libro sulla necessità della preghiera – che siamo nati in questi tempi maledetti, tempi – e lo dico piangendo – in cui chiunque abbia il minimo zelo per la gloria di Dio [... ] sarà mosso al pianto vedendo che tutto va alla rovescia, il bell’ordine delle virtù è capovolto, la luce splendente della vita è estinta, e della Chiesa non è rimasto nulla se non palese iniquità e falsa santità. La luce del buon esempio è spenta in coloro che dovrebbero brillare come lucerne in tutto il mondo […]. Purtroppo da loro non viene alcuna luce, ma solo tenebre oscure e inganno pestilenziale per cui innumerevoli anime si perdono”. Queste parole erano indirizzate anzitutto ai vescovi che, mancando gravemente al loro dovere di pascere il gregge di Cristo, invece di opporsi, con l’esempio e la predicazione, alla tirannia di Enrico, avevano tristemente cooperato all’apostasia con il loro silenzio colpevole. » 
«San Tommaso Moro, nella stessa prigione e nel medesimo tempo, scriveva il suo “De tristitia Christi”, la sua opera sull’infinito amore e l’inesausta misericordia di Dio. Anche lui, riflettendo sull’apostasia dei vescovi inglesi, scriveva: “Se un vescovo è sopraffatto da uno stupido sonno che gli impedisce di compiere il suo dovere di pastore delle anime – come il capitano pauroso di una nave che, atterrito dalla tempesta, si nasconde e abbandona l’imbarcazione alle onde – se un vescovo agisce in questo modo, io non esito a paragonare la sua tristezza a quella che conduce all’inferno. Anzi, la considero assai peggiore poiché tale tristezza in questioni religiose sembra derivare da una mente che dispera dell’aiuto di Dio”. »
«Lo scisma anglicano è fondato su un divorzio. Se l’indissolubilità del matrimonio venisse negata, occorrerebbe per logica revocare la scomunica di Enrico VIII e a tutta la chiesa anglicana da lui fondata. Ma rimarrebbe il sangue dei martiri di quell’indissolubilità a testimoniare che il matrimonio è di diritto divino e  nessuno, neppure “la Chiesa ha su di esso alcun potere”  .. » 
«L’indissolubilità del matrimonio è nell’ora attuale al centro di un acceso dibattito. Memori di ciò che avvenne nel XVI secolo in Inghilterra, non ci stupiremo di trovare nella Chiesa vescovi pavidi e pronti alla resa. Confidiamo che la divina Provvidenza susciti miracolosamente anime generose, pronte a difendere i diritti di Dio, vescovi e laici emuli di san Giovanni Fisher e Tommaso Moro. Ma soprattutto speriamo che, nello scenario decadente che è sotto i nostri occhi, non ci tocchi la cattiva sorte di trovare nelle gerarchie ecclesiastiche qualche novello Erode o Enrico VIII: quod Deus avertat!» 
(di Cristiana de Magistris)




I FALSI DOTTORI

«Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche, sedotti dall'ipocrisia di impostori, già bollati a fuoco nella loro coscienza.» 1 Timoteo 4, 1-2

O Dio, chi è simile a te? Non tacere e non trattenerti, o Dio: poiché, ecco, i tuoi nemici hanno suonato l’allarme e quanti ti odiano hanno alzato il capo. Sul tuo popolo hanno tenuto consiglio con ostilità e hanno pensato contro i tuoi santi. […] Poiché hanno pensato in modo unanime, insieme hanno stretto alleanza contro di te […] tutti i loro capi, che hanno detto: «Prendiamo in possesso il Santuario di Dio» (dal Sal 82).


«La sola Croce è quella che fa conoscere se veramente si ama il Signore.
Però la Croce portata con pazienza e rassegnazione,
perché dove c'è pazienza e rassegnazione nelle croci c'è Vita divina.
»


Gesù a Luisa Piccarreta



QUANDO SI CHIEDE OBBEDIENZA 
PER TRADIRE LA VERITÀ

“Il riportare tutto in materia di fede all'ubbidienza può essere un modo come un altro di dire che si disprezza la verità. E ciò significa mancare all'ubbidienza più profonda che è quella dello Spirito”. 

Henri-Marie Cardinal De Lubac



SAN PAOLO 
APOSTOLO DELLE GENTI


« Nessuno vi inganni in alcun modo! Prima infatti dovrà avvenire l'apostasia e dovrà esser rivelato l'uomo iniquo, il figlio della perdizione, colui che si contrappone e s'innalza sopra ogni essere che viene detto Dio o è oggetto di culto, fino a sedere nel tempio di Dio, additando se stesso come Dio. Non ricordate che, quando ancora ero tra voi, venivo dicendo queste cose? E ora sapete ciò che impedisce la sua manifestazione, che avverrà nella sua ora. Il mistero dell'iniquità è già in atto, ma è necessario che sia tolto di mezzo chi finora lo trattiene. Solo allora sarà rivelato l'empio e il Signore Gesù lo distruggerà con il soffio della sua bocca e lo annienterà all'apparire della sua venuta, l'iniquo, la cui venuta avverrà nella potenza di satana, con ogni specie di portenti, di segni e prodigi menzogneri, e con ogni sorta di empio inganno per quelli che vanno in rovina perché non hanno accolto l'amore della verità per essere salvi. E per questo Dio invia loro una potenza d'inganno perché essi credano alla menzogna e così siano condannati tutti quelli che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all'iniquità.» 2 Tes 2, 3-12 

giovedì 13 ottobre 2016

«FATIMA 13 OTTOBRE 1917 → IL CENTENARIO DELLE APPARIZIONI»


«LA VOSTRA LIBERAZIONE È VICINA»


Rubbio  (Vicenza),  31  dicembre  1992.  Ultima  notte  dell'anno.

LA  FINE  DEI  TEMPI.

«Lasciatevi  docilmente  ammaestrare  da  Me,  figli  prediletti. In  questa  ultima  notte  dell'anno,  raccoglietevi  in  preghiera  e  nell'ascolto  della  parola  della vostra  Mamma  Celeste,  Profetessa  di  questi  ultimi  tempi. Non passate  queste  ore  nel  frastuono  e  nella  dissipazione,  ma  nel  silenzio,  nel  raccoglimento, nella  contemplazione. Vi  ho  più  volte  annunciato  che  si  approssima  la  fine  dei  tempi  e  la  venuta  di  Gesù  nella  gloria. Ora  voglio  aiutarvi  a  comprendere  i  segni  descritti  nella  Divina  Scrittura,  che  indicano  ormai vicino  il  suo  glorioso  ritorno. 

Questi  segni  sono  chiaramente  indicati  dai  Vangeli,  dalle  Lettere  di  S.  Pietro  e  di  S.  Paolo,  e  si stanno  realizzando  in  questi  anni. 

→ Il  primo segno è  la  diffusione  degli  errori,  che  portano  alla  perdita  della  fede  ed all'apostasia. Questi  errori  vengono  propagati  da  falsi  maestri,  da  celebri  teologi  che  non  insegnano  più  le verità  del  Vangelo,  ma  perniciose  eresie,  basate  su  errati  ed  umani  ragionamenti. È  a  motivo dell'insegnamento  degli  errori  che  si  perde  la  vera  fede  e  si  diffonde  ovunque  la grande  apostasia. 

"Fate  attenzione  e  non  lasciatevi  ingannare.  Perché  molti  cercheranno  di  ingannare  molta gente. Verranno  falsi  profeti  ed  inganneranno  moltissimi".  (Mt. 24,5-9). 

"Il  giorno  del  Signore  non  verrà  prima  che  ci  sia  stata  la  grande  apostasia".  (2 Ts. 2,3). 

"Verranno  tra  voi falsi  maestri.  Essi  cercheranno  di  diffondere  eresie  disastrose  e  si metteranno  perfino  contro  il  Signore  che  li  ha  salvati.  Molti  li  ascolteranno  e  vivranno,  come loro,  una  vita  immorale.  Per  colpa  loro,  la  fede  cristiana  sarà  disprezzata.  Per  il  desiderio  di ricchezza,  vi imbroglieranno con  ragionamenti sbagliati".  (2 Pt. 2,1-3). 

→ Il  secondo  segno  è  lo  scoppio  di  guerre  e  di  lotte  fratricide,  che  portano  al  predominio  della violenza  e  dell'odio  ed  a  un  generale  raffreddamento  della  carità,  mentre  si  fanno  sempre  più frequenti  le  catastrofi  naturali  come  epidemie,  carestie,  inondazioni  e  terremoti. 

"Quando  sentirete  parlare  di  guerre,  vicine  o  lontane,  non  abbiate  paura;  bisogna  che  ciò avvenga. I  popoli  combatteranno  l'uno  contro  l'altro,  un  regno  contro  un  altro  regno.  Ci  saranno carestie  e  terremoti  in  molte  regioni.  Tutto  questo  sarà  solo  l'inizio  di  sofferenze  più  grandi. Il  male  sarà  tanto  diffuso  che  l'amore  di  molti  si  raffredderà.  Ma  Dio  salverà  chi  resisterà sino  alla  fine".  (Mt. 24,6-12). 

→ Il  terzo  segno è  la  sanguinosa  persecuzione  di  coloro  che  si  mantengono  fedeli  a  Gesù  ed  al suo  Vangelo  e  permangono  forti  nella  vera  fede.  Frattanto  il  Vangelo  viene  predicato  in  ogni parte  del  mondo. 

Pensate,  figli  prediletti,  alle  grandi  persecuzioni  cui  viene  sottoposta  la  Chiesa  ed  allo  zelo apostolico  degli  ultimi  Papi,  sopratutto  del  mio  Papa  Giovanni  Paolo  II,  nel  portare  a  tutte  le nazioni  della  terra  l'annuncio  del  Vangelo. "Voi  sarete  arrestati,  perseguitati  ed  uccisi.  Sarete  odiati  da  tutti  per  causa  mia.  

Allora  molti abbandoneranno  la  fede;  si  odieranno  e  si  tradiranno  l'un  l'altro.  Intanto  il  messaggio  del regno  di  Dio  sarà  annunciato  in  tutto  il  mondo;  tutti  i  popoli  dovranno  sentirlo.  E  allora  verrà  la fine".  (Mt. 24,9-10). 

→ Il  quarto  segno è  l'orribile  sacrilegio,  compiuto  da  colui  che  si  oppone  a  Cristo,  cioè dall'anticristo.  Entrerà  nel  tempio  santo  di  Dio  e  siederà  sul  suo  trono,  facendosi  adorare  lui stesso  come  Dio. 

"Costui  verrà  a  mettersi  contro  tutto  ciò  che  gli  uomini  adorano  e  chiamano  Dio.  Il  malvagio verrà  con  la  potenza  di  Satana,  con  tutta  la  forza  di  falsi  miracoli  e  di  falsi  prodigi.  Userà  ogni genere  di  inganno  maligno  per  fare  del  male".  (2 Ts. 2,4-9).  

"Un  giorno  vedrete  nel  luogo  santo colui  che  commette  l'orribile  sacrilegio.  Il  profeta  Daniele  ne  ha  parlato.  Chi  legge  cerchi  di comprendere".  (Mt.24,15).  

Figli  prediletti,  per  capire  in  che  cosa  consiste  questo  orribile sacrilegio,  leggete  quanto  viene  predetto  dal  profeta  Daniele. "Va,  Daniele,  queste  parole  sono  nascoste  e  sigillate  sino  al  tempo  della  fine.  

Molti  saranno purificati,  resi  candidi,  integri,  ma  gli  empi  continueranno  ad  agire  empiamente.  Nessuno  degli empi  intenderà  queste  cose,  ma  i  saggi  le  comprenderanno.  Ora,  dal  tempo  in  cui  sarà  abolito  il sacrificio  quotidiano   e   sarà   eretto   l'abominio   della   desolazione,   ci   saranno milleduecentonovanta giorni.  Beato   chi   aspetterà   con   pazienza   e   giungerà   a milletrecentotrentacinque  giorni". (Dn. 12,9-12). 

La  Santa  Messa  è  il  sacrificio  quotidiano,  l'oblazione  pura  che  viene  offerta  al  Signore  in  ogni parte,  dal  sorgere  al  tramonto  del  sole. 

Il  sacrificio  della  Messa  rinnova  quello  compiuto  da  Gesù  sul  Calvario.  Accogliendo  la  dottrina protestante,  si  dirà  che  la  Messa  non  è  un  sacrificio,  ma  solo  la  sacra  cena,  cioè  il  ricordo  di ciò  che  Gesù  fece  nella  sua  ultima  cena.  E  così  verrà  soppressa  la  celebrazione  della  santa Messa.  In  questa  abolizione  del  sacrificio  quotidiano  consiste  l'orribile  sacrilegio  compiuto dall'anticristo,  la  cui  durata  sarà  di  circa  tre  anni  e  mezzo,  cioè  di  milleduecentonovanta giorni. 

→ Il  quinto  segno  è  costituito  da  fenomeni  straordinari,  che  avvengono  nel  firmamento  del cielo. "Il  sole  si  oscurerà,  la  luna  perderà  il  suo  splendore,  le  stelle  cadranno  dal  cielo  e  le  potenze del  cielo  saranno  sconvolte".  (Mt. 24,29). 

Il  miracolo  del  sole,  avvenuto  a  Fatima  durante  la  mia  ultima  apparizione,  vuole  indicarvi  che siete  ormai  entrati  nei  tempi  in  cui  si  compiranno  questi  avvenimenti*,  che  vi  preparano  al ritorno  di  Gesù  nella  gloria. 

"Allora  si  vedrà  nel  cielo  il  segno  del  Figlio  dell'uomo.  Tutti  i  popoli  della  terra  piangeranno,  e gli   uomini  vedranno  il  Figlio  dell'uomo  venire  sulle  nubi  del  cielo,  con  grande  potenza  e splendore".  (Mt. 20,40). 

Miei  prediletti  e  figli  consacrati  al  mio  Cuore  Immacolato,  vi  ho  voluto  ammaestrare  su  questi segni,  che  Gesù  nel  suo  Vangelo  vi  ha  indicati,  per  prepararvi  alla  fine  dei  tempi,  perché  essi  si stanno  realizzando  nei  vostri  giorni. 

L'anno  che  si  chiude  e  quello  che  si  apre  fanno  parte  del  tempo  della  grande  tribolazione, durante  la  quale  si  diffonde  l'apostasia,  si  moltiplicano  le  guerre,  succedono  in  tante  parti catastrofi  naturali,  si  intensificano  le  persecuzioni,  l'annuncio  del  Vangelo  è  portato  a  tutti  i popoli,  fenomeni  straordinari  avvengono  nel  cielo  e  si  fa  sempre  più  vicino  il  momento  della piena  manifestazione  dell'anticristo. 

Allora  vi  invito  a  rimanere  forti  nella  fede,  sicuri  nella  speranza  ed  ardenti  nella  carità. Lasciatevi  portare  da  Me  e  raccoglietevi  tutti  nel  sicuro  rifugio  del  mio  Cuore  Immacolato, che  Io  vi  ho  preparato  proprio  per  questi  ultimi  tempi. Leggete  con  Me  i  segni  del  vostro  tempo  e  vivete  nella  pace  del  cuore  e  nella  fiducia. Io  sono  sempre  con  voi,  per  dirvi  che  la  realizzazione  di  questi  segni  vi  indica  con  sicurezza che  è  vicina  la  fine  dei  tempi,  con  il  ritorno  di  Gesù  nella  gloria. 

"Dalla  pianta  dei  fichi,  imparate  questa  parabola:  quando  i  suoi  rami  diventano  teneri  e spuntano  le  prime  foglie,  voi  capite  che  l'estate  è  vicina.  Allo  stesso  modo,  quando  vedrete accadere  queste  cose,  sappiate  che  la  vostra  liberazione  è  vicina".  (Mt. 24,32-33)».


AI SACERDOTI FIGLI PREDILETTI DELLA MADONNA – MSM – DON STEFANO GOBBI


[*Cfr. Luisa Piccarreta – Libro di Cielo XII Vol. 29 Gennaio 1919]



*
*XII Vol. 29 GENNAIO 1919*
DIO COMPIRÀ LA TERZA RINNOVAZIONE 
DELL'UMANITÀ,
COL MANIFESTARE CIÒ CHE FACEVA
LA SUA DIVINITÀ NELLA SUA UMANITÀ.


   Stavo facendo l’adorazione alle piaghe di Gesù benedetto, ed infine ho recitato il credo intendendo di entrare nell’immensità del Voler Divino, dove stanno tutti gli atti delle creature passate, presenti e future, e quegli stessi che la creatura dovrebbe fare e che per trascuratezza e malvagità non ha fatto, ed io dicevo: “Mio Gesù, amor mio, entro nel tuo Volere ed intendo con questo credo rifare, riparare tutti gli atti di fede che non hanno fatto le creature, tutte le miscredenze, l’adorazione dovuta a Dio come Creatore”. Mentre queste ed altre cose dicevo, mi sentivo sperdere la mia intelligenza nel Voler Divino, ed una luce che investiva il mio intelletto, in cui scorgevo dentro il mio dolce Gesù, e questa luce che diceva e diceva, ma chi può dire tutto? Dirò in confuso, e poi sento tale ripugnanza, che se l’ubbidienza non fosse così severa, ma più indulgente, non mi obbligherebbe a certi sacrifici, ma Tu, vita mia, dammi la forza e non lasciare a sé stessa la povera ignorantella. 

Ora pareva che mi dicesse:

   “Figlia diletta mia, voglio farti sapere l’ordine della mia provvidenza, ogni corso di duemila anni ho rinnovato il mondo, nei primi lo rinnovai col diluvio; nei secondi duemila lo rinnovai con la mia venuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, cui come da tante fessure, traluceva la mia Divinità, ed i buoni e gli stessi santi dei secondi duemila anni son vissuti dei frutti della mia Umanità, ed a lambicco hanno goduto della mia Divinità. 

   Ora siamo in circa del terzo duemila anni, e ci sarà una terza rinnovazione, ecco perciò lo scompiglio generale, non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione, e se nella seconda rinnovazione manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochissimo ciò che operava la Divinità, ora in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata ed in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature, e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Voler Divino col mio voler umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo, ed anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Voler Divino. 

   Il mio amore vuole sfogo, e vuol far conoscere gli eccessi che operava la mia Divinità nella mia Umanità a pro delle creature, che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità. Ecco pure perché ti parlo spesso del vivere nel mio Volere, cui finora non ho manifestato a nessuno, al più hanno conosciuto l’ombra della mia Volontà, la grazia, la dolcezza che il farla Essa contiene, ma penetrarvi dentro, abbracciare l’immensità, moltiplicarsi con Me e penetrare ovunque, anche stando in terra, e in Cielo e nei cuori, deporre i modi umani ed agire coi modi divini, questo non è conosciuto ancora. Tanto che a non pochi apparirà strano, e chi non tiene aperta la mente alla luce della verità non ne comprenderà un’acca. Ma Io a poco a poco mi farò strada manifestando ora una verità, ora un’altra di questo vivere nel mio Volere, che finiranno col comprenderlo. 

   Ora, il primo anello che congiunse il vero vivere nel mio Volere fu la mia Umanità. La mia Umanità immedesimata con la mia Divinità nuotava nel Voler Eterno, ed andava rintracciando tutti gli atti delle creature per farli suoi, e dare al Padre da parte delle creature una gloria divina, e portare a tutti gli atti delle creature il valore, l’amore, il bacio del Voler Eterno. In questo ambiente del Voler Eterno Io vedevo tutti gli atti delle creature possibili a farsi e non fatti, gli stessi atti buoni malamente fatti, ed Io facevo i non fatti e rifacevo i malamente fatti. Ora, questi atti non fatti e fatti solo da Me, stanno tutti sospesi nel mio Volere, ed aspetto le creature che vengano a vivere nel mio Volere e che ripetano nella mia Volontà ciò che feci Io. 

   Perciò ho scelto te come secondo anello di congiunzione con la mia Umanità, facendosi uno solo col mio, vivendo nel mio Volere, ripetendo i miei stessi atti. Altrimenti da questo lato il mio amore rimarrebbe senza sfogo, senza gloria da parte delle creature di ciò che operava la mia Divinità nella mia Umanità, e senza il perfetto scopo della Creazione, cui deve racchiudersi e perfezionarsi nel mio Volere. Sarebbe come se avessi sparso tutto il mio sangue, sofferto tanto, e nessuno lo avrebbe saputo; chi mi avrebbe amato? Quale cuore ne resterebbe scosso? Nessuno, e quindi in nessuno avrei avuto i miei frutti, la gloria della Redenzione”.

   Ed io interrompendo il dire di Gesù, ho detto: “Amor mio, se tanto bene c’è in questo vivere nel Voler Divino, perché non lo avete manifestato prima?”
   
   E Lui: “Figlia mia, dovevo prima far conoscere ciò che fece e soffrì la mia Umanità al di fuori, per poter disporre le anime a conoscere ciò che fece la mia Divinità al di dentro; la creatura è incapace di comprendere tutto insieme il mio operato, perciò vado a poco a poco manifestandomi. Poi dal tuo anello di congiunzione con Me saranno congiunti gli altri anelli delle creature, ed avrò stuoli di anime, che vivendo nel mio Volere rifaranno tutti gli atti delle creature, ed avrò la gloria di tanti atti sospesi fatti solo da Me, anche dalle creature, e queste di tutte le classi: vergini, sacerdoti, secolari, a seconda del loro ufficio non più umanamente opereranno, ma penetrando nel mio Volere, i loro atti si moltiplicheranno per tutti in modo tutto divino, ed avrò la gloria divina da parte delle creature di tanti sacramenti ricevuti ed amministrati in modo umano, altri profanati, altri infangati dall’interesse, di tante opere buone in cui resto più disonorato che onorato.

   Lo sospiro tanto questo tempo, e tu prega e sospiralo insieme con Me, e non spostare il tuo anello di congiunzione col mio, incominciando tu per prima”.

venerdì 27 maggio 2016

«ECCO, IO MANDO DAVANTI A TE IL MIO MESSAGGERO CHE PREPARERÀ LA TUA VIA DAVANTI A TE.» Mt 11,10


*

«Da qualunque parte stia schierata, la volontà umana è sempre perdente.

Sebbene dia l'illusione della vittoria nel dualismo, in un duello che mai
si placa, tuttavia non è affatto così.

Essa risulta dolorosamente momentanea, un inganno del tempo.
Poiché non è perenne, per sempre, ma piuttosto temporanea.
Sicché solo in Dio, nella Divina Volontà si può ottenere la vera vittoria
che dura in eterno. Già dalla terra.

Tesi e antitesi nell'antico conflitto divorante delle parti, una contro l'altra,
possono finalmente ritrovare il bandolo, l'unità perduta che mai si spezza. 


Il filo di luce della Verità.

Solo nel vero Cristo, soprannaturale sintesi calmante e risanante, 

che fa guarire e trionfare tutti,
si può incontrare la Via d'uscita a tutte le guerre mondiali, a tutte le tensioni dell'umano volere.

Unica via di salvezza che porterà la Vita, alla pace sicura la sua Chiesa e il mondo intero; mentre
giacciono ormai a terra esausti sotto i fulmini scagliati dal cielo, nella ultima tempesta dei tempi.

Ecco il punto.

Nella sua Volontà la Legge M
orale Universale, la formula vincente dell'ONU.
Per l'unità reale delle nazioni e dei popoli.
Per l'insediamento del divin regno.»
*
Luciano Mirigliano




*
*XXXVI VOL. 2 OTTOBRE 1938*

È DECRETO DIVINO CHE IL REGNO DELLA DIVINA VOLONTÀ DEVE VENIRE SULLA TERRA. 
LA REGINA CELESTE PIANGE E PREGA.
LA DIVINA VOLONTÀ 
È COME LA LINFA ALLE PIANTE.

    Sono sempre nel Volere Divino, sebbene tra amarezze indicibili, come se volessero rendere torbido il suo stesso mare, ma questo mare del Fiat forma le sue onde, mi copre, mi nasconde dentro, mi raddolcisce le amarezze, mi ridona la forza e mi fa continuare la via nella sua Volontà. 

    La sua potenza è tanta, che mi riduce al nulla le mie amarezze e mi fa risorgere da dentro di esse la sua vita piena di dolcezza, tutta bella e maestosa; ed io l’adoro, la ringrazio, la prego che non mi lasci mai sola ed abbandonata.

Onde il mio dolce Gesù, ripetendomi la sua visitina, mi ha detto: 

“Figlia mia buona, coraggio, se tu ti abbatti perderai la forza di vivere sempre nel mio Volere; non ti dar pensiero di ciò che dicono e fanno. Tutta la nostra vittoria è che non ci possono impedire di fare quello che vogliamo; quindi Io posso parlarti del mio Volere Divino e tu puoi ascoltarmi, nessuna potenza ce lo può impedire.

    Ciò che Io ti dico sul mio Volere non è altro che lo svolgimento del nostro decreto, fatto ab eterno nel concistoro della nostra Trinità Sacrosanta: che Esso deve avere il suo regno sulla terra; e i nostri decreti sono infallibili, nessuno può impedire che vengano effettuati. Come fu decreto la Creazione, la Redenzione, così è decreto nostro il regno della nostra Volontà sulla terra. 

    Quindi, per compiere questo nostro decreto, Io avrei dovuto manifestare i beni che ci sono in esso, le sue qualità, le sue bellezze e meraviglie. Ecco la necessità per cui Io dovevo parlarti tanto, per poter compiere questo decreto. Figlia, per giungere a ciò, Io volevo vincere l’uomo a via d’amore, ma la perfidia umana me lo impedisce. 

    Perciò userò la giustizia, spazzerò la terra, toglierò tutte le creature nocive, che come piante velenose avvelenano le piante innocenti. Quando avrò tutto purificato, le mie verità troveranno la via per dare ai superstiti la vita, il balsamo, la pace che esse contengono, e tutti la riceveranno, le daranno il bacio di pace, ed a confusione di chi non le ha creduto, anzi l’ha condannata, regnerà, ed Io avrò il mio regno sulla terra: che la mia Volontà si faccia come in Cielo così in terra. 

    Perciò ti ripeto: non spostiamoci in nulla, facciamo la nostra via e canteremo vittoria; e loro facciano la loro via, in cui troveranno confusione e vergogna di se stessi. Succederà di loro come ai ciechi che non credono alla luce del sole perché loro non la vedono; loro resteranno nella loro cecità, e quelli che la vedono e credono godranno, sfoggeranno nei beni della luce con sommo loro contento.”

    Gesù ha fatto silenzio e la mia povera mente è rimasta funestata dai tanti mali raccapriccianti di cui è investita e sarà investita la terra. In questo mentre si è fatta vedere la Sovrana Regina con gli occhi rossi e come insanguinati dal tanto pianto che aveva fatto; ma che stretta al cuore nel veder piangere la mia Mamma Celeste!

E col suo accento materno, con una tenerezza indicibile, piangendo mi ha detto: 

    “Figlia mia carissima, prega insieme con Me. Come mi duole il cuore nel vedere i flagelli in cui sarà ravvolta l’umanità intera! La volubilità dei capi, che oggi dicono e domani disdicono, getterà i popoli in un mare di dolori e anche di sangue. Poveri figli miei! Prega, figlia mia, non mi lasciare sola nel mio dolore; che il tutto avvenga per il trionfo del regno della Divina Volontà.”

Onde seguivo la Divina Volontà nei suoi atti, abbandonandomi tutta nelle sue braccia, ed il mio dolce Gesù ha ripreso a dire: 

    “Figlia mia, come la creatura entra nella nostra Volontà per farla sua, essa fa sua la nostra e Noi facciamo nostra la sua; e in tutto ciò che fa, se ama, se adora, se opera, se soffre, se prega, il nostro Volere forma il germe divino negli atti suoi, ed oh, come cresce bella, fresca, santa! 

    La nostra Volontà è come la linfa alle piante; se c’è la linfa, le piante crescono belle, sono verdi, folte di foglie e producono frutti maturi, pingui e saporiti; se invece incomincia a mancare la linfa, la povera pianta perde il verde, le foglie cadono, non ha virtù di produrre i suoi bei frutti e finisce col seccare, perché la linfa è come l’anima della pianta, come gli umori vitali che sostengono e fanno fiorire la pianta.

    Tale è l’anima senza la mia Volontà, perde il principio, la vita, l’anima del bene; perde la vegetazione, la freschezza, il vigore, si scolorisce, si abbrutisce, si debilita e finisce col perdere il seme del bene. Se tu sapessi quanto mi fa compassione un’anima che vive senza la mia Volontà! Potrei chiamarla «la mia scena dolorosa della Creazione». 

    Io, che creai tutte le cose con tale bellezza e armonia, sono costretto dall’ingratitudine umana a vedere le mie più belle creature che creai, povere, deboli, coperte di piaghe da far pietà. Eppure la mia Volontà sta a disposizione di tutti, non si nega a nessuno; solo chi la respinge, chi ingrato non la vuole ricevere, volontariamente si priva di Essa con sommo nostro dolore.” 

*