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giovedì 11 giugno 2015

"TERRIBILIS EST LOCUS ISTE! HAEC DOMUS DEI EST ET PORTA COELI." Genesi 28,17


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"L'UOMO, PER SOPRAVVIVERE ALLE NUOVE ED INFAUSTE SFIDE,

MESSE IN ATTO DALLO SPIRITO CHE GOVERNA IL MONDO, 

DOVREBBE PREMURARSI DI CERCARE SOLTANTO LA VOLONTÀ DI DIO, 

UNICO VERO BENE E SALVATAGGIO INFALLIBILE, 

COME SE FOSSE UN ASSETATO NEL DESERTO 

ALLA RICERCA D'UNA SORGENTE D'ACQUA VIVA."

LUCIANO MIRIGLIANO
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*XVI VOL. 9 SETTEMBRE 1923*

LA DIVINA VOLONTÀ È INFERNO
PER IL DEMONIO,
E LUI LA CONOSCE SOLO
PER ODIARLA.
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    Mi sentivo un certo timore ancora: chissà non fosse il mio adorabile Gesù che si benignava di parlarmi, col manifestarmi tante sublimi verità, specie sulla Volontà Divina, ma il nemico per trarmi in inganno; che mentre mi getta in alto, con tante verità, pare poi mi precipiti nell'abisso. 

    E dicevo tra me: “Mio Gesù, liberatemi dalle mani del nemico; io non voglio saper nulla. Quello che mi sta a cuore è salvarmi l’anima”. 

    Onde il benedetto Gesù, movendosi nel mio interno mi ha detto: 

    “Figlia mia, perché temi? Non sai tu che il meno che sappia di Me il serpente infernale è della mia Volontà? Perché non volle farla, e non facendola né la conobbe né la amò, molto meno penetrò nei segreti del mio imperscrutabile Volere per conoscerne gli effetti, il valore della mia Volontà. E se non li conosce come può parlarne? 

    Anzi! La cosa che più aborre che l’anima faccia è la mia Volontà. Lui non si cura se l’anima prega, si confessa, fa la comunione, fa penitenza, o se faccia miracoli; ma la cosa che più gli nuoce è che l’anima faccia la mia Volontà. 

    Perché come si ribellò alla mia Volontà, così fu creato in lui l’inferno, il suo stato infelice, la rabbia che lo rode. 

    Sicché la mia Volontà è inferno per lui, e ogniqualvolta vede l’anima soggetta al mio Volere, conoscerne i pregi, il valore, la santità, si sente raddoppiare l’inferno, perché vede nell’anima creare il paradiso, la felicità, la pace da lui perduta; e quanto più il mio Volere è conosciuto, tanto più resta tormentato e furibondo. 

    Quindi, come mai può parlarti del mio Volere se forma il suo inferno? E se ti parlasse, le sue parole formerebbero in te l’inferno, perché lui conosce la mia Volontà solo per odiarla, non per amarla. E ciò che si odia non porta mai la felicità, la pace! 

    E poi, la sua parola è vuota di grazia, quindi non può conferire la grazia di far fare la mia Volontà”.

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*VENGA IL TUO REGNO*

mercoledì 15 aprile 2015

* E NON ESSERE PIÙ INCREDULO MA CREDENTE! * Giovanni 20,27 *

«E NON ESSERE PIÙ INCREDULO MA CREDENTE!».
GV 20,27

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*VII VOL. 6 NOVEMBRE 1906* 

LA FEDE E LA SPERANZA
DELL’ANIMA CHE VIVE
NEL DIVIN VOLERE. 
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    Mentre stavo pregando, e secondo il mio solito, al più ciò che faccio lo faccio come se lo stessi facendo con Nostro Signore e con le sue stesse intenzioni, onde stavo recitando il credo e non avvertendo io stessa, stavo dicendo che intendevo avere la fede di Gesù Cristo, per riparare tante miscredenze e per impetrare che tutti avessero il dono della fede; in questo mentre si è mosso nel mio interno e mi ha detto: 

    “Tu sbagli, Io non avevo né fede e né speranza, né ne potevo avere, perché ero lo stesso Dio: Io ero solo Amore.” 

    Nel sentire amore, mi piaceva tanto poter essere solo amore, che, non badando, ho detto un altro sproposito, cioè: “Signore mio, vorrei essere anch’io come Te, tutto amore e niente altro.” E Lui ha soggiunto: 

    “Questa è la mia mira, perciò ti vado spesso parlando della perfetta rassegnazione, ché vivendo del mio Volere, l’anima acquista l’amore più eroico e giunge ad amarmi col mio stesso amore e diventa tutt’amore e, diventando tutt’amore, sta a mio continuo contatto, sicché sta con Me, in Me e per Me fa tutto ciò che voglio, né si muove, né desidera che il mio Volere, dove è racchiuso tutto l’amore dell’Eterno e dove resta essa racchiusa e, vivendo in questo modo, l’anima giunge quasi a sperdere la fede e la speranza, perché giungendo a vivere del Volere Divino, l’anima non si sente più a contatto della fede e della speranza, se vive del suo Volere, che cosa deve credere se l’ha trovato e ne fa suo cibo? 

    E che cosa deve sperare se già lo possiede vivendo non fuori di Dio ma in Dio? Perciò la vera e perfetta rassegnazione è il suggello della sicura predestinazione ed il possesso certo che l’anima ha di Dio. Hai capito? Pensaci bene.” 

    Io sono rimasta come incantata e dicevo tra me: “Niente meno si può giungere a questo?” E quasi dubitavo e dicevo: “Forse ha voluto tentarmi per vedere ciò che faccio io e darmi campo per dire più spropositi e per vedere dove giunge la mia superbia; ma è buono dire qualche sproposito, almeno si spinge a dire qualche cosa e si ha il bene di sentire la sua voce che fa ritornare da morte a vita.” E pensavo qual altro sproposito avrei potuto dire. In questo mentre si è mosso di nuovo ed ha replicato: 

“Tu vuoi tentarmi, non Io, e poi finisci col dubitare sulle mie verità.” 

    Poi ha fatto silenzio. Io mi sentivo confusa e pensavo alle cose che mi aveva detto, ma chi può dirle tutte? Sono cose che non si possono esprimere. 

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