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lunedì 3 luglio 2017

«FULMINI E SAETTE → SULLA CROCE DI SAN PIO»

Arma le mani di folgori e le scaglia contro il bersaglio.
Lo annunzia il suo fragore, riserva d'ira contro l'iniquità. 


Giobbe 36,32-33



*

Tanta paura ieri pomeriggio a San Giovanni Rotondo. 

Un violentissimo temporale ha rovesciato le sue abbondanti acque con fulmini e saette
che hanno addirittura colpito la croce della nuova chiesa dedicata a San Pio da Pietrelcina. 

Mai successo.

Le fragorose scariche hanno spezzato la croce alla sommità - alta 40 metri - danneggiando solo quel fronte 
rivolto verso la Casa della Divina Volontà di Adriana Pallotti, 
figlia spirituale di Padre Pio. 

I pezzi sono giunti sino a me, adagiandosi persino sui gradini.

Non sappiamo se pure in questo luogo come altrove corre lo stesso detto. 

Tuttavia però crediamo che anche qui, a San Giovanni Rotondo, 

non cade foglia che Dio non voglia. 


Al buon intenditor, poche parole bastano!
Luciano Mirigliano



*
TERZO CANTO DEL SERVO DEL SIGNORE


6Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,

le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
7Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.
8È vicino chi mi rende giustizia:
chi oserà venire a contesa con me? Affrontiamoci.
Chi mi accusa? Si avvicini a me.
9Ecco, il Signore Dio mi assiste:
chi mi dichiarerà colpevole?
Ecco, come una veste si logorano tutti,
la tignola li divora.

Isaia 50,6-9


– LIBRO DI CIELO –

*

*XII VOL. 12 GIUGNO 1918*

L’UOMO COL PECCATO 
VA INCONTRO ALLA GIUSTIZIA DIVINA. 
GESÙ HA FATTO TUTTO PER NOI.

    Trovandomi nel solito mio stato, stavo dicendo al mio sempre amabile Gesù: “Come è possibile, Tu hai fatto tutto per noi, hai soddisfatto tutto, hai in tutto reintegrato la gloria del Padre da parte delle creature, in modo da coprirci tutti come con un manto d’amore, di grazie, di benedizioni, e con tutto ciò i flagelli cadono quasi rompendo il manto di protezione di cui ci hai coperto”. 

Ed il mio dolce Gesù, interrompendo il mio dire mi ha detto:

    “Figlia mia, è vero tutto ciò che tu dici. Tutto, tutto ho fatto per la creatura. L’amore mi spingeva tanto verso di lei, che per essere sicuro di metterla in salvo, la volli ravvolgere dentro del mio operato come dentro d’un manto di difesa. Ma la creatura, ingrata, col peccato volontario rompe questo manto di difesa, sfugge da sotto le mie benedizioni, grazie e amore, e mettendosi a cielo aperto resta colpita dai fulmini della divina giustizia. Non sono Io che colpisco l’uomo, è lui che col peccato viene incontro a riceverne i colpi. Prega, prega per la grande cecità delle creature”.


sabato 4 marzo 2017

«AVVERTIMENTO → “ODIARE IL MALE IN MODO DIVINO”»

“QUI PER LA PRIMA VOLTA APPARVE CHIARO IN OCCIDENTE
CHE IL CRISTIANESIMO POTEVA VANTARSI
D'AVER SCHIACCIATO IL DRAGO,
IL QUALE ERA TUTTE LE ALTRE FEDI:
ESSE AVEVANO DOVUTO TRASMETTERE ALL'ANGELO
OGNI LORO SPECULAZIONE E OGNI LORO SEDUZIONE.
L’APPARIZIONE GARGANICA ABBAGLIÒ TUTTA L’EUROPA.”
Giuseppe Ungaretti

*
*LUISA PICCARRETA*
«70° ANNIVERSARIO DELLA NASCITA AL CIELO»

*

CHIESA MILITANTE E FUOCO AMICO


Domanda: v’è condanna peggiore che separarsi da Cristo, dalla sua adorabile Divina Volontà?

   «Demonio: Chi vive secondo la legge dell'Altissimo non conta niente, è deriso, è calpestato, è disprezzato. Ma sono anche costretto a dirvi che un giorno si capovolgeranno le sorti: i gaudenti saranno colpiti dalla giustizia dell'Altissimo. Per questo, o uomini, pensate alla vostra fine; la vostra vita e i vostri piaceri passeranno molto più in fretta di quanto non pensiate. Chi invece in questa vita ha sofferto ed è stato umiliato per la sua fedeltà conoscerà la gloria per la vita eterna. Sembravano sconfitti, ma appariranno vincitori; sembravano pazzi, ma appariranno come i veri sapienti, perché hanno guardato all'esempio di Colui (Si riferisce a Cristo) che li ha preceduti e sostenuti con la sua forza. Come fu cantato il solenne "Osanna" quando Lui (Si riferisce ancora a Cristo) entrò nei cieli, con altrettanta gioia saranno accolti i suoi nella gloria eterna. Dopo una vita di dolori e di disprezzo, di vergogna e di fatica, di tenebre e di croci ... raccoglieranno e per sempre la gioia meritata. Il pensiero della loro vittoria ci riempie di rabbia. Ma ora bastaaaaa... non voglio più parlare! ». (IL CIELO COSTRINGE SATANA A PARLARE. ESORCISMO DI PADRE HEINRICH KREUZER 21.02.1984 — “Chi serve la verità è calpestato in questa vita”)

   Nel gergo militare il “fuoco amico” sta ad indicare una particolare circostanza in cui dei soldati o mezzi per la difesa vengono a trovarsi sotto un tipo di attacco davvero molto insidioso, imprevedibile e dal quale riesce assai più difficile difendersi, quindi “salvarsi”. Vale a dire stare in prossimità del mirino, vicino, nel “fuoco” incrociato delle proprie batterie o sotto tiro a quelle alleate. 

   Sì, questi sono i proiettili dei nemici “nascosti”, i cosiddetti dardi infuocati dei nuovi Giuda degli ultimi tempi, quelli scagliati contro Verità e Vita. Mentre avanza implacabile sulla via del mondo, asfaltato come non mai dall'oscura volontà dell'uomo, il gusto dell'orrido, l’orrore della morte seconda:

   «Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé. Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere. Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco.» Ap 20, 11-15

   Colpi su colpi e più laceranti che mai, perciò “mortali”. Questi non meglio identificabili esseri hanno succhi gastrici talmente potenti da poter divorare, distruggere in un istante qualunque preda o meglio “verità” dell'Evangelo, scomoda, non in linea con le loro ormai pubbliche e sinistre menzogne. Il sentimento della vergogna è scomparso per sempre dal loro putrido cuore. Una orribile mutazione.

Sì, la specie cattolica è davvero a rischio estinzione. 

IL GIUDICE INIQUO
   Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi: «C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente a importunarmi». E il Signore soggiunse: «Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?». Lc 18,1-8

Come si realizzerà la venuta del Signore nella gloria?

   Dopo l'ultimo sconvolgimento cosmico di questo mondo che passa, la venuta gloriosa di Cristo avverrà con il trionfo definitivo di Dio nella Parusia e con l'ultimo Giudizio. Si compirà così il Regno di Dio. [Catechismo della Chiesa Cattolica - Compendio n. 134]
  
   Il “fratricida” spirituale, ossia la più temibile forma di assassinio o omicidio perpetrato proditoriamente, è l’uccisore dell'anima del proprio fratello o della propria sorella. Con tale atto così sacrilego tal individuo che si professa "cattolico" rinnega non solo la propria appartenenza alla comunità religiosa. Ma chi promuove scandali e commette siffatti e inenarrabili reati ha anche provocato una terribile rottura, cioè un dissenso universale all'interno, proclamando di fatto un'irrevocabile “scisma”. Stiamo forse assistendo alla profetica impostura nella Chiesa descritta dal Catechismo?

    Ecco il punto. Qui non si tratta affatto di giudicare, ma di prendere piuttosto le dovute distanze, infinite, dal “male”  imperante.

    “La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra [Cf Lc 21,12; Gv 15,19-20] svelerà il "Mistero di iniquità" sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità.” [CCC n. 675 – L'ultima prova della Chiesa.]

    Si definiscono custodi superiori e promotori della vita e praticano invece le vie della morte, favorendo il consenso a norme inique come l’aborto, l’eutanasia, la distruzione della famiglia naturale con “unioni civili” aberranti e dissolute. Scaltri ed ostinati come i figli delle tenebre, anziché miti ed umili di cuore:

“Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l'amaro in dolce e il dolce in amaro.
Guai a coloro che si credono sapienti
e si reputano intelligenti”.
Isaia 5, 20-21



LA MADONNA CONDANNA LA MASSONERIA
Non disprezzate le profezie (1Tess 5,20)   

    «Il Sacramento del Matrimonio che simboleggia l'unione di Cristo con la Sua Chiesa sarà attaccato e profondamente profanato. La Massoneria, che sarà al potere, approverà leggi inique con lo scopo di liberarsi di questo sacramento. Inoltre, in questi tempi infelici, vi sarà una lussuria sfrenata… In questo supremo momento di bisogno della Chiesa, quello che dovrebbe parlare rimarrà in silenzio.

    Il Clero secolare lascerà molto a desiderare perché i sacerdoti diventeranno negligenti nei loro sacri doveri. Non avendo la bussola divina essi si allontaneranno dalla strada tracciata da Dio per il ministero sacerdotale e saranno attaccati ai beni e alle ricchezze… Quanto soffrirà la Chiesa durante questa notte buia! Mancando un Prelato e Padre che li guidi con amore paterno, dolcezza, fortezza, saggezza e prudenza, molti sacerdoti perderanno il loro spirito, ponendo le proprie anime in grande pericolo. Questo segnerà l’arrivo della Mia ora".

   "Attraverso l’acquisizione del controllo su tutte le classi sociali, le sette tenderanno a penetrare con grande astuzia nel cuore delle famiglie e distruggeranno persino i bambini. Il diavolo si farà gloria di nutrirsi con perfidia dei cuori dei bambini. L’innocenza dell’infanzia quasi scomparirà. Così si perderanno le vocazioni dei religiosi. E questo sarà un vero disastro. I religiosi abbandoneranno i loro doveri sacri e si allontaneranno dalla via segnata per loro da Dio…

    Satana avrà il controllo di questa terra attraverso gli errori di uomini senza fede i quali, come una nuvola nera, oscureranno il cielo della repubblica consacrata al Sacro Cuore del Mio divino Figlio. Questa repubblica, avendo consentito l’ingresso di tutti i vizi, dovrà subire ogni sorta di castighi, tra i quali ci saranno pestilenze, carestie, lotte fra le persone e gli stranieri che indurranno un gran numero di anime all’apostasia e alla perdizione... E per disperdere queste nubi nere che nascondono il giorno chiaro della libertà della Chiesa, ci sarà una formidabile e terribile guerra nella quale scorrerà il sangue di nativi e stranieri, di sacerdoti regolari e secolari e anche di monache…Quella notte sarà la più orribile, perché sembrerà all’umanità che il male abbia trionfato; e allora la mia ora sarà giunta per detronizzare l’orgoglioso Satana in una maniera sorprendente, schiacciandolo sotto il mio piede e incatenandolo negli abissi infernali, liberando così finalmente la Chiesa e la Nazione dalla sua crudele tirannia".» [Madonna del Buon Successo, Quito, 21 Gennaio 1610]

   Carne, carne e poi carne. Niente spirito. Terra, terra e poi ancora terra. Niente Cielo. Nelle loro parole, del vero Signore Gesù nuovamente tradito, non ne parlan più. Il peccato di superbia di Lucifero si perpetua inesorabile. La disobbedienza al Padre Nostro (cfr. Atti 5,29) continua da secoli nel Mysterium iniquitatis. 

Perfino San Pio da Pietrelcina sosteneva: «Meglio una Chiesa vuota che profanata e piena di diavoli». 

   «Certo, il diavolo non è l'unico responsabile di questo disastro, ma ne è il primo e principale istigatore, colui che disturba le menti degli uomini e le porta a confondere la verità con l'errore, il bene col male; colui che inaridisce i cuori e indebolisce le volontà. E così, per l'azione corrosiva e martellante di questo nemico invisibile, anche molti cristiani, da figli di Dio quali erano, si ritrovano ad essere povere larve di umanità, vermi striscianti, impantanati nel fango di una vita senza Dio e contro Dio. E la risposta di molti pastori di anime davanti a questo disastro è solo quella del silenzio sull'esistenza e sull'azione nefasta del diavolo. Alcuni altri poi, pastori rinnegati, traditori del Signore e della loro missione, assassini di anime e nemici della verità, più ostinati nel demolire il regno di Dio che impegnati a edificano ... del diavolo negano perfino l'esistenza... con sua grande soddisfazione. Dunque, tace (o nega) chi dovrebbe parlare.» [Da: “Gloria o dannazione” – Sac. Enzo Boninsegna]

La menzogna e il vizio dilagano sempre più a Roma, mentre di contro sembrano morte e sepolte la verità e la virtù: 

   «Voi che avete per padre il diavolo, e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin da principio e non ha perseverato nella verità, perché non vi è verità in lui. Quando dice il falso, parla del suo, perché è menzognero e padre della menzogna». Gv 8,44

   «Ma con profondo dolore bisogna aggiungere che se in passato gli assalti alla Chiesa provenivano prevalentemente dall'esterno, oggi sempre più spesso vengono anche dal suo interno. Il diavolo che ieri ha fatto crocifiggere il Cristo, cerca oggi di crocifiggere la Chiesa e lo fa in buona parte per mezzo di nuovi Giuda: figli e ministri della stessa Chiesa. Durante un esorcismo il diavolo ha svelato la sua terrificante strategia: “Ci saranno molti apostati e io mi servirò di molti preti per costruire la mia chiesa”.» [Da: “Gloria o dannazione” – Sac. Enzo Boninsegna]

   Prelati, vescovi e sacerdoti che purtroppo non “parlano” più secondo i doveri del proprio stato delle verità evangeliche da testimoniare, non negoziabili. Ma anche bravi giornalisti e scrittori che, sebbene parlino, tuttavia a volte lo fanno in maniera decisamente impropria o addirittura fuorviante; contribuendo in tal maniera al depistaggio della verità e ad incrementare la confusione del diavolo con errori di valutazione veramente madornali. Il Cristianesimo è essenzialmente un cammino penitenziale, quaresimale, di mortificazione continua dell’umano volere. Non è sempre facile ricordarlo, neppure mantenere eretta la posizione; malgrado ciò però dovremmo stare ciascuno al nostro “posto” e sprofondare nel proprio “nulla”.

    Un detto autorevole degli antichi Padri del deserto afferma che: «l’umiltà è l’arte di trovarsi esattamente al proprio posto». Difatti però nella lotta, quei pochi cattolici genuini rimasti ancora in piedi con la schiena dritta sono privi di figure di riferimento, ovvero di “autorità” ecclesiastiche credibili e degne di nota che, stando al proprio posto di combattimento, possano confermarli nella loro vera fede. Quasi tutti, tacciono e si nascondono.

Da chi andremo, Signore? Tu o consolatore, tu solo hai parole di vero amore. (Cfr. Gv 6,68)

   Perché Gesù ci invita allora ad odiare il male in maniera non umana, ma piuttosto divina, ossia in modo assoluto; cosa intende dirci? Voi ricordate i tre pastorelli a Fatima, in particolare Francesco e Giacinta dopo la visione dell’inferno esperita grazie alla Madonna? Garabandal? Sì, questa è la direzione; questi sono i tempi dell’avvenire. Di un futuro piuttosto oscuro se non si cambia in fretta traiettoria, vita e Volontà.

   Il traguardo finale del mondo, della storia che cammina da millenni lungo gli argini del dolore, dentro al fiume dell’umano volere, di una creatura umana che sopravvive da circa sei mila anni su un pianeta disabitato dall’amore è il Regno di Dio, della Divina Volontà: come in Cielo così in terra.

  Tuttavia però il tragitto lungo e tortuoso di quest'uomo ormai stanco e affaticato, oppresso sta conducendo ad un epilogo a sorpresa davvero glorioso, inaudito. Egli, ch'è la sua pupilla, l’immagine stessa del Dio vivente e onnipotente, sebbene decaduto nella colpa. Ma ciononostante resta comunque una creatura unica, la più speciale e anche felicissima perché privilegiata: divina. Ecco il motivo per il quale è invidiata alla massima potenza dalle più infide e avverse potenze del male. Per quel meraviglioso richiamo alle sue origini, nell'ordine ed al suo posto, nello scopo per cui fu creata da Dio; per quell'incredibile progetto del Padre che fa tremar tutto l'inferno e che proprio ora è destinato a compiersi, a farle raccogliere, alla sua amata e incoronata, in eredità, il “dono” dei doni. Un tesoro immenso lasciato ancora lì, in sospeso. O fortunatissima creatura, potente come nessun altra nel cosmo, svegliati e rimettiti la tua corona. 

Altro che utopia! 

"Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza." [Dante – Inferno. Canto XXVI]

   Della SS. Trinità, ella, tal creatura, è stata creata a sua sublime somiglianza. Elevata e chiamata di nuovo a quella gloria che supera ogni altra gloria sinora conosciuta, vale a dire alla santità delle santità. Sì, dall'oscura notte dei tempi, dalla catastrofe che incombe sta per sorgere una nuova fulgida luce, una nuova umanità cristiana, che abbaglierà persino quella del sole con le sue piccole stelle. E Vita nova sarà.

    «Ho detto che ciò dovrà accadere soprattutto alla fine del mondo, e ben presto, perché l'Altissimo e la sua santa Madre intendono plasmare dei santi così eccelsi, da superare in santità la maggior parte degli altri santi, quanto i cedri del Libano sorpassano gli arbusti. Così fu rivelato ad un'anima santa, la cui vita è stata scritta dal De Renty. Queste anime grandi, piene di grazia e di zelo, saranno prescelte da Dio per combattere i suoi nemici frementi da ogni parte. Avranno una particolare devozione alla Vergine santissima. Saranno rischiarate dalla sua luce, nutrite del suo latte, guidate dal suo spirito, sostenute dal suo braccio, custodite sotto la sua protezione, di modo che combatteranno con una mano e costruiranno con l'altra. Con una mano combatteranno, rovesceranno, schiacceranno gli eretici e le loro eresie, gli scismatici e i loro scismi, gli idolatri e la loro idolatria, i peccatori e le loro empietà.» [«Trattato della vera devozione a Maria» di S. Luigi Maria Grignion de Montfort]

O SS. Vergine, Regina di tutti gli Angeli e i Santi, l'ora del tuo agognato trionfo ormai è vicina. Salvaci o Maria e santificaci. 


TERZO FIAT SANTIFICANTE
Luciano Mirigliano*


*


«Chi è da Dio ascolta le parole di Dio:
per questo voi non le ascoltate, perché non siete da Dio». 

Gv 8,47

*

*XII VOL. 8 APRILE 1918*

DIFFERENZA TRA IL VIVERE UNITO CON GESÙ,
E VIVERE NEL DIVIN VOLERE.

Ritornando sul punto del vivere nel Volere Divino, mi era stato detto che era come vivere nello stato d’unione con Dio, ed il mio sempre amabile Gesù nel venire mi ha detto:

   “Figlia mia, c’è gran differenza tra il vivere unito con Me, e vivere nel mio Volere”. E mentre ciò diceva, mi ha steso le braccia e mi ha detto: “Vieni nel mio Volere, anche un solo istante, e vedrai la gran differenza”.

   Io mi son trovata in Gesù, il mio piccolo atomo nuotava nel Volere Eterno. E siccome questo Volere Eterno è un atto solo che contiene tutti gli atti insieme, passati, presenti e futuri, io, stando nel Volere Eterno prendevo parte a quell’atto solo, che contiene tutti gli atti, per quanto a creatura è possibile. Io prendevo parte anche agli atti che non esistono e che dovranno esistere fino alla fine dei secoli, e finché Dio sarà Dio. Ed anche per questi io l’amavo, lo ringraziavo, lo benedivo, ecc. Non c’era atto che mi sfuggisse. Ed ora prendevo l’amore del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, lo facevo mio, come era mio il loro Volere, e lo davo a Loro come mio.

    Com’ero contenta di poter dar Loro l’amore Loro come mio, e come Loro trovavano il pieno contento e sfogo completo nel ricevere da me il loro amore come mio. Ma chi può dire tutto? Mi mancano i vocaboli. Ora, il benedetto Gesù mi ha detto:

    “Hai visto che cosa è vivere nel mio Volere? È scomparire. È entrare nell’ambito dell’Eternità. È penetrare nell’onniveggenza dell’Eterno, nella mente increata. E prendere parte a tutto per quanto a creatura è possibile ed a ciascun atto divino. È fruire anche stando in terra a tutte le qualità divine. È odiare il male in modo divino. È quello spandersi a tutti senza esaurire, perché la Volontà che anima questa creatura è Divina. È la santità non ancora conosciuta, che farò conoscere e che metterà l’ultimo ornamento ed il più bello, il più fulgido a tutte le altre santità. E sarà corona e compimento di tutte le altre santità.

   Ora, vivere unito con Me non è scomparire, si veggono due esseri insieme, e chi non scompare non può entrare nell’ambito dell’eternità per prendere parte a tutti gli atti divini. Pondera bene e vedrai la gran differenza”.


















 * Note – Dedicato alla mia piccola Adriana Pallotti, ad una vera combattente della fede Cattolica che ha saputo non solo resistere, ma anche trionfare. Che ha scelto di cavalcare il destriero potente del Divin Volere; la vittoria seguendo il vero Gesù. Un’anima eroica che ha vissuto di Volontà Divina ed odiato il male in modo Divino. Pioniera di una santità sconosciuta, sull’esempio della dilettissima: mamma Luisa. Rimasta al proprio posto, ardente e fedele fino alla fine. Entrata nell’ambito dell’eternità il 22 Dicembre 2016. A te o mia cara, dal dolce Cielo: ora pro nobis peccatoribus. Fiat!

giovedì 13 ottobre 2016

«FATIMA 13 OTTOBRE 1917 → IL CENTENARIO DELLE APPARIZIONI»


«LA VOSTRA LIBERAZIONE È VICINA»


Rubbio  (Vicenza),  31  dicembre  1992.  Ultima  notte  dell'anno.

LA  FINE  DEI  TEMPI.

«Lasciatevi  docilmente  ammaestrare  da  Me,  figli  prediletti. In  questa  ultima  notte  dell'anno,  raccoglietevi  in  preghiera  e  nell'ascolto  della  parola  della vostra  Mamma  Celeste,  Profetessa  di  questi  ultimi  tempi. Non passate  queste  ore  nel  frastuono  e  nella  dissipazione,  ma  nel  silenzio,  nel  raccoglimento, nella  contemplazione. Vi  ho  più  volte  annunciato  che  si  approssima  la  fine  dei  tempi  e  la  venuta  di  Gesù  nella  gloria. Ora  voglio  aiutarvi  a  comprendere  i  segni  descritti  nella  Divina  Scrittura,  che  indicano  ormai vicino  il  suo  glorioso  ritorno. 

Questi  segni  sono  chiaramente  indicati  dai  Vangeli,  dalle  Lettere  di  S.  Pietro  e  di  S.  Paolo,  e  si stanno  realizzando  in  questi  anni. 

→ Il  primo segno è  la  diffusione  degli  errori,  che  portano  alla  perdita  della  fede  ed all'apostasia. Questi  errori  vengono  propagati  da  falsi  maestri,  da  celebri  teologi  che  non  insegnano  più  le verità  del  Vangelo,  ma  perniciose  eresie,  basate  su  errati  ed  umani  ragionamenti. È  a  motivo dell'insegnamento  degli  errori  che  si  perde  la  vera  fede  e  si  diffonde  ovunque  la grande  apostasia. 

"Fate  attenzione  e  non  lasciatevi  ingannare.  Perché  molti  cercheranno  di  ingannare  molta gente. Verranno  falsi  profeti  ed  inganneranno  moltissimi".  (Mt. 24,5-9). 

"Il  giorno  del  Signore  non  verrà  prima  che  ci  sia  stata  la  grande  apostasia".  (2 Ts. 2,3). 

"Verranno  tra  voi falsi  maestri.  Essi  cercheranno  di  diffondere  eresie  disastrose  e  si metteranno  perfino  contro  il  Signore  che  li  ha  salvati.  Molti  li  ascolteranno  e  vivranno,  come loro,  una  vita  immorale.  Per  colpa  loro,  la  fede  cristiana  sarà  disprezzata.  Per  il  desiderio  di ricchezza,  vi imbroglieranno con  ragionamenti sbagliati".  (2 Pt. 2,1-3). 

→ Il  secondo  segno  è  lo  scoppio  di  guerre  e  di  lotte  fratricide,  che  portano  al  predominio  della violenza  e  dell'odio  ed  a  un  generale  raffreddamento  della  carità,  mentre  si  fanno  sempre  più frequenti  le  catastrofi  naturali  come  epidemie,  carestie,  inondazioni  e  terremoti. 

"Quando  sentirete  parlare  di  guerre,  vicine  o  lontane,  non  abbiate  paura;  bisogna  che  ciò avvenga. I  popoli  combatteranno  l'uno  contro  l'altro,  un  regno  contro  un  altro  regno.  Ci  saranno carestie  e  terremoti  in  molte  regioni.  Tutto  questo  sarà  solo  l'inizio  di  sofferenze  più  grandi. Il  male  sarà  tanto  diffuso  che  l'amore  di  molti  si  raffredderà.  Ma  Dio  salverà  chi  resisterà sino  alla  fine".  (Mt. 24,6-12). 

→ Il  terzo  segno è  la  sanguinosa  persecuzione  di  coloro  che  si  mantengono  fedeli  a  Gesù  ed  al suo  Vangelo  e  permangono  forti  nella  vera  fede.  Frattanto  il  Vangelo  viene  predicato  in  ogni parte  del  mondo. 

Pensate,  figli  prediletti,  alle  grandi  persecuzioni  cui  viene  sottoposta  la  Chiesa  ed  allo  zelo apostolico  degli  ultimi  Papi,  sopratutto  del  mio  Papa  Giovanni  Paolo  II,  nel  portare  a  tutte  le nazioni  della  terra  l'annuncio  del  Vangelo. "Voi  sarete  arrestati,  perseguitati  ed  uccisi.  Sarete  odiati  da  tutti  per  causa  mia.  

Allora  molti abbandoneranno  la  fede;  si  odieranno  e  si  tradiranno  l'un  l'altro.  Intanto  il  messaggio  del regno  di  Dio  sarà  annunciato  in  tutto  il  mondo;  tutti  i  popoli  dovranno  sentirlo.  E  allora  verrà  la fine".  (Mt. 24,9-10). 

→ Il  quarto  segno è  l'orribile  sacrilegio,  compiuto  da  colui  che  si  oppone  a  Cristo,  cioè dall'anticristo.  Entrerà  nel  tempio  santo  di  Dio  e  siederà  sul  suo  trono,  facendosi  adorare  lui stesso  come  Dio. 

"Costui  verrà  a  mettersi  contro  tutto  ciò  che  gli  uomini  adorano  e  chiamano  Dio.  Il  malvagio verrà  con  la  potenza  di  Satana,  con  tutta  la  forza  di  falsi  miracoli  e  di  falsi  prodigi.  Userà  ogni genere  di  inganno  maligno  per  fare  del  male".  (2 Ts. 2,4-9).  

"Un  giorno  vedrete  nel  luogo  santo colui  che  commette  l'orribile  sacrilegio.  Il  profeta  Daniele  ne  ha  parlato.  Chi  legge  cerchi  di comprendere".  (Mt.24,15).  

Figli  prediletti,  per  capire  in  che  cosa  consiste  questo  orribile sacrilegio,  leggete  quanto  viene  predetto  dal  profeta  Daniele. "Va,  Daniele,  queste  parole  sono  nascoste  e  sigillate  sino  al  tempo  della  fine.  

Molti  saranno purificati,  resi  candidi,  integri,  ma  gli  empi  continueranno  ad  agire  empiamente.  Nessuno  degli empi  intenderà  queste  cose,  ma  i  saggi  le  comprenderanno.  Ora,  dal  tempo  in  cui  sarà  abolito  il sacrificio  quotidiano   e   sarà   eretto   l'abominio   della   desolazione,   ci   saranno milleduecentonovanta giorni.  Beato   chi   aspetterà   con   pazienza   e   giungerà   a milletrecentotrentacinque  giorni". (Dn. 12,9-12). 

La  Santa  Messa  è  il  sacrificio  quotidiano,  l'oblazione  pura  che  viene  offerta  al  Signore  in  ogni parte,  dal  sorgere  al  tramonto  del  sole. 

Il  sacrificio  della  Messa  rinnova  quello  compiuto  da  Gesù  sul  Calvario.  Accogliendo  la  dottrina protestante,  si  dirà  che  la  Messa  non  è  un  sacrificio,  ma  solo  la  sacra  cena,  cioè  il  ricordo  di ciò  che  Gesù  fece  nella  sua  ultima  cena.  E  così  verrà  soppressa  la  celebrazione  della  santa Messa.  In  questa  abolizione  del  sacrificio  quotidiano  consiste  l'orribile  sacrilegio  compiuto dall'anticristo,  la  cui  durata  sarà  di  circa  tre  anni  e  mezzo,  cioè  di  milleduecentonovanta giorni. 

→ Il  quinto  segno  è  costituito  da  fenomeni  straordinari,  che  avvengono  nel  firmamento  del cielo. "Il  sole  si  oscurerà,  la  luna  perderà  il  suo  splendore,  le  stelle  cadranno  dal  cielo  e  le  potenze del  cielo  saranno  sconvolte".  (Mt. 24,29). 

Il  miracolo  del  sole,  avvenuto  a  Fatima  durante  la  mia  ultima  apparizione,  vuole  indicarvi  che siete  ormai  entrati  nei  tempi  in  cui  si  compiranno  questi  avvenimenti*,  che  vi  preparano  al ritorno  di  Gesù  nella  gloria. 

"Allora  si  vedrà  nel  cielo  il  segno  del  Figlio  dell'uomo.  Tutti  i  popoli  della  terra  piangeranno,  e gli   uomini  vedranno  il  Figlio  dell'uomo  venire  sulle  nubi  del  cielo,  con  grande  potenza  e splendore".  (Mt. 20,40). 

Miei  prediletti  e  figli  consacrati  al  mio  Cuore  Immacolato,  vi  ho  voluto  ammaestrare  su  questi segni,  che  Gesù  nel  suo  Vangelo  vi  ha  indicati,  per  prepararvi  alla  fine  dei  tempi,  perché  essi  si stanno  realizzando  nei  vostri  giorni. 

L'anno  che  si  chiude  e  quello  che  si  apre  fanno  parte  del  tempo  della  grande  tribolazione, durante  la  quale  si  diffonde  l'apostasia,  si  moltiplicano  le  guerre,  succedono  in  tante  parti catastrofi  naturali,  si  intensificano  le  persecuzioni,  l'annuncio  del  Vangelo  è  portato  a  tutti  i popoli,  fenomeni  straordinari  avvengono  nel  cielo  e  si  fa  sempre  più  vicino  il  momento  della piena  manifestazione  dell'anticristo. 

Allora  vi  invito  a  rimanere  forti  nella  fede,  sicuri  nella  speranza  ed  ardenti  nella  carità. Lasciatevi  portare  da  Me  e  raccoglietevi  tutti  nel  sicuro  rifugio  del  mio  Cuore  Immacolato, che  Io  vi  ho  preparato  proprio  per  questi  ultimi  tempi. Leggete  con  Me  i  segni  del  vostro  tempo  e  vivete  nella  pace  del  cuore  e  nella  fiducia. Io  sono  sempre  con  voi,  per  dirvi  che  la  realizzazione  di  questi  segni  vi  indica  con  sicurezza che  è  vicina  la  fine  dei  tempi,  con  il  ritorno  di  Gesù  nella  gloria. 

"Dalla  pianta  dei  fichi,  imparate  questa  parabola:  quando  i  suoi  rami  diventano  teneri  e spuntano  le  prime  foglie,  voi  capite  che  l'estate  è  vicina.  Allo  stesso  modo,  quando  vedrete accadere  queste  cose,  sappiate  che  la  vostra  liberazione  è  vicina".  (Mt. 24,32-33)».


AI SACERDOTI FIGLI PREDILETTI DELLA MADONNA – MSM – DON STEFANO GOBBI


[*Cfr. Luisa Piccarreta – Libro di Cielo XII Vol. 29 Gennaio 1919]



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*XII Vol. 29 GENNAIO 1919*
DIO COMPIRÀ LA TERZA RINNOVAZIONE 
DELL'UMANITÀ,
COL MANIFESTARE CIÒ CHE FACEVA
LA SUA DIVINITÀ NELLA SUA UMANITÀ.


   Stavo facendo l’adorazione alle piaghe di Gesù benedetto, ed infine ho recitato il credo intendendo di entrare nell’immensità del Voler Divino, dove stanno tutti gli atti delle creature passate, presenti e future, e quegli stessi che la creatura dovrebbe fare e che per trascuratezza e malvagità non ha fatto, ed io dicevo: “Mio Gesù, amor mio, entro nel tuo Volere ed intendo con questo credo rifare, riparare tutti gli atti di fede che non hanno fatto le creature, tutte le miscredenze, l’adorazione dovuta a Dio come Creatore”. Mentre queste ed altre cose dicevo, mi sentivo sperdere la mia intelligenza nel Voler Divino, ed una luce che investiva il mio intelletto, in cui scorgevo dentro il mio dolce Gesù, e questa luce che diceva e diceva, ma chi può dire tutto? Dirò in confuso, e poi sento tale ripugnanza, che se l’ubbidienza non fosse così severa, ma più indulgente, non mi obbligherebbe a certi sacrifici, ma Tu, vita mia, dammi la forza e non lasciare a sé stessa la povera ignorantella. 

Ora pareva che mi dicesse:

   “Figlia diletta mia, voglio farti sapere l’ordine della mia provvidenza, ogni corso di duemila anni ho rinnovato il mondo, nei primi lo rinnovai col diluvio; nei secondi duemila lo rinnovai con la mia venuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, cui come da tante fessure, traluceva la mia Divinità, ed i buoni e gli stessi santi dei secondi duemila anni son vissuti dei frutti della mia Umanità, ed a lambicco hanno goduto della mia Divinità. 

   Ora siamo in circa del terzo duemila anni, e ci sarà una terza rinnovazione, ecco perciò lo scompiglio generale, non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione, e se nella seconda rinnovazione manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochissimo ciò che operava la Divinità, ora in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata ed in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature, e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Voler Divino col mio voler umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo, ed anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Voler Divino. 

   Il mio amore vuole sfogo, e vuol far conoscere gli eccessi che operava la mia Divinità nella mia Umanità a pro delle creature, che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità. Ecco pure perché ti parlo spesso del vivere nel mio Volere, cui finora non ho manifestato a nessuno, al più hanno conosciuto l’ombra della mia Volontà, la grazia, la dolcezza che il farla Essa contiene, ma penetrarvi dentro, abbracciare l’immensità, moltiplicarsi con Me e penetrare ovunque, anche stando in terra, e in Cielo e nei cuori, deporre i modi umani ed agire coi modi divini, questo non è conosciuto ancora. Tanto che a non pochi apparirà strano, e chi non tiene aperta la mente alla luce della verità non ne comprenderà un’acca. Ma Io a poco a poco mi farò strada manifestando ora una verità, ora un’altra di questo vivere nel mio Volere, che finiranno col comprenderlo. 

   Ora, il primo anello che congiunse il vero vivere nel mio Volere fu la mia Umanità. La mia Umanità immedesimata con la mia Divinità nuotava nel Voler Eterno, ed andava rintracciando tutti gli atti delle creature per farli suoi, e dare al Padre da parte delle creature una gloria divina, e portare a tutti gli atti delle creature il valore, l’amore, il bacio del Voler Eterno. In questo ambiente del Voler Eterno Io vedevo tutti gli atti delle creature possibili a farsi e non fatti, gli stessi atti buoni malamente fatti, ed Io facevo i non fatti e rifacevo i malamente fatti. Ora, questi atti non fatti e fatti solo da Me, stanno tutti sospesi nel mio Volere, ed aspetto le creature che vengano a vivere nel mio Volere e che ripetano nella mia Volontà ciò che feci Io. 

   Perciò ho scelto te come secondo anello di congiunzione con la mia Umanità, facendosi uno solo col mio, vivendo nel mio Volere, ripetendo i miei stessi atti. Altrimenti da questo lato il mio amore rimarrebbe senza sfogo, senza gloria da parte delle creature di ciò che operava la mia Divinità nella mia Umanità, e senza il perfetto scopo della Creazione, cui deve racchiudersi e perfezionarsi nel mio Volere. Sarebbe come se avessi sparso tutto il mio sangue, sofferto tanto, e nessuno lo avrebbe saputo; chi mi avrebbe amato? Quale cuore ne resterebbe scosso? Nessuno, e quindi in nessuno avrei avuto i miei frutti, la gloria della Redenzione”.

   Ed io interrompendo il dire di Gesù, ho detto: “Amor mio, se tanto bene c’è in questo vivere nel Voler Divino, perché non lo avete manifestato prima?”
   
   E Lui: “Figlia mia, dovevo prima far conoscere ciò che fece e soffrì la mia Umanità al di fuori, per poter disporre le anime a conoscere ciò che fece la mia Divinità al di dentro; la creatura è incapace di comprendere tutto insieme il mio operato, perciò vado a poco a poco manifestandomi. Poi dal tuo anello di congiunzione con Me saranno congiunti gli altri anelli delle creature, ed avrò stuoli di anime, che vivendo nel mio Volere rifaranno tutti gli atti delle creature, ed avrò la gloria di tanti atti sospesi fatti solo da Me, anche dalle creature, e queste di tutte le classi: vergini, sacerdoti, secolari, a seconda del loro ufficio non più umanamente opereranno, ma penetrando nel mio Volere, i loro atti si moltiplicheranno per tutti in modo tutto divino, ed avrò la gloria divina da parte delle creature di tanti sacramenti ricevuti ed amministrati in modo umano, altri profanati, altri infangati dall’interesse, di tante opere buone in cui resto più disonorato che onorato.

   Lo sospiro tanto questo tempo, e tu prega e sospiralo insieme con Me, e non spostare il tuo anello di congiunzione col mio, incominciando tu per prima”.