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domenica 13 novembre 2016

«LUISA PICCARRETA E LA MASSONERIA → MONS. PICHIERRI E CASTORO: “REI DI UNA VOLONTÀ DIVINA”»


«Il premio è promesso dal Divin Maestro
non a chi ha ben incominciato,
ma a chi persevera sino alla fine. 

Vi basti l’esempio di Giuda,
il quale incominciò bene, continuò nel bene,
ma non perseverò fino alla fine e andò perduto.»

SAN PIO DA PIETRELCINA




«LA MASSONERIA È ENTRATA NELLA CHIESA. GRANDI AVVENIMENTI SI PREPARANO.»

Sebbene molto amara, siamo giunti finalmente ad una conclusione più che evidente, tuttavia. Vale a dire a quelle ragioni di fondo che ancora non ci erano del tutto chiare e in grado di spiegarci, in modo scientifico direi, il perché, il motivo per il quale sinora quei “pastori” d'anime della Chiesa, queste autorità chiamate al proprio dovere, cioè a pascere il gregge, non sono venuti in contro a soccorrerci in questa nostra “grande tribolazione”.

Lasciandoci così in uno stato di totale abbandono, costoro, come dei reietti ormai, dimenticati: peggio di Asia Bibi. Ovvero in balia di questa loro stessa agghiacciante naturalezza mediante la quale essi anziché proteggerle queste pecorelle del Signore, vero Pastore del gregge, hanno preferito piuttosto si disperdessero e rischiassero addirittura di finire tra le fauci di un lupo rapace, subdolo che non ha giammai perso il pelo né il vizio di divorarle, anzi tutt'altro; benché travestito da agnello. 

Infatti secondo un autorevole ecclesiastico, studioso della materia in oggetto, ad esempio queste eccellenze reverendissime come molti altri arcivescovi ecumenici, protestanti, filo islamici, sacerdoti, cardinali, frati, finanzieri, politici, giudici, magistrati, scienziati, moderni filosofi e teologi. Insomma professionisti d'ogni arte e mestiere della società mondiale, pur definendosi cattolici osservanti, tuttavia però nulla hanno a che spartire con quest'Istituzione Celeste e Divina, fondata da Gesù Cristo, quale è la Chiesa Cattolica di Roma. 

Tutto ciò è affatto inconciliabile nonché incompatibile con la nostra millenaria tradizione Cattolica [cfr. ROTARY, LIONS E MASSONERIA; Paolo VI: «Il corpo Mistico contro il corpo sociale di Satana, la Massoneria». Di Mons Ottavio Michelini].

Nella Enciclica «Humanum Genus» – 20 aprile 1884 – il Magistero della Chiesa ha denunciato nella Massoneria “idee filosofiche e concezioni morali opposte alla dottrina cattolica”. Nella Lettera al Popolo Italiano «Custodi» – 8 dicembre 1892 – Papa Leone XIII scriveva: «Ricordiamoci che il cristianesimo e la massoneria sono essenzialmente inconciliabili, così che iscriversi all’una significa separarsi dall’altra». 

Massima onorificenza Lionistica, “Melvin Jones Fellow”, a S.E. Monsignor Michele Castoro, Arcivescovo della Arcidiocesi di Manfredonia – Vieste – San Giovanni Rotondo, con la seguente motivazione: “Per il lungo impegno a favore del prossimo ed in particolare come pastore della comunità Sipontina, per aver compiutamente ed incisivamente svolto la propria attività di servizio con solidarietà verso il prossimo, sensibilità alla risoluzione dei problemi, e con attivo interesse al bene civico, culturale, sociale e morale della comunità, dimostrando la serietà della vocazione al servizio”. “Siamo davvero orgogliosi che anche questa personalità ricevendo questo riconoscimento sia entrata a far parte di quest’ambitissimo gruppo d’ogni parte del mondo”.

~ Il gran maestro del Grand’Oriente d’Italia Giordano Gamberini, sulla rivista massonica ‘Hiram’ del 1 febbraio 1981, rivendicò ufficialmente che sia i Rotary sia i Lions derivano e confluiscono nell’organizzazione della massoneria, scrivendo: «Melvin Jones, maestro massone di Chicago, fu tra i fondatori dei Lions. Ne divenne segretario generale e tesoriere fin dal 1917. Nel Lions, l’origine massonica risulta evidente anche dal primo stemma che si diede l’associazione. Pressoché identici rapporti con la massoneria aveva avuto il Rotary». ~  https://doncurzionitoglia.wordpress.com/about/

Cardinal Bertone: «Ma cosa vuole, Eccellenza, anche in Vaticano ci sono cardinali, vescovi e prelati iscritti alla massoneria».

« È doveroso studiare e trattare il Complotto, senza temere di essere derisi come “complottisti”. Invece minimizzare, snobbare e negligere lo studio del Complotto è una partecipazione implicita e passiva al Complotto contro Cristo, Maria, la Chiesa e la Cristianità. Mentre studiare per combattere il Complotto, significa partecipare attivamente ed esplicitamente al compimento dell’opera della Redenzione, ad “instaurare e restaurare tutto in Cristo” » S. Pio X


TRA RITARDI COLPEVOLI E ASPRE CONTESE

“Un impegno ecclesiale” da parte dell'Arcidiocesi di Trani che tarda a produrre quei frutti dovuti e necessari, improrogabili ormai alla divulgazione di uno dei carismi più importanti della Chiesa Universale, direi quello: decisivo. Luisa la santa, la nostra grande protettrice, patrimonio dell'umanità, si ritrova purtroppo ostaggio di uno stallo ecclesiale penalizzante assai, ingiustificato da parte delle autorità e in preda a umane contese.

A che punto, dunque, siamo ora con la stampa della “editio typica” degli Scritti divini della SdD Luisa Piccarreta, la loro verifica? Quando sarà avviata la sua determinante Causa di Beatificazione, indispensabile a produrre la “POSITIO” della santa, tanto attesa?

Un treno ad altissima velocità, pur tuttavia in stato di fermo, bloccato in stazione; costretto a viaggiare sui binari morti dell'umano volere di tali autorità ecclesiastiche. 
Il 3 settembre 2014 a Corato vi è stata la presentazione ufficiale della biografia di Luisa Piccarreta: “IL SOLE DELLA MIA VOLONTÀ”. Il volume è stato presentato per la prima volta in assoluto in chiesa Matrice. In questo libro si parla anche di Adriana Pallotti, addirittura della nostra piccolissima e beneamata figlia del Divin Volere. Ciononostante però non è stata neppure invitata a parteciparvi all'evento organizzato dal: Rotary Club Corato [v. anche: “Incontro con Sua Eminenza Rev.ma Monsignor Giovanni Pichierri”].
ULTIMI TEMPI?

Fatima nel segreto delle Tre Fontane.

Nel libro "Il veggente. Il segreto delle Tre Fontane" – di Gaeta Saverio – la Vergine della Rivelazione parla a Bruno Cornacchiola, un protestante convertitosi con decisione ferma alla fede cattolica. Nelle apparizioni alle Tre Fontane si affrontano temi scottanti ed inquietanti profezie già in atto, sia nel mondo e sia nella Chiesa. In modo particolare si mostra interessante la visione avuta il 24 febbraio 1968:

“Satana regna oramai in tutti i posti più alti di comando […]. Satana entrerà nei posti guida della Chiesa. […]. Le tentazioni saranno terribili, il mondo vivrà in una confusione tale che gli eletti stessi sosteranno nel dubbio! Non c’è scampo […] tutti vivranno momenti terribili di guerra, distruzione e di caos politico, religioso e culturale. Quanti errori e quante eresie serpeggiano in ogni nazione, in ogni convento. […]. Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato. […]. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare” (op. cit., p. 73).

Il 21 luglio 1998: “Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco” (op. cit., p. 210).

Il 1° febbraio 1986 Cornacchiola riceve un altro messaggio severo: “Preparatevi figli miei: la mano non posso trattenerla più! L’ira della giustizia è sopra di voi ”(op. cit., p. 150).

21 settembre 1988: “Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine” (op. cit., p. 218).

La Luce vede pazze le tenebre ed esse tuttavia vedono pazza la Luce di Dio. Ciononostante però La rifuggono terrorizzate, inquantoche son loro a spaventarsi e scappar via da Essa. Giammai il contrario.

La tenebra se tocca la Luce prende come la scossa e si sente vinta, soverchiata si allontana, diradandosi a lampi. Dunque contro le tenebre, "luce" dobbiamo essere. Luce divina cristallina.

«Il coraggio della verità è un criterio di prim’ordine della Santità». Benedetto XVI 

«Si vis salvari cum paucis, vive cum paucis» «Se vuoi salvarti con i pochi, vivi con i pochi». Sant'Agostino di Ippona


                          IN FEDE
Luciano Mirigliano e Adriana Pallotti


*

*

*XXIV VOL. 19 MARZO 1928*

COME LA VOLONTÀ DIVINA VIVE SOFFOCATA IN MEZZO ALLE CREATURE 
PERCHÉ NON È CONOSCIUTA.

GRAVE RESPONSABILITÀ 
SU COLORO CHE DOVREBBERO FARLA CONOSCERE, 
COME SI RENDONO RUBATORI. 
PREPARAZIONE A GRANDI AVVENIMENTI.


  Cuor mio e vita mia Gesù, eccomi di nuovo al grande sacrificio di ricominciare a scrivere un’altro volume, il cuore mi sanguina per lo sforzo che faccio, specie per le condizioni in cui si trova lo stato della piccola e povera anima mia. Amor mio, se tu non mi aiuti, non mi travolgi in te, non fai uso della tua potenza e del tuo amore su di me, non posso andare più avanti e sarò incapace di vergare una sola parola, perciò ti prego che trionfi in me il solo tuo Fiat! 

   E se vuoi che continui a scrivere, non abbandonarmi a me stessa, continua il tuo ufficio di maestro dettatore alla piccola anima mia, se poi non vuoi che io più scriva, bacio ed adoro il tuo Voler Divino e ti ringrazio, e ti prego che faccia profitto di tante lezioni che mi hai dato, che le rumine sempre e che modelli la mia vita secondo i tuoi insegnamenti. Mamma Celeste, Sovrana Regina, stendi su di me il tuo manto azzurro per proteggermi, guida la mia mano mentre scrivo affinché possa compiere la Divina Volontà.

  Onde, avendo compiuto il ventesimoterzo volume di scrivere, lo sa solo Gesù con quale stento e con quale sacrificio, mi lamentavo con il benedetto Gesù, che aveva tanto scarseggiato nei suoi insegnamenti, che tanto mi aveva fatto stentare per scrivere poche parole. 

   Quindi pensavo tra me: “Io non ho più che scrivere, perché se Gesù non parla, io non ho che dire, e Gesù pare che non tiene più nulla di dirmi, è vero che la storia del suo Fiat è senza limiti, non finisce mai, anche eternamente nel Cielo terrà sempre da dire sull’eterno Volere, ed essendo eterno racchiude l’infinito, e l’infinito tiene cose e conoscenze infinite da dire, in modo che non finisce mai, sembra il sole che mentre dà luce tiene sempre luce da dare, la sua luce non si esaurisce mai; ma non può essere che per me metta un limite al suo dire e faccia sosta nel raccontare la lunga storia della sua Eterna Volontà?”

   Ora, mentre ciò pensavo, il mio dolce Gesù si è mosso nel mio interno in atto d’uscire e mi ha detto:

   “Figlia mia, come sei piccola! e si vede che quanto più stai, più piccola ti fai, e come piccina vuoi misurare con la tua piccolezza la nostra grandezza; coi tuoi limiti nel dire, il nostro eterno dire e come piccola bambina che sei, ti contenti che il tuo Gesù non tiene più nulla da dirti, vorresti riposarti e ritornare ai nostri primi trastulli, giacché non hai più da far nulla; povera piccina, ma non sai tu che sono brevi soste che il tuo Celeste Gesù permette per altri suoi fini, non a te palesi, e quando meno telo pensi riprenderà il suo dire tanto importante sulla lunga storia del mio eterno Volere”.

   Dopo tanto stentare e lottare, finalmente mi son giunti gli scritti sulla Divina Volontà da Messina, ed io sentivo un contento in me ché finalmente li avevo presso di me e ringraziavo di cuore il mio dolce Gesù. Ma Gesù movendosi nel mio interno, facendosi vedere in aria di mestizia mi ha detto:

   “Figlia mia, tu sei contenta ed Io sono afflitto, se tu sapessi che peso enorme gravitava su quelli di Messina, che mentre tenevano interesse di tenerli, li tenevano a dormire, essi erano rei d’una Volontà Divina, e vedendo la inoperosità con cui li tenevano, ho permesso che fossero ritornati. 

   Ora questo peso gravita su quelli che l’hanno fatto venire con tanto interesse, se non si occupano, anch’essi saranno rei d’una Volontà Divina, e se sapessi che significa essere rei d’una Volontà sì santa, significa tenerla inceppata, mentre Essa anela, sospira d’essere tolti i ceppi, e questi si toglieranno col farla conoscere. Essa è piena di vita, scorre ovunque, involge tutto, e questa vita vive come soffocata in mezzo alle creature perché non è conosciuta, ed Essa geme perché vuole la libertà della sua vita, ed è costretta a tenere in Sé i raggi della sua luce interminabile perché non è conosciuta.

   Ora, chi è colpevole di tante pene della mia Volontà Divina? Chi deve interessarsi a farla conoscere e non lo fa; forse il mio scopo è stato di dare tante notizie del mio Fiat, senza il frutto desiderato di farla conoscere? No, no, voglio la vita di ciò che ho detto, voglio far splendere il nuovo sole, voglio il frutto di tante conoscenze che ho manifestato, voglio che il mio lavoro riceva il sospirato effetto. Difatti, quanto non ho lavorato per disporti a ricevere conoscenze sì importanti sulla mia Volontà? E tu stessa quanti sacrifici non hai fatto e quante grazie non ti ho dato per farteli fare?

   Il mio lavoro è stato lungo, e quando ti vedevo sacrificata, guardavo al gran bene che avrebbero fatto le mie conoscenze sul Fiat in mezzo alle creature, la nuova era che doveva spuntare in virtù di esse, ed il mio tenero cuore mentre soffriva nel sacrificarti, prendeva un immenso piacere nel vedere che in virtù di ciò, il bene, la pace, l’ordine, la felicità che dovevano ricevere gli altri miei figli. Quando Io faccio cose grandi ad un’anima, manifesto verità importanti, rinnovazioni che voglio fare in mezzo all’umana famiglia, non è per la creatura sola che ciò manifesto, ma perché voglio rinchiudere tutti in quel bene, come sole voglio che le mie verità splendano su di ciascuno, affinché chi voglia prenda la luce di esse.

   Non feci ciò con la mia Mamma Celeste? Ora, se Lei avesse voluto tenere celata l’incarnazione del Verbo, qual bene avrebbe portato la mia venuta sulla terra? Nulla, sarei partito al Cielo senza dare a nessuno la mia vita, e la Sovrana Regina, se mi avesse celato, sarebbe stata rea e rubatrice di tutto il bene e di tante mie vite divine che dovevano ricevere le creature. Così saranno rei e rubatori di tutto il bene che porteranno le conoscenze sul mio Fiat Divino, perché Esso porterà tante vite di luce, di grazia ed i beni immensi che contiene una Volontà Divina.

   Perciò grave peso gravita su coloro che dovrebbero occuparsi, se continueranno a far stare inoperosi soli sì benefici di tante verità sul mio eterno Volere, e se tu per la prima ti volessi opporre a far conoscere ciò che riguarda la mia Volontà, la prima rubatrice di tanti soli saresti tu, e di tanti beni che devono ricevere le creature per mezzo di queste conoscenze”.

   Poi, con un’accento più tenero ha soggiunto:

   “Figlia mia, il mondo sta come bruciato, non vi è chi versi su di loro quell’acqua pura che li disseti, e se bevono è l’acqua torbida della loro volontà che li brucia di più. Gli stessi buoni, i figli della mia Chiesa che cercano di fare il bene, dopo aver fatto il bene non sentono la felicità del bene, ma piuttosto il peso del bene che le porta la mestizia e la stanchezza, sai perché?

   Perché manca nello stesso bene la vita del mio Fiat, che contiene la forza divina che toglie qualunque stanchezza, manca la luce ed il calore della mia Volontà che tiene virtù di svuotare qualunque peso e di raddolcire tutte le amarezze, manca la rugiada benefica del mio Fiat che imperla le azioni delle creature, e le fa comparire tanto belle da portarle la vita della felicità, manca l’acqua che sempre sorge del mio Volere che mentre feconda in modo divino, dà vita e disseta, e perciò bevono e bruciano di più. Vedi dunque com’è necessario che le sue conoscenze siano conosciute, e si facciano vie in mezzo alle creature per porgere a ciascuno la vita della mia Volontà, con la sorgente dei beni che Essa contiene.

   Tutti sentono, anche quelli che si dicono più buoni, che li manca una cosa necessaria, sentono le loro opere non compiute, e tutti sospirano un’altro bene, ma essi stessi non sanno che cosa sia. È la pienezza e totalità del mio Fiat Divino che manca negli atti loro, e perciò le loro opere sono come a metà, perché solo col mio, e nel mio Volere, si possono fare opere compiute. Quindi, Esso sospira che sia conosciuto per portare la sua vita ed il compimento alle opere delle sue creature, molto più che grandi avvenimenti sto preparando, dolorosi e prosperi, castighi e grazie, guerre improvvise ed inaspettate, tutto per disporre a ricevere il bene delle conoscenze del mio Fiat e, se le lasceranno dormire senza slanciarle in mezzo alle creature, renderanno senza frutto gli avvenimenti che sto preparando; qual conto non mi daranno? 

Mentre con queste conoscenze sto preparando la rinnovazione e la ripristinazione dell’umana famiglia. Quindi da parte tua non mettere nessun’ostacolo e seguita a pregare che presto venga il regno della mia Divina Volontà”.







NOTA – Il titolo originale del suddetto capitolo copiato direttamente dall'originale manoscritto di Luisa Piccarreta è: «Ritrosia nello scrivere sulla piccolezza. Ritorno degli scritti. Come la Volontà Divina vive soffocata in mezzo alle creature perché non è conosciuta. Grave peso su coloro che dovrebbero farla conoscere, come si rendono rubatori. Preparazione di grandi avvenimenti».

domenica 30 ottobre 2016

«UN TERREMOTO PROTESTANTE → LA FEDE È CROLLATA IN GINOCCHIO: ULTIMO BALUARDO»


*

«QUANDO IL FIGLIO DELL’UOMO RITORNERÀ,
TROVERÀ ANCORA LA FEDE SULLA TERRA?» 
(LC 18,8)

*

« LUI È LÌ »

Giace vivo, da duemila anni.

E impera solitario su tutti con il suo silenzio maestoso, elegante. Sottomesso. 

Che sorge più che sole sopra il mondo, sempre fermo, costante 
il suo ritorno nel mistero sublime della Eucaristia. 

Di un Dio che per non incuterci spavento si è annichilito e fatto uomo, pane crocifisso.

Che sovrasta tutto e tutti, il Cosmo intero. 

Ed ogni passo, uman pensiero incapace di comprenderLo, onorarLo 
è come un'onda che si infrange dinanzi al suo divin cospetto. 

Vero, reale, issato sulla roccia della Vita.

Imbattuti, quanti filosofi e pensatori, teologi troppo umani, moderni e pagani; ciechi e inghiottiti dal proprio smisurato io hanno fallito sulla via con il loro inutile e dannoso speculare. 

Innanzi a te o Gesù, Signore dei tabernacoli e padrone della terra, dei Cieli.

Perdona loro, poiché non hanno saputo, né voluto mangiarti, con la testa, le labbra, la bocca e i denti del cuore. 

Bramarti e stringerti.

Perdonaci tutti perché troppo pochi son quelli che han desiderato veramente amarti ed adorarti come tu ardi e desideri esser amato: col tuo stesso divin amore.

Lascia allora che io ti baci o Cristo, un misero nulla, ma tutto Tuo. 

Per me e per tutti. 

Con lo stesso palpito del tuo infuocato amore o Signore.

Con gli occhi della Fede, Speranza e Carità. 

Con le dolcissime carezze della tua Divina Volontà.

Cristus vincit, Cristus regnat, Cristus imperat.

Luciano Mirigliano

*

*

*XI VOL. 30 OTTOBRE 1916*

LA PERVERSITÀ DELLE NAZIONI, 
SPECIALMENTE DELL’ITALIA, 
ATTIRERÀ ALTRI CASTIGHI.

   Stavo lamentandomi con il mio sempre amabile Gesù, che in questi giorni passati, stentatamente ci veniva, oppure appena avvertivo la sua ombra e scompariva.  

Ed il benedetto Gesù mi ha detto:

   “Figlia mia, come subito dimentichi che in quei giorni che non tanto ci vengo e sfuggo da te, non è altro che una stretta di più ai flagelli.  Le cose imperverseranno sempre più.  Ah, l’uomo è giunto a tanta perversità, che non basta, per arrenderlo, di toccargli la pelle, ma che giunga a spolverizzarlo!  

   Perciò una nazione invaderà l’altra e si lacereranno,  il sangue scorrerà nei paesi come acqua. Anzi in certe nazioni si faranno nemici di loro stessi e si dibatteranno, si uccideranno, faranno cose da pazzi.  Ah! Quanto Mi duole l’uomo, da Me lo piango!”

   Al dire di Gesù ho rotto in pianto e Lo pregavo che risparmiasse la povera Italia.  Ma Gesù ha ripreso:

  “L’Italia, l’Italia!  Ah, se tu sapessi quanto ne sta combinando di male, quante congiure alla mia Chiesa!  Non le basta il sangue che sta spargendo in battaglia, ma è assetata d'altro sangue. Vuole il sangue dei miei figli, il sangue dei primati.  Si vuole macchiare di tali delitti, da attirarsi la vendetta del Cielo e delle altre nazioni!”

   Io ne sono rimasta terrorizzata e temo molto, ma spero che il Signore Si placherà.

giovedì 13 ottobre 2016

«FATIMA 13 OTTOBRE 1917 → IL CENTENARIO DELLE APPARIZIONI»


«LA VOSTRA LIBERAZIONE È VICINA»


Rubbio  (Vicenza),  31  dicembre  1992.  Ultima  notte  dell'anno.

LA  FINE  DEI  TEMPI.

«Lasciatevi  docilmente  ammaestrare  da  Me,  figli  prediletti. In  questa  ultima  notte  dell'anno,  raccoglietevi  in  preghiera  e  nell'ascolto  della  parola  della vostra  Mamma  Celeste,  Profetessa  di  questi  ultimi  tempi. Non passate  queste  ore  nel  frastuono  e  nella  dissipazione,  ma  nel  silenzio,  nel  raccoglimento, nella  contemplazione. Vi  ho  più  volte  annunciato  che  si  approssima  la  fine  dei  tempi  e  la  venuta  di  Gesù  nella  gloria. Ora  voglio  aiutarvi  a  comprendere  i  segni  descritti  nella  Divina  Scrittura,  che  indicano  ormai vicino  il  suo  glorioso  ritorno. 

Questi  segni  sono  chiaramente  indicati  dai  Vangeli,  dalle  Lettere  di  S.  Pietro  e  di  S.  Paolo,  e  si stanno  realizzando  in  questi  anni. 

→ Il  primo segno è  la  diffusione  degli  errori,  che  portano  alla  perdita  della  fede  ed all'apostasia. Questi  errori  vengono  propagati  da  falsi  maestri,  da  celebri  teologi  che  non  insegnano  più  le verità  del  Vangelo,  ma  perniciose  eresie,  basate  su  errati  ed  umani  ragionamenti. È  a  motivo dell'insegnamento  degli  errori  che  si  perde  la  vera  fede  e  si  diffonde  ovunque  la grande  apostasia. 

"Fate  attenzione  e  non  lasciatevi  ingannare.  Perché  molti  cercheranno  di  ingannare  molta gente. Verranno  falsi  profeti  ed  inganneranno  moltissimi".  (Mt. 24,5-9). 

"Il  giorno  del  Signore  non  verrà  prima  che  ci  sia  stata  la  grande  apostasia".  (2 Ts. 2,3). 

"Verranno  tra  voi falsi  maestri.  Essi  cercheranno  di  diffondere  eresie  disastrose  e  si metteranno  perfino  contro  il  Signore  che  li  ha  salvati.  Molti  li  ascolteranno  e  vivranno,  come loro,  una  vita  immorale.  Per  colpa  loro,  la  fede  cristiana  sarà  disprezzata.  Per  il  desiderio  di ricchezza,  vi imbroglieranno con  ragionamenti sbagliati".  (2 Pt. 2,1-3). 

→ Il  secondo  segno  è  lo  scoppio  di  guerre  e  di  lotte  fratricide,  che  portano  al  predominio  della violenza  e  dell'odio  ed  a  un  generale  raffreddamento  della  carità,  mentre  si  fanno  sempre  più frequenti  le  catastrofi  naturali  come  epidemie,  carestie,  inondazioni  e  terremoti. 

"Quando  sentirete  parlare  di  guerre,  vicine  o  lontane,  non  abbiate  paura;  bisogna  che  ciò avvenga. I  popoli  combatteranno  l'uno  contro  l'altro,  un  regno  contro  un  altro  regno.  Ci  saranno carestie  e  terremoti  in  molte  regioni.  Tutto  questo  sarà  solo  l'inizio  di  sofferenze  più  grandi. Il  male  sarà  tanto  diffuso  che  l'amore  di  molti  si  raffredderà.  Ma  Dio  salverà  chi  resisterà sino  alla  fine".  (Mt. 24,6-12). 

→ Il  terzo  segno è  la  sanguinosa  persecuzione  di  coloro  che  si  mantengono  fedeli  a  Gesù  ed  al suo  Vangelo  e  permangono  forti  nella  vera  fede.  Frattanto  il  Vangelo  viene  predicato  in  ogni parte  del  mondo. 

Pensate,  figli  prediletti,  alle  grandi  persecuzioni  cui  viene  sottoposta  la  Chiesa  ed  allo  zelo apostolico  degli  ultimi  Papi,  sopratutto  del  mio  Papa  Giovanni  Paolo  II,  nel  portare  a  tutte  le nazioni  della  terra  l'annuncio  del  Vangelo. "Voi  sarete  arrestati,  perseguitati  ed  uccisi.  Sarete  odiati  da  tutti  per  causa  mia.  

Allora  molti abbandoneranno  la  fede;  si  odieranno  e  si  tradiranno  l'un  l'altro.  Intanto  il  messaggio  del regno  di  Dio  sarà  annunciato  in  tutto  il  mondo;  tutti  i  popoli  dovranno  sentirlo.  E  allora  verrà  la fine".  (Mt. 24,9-10). 

→ Il  quarto  segno è  l'orribile  sacrilegio,  compiuto  da  colui  che  si  oppone  a  Cristo,  cioè dall'anticristo.  Entrerà  nel  tempio  santo  di  Dio  e  siederà  sul  suo  trono,  facendosi  adorare  lui stesso  come  Dio. 

"Costui  verrà  a  mettersi  contro  tutto  ciò  che  gli  uomini  adorano  e  chiamano  Dio.  Il  malvagio verrà  con  la  potenza  di  Satana,  con  tutta  la  forza  di  falsi  miracoli  e  di  falsi  prodigi.  Userà  ogni genere  di  inganno  maligno  per  fare  del  male".  (2 Ts. 2,4-9).  

"Un  giorno  vedrete  nel  luogo  santo colui  che  commette  l'orribile  sacrilegio.  Il  profeta  Daniele  ne  ha  parlato.  Chi  legge  cerchi  di comprendere".  (Mt.24,15).  

Figli  prediletti,  per  capire  in  che  cosa  consiste  questo  orribile sacrilegio,  leggete  quanto  viene  predetto  dal  profeta  Daniele. "Va,  Daniele,  queste  parole  sono  nascoste  e  sigillate  sino  al  tempo  della  fine.  

Molti  saranno purificati,  resi  candidi,  integri,  ma  gli  empi  continueranno  ad  agire  empiamente.  Nessuno  degli empi  intenderà  queste  cose,  ma  i  saggi  le  comprenderanno.  Ora,  dal  tempo  in  cui  sarà  abolito  il sacrificio  quotidiano   e   sarà   eretto   l'abominio   della   desolazione,   ci   saranno milleduecentonovanta giorni.  Beato   chi   aspetterà   con   pazienza   e   giungerà   a milletrecentotrentacinque  giorni". (Dn. 12,9-12). 

La  Santa  Messa  è  il  sacrificio  quotidiano,  l'oblazione  pura  che  viene  offerta  al  Signore  in  ogni parte,  dal  sorgere  al  tramonto  del  sole. 

Il  sacrificio  della  Messa  rinnova  quello  compiuto  da  Gesù  sul  Calvario.  Accogliendo  la  dottrina protestante,  si  dirà  che  la  Messa  non  è  un  sacrificio,  ma  solo  la  sacra  cena,  cioè  il  ricordo  di ciò  che  Gesù  fece  nella  sua  ultima  cena.  E  così  verrà  soppressa  la  celebrazione  della  santa Messa.  In  questa  abolizione  del  sacrificio  quotidiano  consiste  l'orribile  sacrilegio  compiuto dall'anticristo,  la  cui  durata  sarà  di  circa  tre  anni  e  mezzo,  cioè  di  milleduecentonovanta giorni. 

→ Il  quinto  segno  è  costituito  da  fenomeni  straordinari,  che  avvengono  nel  firmamento  del cielo. "Il  sole  si  oscurerà,  la  luna  perderà  il  suo  splendore,  le  stelle  cadranno  dal  cielo  e  le  potenze del  cielo  saranno  sconvolte".  (Mt. 24,29). 

Il  miracolo  del  sole,  avvenuto  a  Fatima  durante  la  mia  ultima  apparizione,  vuole  indicarvi  che siete  ormai  entrati  nei  tempi  in  cui  si  compiranno  questi  avvenimenti*,  che  vi  preparano  al ritorno  di  Gesù  nella  gloria. 

"Allora  si  vedrà  nel  cielo  il  segno  del  Figlio  dell'uomo.  Tutti  i  popoli  della  terra  piangeranno,  e gli   uomini  vedranno  il  Figlio  dell'uomo  venire  sulle  nubi  del  cielo,  con  grande  potenza  e splendore".  (Mt. 20,40). 

Miei  prediletti  e  figli  consacrati  al  mio  Cuore  Immacolato,  vi  ho  voluto  ammaestrare  su  questi segni,  che  Gesù  nel  suo  Vangelo  vi  ha  indicati,  per  prepararvi  alla  fine  dei  tempi,  perché  essi  si stanno  realizzando  nei  vostri  giorni. 

L'anno  che  si  chiude  e  quello  che  si  apre  fanno  parte  del  tempo  della  grande  tribolazione, durante  la  quale  si  diffonde  l'apostasia,  si  moltiplicano  le  guerre,  succedono  in  tante  parti catastrofi  naturali,  si  intensificano  le  persecuzioni,  l'annuncio  del  Vangelo  è  portato  a  tutti  i popoli,  fenomeni  straordinari  avvengono  nel  cielo  e  si  fa  sempre  più  vicino  il  momento  della piena  manifestazione  dell'anticristo. 

Allora  vi  invito  a  rimanere  forti  nella  fede,  sicuri  nella  speranza  ed  ardenti  nella  carità. Lasciatevi  portare  da  Me  e  raccoglietevi  tutti  nel  sicuro  rifugio  del  mio  Cuore  Immacolato, che  Io  vi  ho  preparato  proprio  per  questi  ultimi  tempi. Leggete  con  Me  i  segni  del  vostro  tempo  e  vivete  nella  pace  del  cuore  e  nella  fiducia. Io  sono  sempre  con  voi,  per  dirvi  che  la  realizzazione  di  questi  segni  vi  indica  con  sicurezza che  è  vicina  la  fine  dei  tempi,  con  il  ritorno  di  Gesù  nella  gloria. 

"Dalla  pianta  dei  fichi,  imparate  questa  parabola:  quando  i  suoi  rami  diventano  teneri  e spuntano  le  prime  foglie,  voi  capite  che  l'estate  è  vicina.  Allo  stesso  modo,  quando  vedrete accadere  queste  cose,  sappiate  che  la  vostra  liberazione  è  vicina".  (Mt. 24,32-33)».


AI SACERDOTI FIGLI PREDILETTI DELLA MADONNA – MSM – DON STEFANO GOBBI


[*Cfr. Luisa Piccarreta – Libro di Cielo XII Vol. 29 Gennaio 1919]



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*XII Vol. 29 GENNAIO 1919*
DIO COMPIRÀ LA TERZA RINNOVAZIONE 
DELL'UMANITÀ,
COL MANIFESTARE CIÒ CHE FACEVA
LA SUA DIVINITÀ NELLA SUA UMANITÀ.


   Stavo facendo l’adorazione alle piaghe di Gesù benedetto, ed infine ho recitato il credo intendendo di entrare nell’immensità del Voler Divino, dove stanno tutti gli atti delle creature passate, presenti e future, e quegli stessi che la creatura dovrebbe fare e che per trascuratezza e malvagità non ha fatto, ed io dicevo: “Mio Gesù, amor mio, entro nel tuo Volere ed intendo con questo credo rifare, riparare tutti gli atti di fede che non hanno fatto le creature, tutte le miscredenze, l’adorazione dovuta a Dio come Creatore”. Mentre queste ed altre cose dicevo, mi sentivo sperdere la mia intelligenza nel Voler Divino, ed una luce che investiva il mio intelletto, in cui scorgevo dentro il mio dolce Gesù, e questa luce che diceva e diceva, ma chi può dire tutto? Dirò in confuso, e poi sento tale ripugnanza, che se l’ubbidienza non fosse così severa, ma più indulgente, non mi obbligherebbe a certi sacrifici, ma Tu, vita mia, dammi la forza e non lasciare a sé stessa la povera ignorantella. 

Ora pareva che mi dicesse:

   “Figlia diletta mia, voglio farti sapere l’ordine della mia provvidenza, ogni corso di duemila anni ho rinnovato il mondo, nei primi lo rinnovai col diluvio; nei secondi duemila lo rinnovai con la mia venuta sulla terra, in cui manifestai la mia Umanità, cui come da tante fessure, traluceva la mia Divinità, ed i buoni e gli stessi santi dei secondi duemila anni son vissuti dei frutti della mia Umanità, ed a lambicco hanno goduto della mia Divinità. 

   Ora siamo in circa del terzo duemila anni, e ci sarà una terza rinnovazione, ecco perciò lo scompiglio generale, non è altro che il preparativo alla terza rinnovazione, e se nella seconda rinnovazione manifestai ciò che faceva e soffriva la mia Umanità e pochissimo ciò che operava la Divinità, ora in questa terza rinnovazione, dopo che la terra sarà purgata ed in gran parte distrutta la generazione presente, sarò ancora più largo con le creature, e compirò la rinnovazione col manifestare ciò che faceva la mia Divinità nella mia Umanità, come agiva il mio Voler Divino col mio voler umano, come tutto restava concatenato in Me, come tutto facevo e rifacevo, ed anche un pensiero di ciascuna creatura era rifatto da Me e suggellato col mio Voler Divino. 

   Il mio amore vuole sfogo, e vuol far conoscere gli eccessi che operava la mia Divinità nella mia Umanità a pro delle creature, che superano di gran lunga gli eccessi che operava esternamente la mia Umanità. Ecco pure perché ti parlo spesso del vivere nel mio Volere, cui finora non ho manifestato a nessuno, al più hanno conosciuto l’ombra della mia Volontà, la grazia, la dolcezza che il farla Essa contiene, ma penetrarvi dentro, abbracciare l’immensità, moltiplicarsi con Me e penetrare ovunque, anche stando in terra, e in Cielo e nei cuori, deporre i modi umani ed agire coi modi divini, questo non è conosciuto ancora. Tanto che a non pochi apparirà strano, e chi non tiene aperta la mente alla luce della verità non ne comprenderà un’acca. Ma Io a poco a poco mi farò strada manifestando ora una verità, ora un’altra di questo vivere nel mio Volere, che finiranno col comprenderlo. 

   Ora, il primo anello che congiunse il vero vivere nel mio Volere fu la mia Umanità. La mia Umanità immedesimata con la mia Divinità nuotava nel Voler Eterno, ed andava rintracciando tutti gli atti delle creature per farli suoi, e dare al Padre da parte delle creature una gloria divina, e portare a tutti gli atti delle creature il valore, l’amore, il bacio del Voler Eterno. In questo ambiente del Voler Eterno Io vedevo tutti gli atti delle creature possibili a farsi e non fatti, gli stessi atti buoni malamente fatti, ed Io facevo i non fatti e rifacevo i malamente fatti. Ora, questi atti non fatti e fatti solo da Me, stanno tutti sospesi nel mio Volere, ed aspetto le creature che vengano a vivere nel mio Volere e che ripetano nella mia Volontà ciò che feci Io. 

   Perciò ho scelto te come secondo anello di congiunzione con la mia Umanità, facendosi uno solo col mio, vivendo nel mio Volere, ripetendo i miei stessi atti. Altrimenti da questo lato il mio amore rimarrebbe senza sfogo, senza gloria da parte delle creature di ciò che operava la mia Divinità nella mia Umanità, e senza il perfetto scopo della Creazione, cui deve racchiudersi e perfezionarsi nel mio Volere. Sarebbe come se avessi sparso tutto il mio sangue, sofferto tanto, e nessuno lo avrebbe saputo; chi mi avrebbe amato? Quale cuore ne resterebbe scosso? Nessuno, e quindi in nessuno avrei avuto i miei frutti, la gloria della Redenzione”.

   Ed io interrompendo il dire di Gesù, ho detto: “Amor mio, se tanto bene c’è in questo vivere nel Voler Divino, perché non lo avete manifestato prima?”
   
   E Lui: “Figlia mia, dovevo prima far conoscere ciò che fece e soffrì la mia Umanità al di fuori, per poter disporre le anime a conoscere ciò che fece la mia Divinità al di dentro; la creatura è incapace di comprendere tutto insieme il mio operato, perciò vado a poco a poco manifestandomi. Poi dal tuo anello di congiunzione con Me saranno congiunti gli altri anelli delle creature, ed avrò stuoli di anime, che vivendo nel mio Volere rifaranno tutti gli atti delle creature, ed avrò la gloria di tanti atti sospesi fatti solo da Me, anche dalle creature, e queste di tutte le classi: vergini, sacerdoti, secolari, a seconda del loro ufficio non più umanamente opereranno, ma penetrando nel mio Volere, i loro atti si moltiplicheranno per tutti in modo tutto divino, ed avrò la gloria divina da parte delle creature di tanti sacramenti ricevuti ed amministrati in modo umano, altri profanati, altri infangati dall’interesse, di tante opere buone in cui resto più disonorato che onorato.

   Lo sospiro tanto questo tempo, e tu prega e sospiralo insieme con Me, e non spostare il tuo anello di congiunzione col mio, incominciando tu per prima”.